Chiacchierata con Giuseppe Macrì, responsabile del movimento Master italiano

Chiacchierata con Giuseppe Macrì, responsabile del movimento Master italiano

Il responsabile della Nazionale Italiana Master, Giuseppe Macrì, fa il punto sul quadriennio appena trascorso: abbiamo parlato con lui dell’attività nazionale ed internazionale, delle difficoltà causate dal Covid e dei progetti per il nuovo quadriennio.

Pubblicato da Ylenia Giacomi il 7 feb 2021 in Bolzano

Qual è il resoconto del quadriennio passato per il movimento Master?

Il quadriennio è iniziato con una sfida importante per la Federazione: la 9° edizione del Mondiale Master di Olbia. Una doppia sfida, che vedeva da un lato l’organizzazione e dall’altra la partecipazione degli atleti italiani. La sfida è stata vinta grazie all’eccellente lavoro fatto dal Comitato Regionale sardo e ad una massiccia partecipazione di atleti: circa 1.200 totali di cui 200 azzurri, che ci hanno portato per la prima volta a vincere il medagliere, con ben 44 medaglie, davanti ai cugini transalpini. Le edizioni successive, Cancún con 40 azzurri e Marrakech con 80, hanno confermato che le distanze non fermano la voglia di partecipare agli eventi Master. Anche gli Europei hanno visto un importante numero di partecipanti italiani e i risultati ottenuti sono stati ottimi.

Grazie anche ai raduni nazionali, utili soprattutto per rafforzare il gruppo, abbiamo incrementato la partecipazione all’Europeo a squadre, gara meno sentita nel quadriennio precedente soprattutto a livello maschile. A partire dell’edizione del 2017  a Glasgow, ai Team Femminili si sono aggiunti i Team Maschili e anche qui il medagliere ce lo siamo divisi con Francia, Russia e Spagna per gli uomini e Francia, Germania e Gran Bretagna per le donne.

Sono molto grato ai partecipanti alla gara a squadre, che ringrazio, sopratutto per le difficoltà dal punto di visto economico che essa comporta, perchè “contringe” gli atleti che decidono di parteciparvi a permanere qualche giorno in piú sul luogo di gara.

I Mondiali di Olbia ci hanno dato una maggiore visibilità e la possibilità di aggiungere un altro tassello alla nostra attività già consolidata da altri eventi, come il Trofeo Italia Master, la Coppa Italia ed i Campionati Italiani a Squadre.

Il 2018 vede poi svolgersi a Latina la prima edizione del Campionato Italiano Master, mentre Giaveno ha ospitato l’edizione 2019. Purtroppo il Covid ha impedito di chiudere il 2020 con la proposta della Commissione Nazionale Master, ovvero di riunire le due attività, Shiai e Kata, in un unico fine settimana presso il Centro Olimpico di Ostia, dove si sarebbero dovuti svolgere i due Campionati Italiani e una serata di Gala, che avrebbe sancito la chiusura del quadriennio.

Il Covid può aver danneggiato questo movimento che stava iniziando a crescere anche in Italia?

Spero di no. Dovremmo attendere un po’ prima di capirlo. Per prima cosa dobbiamo riaprire le palestre, capire se questo virus ha raffreddato l’entusiasmo o, viceversa, ha creato voglia di tornare ad allenarsi, voglia di tornare alle gare, voglia di rivedere quelle amicizie che la palestra e le competizioni possono far ritrovare. Nonostante la pandemia, il movimento ha mantenuto i contatti, organizzando allenamenti che si sono svolti sulla piattaforma Zoom. A tal proposito, mi preme ringraziare Ghiringhelli, Paparello, Marverti, Lucidi, Gigli e Pallavicino, che hanno organizzato sedute di allenamento virtuali e hanno coinvolto il gruppo italiano con atleti francesi e brasiliani.

C’è già qualche gara in programma?

Non sarà facile ripartire con le gare Master. Tuttavia, i numeri degli atleti da gestire non sono alti, quindi seguendo quelli che saranno i protocolli federali, ci si potrebbe riuscire. Intanto la Federazione ha inserito la finale dei Campionati Italiani nel mese di novembre. Con riferimento all’attività internazionale, gli Europei sono in calendario nel mese di aprile ad Atene e i Mondiali a settembre in Polonia. Sicuramente EJU e IJF saranno in grado di gestire i due eventi, che di solito muovono dagli 800 ai 1000 atleti over 30, a cui vanno aggiunti ufficiali di gara, tecnici e familiari. È chiaro che solo nei prossimi mesi, secondo gli sviluppi della pandemia, potremmo avere indicazioni più precise sulla ripresa dell’attività agonistica internazionale.

Proposte per i prossimi quattro anni?

Non so se seguirò ancora il movimento Master, se così sarà, vorrei organizzare un raduno Nazionale dedicato agli atleti over 30. Lo trovo fondamentale per ritrovarsi, scambiarsi delle idee su come ripartire e cosa fare per migliorare la nostra attività. Soprattutto vorrei cercare di coinvolgere di più la fascia M1/F1 (30-35 anni), fondamentali per la crescita numerica nel movimento e per l’energia che potrebbero trasmettere a tutto il gruppo. Il resto si vedrà, intanto è importante riuscire a ripartire in sicurezza.

In Italia dopo i 35 anni non si può più partecipare alle gare senior ma solo a quelle Master. Cosa ne pensa?

È una domanda che mi è stata fatta spesso, la mia opinione personale è che come in tutti gli sport, il tempo ti mette al tuo posto. Se sei integro fisicamente, se sei competitivo negli obiettivi che ti poni e motivato a raggiungerli, perché no? Se una di queste cose verrà meno, a qualsiasi età, sicuramente costringerà l’atleta a mollare. Tutto ha una fine e gli atleti prima o poi se ne rendono conto. Pertanto, non credo ci sia bisogno di una regola fissa. Se poi si ha ancora voglia di competere in un clima diverso da quello delle gare senior, il movimento Master accoglierà a braccia aperte chiunque voglia ancora confrontarsi in gara.

Che considerazione si ha della classe Master in altri Paesi?

Per rispondere a questa domanda vorrei sottolineare che gli Europei e i Mondiali Master hanno visto la partecipazione di atleti che hanno riscontrato grandi risultati nel passato. A tal proposito, cito a memoria il tedesco Stohr, gli ungheresi Csak e Hajtos, l’inglese Kokotajlo, il mongolo Baljinnyan, gli spagnoli Ruiz e Paco Lorenzo e l’olandese Huizinga, mentre per le donne sono tutt’ora presenti l’inglese Cox e la russa Kotova, tutti medagliati alle Olimpiadi o a tornei internazionali senior. Ciò è una chiara dimostrazione della considerazione che ha l’attività Master nel mondo.