Rosalba Forciniti sull’incontro tra Abe e Maruyama

Rosalba Forciniti sull’incontro tra Abe e Maruyama

La medaglia olimpica di Londra 2012, Rosalba Forciniti lascia ad Italiajudo il proprio commento sullo storico incontro tra Abe e Maruyama avvenuto lo scorso 13 dicembre 2020.

Pubblicato da Rosalba Forciniti il 20 dic 2020 in Roma

Sono certa che l’incontro tra Abe Hifumi e Maruyama Joshiro sia da considerarsi per il mondo del judo il main event del quadriennio olimpico, abbiamo visto per la durata circa di 24 minuti, un incontro conclusosi con un waza-ari al Golden Score, prontamente messo in discussione inizialmente da molti addetti ai lavori, ma alla fine confermato. Tralasciando l’aspetto tecnico vorrei soffermarmi su un aspetto più che altro morale, perché è stato deciso di concedere il pass olimpico ad uno dei due atleti che rappresenterà il Giappone nell’appuntamento a cinque cerchi, circa otto mesi prima della competizione olimpica di Tokyo e, a quattro soprattutto dalla chiusura della ranking ufficiale. A mio avviso, parlando semplicemente da tifosa di ambedue, avrei preferito vederli almeno combattere in altre gare di qualificazione, al fine di stabilire la reale ranking fortemente penalizzata dalla pandemia mondiale.
Nessuno dei due atleti giapponesi avrebbe meritato la sconfitta e la mancata partecipazione al sogno olimpico, per lo più in terra nipponica, ma lo sport è anche questo e il loro grande spirito di sacrificio e dedizione saprà ripagare ognuno dei due in maniera diversa, anche se l’età di Maruyama, 27 anni, potrebbe compromettere una futura partecipazione conoscendo la media d’età che contraddistingue ogni quadriennio la nazionale giapponese.
Abe ha dimostrato molto in questi ultimi anni, per due volte campione iridato nel 2017 e nel 2018, la sua giovane età ha messo in risalto molte sue qualità ed il tatami del Kodokan nella sfida decisiva l’ha incoronato senza dubbio il più forte. Gli atleti si sono distinti e non si sono mai risparmiati e hanno come sempre regalato uno spettacolo senza eguali. Tuttavia vedendo l’incontro con la consapevolezza che uno dei due atleti non avrebbe partecipato alle prossime Olimpiadi, mi ha reso molto rammaricata. Sono certa che non qualificarsi partecipando ad un percorso di qualificazione, dia la possibilità di metabolizzare meglio una eventuale debacle, mentre alzarsi una mattina dove si ha il 50% di possibilità di partecipare alle Olimpiadi e vederla sfumare dopo solo “24 minuti” deve essere un’emozione negativa che non augurerei al mio peggior avversario.
Fatte le mie considerazioni da pura tifosa, sono certa che ci siano e ci sono state persone che prima di me hanno considerato che la cosa giusta per la squadra giapponese nei 66 kg sia stata quella di far combattere due atleti così forti in un incontro secco a porte chiuse causa la pandemia, tutto ciò con la speranza che il mondo e quindi anche lo sport possa ricominciare la sua cavalcata verso il sogno olimpico di Tokyo, al quale mancano circa 220 giorni. Dovrà essere questo l’evento simbolo della ripartenza globale del nostro spirito e dei nostri animi.
Ad Majora ed in bocca al lupo ai ragazzi olimpici!

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