Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte IX

Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte IX

La preparatrice mentale Cristina Piccin ci parla di due aspetti molto importanti e simili tra loro: la gestione del periodo post-carriera e la gestione dell’infortunio.

Pubblicato da Cristina Piccin il 16 mag 2018 in Parigi

Amici di Italiajudo, benvenuti ancora una volta su questa rubrica, giunta al nono e penultimo appuntamento. La settimana scorsa vi ho parlato dei benefici che la preparazione mentale può apportare alla comunicazione, alla coesione e al rapporto con l’allenatore e gli altri. Quest’oggi affronto da un lato il tema relativo alla gestione del periodo post-carriera sportiva e dall’altro la gestione dell’infortunio e la seguente riabilitazione. 

La vita sportiva è piena di emozioni, di condivisione, di esperienze negative e positive spesso e volentieri molto forti che alimentano la quotidianità dei judoka agonisti. Scendere nell’arena, vivere una vita diversa che ci identifica nella società, visitare innumerevoli Paesi, far parte integrante di un gruppo specifico aiuta a sentirsi per qualche aspetto una persona speciale. Quando però tutto finisce dopo un grosso infortunio o quando si è a fine carriera, non è raro vivere dei periodi bui e – se pensiamo al peggiore degli scenari – a fenomeni di depressione, di abuso di alcol o persino altre sostanze. L’accompagnamento in preparazione mentale aiuta gli atleti ad organizzare la propria riconversione o doppio progetto professionale, a prendere distanza e a gestire tutti quei pensieri ed emozioni caratteristici di questo periodo. Ci tengo a sottolineare che nel caso di patologie o sintomi di disturbi, il preparatore mentale non interverrà, ma indirizzerà l’atleta verso un terapeuta di fiducia.

Anche se ci hanno insegnato sin dall’inizio come cadere senza farsi male, nel judo è possibile infortunarsi! Pertanto, alla stregua di quanto accade a fine della carriera agonistica, quando gli infortuni subentrano nel proprio percorso non è mai facile affrontarli. Però, se dopo esser caduti ci si rialza, il combattente dopo un infortunio impara a ripartire. La preparazione mentale permette di accompagnare l’individuo durante il periodo di riabilitazione e di recupero in diversi modi:

  • trovando i fattori che hanno causato l’infortunio
  • relativizzando e pianificando le conseguenze
  • prevedendo e schematizzando dei nuovi obiettivi a breve termine
  • rimanendo attore della propria riabilitazione e non uscire da questa postura diventando passivo
  • accelerando i tempi di recupero
  • uscendo dal circolo vizioso dell’accumulo e del susseguirsi di infortuni
  • accelerando la riabilitazione e l’apprendimento dei movimenti grazie alla visualizzazione motoria

I due aspetti, la gestione del periodo post-carriera e la gestione dell’infortunio, sono per certi versi molto simili, in quanto in entrambi i casi è fondamentale “rialzarsi” dopo essere “caduti”. Nonostante questo tema dovrebbe essere molto chiaro a noi judoka, non è sempre facile affrontare questi momenti ed un aiuto dal punto di vista della motivazione mentale può essere rilevante per trovare nuovi stimoli, nuove motivazioni, per poter continuare a gioire e ad emozionarsi attraverso il proprio lavoro – anche se non necessariamente in ambito sportivo – e la propria quotidianità.

Per quest’oggi mi fermo qui. Spero di ritrovarvi numerosi la settimana prossima, mercoledì 23 maggio, per l’ultimo appuntamento di questa rubrica.

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