Di Guida quinto agli Euro under 23

18/11/2012 Chiude in sordina la spedizione azzurra ai Green Hill European Championships Under 23 di Praga. Nella terza e ultima giornata di gara l’Italia s’è dovuta accontentare del quinto posto di Domenico Di Guida che dopo un’ottima partenza accarezza il podio senza riuscire a salirvi.   Nei 100 kg Mimmo parte con cautela con l’ungherese Miklos Cirjenics: l’incontro è molte tattico [...]

Pubblicato da FZ & AC il 4 set 2013 in PRAGA

18/11/2012 Chiude in sordina la spedizione azzurra ai Green Hill European Championships Under 23 di Praga. Nella terza e ultima giornata di gara l’Italia s’è dovuta accontentare del quinto posto di Domenico Di Guida che dopo un’ottima partenza accarezza il podio senza riuscire a salirvi.

 

Nei 100 kg Mimmo parte con cautela con l’ungherese Miklos Cirjenics: l’incontro è molte tattico ma è l’azzurro a dominare la scena costringendo l’avversario ripetutamente alla passività. Piovono copiose le sanzioni e Mimmo recupera terreno arrivando poco a poco ad un waza-ari a favore: quanto basta per chiudere l’incontro. Al secondo turno il colosso napoletano se la vede con il lettone Vadimis Lando: Mimmo parte con la consueta potenza che lo porta a sovrastare l’avversario tanto nelle fasi di lotta in piedi quanto nella lotta a terra. Arriva anche il vantaggio con un rapido gaeshi che vale yuko: l’azzurro gestisce il punteggio e a poco vale la penalità inflitta ad entrambi i contendenti ed è Mimmo a volare ai quarti. Nell’incontro successivo è il tedesco Pierre Borkovski a tener testa con potenza al giovane napoletano: senza timore Mimmo macina l’avversario trovando l’occasione per infilare un poderoso te-guruma che vale waza-ari. A poco  meno di 30 secondi dal termine dell’incontro l’azione al suolo e concitata e l’arbitro dichiara un ippon per Mimmo, poi cancellato tra i fischi di entrambe le tifoserie per la terna indecisa. Il tempo vola e Mimmo accede alla semifinale. Da qui è un’altra gara. L’azzurro si scontra col polacco Tomasz Domanski ed è dura: l’impeto polacco oggi sembra difficile da arginare e Mimmo pare in difficoltà. A due minuti dal termine dell’incontro l’azione si fa concitata e Domanski sfoggia un micidiale seoi che mette Mimmo fuori combattimento. Nella finale per il bronzo l’azzurro incontra il tedesco Karl-Richard Frey; la partenza non è delle migliori: il tedesco è tremendamente ostico sulle prese e Mimmo nel tentativo di rispondere a proprio vantaggio prende shido per una posizione irregolare. L’azione si fa agitata con Mimmo in uchi-mata e il tedesco che tenta il contraccolpo: nulla di fatto. Poco dopo la ripresa il tedesco passa in vantaggio per una passività inflitta al nostro che risponde con determinazione scoprendosi in modo eccessivo e prestando il fianco al germanico sasae: waza-ari. L’incontro prosegue con la ritirata di Frey, palesemente in fuga con l’azzurro alle calcagna. Il risultato non cambia e Mimmo è “solo” quinto. Amaro il pdiuo visto dal basso per un atleta del suo spessore: Mimmo non è abituato a lasciare i conti in sospeso e questo finale è senz’altro un conto aperto…

 

Nella categoria al limite dei 78 kg in gara Valeria Ferrari. La giovane veronese parte alla grande con la temibile russa Alena Prokopenko: dopo un violento colpo d’anca che la terna non valuta Valeria macina al suolo l’avversaria inchiodandola in osae-komi. La situazione si fa purtroppo grigia al secondo incontro contro l’ucraina Ivanna Makukha: è un doppio gaeshi che vale due volte waza-ari a mettere fine all’avventura  ceca di Valeria.

 

Giornata difficile per Giuliano Loporchio (90 kg) alle prese con Kazbek Zankishiev: dopo una situazione iniziale di parità è fatale il violento’o-soto-gaeshi del russo.

 

Se il bilancio dell’ultima giornata di gara è amaro, l’Italia può dirsi soddisfatta della trasferta nel suo complesso: le cinque medaglie conquistate mettono il team azzurro al terzo posto per numero di piazzamenti a pari merito con la delegazione ucraina, dietro all’inarrivabile Russia (10 medaglie) ed alla Germania (6 medaglie).

 

I complimenti di Italiajudo agli atleti, ai tecnici Mariani, Giungi e Maddaloni ed alle società sportive che con un lavoro quotidiano consentono ai nostri ragazzi di colorare d’azzurro il cielo d’Europa.

 


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