Assunta Galeone sull’incontro tra Abe e Maruyama

Assunta Galeone sull’incontro tra Abe e Maruyama

Assunta Galeone lascia ad Italiajudo il proprio commento sullo storico incontro tra Abe e Maruyama avvenuto lo scorso 13 dicembre 2020.

Pubblicato da Assunta Galeone il 20 dic 2020 in Napoli

Dell’ incontro dell’anno resta nella mia mente un’immagine: Maruyama emozionato nell’intervista post match. Dei 24 minuti, quello che ho memorizzato è il dopo. Sarà che siamo molto diversi culturalmente, sarà che l’empatia ha fatto il suo lavoro, ma di questo evento è quel preciso fermo immagine che ho impresso. Maruyama in maniera molto dignitosa mostra le sue lacrime, rammaricato che il suo tutto non è bastato per vincere, elogiando il proprio avversario e ringraziandolo anche per averlo motivato a spingersi così oltre (solo chi conosce la cultura giapponese può comprendere un comportamento del genere!). Un grande esempio!

A me quelle lacrime e quel silenzio hanno commosso e mi hanno anche fatto arrabbiare. Commosso perché toccano una parte del mio passato da atleta. Arrabbiare perché non condivido la decisione presa e soprattutto la modalità di selezione usata. Ad un incontro per un pass olimpico, con arbitraggio discutibile, avrei gradito altro, magari vederli ai Masters in una semi finale ufficiale. Non me ne voglia chi ama “l’old school”, tuttavia ritengo che le concessioni sono state troppe, anche perché in campo internazionale tutto ciò non è concesso. E anche volendo sanzionare meno per favorire il combattimento, il “meno” è stato eccessivo e soprattutto condizionante.

Maruyama è secondo in ranking olimpica e Abe terzo, e considerando ciò sarebbe stato più giusto e meritocratico decidere con la ranking alla mano e non per un wazari dubbio (almeno ai miei occhi!). Abe ha condotto l’incontro all’insegna del tatticismo non dando la possibilità a Maruyama di poter fare la presa alla manica per portare i propri speciali (bravo a farlo! Nulla da dire ma con il regolamento ufficiale non avrebbe potuto farlo così spesso); mentre Maruyama si è dimostrato molto più “disponibile” all’incontro, aperto e propositivo.

Che dire?! Sono stati eccezionali entrambi per la concentrazione e determinazione mostrata. A questi livelli, dove sono i dettagli a fare la differenza, devi favorire il buon judo e non solo quelle piccole “sporcate” o quel guizzo di chi è più lucido e più cinico, per poter concedere poi la possibilità ad uno dei due atleti di partecipare ai Giochi.

È stato un incontro lungo, snervante e non oso immaginare la tensione. Hanno tutta la mia ammirazione. Resta quel “ma” che pende sulle decisioni della federazione nipponica. Ad ognuno la sua politica.

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