L’errore più grande

L’errore più grande

KUZUSHI, rompere l’equilibrio. Rubrica di satira a cura di Chiorbaciov.   Amo il judo. Odio i judoka. Non tutti, per carità. Ma una buona parte. Tengo conto del fatto che una persona spicciola lo è sia con un judogi addosso sia senza, ma ho notato che alcuni comportamenti sono ricorrenti in chi pratica la nostra [...]

Pubblicato da Chiorbaciov il 1 lug 2014 in Prato

KUZUSHI, rompere l’equilibrio.

Rubrica di satira a cura di Chiorbaciov.

 

Amo il judo. Odio i judoka. Non tutti, per carità. Ma una buona parte. Tengo conto del fatto che una persona spicciola lo è sia con un judogi addosso sia senza, ma ho notato che alcuni comportamenti sono ricorrenti in chi pratica la nostra disciplina.
Alcuni judoka sono fieri di essere tali. Fino all’inverosimile. Il che è bellissimo, sino a quando non diventi antipatico anche a tua mamma. Si vantano di quello che fanno, lodano i sacrifici che con costanza sono costretti a sopportorare, elevano il judo a sport totale (inventandosi delle panzane come la leggenda che vuole il judo nominato come disciplina più completa nientemeno che dall’Unesco*).

Questo orgoglio finisce presto per diventare spocchiosità. A chi guarda dall’esterno stiamo antipatici come un prolasso rettale. Non coinvolgiamo i profani nella bellezza intima del judo, ma ci vantiamo della sua magnificenza limitandoci a raccontarla, senza farla vedere. E’ come quando in compagnia uno dei tuoi amici si vanta di essersi fatto una fica straordinaria che nessuno ha mai visto. Ci puoi credere o meno, ma il suo vantarsi te lo renderà simpatico come una forchetta che sfrega su una lavagna.

Quando l’Italia è uscita dai Mondiali la cosa si è notata a livello esponenziale. Criticare il calcio è diventato quasi uno sport nello sport, talvolta con argomenti più che leciti, altre volte con delle puttanate siderali. Si è preso a pretesto l’eliminazione della nazionale per sbandierare la nostra superiorità in quanto judoka fighissimi, maledicendo quelli strapagati viziati dei giocatori. Ok, ma… dunque?

Che diritto abbiamo noi di criticare uno sport in grado di far smuovere persone da tutto il mondo, che coinvolge in modo totale intere nazioni, dalle più sviluppate a quelle meno, la cui diffusione è così capillare che non c’è un solo posto in questo dannato paese dove non è possibile trovare un campo da calcetto, mentre noi dobbiamo fare centinaia di chilometri per una gara decente? Perchè, invece dei soliti piagnistei, non ci fermiamo un secondo a pensare a quello che di buono ha il calcio e che noi, disciplina fantastica ma con un regolamento di merda, con gare ad orari di merda dentro palazzetti di merda, non abbiamo? Con quale assurda esuberanza critichiamo i calciatori come se fossero dei bambinetti della scuola, ignorando completamente il fatto che anche loro devono tenere il peso, rispettare i test atletici, sopportare infortuni? E non solo gli strapagati milionari, anche i giocatori nelle serie minori, quelli che passano le domeniche nel fango senza rimborso spese. E’ perchè noi non siamo pagati? Perchè noi non siamo famosi?

Una ragione di fondo c’è. Fin da piccoli i judoka sono spesso presi in giro dai compagni di scuola, che fanno roba classica tipo nuoto, calcio, danza, pestaggio delle vecchie ecc. Questo provoca due reazioni: si odiano tutti gli altri sport che non sono il judo e ci si chiude a riccio.

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L’altro sabato sono stato a Recco. Ho fatto una gara a squadre splendida, sul lungomare, pieno di famiglie che ci guardavano, con una sposa che si stava facendo le foto su un piccolo golfo vicino, che osservava incuriosita il mio riscaldamento. Sono convinto che, gurdando la gara, guardando i bambini col sorriso sulle labbra correre in mezzo al tatami, abbia percepito del judo molto più di quanto avrebbe potuto fare un qualunque maestro a parole. Una gara organizzata splendidamente, con tutti i ragazzi della Pro Recco coinvolti, che si sono rimboccati le maniche in memoria di due ragazzi morti l’anno prima. I soldi donati alla società dai genitori dei poveretti sono stati reinvestiti per l’acquisto di un defribillatore.

Belle cose, insomma.

Puntiamo tanto su questo: smettiamo di specchiarci e di autocompiacerci. Lavoriamo rimboccandoci le maniche, in silenzio.
Il judo è così bello che della sua grandezza le persone si accorgeranno da sole.

 

 

*Quanti di voi hanno sentito questa storia? Be’, facendo il redattore di Lercio da due anni ho capito una cosa: se non è possibile risalire alla fonte, la notizia è falsa. Con un po’ di ricerche sembrerebbe che siano alcuni siti spagnoli gli artefici di questa bufala pubblicitaria. Ennebi, facendo in parallelo le mie stesse ricerche, è giunto alla mia stessa conclusione. Se qualcuno ha fonti diverse, ce le potrebbe fare avere?

 


  1. Rosalba52 says:

    Tutte le puttanate che noi abbiamo scritto per quanto riguarda il mondiale di calcio, nel mio caso “evidente voglia di nn vincere”! é vera!!! Nn ho mai sentito nessuno che odia i judoka anzi proprio per l’umiltá che indossiamo e che nn millantiamo nn siamo visti ne come prolassi rettali n’è come spocchiosi! Nn estremizziamo nulla se nn un vero senso del sacrificio giusto messaggio che deve passare per le giovani leve che iniziano a praticare ogni genere di sport! Nn so chi tu sia dove sei nato se sei un judoka e ti hanno traumatizzato da piccolo dicendoti qualcosa, se ti sei chiuso a riccio o altro, ma nn ho mai sentito nulla del genere!! Poi che il judo faccia bene più degli altri sport nn è compito nostro dirlo ogni genere di attivitá sportivo ha dei benefici fisici e mentali per la crescita di un essere umano! Ma capisco i judoka che sponsorizzano il judo come tale, ognuno da che mondo é mondo tira l’ acqua al suo mulino!! E di questo nn mi scandalizzerei!! Nessun judoka si specchia e si vanta ma sicuramente ci si sente piú belli senza peccare di presunzione, perché ci sentiamoci piccoli eroi di grandi imprese e nessuno ci caga!! E anche se qualcuno ogni tanto si vanta lasciamoglielo fare magari se lo merita!!!

    • Chiorbaciov says:

      Ciao Rosalba!

      Anzitutto sono felicissimo: raramente, e parlo per altre esperienze, qualcuno di importante tende ad esporsi per esprimere il suo pensiero, e questo ti fa onore.

      Ovviamente qualunque cosa venga vergata dalla mia penna digitale su questa rubrica è l’espressione di un mio personale punto di vista, e come tale si rifà al mio vissuto ed a cose che ho visto, sentito e passato. Lungi da me pensare che la mia sia l’unica realtà, ma so che è comunque un’esperienza comune a tante a persone che hanno apprezzato l’articolo. Insomma: non tutti i judoka sono così, ovviamente, ma non è neanche vero che non lo è nessuno. Per quanto mi riguarda penso che siano in parecchi.

      Altro punto: non mi sono addentrato nelle critiche alla tremenda esibizione che i calciatori azzurri hanno sfoggiato durante il Mondiale. Quello che ho evidenziato è che si è usato a pretesto questo per criticare il calcio nel suo insieme, che, all’interno del Mondiale stesso, racconta invece di storie e sacrifici bellissimi.

      E dunque, non sarebbe meglio prendere esempio da certe manifestazioni sportive o da certi tipi di eventi che coinvolgono un movimento enormemente più grande del nostro piuttosto che liquidarli con “il calcio è uno sport di merda?”.

      Su una cosa siamo d’accordo (visto, non sono solo un brontolone) e cioè che i nostri sacrifici ed i nostri risultati (ma meglio dire i vostri, chè io ho la preparazione fisica di un frequentatore di bocciodromi)nessuno se li caga. Ed è giusto che ci si senta orgogliosi del proprio palmares, specialmente se si è professionisti e se si ha una medaglia olimpica. Il sacrificio, le lacrime e le medaglie dei judoka più in vista sono un motore eccezionale sia per chi già fa questo sport sia per chi ci guarda. E rientrano nell’esempio della bella gara a Recco di cui parlavo nell’articolo.

      Altri atteggiamenti di disprezzo verso altre discipline (che, fidati, vedo e sento)non ci aiutano. Si tratta proprio di un cambio di mentalità che, ovviamente, non riguarda tutti.

      Ciao!

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