Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte IV

Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte IV

Da qualche anno una nuova componente della prestazione sportiva sta prendendo piede nella programmazione dell’allenamento degli sportivi di alto livello, pertanto anche dei judoka: la preparazione mentale, chiamata anche mental coaching. Negli sport di squadra come nelle discipline individuali numerosi atleti fanno appello all’aiuto di un preparatore mentale o ad uno psicologo dello sport (spesso in sordina) con lo scopo di ottimizzare la propria prestazione sportiva o per risolvere delle difficoltà subentrate di concentrazione, di motivazione o di sicurezza in sé stessi.

La preparatrice mentale Cristina Piccin ci racconta in 10 puntate i benefici della preparazione mentale per i judoka, con fine di confrontarci su questo tema a volte considerato un tabù. Cristina aderisce alla Société Française de Psychologie du Sport, istituto che promuove la ricerca, la formazione della preparazione mentale nelle diverse federazioni nazionali sportive francesi.

Per maggior info www.factorpmentalpreparation.com

Pubblicato da Cristina Piccin il 11 apr 2018 in Parigi

Ben ritrovati lettori di Italiajudo. La settimana scorsa vi ho parlato di come sia possibile migliorare la sicurezza in sé stessi, soprattutto nelle situazioni di sfida. Quest’oggi vi parlo invece di come sia possibile allenare la concentrazione. 

Il judo richiede un grande sforzo di concentrazione ed allo stesso tempo una focalizzazione dell’attenzione, che può essere “ristretta” oppure no. Provo a spiegarmi meglio: secondo gli stili dell’attenzione di Nideffer, esistono 4 tipi differenti di focalizzazione dell’attenzione; quella rivolta verso una soluzione tattica, viene definita interna/ampia; quella rivolta verso sé stessi ricercando le sensazioni cinestetiche, è definita anche interna/ristretta; la focalizzazione dell’attenzione che permette di percepire le informazioni, è nota come esterna/ampia; quella che si utilizza per fissare un punto preciso, viene definita esterna/ristretta.

Come atleta e come judoka che fa agonismo, mi sono trovata spesso a filtrare le informazioni che ricevo in modo inconscio. A mio parere, ciò che distingue un judoka dilettante da un judoka esperto non è la quantità di informazioni percepite, ma la loro qualità, ovvero la loro pertinenza!

In pratica, il judoka esperto non prende tutto in considerazione, ma dopo aver automatizzato la presenza di alcune percezioni sensoriali (soprattutto cinestetiche), egli filtra quelle utili e quelle trascurabili, ovviamente in modo inconscio! Durante il combattimento, questa automaticità nell’azione e nella percezione necessita uno stato mentale adeguato – a livello emotivo, di attivazione e di vigilanza. Solo in questo modo il judoka ha la capacità di cogliere e massimizzare le opportunità, le occasioni e i momenti favorevoli.

Come ho avuto modo di dire nell’introduzione di questa rubrica,  per raggiungere uno stato mentale adeguato, c’è bisogno di un vero e proprio allenamento, ci sono delle ripetizioni da fare e degli automatismi da integrare!

Alla prossima  settimana.

Leggi anche: 

Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte I

Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte II

Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte III

Per sapere di più su Cristina Piccin, clicca qui

 


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