Immenso Elios Manzi: oro ad Almaty si assicura il posto a Rio. Fabio Basile quinto

Immenso Elios Manzi: oro ad Almaty si assicura il posto a Rio. Fabio Basile quinto

Nella prima giornata del Grand Prix di Almaty, ultima chance per ottenere il pass olimpico, l’Italia conquista la seconda piazza temporanea nel medagliere per nazioni con il primo posto di Elios Manzi e il quinto di Fabio Basile. Quest’oggi arriva la conferma del fallimento di una politica che ha guardato ai colori di appartenza piuttosto che ai meriti. Avremmo imparato la lezione?

Pubblicato da Ennebi il 13 mag 2016 in Galway, IRL

Ottima partenza per l’Italia nella prima giornata del Grand Prix di Almaty, in Kazakistan, resa speciale per i colori  verde bianco e rosso ancora una volta grazie alle recenti medaglie di bronzo continentale, Elios Manzi e Fabio Basile, rispettivamente primo e quinto nella kermesse kazaka, ultima chance per la qualificazione olimpica, visto che i World Masters di fine mese sono aperti solo per i primi 16 atleti al mondo di ogni categoria.

Elios Manzi raggiunge una qualificazione quasi impossibile, con sole cinque competizioni valide per la ranking list disputate e tre risultati utili, ovvero il secondo posto all’European Open di Sofia, il bronzo agli europei di Kazan e la medaglia d’oro nel Grand Prix di Almaty conquistato quest’oggi.  Peccato che prima degli europei il direttore tecnico della nazionale italiana, il M. Kiyoshi Murakami, riteneva che Elios non fosse ancora pronto, non schierandolo in tutte le competizioni utili. Pensate se lo fosse stato!

Ad Almaty, Elios ha disputato 5 incontri, tre dei quali conclusi prima del limite del tempo regolamentare, gli alti due vinti per yuko. Elios sapeva benissimo che solo la medaglia d’oro gli avrebbe concesso di qualificarsi ai Giochi Olimpici ed è stato molto determinato fin dal primo incontro, quando ha affrontato il numero 15 al mondo, il francese Vincent Limare, superato grazie ad un brillante ippon di tani otoshi. Grazie a 4 shido il talento siciliano ha superato anche il finlandese Juho Reinvall. Ai quarti di finale, Elios ha schienato il kazako Askhat Telmanov con un o soto gari/seoi otoshi da manuale. La semifinale l’ha visto primeggiare di fronte al numero 8 al mondo, l’uzbeko Sharafuddin Lutfillaev, grazie ad uno yuko. Nella finale con il padrone di casa Rustam Ibrayev, Elios è andato dapprima in vantaggio  di yuko di o uchi gari per poi consolidare la propria supremazia con un seoi nage, segnando un altro yuko.

Una vittoria conquistata con grande classe che fa ben sperare in vista delle Olimpiadi di agosto.

Fabio Basile invece è arrivato ai quarti di finale agilmente, superando al primo turno il georgiano Tornike Tatarashvili per ippon. Al secondo turno è un wazari ad assegnare la vittoria al torinese ai danni dell’armeno Ferdinand Karapetian. L’incontro con il kazako Zhansay Smagulov ha mandato Fabio ai recuperi per via di un wazari. E’ proprio ai recuperi che Fabio ha affrontato il connazionale Elio Verde, anche lui uscito ai quarti di finale. Un incontro di grande importanza, visto che a dividerli nell’Olimpic Games Qualification vi erano solamente 50 punti. Ad avere la meglio è stato proprio il piú giovane dei due, grazie ad una differenza di sanzioni (2 a 0). Nella finalina per il bronzo Fabio ha affrontato l’altro kazako in gara, Yeldos Zhumakanov, che si è imposto per due sanzioni, costringendo Fabio ad accontentarsi del quinto posto.

Valentina Moscatt non andrá invece alle Olimpiadi, essendo uscita al secondo turno eliminatorio, dopo aver superato la kazaka Meruyet Imangaliyeva, ha ceduto il passo di fronte alla sudcoreana Jeong Bo-Kyeong per waza-ari e due yuko. Maria Centracchio, che oggi non gareggiava per la qualificazione olimpica,  è uscita purtroppo al primo turno per mano della padrona di casa Sevara Nishanbayeva e con un piccolo merito anche alla terna arbitrale. L’incontro è stato assegnato alla kazaka per uno shido.

L’Italia conquista la seconda piazza temporanea nel medagliere per nazioni: quest’oggi arriva la conferma del fallimento di una politica che ha guardato ai colori di appartenza piuttosto che ai meriti. Avremmo imparato la lezione?


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