Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte III

Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte III

Da qualche anno una nuova componente della prestazione sportiva sta prendendo piede nella programmazione dell’allenamento degli sportivi di alto livello, pertanto anche dei judoka: la preparazione mentale, chiamata anche mental coaching. Negli sport di squadra come nelle discipline individuali numerosi atleti fanno appello all’aiuto di un preparatore mentale o ad uno psicologo dello sport (spesso in sordina) con lo scopo di ottimizzare la propria prestazione sportiva o per risolvere delle difficoltà subentrate di concentrazione, di motivazione o di sicurezza in sé stessi.

La preparatrice mentale Cristina Piccin ci racconta in 10 puntate i benefici della preparazione mentale per i judoka, con fine di confrontarci su questo tema a volte considerato un tabù. Cristina aderisce alla Société Française de Psychologie du Sport, istituto che promuove la ricerca, la formazione della preparazione mentale nelle diverse federazioni nazionali sportive francesi.

Per maggior info www.factorpmentalpreparation.com

Pubblicato da Cristina Piccin il 4 apr 2018 in Parigi

Ben ritrovati lettori di Italiajudo.

La settimana scorsa vi ho parlato di come sia possibile raggiungere un livello di attivazione ottimale durante le competizioni e i randori.

La preparazione mentale è un elemento spesso lasciato da parte dagli atleti, gli allenatori o le squadre sportive. Tuttavia non è raro percepire una sentimento di frustrazione contornare il momento della competizione e quindi sentire delle affermazioni del tipo “Non ha testa” o ancora “è tutta una questione di forza mentale”, “ha mollato mentalmente”, e più né a più né metta. Delle frasi comuni, ma che purtroppo non sono mai accompagnate da un lavoro da parte dello staff altrettanto strutturato e definito come la preparazione fisica e tecnica. Sì, perché si tratta di un vero e proprio allenamento, ci sono delle ripetizioni da fare e degli automatismi da integrare! Non è magia!

Quest’oggi vi parlo invece di come sia possibile migliorare la sicurezza in sé stessi, soprattutto nelle situazioni di sfida. 

In tutti gli sport, la sicurezza in sé stesso gioca un ruolo di base nel raggiungimento della prestazione ottimale. Questo lo si evince in uno sport di combattimento come il judo che vede affrontarsi due atleti, uno contro l’altro, su un tatami. Spesso subentrano problemi di sicurezza e di fiducia in sé stessi tra i judoka, diventando una delle cause principali di interruzione di carriera, in seguito ad una successione di sconfitte.

Ma la sicurezza in sé stessi e nelle proprie capacità non è una qualità definitiva e costante. Il percorso di un judoka ha degli alti e dei bassi… allo stesso modo la sua sicurezza! È primordiale comprendere (con l’aiuto di un preparatore mentale o di uno psicologo dello sport) come sarà possibile risolvere un sistema di credenze limitanti, o la presenza di un blocco mentale, per poi allenare le tecniche specifiche all’individuo.

Nel judo, succede spesso di udire gli atleti affermare “ho sempre una brutta poul” o “ho un problema coi mancini” o ancora “se cambio di categoria non vincerò più niente”, ecc. A volte siamo di fronte a dei blocchi impliciti di cui lo sportivo non ha ancora preso consapevolezza, pertanto l’aiuto di un professionista dell’aspetto mentale può essere utile! In seguito il judoka potrà allenarsi grazie a dei “compiti” richiesti, delle ripetizioni in visualizzazione, ecc.

Leggi anche: 

Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte I

Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte II

Per sapere di più su Cristina Piccin, clicca qui.

 


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