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ll Judo è un’ arte marziale che nasce in Giappone nel 1882. Il suo fondatore Jigoro Kano credeva fermamente che questo sport facilitasse nell’individuo la presa di coscienza del suo corpo e delle sue infinite possibilità con un conseguente sviluppo del concetto di spazio e dell'orientamento. Allo stesso modo degli scacchi e dei giochi di carte come il poker, questa arte di combattimento era ben conosciuta per stimolare la concentrazione mentale ed il coordinamento psicofisico. Anche tradotto come “via della gentilezza”, Il judo è divenuto ufficialmente disciplina olimpica nel 1964 in occasione delle Olimpiadi di Tokyo.

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Commenti

  • Pubblicato in: Rio 2016: una grande lezione per il futuro
    Gentile Marco Bottinelli, La ringrazio per questo Suo chiarimento, Lei ha spiegato molto meglio di come io abbia fatto quello che volevo dire. Ritengo che il confronto giovi a tutti, per questo motivo invito tutti quelli che mi hanno scritto in privato (alcuni per insultarmi) ad esporre pubblicamente le loro ragioni in modo civile. Non credo di possedere la verità assoluta e sono pronto a fare dei passi indietro (come ho anche scritto nell'articolo) qualora chicchessia mi faccia notare chiaramente che ho scritto delle baggianate... del resto sono umano e posso sbagliare. In ultimo, mi preme precisare che dire che una medaglia sia stata programmata in un club, non significa che non vi siano state altre persone che hanno dato un supporto più o meno importante alla vittoria, fermo restando che il merito principale e' di chi ci ha creduto fino alla fine in prima persona, ovvero degli atleti stessi. Si badi tuttavia che nell'articolo mi riferisco chiaramente alla PROGRAMMAZIONE e non al lavoro dei collaboratori tecnici, su cui non ho nulla da dire anche perché non sono competente in materia. Grazie, Ennebi

    Scritto da: Ennebi - Amministratore il 2016-08-22 15:43:33

  • Pubblicato in: Rio 2016: una grande lezione per il futuro
    Caro Arsenio (o qualsiasi sia il suo nome reale), l'articolo qui presente si intitola "Rio 2016: una grande lezione per il futuro" e dice delle cose sacrosante. Non ha lo scopo di elogiare tutti quelli che hanno contribuito alla vittoria di Fabio e Odette... a cui vanno i miriti principali per averci creduto fino alla fine. In quello che dice il sig. Ennebi ci vedo un invito a riflettere sugli errori del passato... che indubbiamente ci sono stati e tanti... Con una programmazione avremmo potuto avere non solo piu qualificati alle Olimpiadi, ma anche una migliore posizione nel ranking per manzi, moscatt, gwend e marconcini e forse di medaglie a casa ne portavamo di piu. La programmazione la fanno i dirigenti che quando ingaggiano un team fissano e condividono degli obiettivi... il testo mi pare chiaro, si rivolge proprio ai dirigenti... alcuni tecnici non capisco per quale motivo si sono sentiti chiamati in causa... mah

    Scritto da: Giulia il 2016-08-22 15:23:32

  • Pubblicato in: Rio 2016: una grande lezione per il futuro
    L'articolo dice il vero sulla finta programmazione di Rio 2016 e i commenti confermano in modo unanime che certi risultati siano frutto solo e soltanto di investimenti economici e tecnici di famiglie (i primi) e club (i secondi) , e questo per Fabio Basile é a mio giudizio indiscutibile. Ma Fabio,forse inaspettatamente, ha vinto e anche molto bene e quindi tutti sono saliti sul carro del Vincitore e non sarà facile far capire ai Dirigenti Federali (e non ai Tecnici Federali che il loro lavoro lo fanno e anche bene)che poco centrano con quello che é successo, che fino a 4 mesi fa stavano guardando da un'altra parte e non avevano visto Fabio, Elios e Matteo che sbracciavano per farsi vedere e portare a far punti olimpici in qualche gara. Mentre per Odette Edwige e Valentina il discorso è senz'altro diverso loro forse veramente dentro un progetto. Lo stellone italico stampato negli occhi di tigre di Fabio e Odette hanno fatto il botto ora io mi aspetterei dalla federazione solo 2 cose: - L'utilizzo corretto ma importante dell'immagine di questi bei giovani per riempiere le palestre e cercare nuovi sponsor. - Una piccola professione di umiltà che consiste nel capire i propri errori e primo fra tutti quello di non investire in maniera più massiccia sui giovani , portandoli alle gare, aiutandoli a fare judo a casa loro senza dissanguare le famiglie o sperare solo nel lavoro dei Clubs. Ma poi ripensandoci, perché fare autocritica quando si vince (non é mai stata fatta neanche quando si perdeva) e quindi saltone sul carro del Vincitore e poi a Tokio ci pensiamo a primavera 2020 che magari ci va di c....fortuna e qualcuno in cantina ha preparato un altro Campione !!!!!!

    Scritto da: marco bottinelli il 2016-08-22 14:55:49

  • Pubblicato in: Rio 2016: una grande lezione per il futuro
    Ha ragione, per questo motivo la invito a leggere il pezzo "Obrigado Italia" pubblicato in tempi non sospetti, all'interno del quale non ci siamo dimenticati degli "altri". Buona lettura PS. Obrigado Italia è citato e linkato nel pezzo sovrastante!

    Scritto da: Ennebi - Amministratore il 2016-08-20 22:55:07

  • Pubblicato in: Rio 2016: una grande lezione per il futuro
    Analisi a tratti condivisibile, a tratti incompleta: manca "un Toniolo" per esempio, quello che con Fabio Basile ha condiviso il tatami delle gare di qualificazione; mancano gli "altri" quei Federali che hanno lavorato bene per gli olimpionici indipendentemente dalla scelte dei politici; mancano gli altri "altri": gli olimpionici che si sono guadagnati Rio indipendentemente dal risultato perché il fatto che ci fossero, nonostante lo sfacelo federale che ha preceduto il 2016, è il loro risultato, loro e di chi con loro ci ha creduto; mancano gli altri altri "altri": quelli che per colpa di un triennio di scelte sbagliate Rio l'anno persa.......mancano e senza di loro non è uguale!! Forse non si conosce a fondo la materia...peccato, occasione sciupata per un'analisi potenzialmente costruttiva: la memoria di vecchi articoli di ex giornalisti di questo blog non basta a fare la differenza.

    Scritto da: Arsenio il 2016-08-20 22:44:33