Se ne va un pezzo di storia: addio Nicola Tempesta

Se ne va un pezzo di storia: addio Nicola Tempesta

La morte del Maestro Nicola Tempesta commuove il mondo del judo italiano e mondiale. Fu un visionario che mancherà a tutti noi. Con lui se ne va un pezzo di storia. Quelli che non lo hanno conosciuto, vivono il ricordo della sua leggenda, che durerà in eterno.

Pubblicato da Redazione il 20 feb 2021 in EU

È un giorno tristissimo: all’età di ottantacinque anni se ne va il pioniere del judo italiano, il Maestro Nicola Tempesta, lasciando un vuoto incolmabile e profondo. Egli è stato una guida autorevole ed illuminante per il judo italiano, che fu unificato proprio grazie ai suoi sforzi, quando nel luglio del 1967 organizzò il primo stage nazionale di judo, del tutto gratuito. Fu un successo senza eguali sia per numero di partecipanti, sia per il raggiungimento di intenti: porre le basi del judo nazionale. Ci fu una seconda ed ultima edizione nel 1968, anch’essa riuscita alla grande. Il Maestro Nicola Tempesta fondò l’Accademia Nazionale di Judo dove si sono formati migliaia di insegnanti tecnici per più di un ventennio. Era un visionario che ha dedicato fino all’ultimo secondo della propria vita al judo e alla crescita della nostra comunità.

Nicola Tempesta era anche un campione, un genio, un fuoriclasse assoluto, che con il suo talento ineguagliabile ha scritto pagine indimenticabili della storia del judo. Fu il primo atleta italiano a vincere un campionato d’Europa, lo fece il 10 novembre 1957 a Rotterdam. Nel suo palmares agonistico può annoverare un altro oro europeo conquistato nel 1961 a Milano, oltre a sei argenti e una medaglia di bronzo continentali. In campo nazionale invece si annoverano 10 titoli italiani. Partecipò inoltre alle Olimpiade di Tokyo nel 1964. Quell’anno il maestro Nicola Tempesta era uno degli atleti favoriti per la conquista del titolo Olimpico, avendo egli vinto nel 1963 tutta la serie di competizioni che all’epoca venivano chiamate “Pre-Olimpiche” e che si svolsero in Giappone. Il successo in questo circuito gli valse il soprannome da parte dei nipponici, che lo temevano, di “Elefante Bianco”. Purtroppo fu eliminato nel girone di qualificazione dove colse una vittoria per ippon contro il taiwanese V. Huang, ma poi venne sconfitto, tra le tante polemiche, dal coreano J.Kim.

Tempesta ha scritto assieme al prof. Tribuzio e a Ferdinando Tavolucci il libro pubblicato nel 2016 “Judo: sport e tradizione”. Il libro promuove il judo come un potente manifesto educativo, che non va chiuso in un cassetto e tenuto gelosamente nascosto, ma attuato con l’esempio, che parte dalla pratica quotidiana sul tatami per estendersi nei luoghi di gara, in famiglia, nel mondo della scuola e del lavoro.

Il 28 giugno di due anni fa, nel giorno del suo compleanno, la FIJLKAM riconosce al Maestro Nicola Tempesta il 9º dan. Tuttavia, nei cuori degli italiani, Tempesta rappresenta il più alto grado jusoistico, il jū-dan. 

Il Maestro Nicola Tempesta mancherà a tutti noi. Con lui se ne va un pezzo di storia. Quelli che non lo hanno conosciuto, vivono il ricordo della sua leggenda, che durerà in eterno.

Grazie Maestro.


Commenta con Facebook

commenti