Silenziosa Chelyabinsk

Silenziosa Chelyabinsk

Si conclude silenziosamente l’avventura azzurra ai Campionati Mondiali 2014 di Chelyabinsk. Oggi, Alessio Mascetti in gara coi supermassimi, non è riuscito a domare l’orco georgiano Adam Okruashvili, un avversario al momento ostico per l’azzurro, al primo mondiale dopo un lungo periodo di recupero post-infortunio. Le medaglie d’oro oggi sono dunque volate a Cuba, in Repubblica [...]

Pubblicato da AC il 30 ago 2014 in Lignano Sabbiadoro

Si conclude silenziosamente l’avventura azzurra ai Campionati Mondiali 2014 di Chelyabinsk.

Oggi, Alessio Mascetti in gara coi supermassimi, non è riuscito a domare l’orco georgiano Adam Okruashvili, un avversario al momento ostico per l’azzurro, al primo mondiale dopo un lungo periodo di recupero post-infortunio.

Le medaglie d’oro oggi sono dunque volate a Cuba, in Repubblica Ceca e in Francia. La campionessa olimpica di Londra Ortiz Idalis (CUB), ha fatto il bis d ‘oro ai mondiali tra le supermessime oltre 78 kg, dove non ha avuto rivali compresa la brasiliana Maria Suelen Altheman, che si è confermata sul secondo gradino del posio. Medaglia di bronzo alla campionessa europea Emilie Andeol (FRA) e alla giapponese Megumi Tachimoto, al suo quarto bronzo iridato. Dopo due bronzi nel 2011 e nel 2013, il campione europeo Lukas Krpalek  (CZE) ha conquistato il titolo iridato dei 100 kg, freddando nel primo minuto di gara il ventunenne cubano Jose Armenteros, già oro ai mondiali junior di Cape Town 2011. Medaglia di bronzo al tedesco Karl-Richard Frey, salito sul podio mondiale fremando il campione di casa Tagir Khaibulaev, e a Ivan Remarenco, il moldavo in forze agli Emirati Arabi Uniti. All’indomabile Teddy Riner (FRA) il sesto titolo mondiale che neanche il nipponico Ryu Shichinohe è riuscito a strappargli in una combattutussima finale. Medaglia di bronzo all’altissimo padrone di casa Renat Saidov e al Bronzo olimpico Rafael Silva (BRA).

Il Giappone si è confermato definitivamente sul primo gradino del podio per nazioni con quattro titoli mondiali, due medaglie d’argento e tre di bronzo; alle spalle Francia (2 ori 1 argento 4 bronzi), Brasile e Cuba (1 oro 1 argento 2 bronzi). Con due argenti e sei bronzi, il mondiale casalingo della Russia padrona di casa si è chiuso senza ori ma con ben otto atleti sul podio.

Per l’Italia di Chelyabinsk, il miglior risultato è stato infine l’acuto di Edwige Gwend, che con il suo quinto posto nei 63 kg, ha infranto il muro che separava gli azzurri da una finale mondiale dal 2010.

A chiusura di questo mondiale, lasciamo ai critici da “Processo del lunedì” l’audacia delle polemiche o la caccia al capro espiatorio di turno: sterili le polemiche, comoda la caccia alle streghe.

Oggi più che mai è infatti fondamentale rileggere accuratamente il mondiale in prospettiva storica e con la consapevolezza che la strada da ripercorrere sia quella che da anni va verso le prossime olimpiadi; è evidente infatti che nell’alto livello del judo italiano vi siano degli enormi punti di forza e delle criticità da riequilibrare ed è altrettanto evidente che la spinta per questo lavoro di crescita non sia priva di resistenze o di difficoltà. A ciascuno il bilancio del mondiale, a seconda del proprio ruolo: a partire dai politici e dalle scelte più o meno coraggiose che all’inizio di ciascun quadriennio condizionano o meno la strada dei protagonisti del judo italiano….tuttavia, che il bicchiere oggi sia “mezzo pieno” o “mezzo vuoto”, è fondamentale tenere i nostri azzurri con lo sguardo puntato a Rio 2016, con più voglia e più determinazione di arrivare.

 

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  1. bear says:

    beato lei che riesce a vedere un bicchiere. mezzo pieno o mezzo vuoto poco importa, io non vedo proprio il bicchiere.

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