Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte VI

Preparazione Mentale: i benefici per i judoka – Parte VI

La preparatrice mentale Cristina Piccin approfondisce quest’oggi il tema legato alla definizione di una “routine” da attuare prima e durante la competizione col fine di massimizzare la propria prestazione.

Pubblicato da Cristina Piccin il 25 apr 2018 in Parigi

Ben ritrovati lettori di Italiajudo. La settimana scorsa vi ho parlato di come sia possibile allenare la concentrazione e di come si può gestire il recupero, soprattutto tra gli allenamenti e i periodi di dieta. Oggi vorrei focalizzarmi sui vantaggi legati alla definizione di una “routine” col fine di massimizzare la propria prestazione.

L’obiettivo finale di un percorso di preparazione mentale è, per la maggior parte dei casi, volto a costruire una “routine di prestazione” da instaurare prima e durante la gara. In tale modo il judoka potrà mettere in atto tutti i comportamenti, gli atteggiamenti e i pensieri che gli permetteranno di raggiungere la sua performance ottimale il giorno della gara.
Attenzione: c’è differenza tra rito e routine! La routine pre-competitiva è pensata e strutturata, ben costruita in anticipo, con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione del judoka sulla competizione e mantere o riattivare la concetrazione quando ce ne bisogno, tipicamente prima e durante ogni combattimento. Il rito o rituale è invece un gesto, una parola che spesso e volentieri si lega alla superstizione, privo di una vera “pre-fabbricazione” e priva di un vero obiettivo.
Per esempio, saltare appena prima del combattimento sempre allo stesso modo per superstizione o per semplice abitudine è rito. Se invece l’atleta ha allenato e preso consapevolezza in anticipo di un’attivazione fisiologica e mentale grazie ai salti ed ad altre tecniche allora si parla di routine. Un altro esempio possono essere i gesti pre combattimento, se con essi l’atleta ha ancorato un’emozione, un pensiero allora il gesto diventa parte integrante di una routine di gara. La routine è pertanto un insieme di gesti, azioni e pensieri che l’atleta conosce e sa di esser propri, mettendo se stesso/a in una situazione di sicurezza.
Molti campioni hanno sviluppato inconsciamente la propria routine, come possiamo notarlo durante i grandi eventi. In effetti, se domandassimo loro la ragione di questi gesti o attitudini, spiegherebbero i loro motivi originali, ovvero il loro stato d’animo, le emozioni, le sensazioni fisiche, i loro pensieri favorevoli che permettono loro di raggiungere la propria zona di prestazione.

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