Volontaria-mente per emergere e affermarsi

Volontaria-mente per emergere e affermarsi

Piu’ volte su Italiajudo si e’ letto de “l’Italia dei Volontari”: probabilmente in molti si sono chiesti che cosa si intenda con il termine “volantari” .   In verità è molto semplice: la parola “volontari” sottolinea l’impegno di alcuni atleti che decidono di investire su se stessi, spontaneamente e gratuitamente, in un modo che va oltre quanto viene richiesto loro.   Provo ad essere piu’ chiaro: con la liberalizzazione dell’attività [...]

Pubblicato da Ij Team il 7 apr 2015 in Italia

Piu’ volte su Italiajudo si e’ letto de “l’Italia dei Volontari”: probabilmente in molti si sono chiesti che cosa si intenda con il termine “volantari” .

 

In verità è molto semplice: la parola “volontari” sottolinea l’impegno di alcuni atleti che decidono di investire su se stessispontaneamente e gratuitamente, in un modo che va oltre quanto viene richiesto loro.

 

Provo ad essere piu’ chiaro: con la liberalizzazione dell’attività internazionale gli atleti che soddisfano determinarti criteri possono prendere parte all’attività continentale e mondiale a condizione che tutte le spesse ad essa legate vengano sostenute dagli atleti stessi.

Le gare in questione sono le Continental Open, nuova denominazione da un anno a questa parte per i tornei di World Cup, che contribuiscono alla scalata della World Ranking List e alla qualificazione olimpica: solo i primi 22 al mondo tra i maschi e le prime 14 tra le donne ottenogno il pass per i Giochi Olimpici.

 

L’opportunita’ e’ senza dubbio delle migliori: da un lato gli atleti non devono limitarsi all’attività programmata e finanziata dalle commissioni tecniche con vantaggi volti alla conquista di punti preziosi per la WRL e alla maggiore visibilità che si ottiene nei confronti dei tecnici federali e delle squadre professionistiche; dall’altro la federazione, che noi tutti sosteniamo annualmente con il nostro tesseramento, risparmia molti soldi.

In ultimo, non dimentichiamo che la liberalizzazione dei tornei contribuisce a stimolare la competizione interna, che sembra proprio fare bene alla crescita del judo, basti guardare ai Paesi a noi vicini, come Francia, Slovenia, Gran Bretagna, Germania e Olanda, in cui la lotta per il pass olimpico è motivo di competizione interna tra diversi atleti, in ogni categoria di peso.

 

Tornando in Italia, non e’ obbligatorio, ovviamnete, prendere parte ai tornei liberalizzati: si tratta di una scelta personale.

 

Dunque, perche’ sottolineare che vi sono degli atleti “volontari”?

 

La decisione di Italiajudo di agire in tal senso scaturisce dalla convinzione che sia giusto fare emergere come  la volonta’ e la convizione di alcuni atleti sia ormai determinante per fare la differenza ed essere protagonisti. Siamo infatti convinti che solo il duro lavoro possa sfociare in una carriera indimenticabile e questa è una regola che crediamo sia valida nella vita di tutti i giorni, non solo nell’ambito meramente sportivo.

 

Basti pensare per esempio ai molti professionisti – noi inclusi – che nella quotidianità lavorativa investono di loro spontanea volontà in master, corsi di perfezionamento ed aggiornamento che gli permettono di fare un salto di qualità, forse costoso e difficile, ma professionalmente  premiante.

 

Alcuni – pochi in vero – hanno frainteso le intenzioni di Italiajudo nel sottolineare questa volonta’ encomiabile di emergere, arrivare e affermarsi, dimostrazione dell’impegno e della passione verso la disciplina del judo. In effetti alcuni atleti militari si sono risentiti, quasi come se questa sottolineatura li escludesse a priori.

Ci preme invece precisare che nel gruppo dell’Italia dei Volontari, come ci piace chiamare questo gruppo di atleti volenterosi, puo’ esserci benissimo un atleta appartenente ad un gruppo sportivo militare, come in effetti fino ad adesso ce ne sono stati parecchi.

Vogliamo piuttosto rassicurare quanti si sono sentiti “ingiustamente” esclusi, che  Italiajudo condivide l’idea secondo la quale oggi i gruppi sportivi rappresentino un punto di riferimento importante per chi dedica la propria vita allo sport. Allo stato attuale, i gruppi sportivi militari sono infatti una grande risorsa volta a valorizzare i nostri talenti, in particolar modo in contesti come quello judoistico, che appartiene alla lunga lista di cosidetti “sport minori”.

Un atleta di un gruppo sportivo militare quel posto se l’e’ guadagnato sul campo, cio’ significa che in un determinato momento, in determinate circostanze, ha dimostrato di essere superiore ad altri in corsa per ottenerlo. Pertanto, e’ piu’ che giusto che coloro che hanno meritato sul campo abbiano una posizione privilegiata, scaturita dal fatto di percepire uno stipendio.

 

E’ tuttavia convizione di Italiajudo che il fatto di essersi guadagnati uno stipendio non sia sufficiente a guadagnarsi la medaglia alle Olimpiadi, tantomeno il posto da titolare nei tornei di qualificazione olimpica, ma nemmeno la qualificazione diretta ai Campionati Italiani Assoluti.

Non molto tempo fa una nostra lettrice, atleta di un gruppo sportivo militare, ci ha scritto: “i soldi (ndr riferendosi allo stipendio che gli atleti militari percepiscono) non ti danno l’immunità e l’invincibilità in gara! A fare la differenza sono sempre e comunque il talento, il lavoro, l’impegno, l’ambizione, l’occasione”.

Come non essere d’accordo?

E’ proprio abbracciando questo concetto da cui e’ scaturita da un paio di anni a questa parte la decisione di parlare dellItalia dei Volontari, che approfitta dell’occasione fornita dalla liberalizzazione dei tornei del World Tour per fare la differenza.

 

Del resto, come qualcuno ha tenuto a precisare: “We live to make a difference”.

 

…. oppure ci sbagliamo?

 

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