Under 23? Tutt’altro che “storia”!

25/01/2013- Gli under 23 non sono soltanto storia. Lo dice l’ultima versione del calendario continentale pubblicata di recente dall’EJU: dal 15 al 17 novembre prossimo, a Sofia si disputeranno iCampionati Europei Under 23.   Dopo un primo momento in cui si pensava che l’attività riservata a questa fascia di transizione dovesse essere dimenticata, è ora [...]

Pubblicato da AC il 6 set 2013 in Milano

25/01/2013- Gli under 23 non sono soltanto storia. Lo dice l’ultima versione del calendario continentale pubblicata di recente dall’EJU: dal 15 al 17 novembre prossimo, a Sofia si disputeranno iCampionati Europei Under 23.

 

Dopo un primo momento in cui si pensava che l’attività riservata a questa fascia di transizione dovesse essere dimenticata, è ora fondamentale riconsiderare i piani del 2013 a partire dalle “famigerate bozze”: ad oggi in Italia la categoria under 23 per il 2013 non esiste!

 

Ripensare agli under 23 significa ritrovare l’anello di congiunzione tra le categorie giovanili e quelle più mature attraverso una progettualità raffinata che consideri gli atleti in una prospettiva evolutiva. E’ fondamentale infatti che con questa occasione in più, le future (e speriamo a breve presenti) Direzioni Tecniche concordino un piano sinergico che trasformi i campioncini di oggi nei campioni di domani e non, come troppo spesso è avvenuto, nelle seconde linee invecchiate in caserma senza grandi soddisfazioni.

 

L’under 23 è un prezioso momento di crescita, di scelta, di passaggio che deve essere considerato con cautela ed attenzione perché non venga banalizzato come è purtroppo occorso negli anni passati: anche e soprattutto in questo caso – come già notavamo lo scorso dicembre – “occorrono delle regole oggettive e dei percorsi definiti che riconoscano il merito, affinché ogni traguardo sia il punto di partenza per altri traguardi più ambiziosi.”

 

Gli ultimi Europei under 23 di Praga ci hanno lasciato una responsabilità pesante in questi termini: a conquistare le cinque medaglie italiane, sono stati i più giovani tra gli atleti azzurri in gara. Non è stato un caso: “l’esperienza internazionale maturata fin da giovani e la capacità di camminare coi piedi per terra rimettendo in discussione ogni stagione all’inizio della successiva, sono state armi vincenti per coltivare i talenti di oggi per l’Italia di domani.”

 

Anche a livello nazionale dovranno essere rivisti i calendari e i piani del 2013: il campionato italiano under 23 potrebbe essere un’occasione preziosa per rilanciare l’attività senior anche tra gli atleti che non ambiscono all’alto livello.

Sarà fondamentale trasformare quello che fino ad ora è stato un campionato di “serie B” dal canto del cigno dei giovani che si apprestano a mollare, al trampolino di lancio di chi dal judo pretende il massimo:  sul tatami di Rio o su quello della palestra fuori casa.

 

E’ tempo di scelte, di decisioni, di programmi: è tempo di un po’ di coraggio se si vuolecambiare.

 


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