Yuko Fujii prima donna alla guida di un team maschile in Brasile

Yuko Fujii prima donna alla guida di un team maschile in Brasile

Le prime dichiarazioni di Yuko sono cariche di entusiasmo, e di responsabilità per il nuovo ruolo, con un programma fitto di impegni che la vedranno accompagnare la squadra maschile in un tour internazionale con allenamenti in Giappone e Spagna e con la partecipazione al GP di Zagabria in Luglio. Il suo “road trip” per Baku è già iniziato.

Pubblicato da Fabio Fabbroni il 7 lug 2018 in Bologna

La confederazione di Judo brasiliana (CBJ) ha nominato Yuko Fujii head coach della squadra nazionale maschile. L’annuncio cade poco prima del campionato del mondo di Baku, in Azerbaigian.

In questi tempi di grandi cambiamenti la notizia in se non dovrebbe fare scalpore, eppure il presidente della CBJ, Silvio Acácio Borges, l’ha definita una ‘milestone’ di quelle in grado di fare storia; lapidario il suo commento: “Uomo o donna non ha importanza, importanti sono le qualità e la competenza, i cosiddetti skill insomma e Yuko ha tutto per fare un ottimo lavoro”.  Molto positivo anche il giudizio di Ney Wilson Pereira, performance manager del team brasiliano, il quale ha dichiarato che Yuko conosce già la struttura del team e i suoi componenti, avendoci lavorato come assistente durante il ciclo passato olimpico, collaborando, tra l’altro, con i team giovanili dove si è occupata della transizione fra Junior e Senior, un punto decisamente a suo favore che gli faciliterà, non poco, il suo lavoro ed inserimento. In precedenza Yuko ha lavorato anche all’interno dello staff tecnico della nazionale britannica in occasione del ciclo olimpico culminato con i giochi di Londra 2012. L’esperienza internazionale non manca quindi a questo giovane tecnico nipponico.

Yuko Fujii ha 36 anni e proviene dalla città di Toyoake,  diventa così la prima donna in Brasile a ricoprire il ruolo di responsabile di un team maschile. Una promozione sul campo, quindi, e non un salto nel buio, magari con dietro meri scopi promozionali, come avvenne nel calcio italico, dove nel 1999 il pirotecnico presidente del Perugia Calcio Luciano Gaucci lanciò l’idea di Carolina Morace come allenatrice dell’allora squadra di Serie A. Un progetto serio, con basi solide ed obiettivi certi.

Il tutto all’interno di un team, quello brasiliano, già forte, lungi dal soffrire quella crisi che attanagli il movimento francese e quello georgiano (anche tanto per fare due nomi eccellenti). Forse è questo il vero nocciolo della notizia, perché di donne ai vertici dello sport mondiale ce ne sono già; basta pensare alla nostra Laura Di Toma team manager della nazionale italiana. Qui si tratta di una donna che si guadagna sul campo il diritto di allenare il solo team maschile (attenzione, non ha assunto la carica di DT ma solo di Head Coach della squadra maschile) e lo fa all’interno di una federazione di un paese che ha una cultura sportiva veramente avanzata, direi invidiabile, al di là di tutti gli altri problemi strutturali che attanagliano il Brasile.

C’è di che riflettere ed imparare. Perché quello che manca da noi è la cultura sportiva direi a tutti i livelli, non solo nel Judo, anzi – l’uscire dalle logiche di bottega per guardare avanti e pianificare la crescita di un movimento lasciato troppo spesso all’impegno e alla capacità dei singoli.

Citando Federico Buffa concludo dicendo che un capolavoro non è soltanto eseguire un gesto tecnico o realizzare un’impresa sportiva ma può essere considerato un capolavoro anche la lungimiranza, il credere in qualcuno oltre che a noi stessi.


  1. maino pierattilio says:

    Bom dia, fa piacere che si sia messa l’ attenzione su un avvenimento di estrema importanza come quello accaduto in seno alla C.B.J. Tempo addietro fui invitato espressamente dal pres. Acácio Borges al raduno Alti Gradi brasiliani a S.Paolo e rimasi sinceramente sorpreso per il gran numero di Maestri di origini giapponesi in attivitá. Ed ancor piú meravigliato per l’ incredibile struttura organizzativa messa in atto dalla C.B.J. ed iniziata
    anni addietro con l’ ex Pres. Paulo Wanderley Teixeira ora nientemeno che Pres. del Com.Olim.Bras. Ad iniziare dagli sponsor di assoluta rilevanza economica, basti guardare i ritrattini degli atleti brasiliani per scoprire che sono gli unici in tutto il mondo ad essere fotografati a mezzo busto con le maglie dei vari sponsor.E poi ancora risonanza mediatica di primissimo ordine su stampa, radio, televisioni e social di tutti i generi..Un serbatoio di immenso potenziale numerico, qualitativo e altamente motivato….credo che in questo contesto Yuko Fujii abbia la possibilitá di fare grandissime cose. Primo banco di prova Baku. In mezzo
    a mille scandali, disfunzioni, malavita sempre piú dilagante e crudele, aqui no Brasil la C.B.J. offre perlomeno al mondo intero l’immagine di una Entitá seria, grandiosa e soprattutto pulita. Abraços a todos p.a.m. brasil

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