Andrea Regis: «Dobbiamo rendere il voto più accessibile a tutti»

Andrea Regis: «Dobbiamo rendere il voto più accessibile a tutti»

Italiajudo vi propone l’intervista ad Andrea Regis, candidato al Consiglio Nazionale della FIJLAKM, in rappresentanza degli atleti per il settore Judo.

Pubblicato da Giovanni Di Cristo il 31 gen 2021 in Napoli

Da pochi mesi hai maturato la decisione di interrompere la carriera agonistica. Ci puoi dire quale momento del percorso da atleta di alto livello ricordi con più piacere?

Sono tre, provo a riassumerli brevemente. Il primo ricordo risale alla vittoria degli Europei juniores. È un evento che ricordo con immensa felicità, è stata una delle vittorie più sentite perché avevo preparato quella gara alla perfezione, sapevo di dover vincere e lo feci. Il secondo invece riguarda il campionato d’Europa a Squadre del 2010 a Vienna. Ho un debole per le gare a squadre, mi hanno sempre trasmesso un’adrenalina particolare. In Austria battemmo la Russia ed io vinsi un incontro importante con Isaev, che qualche anno dopo divenne campione olimpico, ma a prescindere dal quell’incontro, ci fu una atmosfera magica. Alla fine, ci piazzammo quinti ed io ricordo di aver pianto tanto. In genere non piangevo mai quando perdevo una gara, ma in quell’occasione mi emozionai tanto. Il terzo ricordo si riferisce alla gara a squadre alle Universiadi di Taipei. Lì combattemmo solo in tre, mancavano le categorie dei 66 e 73 kg, ma nonostante ciò arrivammo in semifinale contro il Giappone. Vinsi il primo incontro ai danni di Fujiwara e l’atmosfera si scaldò in maniera incredibile. Ricordo ancora che le nazionali della Polonia e della Germania facevano il tifo per noi. Anche lì ci fermammo ai piedi del podio, tuttavia se penso a quella gara mi viene ancora la pelle d’oca.

Di cosa ti occupi attualmente?

Attualmente sono a Roma a seguire un corso AIEF, cioè aiutante istruttore di educazione fisica. Dopo la parentesi nel gruppo sportivo dell’esercito ho chiesto il trasferimento in un reparto operativo. Non so ancora di preciso dove andrò ma molto probabilmente Torino sarà la destinazione più semplice da raggiungere.

Perché ti candidi a consigliere nazionale della FIJLKAM?

Da sempre mi piace mettermi in gioco e lavorare per risolvere le problematiche che emergono dal confronto. Quando mi è stata proposta la candidatura a consigliere, sono stato attraversato da una scossa di entusiasmo. Mi candido perché voglio dare una mano per il bene del judo e voglio impiegare il mio tempo per accrescere le mie conoscenze anche in ambiti in cui non sono un esperto, come ad esempio i kata ed i master. In tal senso, sarò a disposizione di tutti.

Come pensi di conciliare la tua professione di militare con il ruolo all’interno del consiglio di settore?

Avrò degli orari prestabiliti, questa è la cosa che contraddistingue noi militari, quindi darò il mio impegno all’arma negli orari di lavoro, mentre, il restante tempo lo potrò impegnare nell’ambito del judo.

Che cosa va assolutamente cambiato nella FIJLKAM?

Lo statuto. Il diritto al voto è sancito nella nostra costituzione e dobbiamo renderlo più accessibile a tutti. Ci sono delle regole vecchie che probabilmente quarant’anni fa lo rendevano il più democratico possibile, siamo nel 2021, è giusto avere basi e tradizioni ma bisogna anche portare le regole a quella che è la realtà quotidiana.

Quali sono le tre priorità che porterai all’attenzione del Consiglio nel caso tu dovessi essere eletto?

Il primo punto, il piú importante di tutti, è quello appena citato, ovvero una riforma dello statuto che preveda un voto piú democratico e l’introduzione della possibilità di delega in fase di votazione anche alla rappresentanza degli insegnanti tecnici e degli atleti, per i quali non è al momento prevista. Durante le prossime elezioni che si svolgeranno in piena emergenza sanitaria, le deleghe per la rappresentanza  degli  insegnanti tecnici e atleti avrebbero reso le cose piú semplici e soprattutto piú sicure per chi vive lontano da Roma. Sono convinto che un primo intervento debba essere mirato in questa direzione.

Un secondo aspetto su cui dovremo migliorare riguarda la promozione. Ritengo sia importante utilizzare gli atleti più in evidenza e con più follower per promuovere i valori positivi del judo. A ciò si aggiunge la necessità di stringere collaborazioni con partner importanti che possano dare una mano rilevante alla Federazione al fine di rendere il movimento piú visibile a 360º.

Il terzo aspetto dove ritengo ci sia da agire riguarda la sana competizione. In riferimento a questo punto dobbiamo assicurarci che la meritocrazia giochi un ruolo centrale e che, al tempo stesso, si mettano da parte campanilismi e giochi di potere.

Ritieni che la FIJLKAM abbia una gestione trasparente?

Se ci riferiamo al lato economico, naturalmente le uscite e le entrate devono assolutamente essere dichiarate e su quello non si discute. In riferimento al settore judo, in base alla mia esperienza da atleta, mi è capitato di ricevere informazioni importanti da terze persone e non direttamente dal DT o dagli allenatori federali. Cose del genere non devono accadere e sicuramente non rappresentano una buona applicazione dei principi di trasparenza. Quindi mi chiedo: perché non rendiamo le informazioni più agevoli e disponibili a tutti in modo da avere una chiara ed evidente conduzione del settore Judo? Se dovessi essere eletto, una delle prime cose da fare è controllare il budget, tuttavia la trasparenza non è solo questo, ci dev’essere anche chiarezza sui ritiri, le convocazioni, gli stage, le gare nazionali ed internazionali.

Per chiudere, c’è qualcosa che vuoi aggiungere?

Ritengo sia importante instaurare un confronto con tutti, senza distinzione, al fine di trovare la via per il miglioramento. Non ho la ricetta in grado di risolvere tutti i problemi della federazione. Ritengo però di avere l’umiltà di capire che posso apprendere da tutti e tutti mi possono aiutare.


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