Tricolori cadetti: incoronate le regine d’Italia

Tricolori cadetti: incoronate le regine d’Italia

Assegnati gli otto tricolori cadetti femminili 2015: Arianna Galliani, Sofia Petitto, Giulia Santini, Ludovica Lentini, Alessandra Fiorenza, Nicole D’Isanto, Alice Bellandi e Annalisa Calagreti sono le nuove campionesse.   Salda al proprio posto dallo scorso anno, Arianna Galliani si conferma regina delle superleggere: nella finalissima, la lombarda ha schiantato e ingabbiato al suolo la piemontese [...]

Pubblicato da AC il 22 mar 2015 in Lido di Ostia

Assegnati gli otto tricolori cadetti femminili 2015: Arianna Galliani, Sofia Petitto, Giulia Santini, Ludovica Lentini, Alessandra Fiorenza, Nicole D’Isanto, Alice Bellandi e Annalisa Calagreti sono le nuove campionesse.

 

Salda al proprio posto dallo scorso anno, Arianna Galliani si conferma regina delle superleggere: nella finalissima, la lombarda ha schiantato e ingabbiato al suolo la piemontese Sara Trina. In bronzo la campana Gaia Bottiglieri e l’altoatesina Melanie Tinkhauser.

Sofia Petitto sbaragliaha sbaragliato i 44 kg: senza rivali, la calabro-torinese in finale ha sorpreso in shime-waza la giovanissima triestina Cristina Visentin; terze classificate Michela Fiorini e Rachele Panzani.

A Giulia Santini il tricolore dei 48 kg: in finale la romana ha schiantato la veronese  Rossella Boccola; le medaglie di bronzo sono andate in Calabria con la cosentina Anna De Luca e in Liguria con Martina Castagnola.

Ludovica Lentini ha dominato i 52 kg, imponendosi con superiorità in tutti gli incontri; in finale la torinese di è imposta nel derby cittadino con Federica Luciano. Terse classificate Vittoria Paganini e Martina Sciciola.
Il tricolore dei 57 kg è andato ad Alessia Fiorenza che nella finalissima si è imposta sulla torinese Francesca Pellitteri. I terzi posti sono andati alla triestina Denise Lorenzoni e alla varesina Francesca D’Orazio.
Con Nicole D’Isanto è andato in Campania il tricolore dei 63 kg: nella combattuta finale la napoletana ha superato la triestina Elisa Toniolo per differenza di sanzioni; le medaglie di bronzo sono andate ad Elena PEdaletti e a Chiara Lisoni.
È stata la bresciana Alice Bellandi a conquistare il tricolore dei 70 kg: in una finale molto equilibrata la bresciana ha superato di misura la torinese Ilaria Qualizza. Sul terzo gradino del podio la bolzanina Samantha Dallsass e la torinese Giorgia Valrin.
Nei pesi massimi è stata l’umbra Annalisa Calagreti che in finale si è imposta sulla veneta alice Dall’Agnol. Sul terzo gradino del podio la ligure Manuela Sarli e la romana Sara Prinzi.

 

Con un oro e due argenti, la classifica è andata al Judo Kumiai di Torino davanti alla Ginnastica Triestina e al CRS Akiyama Settimo.

 

A tratti infuocato, il tricolore cadetti 2015, ha palesato alcune esasperazioni che dovrebbero far riflettere: come sottolineato dal vicepresidente federale maestro Franco Capelletti se la pretesa del judo è quella di essere uno strumento educativo, ponendosi al di sopra di altri sport, è necessario adottare i comportamenti più idonei a trasformare  una gara in cui l’obiettivo è giustamente quello di vincere, in un esperienza di crescita. Dello stesso avviso il presidente della Commissione Nazionale Attività Giovanile, Nicola Moraci: “E’ fondamentale evitare di esasperare il risultato e per questo è importante educare anche noi stessi ad essere maestri prima che tecnici e arbitri.” 
Circa il tricolore “combattuto” il maestro Moraci ha espresso un’opinione favorevole a nome della commissione “Il livello di quest’anno è stato molto buono ed in particolare nella prima giornata di gara ci sono stati molti incontri combattuti al massimo e a viso aperto come la finale per il bronzo di Gamba e Prosdocimo accompagnata da un lunghissimo applauso a conferma del valore espresso sul tatami. Nelle categorie leggere abbiamo ottimi atleti in grado di dire la loro sul piano internazionale, attendiamo invece di vedere all’opera le categorie più pesante e l’European Cup di Teplice sarà l’occasione; a questo proposito ci tengo a sottolineare che le convocazioni sono state fatte prima del campionato italiano e dell’ultima gara di Coppa Europa: gli altri atleti che si sono distinti la scorsa settimana a Fuengirola e questo fine settimana, verrano presi in considerazione al prossimo appuntamento. 
Va sottolineato infine che il nostro obiettivo deve essere quello di crescere judoka competitivi sul piano internazionale: sono sempre di più gli atleti che disputano le olimpiadi – e magari le vincono – prima dei 20 anni…la commissione ha due proposte in merito: la prima è quella di incoraggiare l’apertura delle gare senior anche ai cadetti anche in Italia, come già avviene all’estero; per migliorare sul piano tecnico, ritengo invece che dovremmo rivedere il regolamento esordienti al fine di lavorare meglio nella transizione da lotta in piedi a lotta a terra, introducendo anche i kansetsu-waza in modo propedeutico per avere atleti più pronti anche sul piano internazionale.” 

 

 

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  1. Giampaolo magri says:

    penso che una considerazone per la neo campionessa dei +to Kg Annalisa colagretti che in quattro ano due titoli esordienti un bronzo primo anno cadetti a causa di uno stato di malessere inflenzale e i l’oro 2015 un atleta da seguire la vedremo al prossimo Campionato Italiano junoires banco di prova o di conferma delle sue capacità agonistice un cordiale saluto al Suo Insegnante M Augusto mariotti che trova sempre il temèpo di preparare un talento sia in campo FIJLKAM che in campo della nazionale non vedenti con il suo peso massimo una Associazione da anni ai vertici nazionale e Regionali

  2. Mauro Mazzetti says:

    Buongiorno a tutti. Ho seguito con interesse e partecipazione le finali Cadetti 2015. Soprattutto riguardo alle gare maschili, vorrei fare una considerazione riguardo al calo peso.
    E’ risultato evidente che molti atleti hanno effettuato operazioni di calo peso tirate al massimo. Bastava essere in sala peso ad esempio quando si sono pesate le categorie più leggere. Commento di un tecnico: “Ma siamo a Mathausen!” (con il rispetto dovuto all’olocausto, aggiungo io).
    In effetti parecchi atleti sembravano al limite ed allo stremo delle forze fisiche e psichiche, come se il calo ponderale fosse stato spinto all’eccesso. Ho visto atleti combattere a testa basta e schiena ricurva, strascicando piedi e facendo fatica a fare le prese, salvo poi a chiudere l’incontro con ippon a favore.
    Ecco quindi una doppia considerazione.
    La prima attiene – come dovrebbe essere ovvio – agli sconquassi che colpiscono fisici ancora in formazione ed in sviluppo (stiamo parlando, perchè sia sempre ben presente a tutti, di persone comprese tra i 14 ed i 17 anni). La pratica esasperata di un temporaneo dimagrimento forzato potrebbe produrre in futuro gravi danni sul fisico di questi che diventeranno ex atleti entro pochi anni. Di contorno, ma non troppo, esiste poi la pesante componente psichica delle enormi energie mentali impiegate per raggiungere lo scopo; perdere chili e chili per scendere di categoria comporta uno stress che spesso si paga, in competizione come nella vita di tutti i giorni.
    La seconda considerazione attiene invece all’aspetto sportivo della questione. Che regolarità ha la gara in cui, sempre per esempio, ci sono atleti che forzatamente scendono anche di quattro chili per tirare nella categoria inferiore? Perdere in ogni modo il peso vuol dire perdere in primis liquidi e solo dopo massa muscolare. Un 53 kg che gareggia nei 50 ha comunque i muscoli per 53 kg di peso.
    L’ho fatta anche troppo lunga… quindi lascio la parola ad eventuali repliche, con la speranza che le motivazioni che verranno addotte mi smentiscano.

  3. Gianluca says:

    Non posso che sottoscrivere con forza le ragioni sostenute dall’amico Mauro Mazzetti. Questo stile di cercare sempre di combattere in una categoria inferiore ha già provocato vari problemi ad atleti nostrani ben più maturi dei cadetti che erano in gara a Ostia questo weekend. Facciamoci tutti un esame di coscienza, investiamo sul judo il tempo in palestra e premiamo il judo nelle competizioni, penalizzando chi naviga nelle pieghe del regolamento.
    Forse così facendo il movimento ne avrà beneficio.
    Come sempre le rivoluzioni si cominciano dal basso.
    In alcuni sport di lotta, se un minorenne viene trovato in sede di gara a fare il calo peso viene squalificata tutta la squadra.
    G

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