Chiacchierata con l’avvocato Katia Di Cagno

Chiacchierata con l’avvocato Katia Di Cagno

L’avv. Katia Di Cagno sfida il consigliere nazionale uscente, il maestro Giovanni Strazzeri, per il seggio nel consiglio nazionale della FIJLKAM quale rappresentante degli atleti per il settore judo. E’ un avvocato civilista, specializzata in diritto di famiglia e minorile. E’ vice presidente della Società Ginnastica Angiulli, una delle più gloriose e antiche Polisportive d’Italia, dove ha iniziato a collaborare quale capo sezione del judo. Conosciamo meglio l’avv. Katia Di Cagno.

Pubblicato da Ennebi il 24 nov 2016 in Barcellona, ESP

L’avvocato Katia Di Cagno, specializzata in diritto di famiglia e diritto minorile, è vice presidente della Società Ginnastica Angiulli, una società “olimpica” fra le più prestigiose d’Italia con più di cento anni di storia, con la quale ha iniziato a collaborare quale Capo Sezione del Judo. L’avvocato Di Cagno ha fondato la Camera Minorile di Bari con la carica di Vice Presidente, è stato poi componente del Consiglio Direttivo dell’Unione Nazionale delle Camere Minorili, sin dal 2004 con l’incarico di consigliere Tesoriere, Presidente del Collegio dei Garanti e ancora oggi Responsabile Nazionale del settore Psico-sociale e pedagogico. Per ben 8 anni è stata componente del Comitato Pari Opportunità del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari e componente della Commissione famiglia. Da un anno e mezzo è consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Bari, Responsabile della Commissione minori e componente effettiva del Nucleo Anti-usura presso la Prefettura di Bari. E’ anche consulente legale e referente area legale di quattro centri di Ascolto per le famiglie, anche in situazioni emergenziali (con reperibilità H24) del Comune di Bari. L’avvocato Katia Di Cagno sfida il consigliere nazionale uscente, il maestro Giovanni Strazzeri, per il seggio nel consiglio nazionale della FIJLKAM quale rappresentante degli atleti per il settore judo.

Perché si candida?

La mia candidatura nasce da una serie di profonde motivazioni: ovvero da un lato un preciso impegno personale, che mi vede da tempo coinvolta nella gestione della Società Ginnastica Angiulli, una delle più gloriose e antiche Polisportive d’Italia, prima quale Capo Sezione del Judo e, poi, attualmente quale Vice Presidente, dall’altro un percorso politico-sportivo all’interno della FIJLKAM pugliese, nel quale sono stata candidata nella scorsa tornata alla Vice Presidenza del Settore Judo, dove ho onorevolmente conteso la vittoria all’attuale rappresentante federale, da un altro ancora che è, poi, la sintesi dei precedenti, dalla profonda convinzione, maturata nell’ambito della mia attività professionale, quale avvocato civilista, specializzata in diritto di famiglia e minorile, che lo Sport e, segnatamente, il Judo svolgono una funzione sociale indispensabile sia per consegnare alla società civile adulti maturi e pronti, che per recuperare quei giovani che la vita ha allontanato da un percorso di corretta formazione personale. Il percorso indicato ha avuto, poi, completa maturazione all’interno del Gruppo Judo Puglia, che rappresenta svariate realtà territoriali del Judo pugliese, che hanno dato il loro concreto e fattivo contributo alla mia candidatura a livello nazionale, e nell’elaborazione della piattaforma programmatica che vorremmo veder realizzata. A questi Amici va il mio pensiero e la mia gratitudine, io sono la punta dell’iceberg di un movimento di base ben vivo e produttivo di idee, di progetti e di condivisioni sportive, umane e sociali. Senza di loro la mia candidatura sarebbe stata impensabile e mi sembra giusto e doveroso ringraziarli pubblicamente per aver creduto nel nostro progetto.

Quale è il punto più importante delle Sue linee guida per il cambiamento della FIJLKAM?

Come abbiamo già avuto modo di esprimere sia sul Gruppo Judo Puglia che in una mail che ho inviato a tutte le società italiane, il punto più importante del nostro programma è il cambiamento coniugato con l’ascolto della base, l’uguaglianza, la meritocrazia, l’onestà, la democrazia, la condivisione, la solidarietà, la concretezza e l’unità di intenti. Questi principi si concretizzano in sette punti: 1) la modifica dello Statuto per attribuire a tutte le società affiliate il voto in assemblea; 2) ascolto del movimento di base; 3) il riconoscimento da parte dei competenti organi della figura professionale dell’Insegnante Tecnico, in modo da consentire un percorso di costruzione di un profilo sociale e contributivo di questa risorsa fondamentale della Federazione, risorsa su cui poggia l’intero movimento; 4) la riqualificazione professionale del ceto tecnico attraverso i Comitati Regionali, che devono seguire precise linee guida federali; 5) a tutti i tecnici formatori deve essere riconosciuto il diritto di proseguire il loro lavoro a livello federale con tutti i loro atleti, chiamati sulla ribalta internazionale; 6) portare il Judo nella società civile, riteniamo che il Judo dovrebbe essere materia obbligatoria nella scuola; 7) aiutare concretamente le società ad aumentare il numero dei loro iscritti.

Che cosa va assolutamente cambiato nella FIJLKAM?

La mentalità, ovvero si deve veramente credere nel ruolo centrale che le arti marziali possono avere sia a livello olimpico, penso alla lieta novella della partecipazione del Karate alle Olimpiadi, che a livello di impatto sociale, si deve uscire dal bozzolo un po’ elitario che ci ha contraddistinto, ci deve essere una vera apertura del movimento verso la società civile, questo non potrà che avere ricadute positive su tutti. E poi, mi sia consentito, più spazio alle donne e penso alla necessità di riconoscere l’autonomia delle squadre nazionali maschili e femminili, riconoscere due distinte direzioni tecniche, abbiamo davvero delle insegnati straordinarie, che potrebbero svolgere ai massimi livelli il ruolo, non faccio nomi per evitare facili strumentalizzazioni.

Per cosa si batterà in caso dovesse essere eletta?

Come dicevo prima per un profondo cambiamento di mentalità e l’applicazione concreta dei punti programmatici indicati.

Un suo commento su Rio 2016?

A prima vista la manifestazione ci ha visto uscire in modo trionfale e penso anche alla medaglia della lotta, ma ad una analisi più attenta appare evidente che per una volta la fortuna ci è stata benigna. In sintesi credo fermamente che se non ci fosse stata la gran confusione tecnica creata dalla decisione di allontanare i vertici, il risultato sarebbe potuto essere ben più importante, se non altro per il numero di partecipanti in altre categorie di peso sia maschili che femminili. Un grande plauso, quindi, per il risultato deve andare a tutti gli atleti medagliati e non, tutti bravissimi, ma non si possono attribuire meriti a chi non li ha, anzi a chi ha dato prova di non saper governare le dinamiche federali, dovendo appoggiarsi su tecnici stranieri, di cui francamente e con tutto il rispetto possiamo fare benissimo a meno. Sono sotto gli occhi di tutti gli straordinari risultati degli ultimi anni del nostro settore giovanile, fondamentalmente frutto del lavoro dei territori, frutto della iniziativa delle palestre di appartenenza.

Lei ritiene che la FIJLKAM abbia una gestione trasparente?

Dal punto di vista amministrativo e contabile sicuramente, anche considerati i controlli effettuati dal CONI, dal punto di vista sportivo la gestione mi è sembrata un po’ troppo personalistica ed unilaterale, mi sembra che si sia perso di vista il progetto generale per concentrarsi troppo sulle opportunità del momento. Non ho visto una progettualità sportiva, ma la ricerca continua di aggiustamenti particolaristici, che non danno l’idea di una programmazione di largo respiro, ma di piccolo cabotaggio.

Il Presidente Falcone ha scelto quattro candidati consiglieri con cui vorrebbe lavorare nel consiglio federale. Lei non è tra questi. Che cosa pensa di questa scelta?

Mi consenta, ma a tale  domanda non mi pare io possa rispondere in modo compiuto, posso solo dire quello che so. A me consta che il Presidente non abbia mai pubblicamente appoggiato tizio o caio e credo che non lo abbia fatto per una semplicissima ragione: non esiste questa fantomatica lista. Il Presidente, credo abbia abbastanza  fair play per esprimere preferenze personali, anche in considerazione del fatto che è l’unico candidato alla presidenza federale. Penso sia più facile ipotizzare che sia affacciato alla finestra ad aspettare che la base gli consegni  chi dovrà condividere con lui  il quadriennio, al fine di costruire un utile  confronto.

La ringrazio ed in bocca al lupo per la sfida elettorale.

E’ graditissimo il suo “in bocca al lupo” e Le dico che sono molto serena perché il mio motto è: o vinco o imparo!


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