Questioni politiche lasciano a casa gli atleti

Questioni politiche lasciano a casa gli atleti

Sono questioni politiche ad aver lasciato molti degli atleti a casa. Lo dichiara, o meglio lo conferma, il bronzo iridato Elio Verde, in suo post su facebook. Il riferimento e’ alla squadra che prendera’ parte ai prossimi campionati del mondo di judo, in programma ad Astana, in Kazakistan, dal 24 al 30 agosto 2015. Infatti, ad un [...]

Pubblicato da Ennebi il 10 ago 2015 in Galway, IRL

Sono questioni politiche ad aver lasciato molti degli atleti a casa. Lo dichiara, o meglio lo conferma, il bronzo iridato Elio Verde, in suo post su facebook.

Il riferimento e’ alla squadra che prendera’ parte ai prossimi campionati del mondo di judo, in programma ad Astana, in Kazakistan, dal 24 al 30 agosto 2015.

Infatti, ad un anno dai Giochi Olimpici la scelta politica vede una stretta sui solo 9 atleti che i vertici federali vorrebbero sul tatami olimpico: si tratta di Elio Verde, Antonio Ciano, Walter Facente, Valentina Moscatt, Odette Giuffrida, Edwige Gwend, Assunta Galeone, Domenico Di Guida e Giulia Quintavalle.

Ben dieci dei quindici atleti andati a medaglia negli ultimi sei mesi nel circuito di qualificazione olimpica non risultano tra i nove in partenza per Astana, quando invece i posti disponibili per ogni Paese partecipante sono ben 18, ovvero 9 per i maschi e 9 per le donne.

E’ chiaro che si tratta di una notizia sconcertante proprio per la scelta di lasciare a casa una grande parte di atleti meritevoli, mentre va precisato che il disappunto non e’ verso gli atleti che prenderanno parte al mondiale – ci mancherebbe altro!

Ora, cio’ che il mondo del judo vuole sapere e’ quali sono le scelte politiche che hanno lasciato a casa il 50% degli atleti che avrebbero potuto calcare il tatami di Astana.

Sul caso “Astana”, i rumors danno per certe le dimisisoni di Pino Maddaloni, quale tecnico della nazionale maschile di judo. Cio’ sarebbe una ulteriore conferma delle “questioni politiche” – e quindi non tecniche – che lasceranno molti atleti meritevoli a casa.

A onor del vero, tuttavia, non c’e ‘ ancora una versione ufficiale su quali siano state le ragioni che abbiano spinto Pino Maddaloni verso le dimissioni.

Ci auguriamo che il presidente Falcone, quale garante di tutti i tesserati, faccia chiarezza sui punti oscuri di questa vicenda.

 

Giochi politici. png


  1. Gabriele Zema says:

    Siccome in Italia in tutti gli sprt ci si sente CT allora, per una volta, mi permetto di farlo anch’io. A chi non sarebbe piaciuta una Nazionale così composta:

    Uomini

    60kg: Manzi ( ma non so se è infortunato )
    66kg: Verde e Piras ( Basile è infortunato quindi, purtroppo fuori)
    73 kg: Maddaloni e Regis ma, siccome anche lui infortunato, sostituito da Esposito o Parlati
    81kg: Ciano e M. Carollo
    90 kg: Facente e Miranda o G. Carollo
    100kg: Di Guida

    Donne

    Tutte quelle convocate più Elisa Marchiò nella +78.

    Sfido chiunque a dire che non sarebbe stata una bella Nazionale con tutti i P.O. e le giovani promesse del nostro judo.

    Condivido in pieno le considerazioni di AC: forse si è persa una grande occasione di guardare a Rio e oltre.
    La speranza è che dal futuro prossimo si cominci ad investire, oltre che su quelli prima indicati, anche su altri giovanissimi talenti come Pantano, Lombardo, Carlino, Esposito junior, entrambi i Parlati, Tosolini, Pozzi, Mungai.
    I talenti non mancano e bisogna solo avere il coraggio di puntare anche su di loro come si fa in altre nazioni come l’Olanda ( Frank De Wit è del 1996 ) o come la Slovenia ( Adrian Gomboc è del 1995 ), per non citare la Russia, la Francia, la Germania e tutti i Paesi del’Est.
    In organizzazione aziendale si chiama ” teoria della sostituzione”. Che non vuol dire accantonare gli “anziani” ma chiedere loro di impegnarsi a fare coaching nei confronti dei più giovani che un giorno prenderanno il loro posto.

    In bocca al lupo ai nostri campioni.

  2. Gianluca says:

    Gli atleti della nazionale dovrebbero imparare innanzitutto ad essere UMILI (come il judo insegna)invece di versare saette contro i giornalisti che esprimono la loro opinione per aiutare ragazzi promettenti che vengono bruciati da questa DIREZIONE A DISCAPITO DELLA nostra Italia.Il futuro è dei giovani altrimenti il movimento sportivo non avrebbe senso.Bisogna,a mio modesto parere, investire sui ragazzi e portarli allo stesso livello dei veterani per avere un reciclo futuro di campioni.

  3. amministratore says:

    Si segnala che e’ stato corretto l’errore commesso inerente il numero massimo di partecipanti per nazione, che non e’ 20 come precedentemente segnalato, ma 18.
    Mi scuso per l’imprecisione.

    L’errore tuttavia non cambia la sostanza di quanto espresso nell’articolo.

    Grazie alla lettrice che ci ha segnalato la distrazione,
    Ennebi

  4. marco bottinelli says:

    Sarebbe a mio avviso molto sensato,dove possibile,portare tutti i pesi nelle massime competizioni, non penso che alcuni biglietti aerei e qualche camera d’albergo in più cambino radicalmente il costo della spedizione azzurra (lasciamo a casa qualche dirigente se dobbiamo risparmiare). Abbiamo 18 posti per il mondiale portiamo 18 atleti in gara.
    Oltre ai Big che non devono mancare portiamo qualche giovane che non farà medaglia (sorteggio favorevole e giornata di grazia possono comunque fare miracoli)con il doppio risultato di fargli fare esperienza di altissimo livello e sopratutto di premiare i sacrifici e il sudore che sul tatami non mancano mai e generano nuovo stimolo a migliorare.
    Queste scelte sono incomprensibili!!! Non penso possano essere giustificate con motivazioni economiche !! Il mondiale come gli europei si svolgono una volta l’anno perché non provare e non premiare chi (spesso in proprio) si impegna.Ripetendo quanto già detto per i Cadetti (meravigliosi anche ai mondiali) é la dirigenza che compie scelte incomprensibili agli occhi degli esterni. Se ci sono motivazioni comunque vista anche la polemica montante sarebbe, in un clima di trasparenza molto bello avere una spiegazione ufficiale e ragionevole.
    Come sempre le cose ovvie per i più non lo sono per chi prende le decisioni……..almeno spiegarsi.

  5. Cyrano says:

    Cui prodest? A chi giova? A chi giova mandare una nazionale dimezzata ai mondiali? Che si tradurrà inevitabilmente in una nazionale dimezzata alle Olimpiadi.
    La scelta fatta con i cadetti, non è stata forse illuminante?
    Ma se noi poveri meschini non abbiamo voce in capitolo per commentare. perché non sappiamo o perché non conosciamo le dinamiche, cosa ne pensano gli atleti che potevano far parte della missione? Volete dei nomi? E io li faccio: la Giamattei a 48, la Moretti e la Forciniti a 52, Centracchio e Righetti a 57 oppure la Giorgis, la Regis, Linda Politi, la Tangorre, la Marchiò. Nei 70, come si può escludre una Cantoni che (come citato da un noto blogger sportivo) ha contribuito a portare la medaglia nella gara a squadre? e la si potrebbe affiancare con la Pitzanti o con la Ferrari. E fra i maschi, possiamo dimenticare Fabio Basile, Regis, Piras, Parlati o Marconcini? Possibile che l’unico a metterci la faccia e il cuore sia Marco Maddaloni? Ed è possibile che lo faccia in contrasto con gli altri compagni di squadra? Tanto che oramai su Facebook non si sa più dove cliccare “mi piace”!
    Cosa dicono gli altri esclusi? O pensano che tacere serva ancora a qualcosa oramai? Cosa dicono i vostri Direttori Tecnici o Collaboratori Tecnici o Consiglieri? O il solo loro scopo è quello di farsi convocare figli o raccomandati vari per allenare le donne?
    Cui prodest scelus, is fecit

  6. panacea says:

    ???

  7. panacea says:

    Chi vive nel mondo del Judo Sto arrivando! benissimo, che sia da una parte che dall’altra sono state dette e continuano a dire un sacco di menzogne. In primis gli atleti interessati direttamente da questa esclusione.
    Vorrei dire a loro, ed in particolare ad uno, perché non si sono battuti così tenacemente a favore di quegli atleti esclusi dal C.T. nell’ultimo anno e che avevano incominciato un percorso ad inizio quadriennio?
    Chi si sta lamentando della propria esclusione a questo Mondiale, nel biennio 2013-2014 a quante convocazioni della Nazionale ha risposto?
    Nell’ultimo anno quanti piazzamenti ha ottenuto?
    Sono stati rispettati i criteri di selezione da parte della Direzione Tecnica per la partecipazione ai tornei?
    Caro atleta a cui mi rivolgo mi dici a quante gare hai partecipato a tue spese (io lo so) e a quante a spese della Nazionale? (ottenendo scarsi risultati).
    In ultimo vorrei far notare che purtroppo questo non è un reality è semplicemente l’Italia di oggi, dove ieri è toccato a me oggi tocca a te.
    Siamo onesti non si può fare una rivoluzione sui Social perché l’atleta “tal dei tali” di famosa casata non è stato scelto per partecipare al Mondiale 2015.
    Non siamo a PECHINO EXPRESS!!!!
    “Ca nisciunu è fes”

    P.S.: Ho avuto e sopratutto ho grande rispetto per l’uomo e l’atleta Pino Maddaloni.

  8. marco bottinelli says:

    SCUSATE MA NON CAPISCO !!!
    Non capisco dove stiamo andando con questi post.
    Non capisco il messaggio cifrato dell’amico Panacea (magari lo conosco pure)in stile ”chi deve intendere intenda”.Non capisco gli attacchi personali ad un Atleta,(che non ho individuato) essi sono gli unici,nel Loro insieme,che a fronte di impegno e risultati avrebbero diritto (in maniera educata ) di parlare.
    Non capisco il riferimento a Pechino Express.
    Capisco invece che come tesserati avremmo il diritto di comprendere (magari anche senza condividerle) la natura di determinate scelte federali.
    Capisco che le rivoluzioni non si fanno SOLO sui Social ma anche questi servono a far sentire una voce, a dare uno spunto di riflessione, a dare una visione diversa a chi poi decide.Non servono a tirare giacchette federali per questo o quel Atleta che sarebbe squallido sopratutto per la dignità dell’Atleta stesso.
    Capisco sopratutto che se vogliamo dire la ns. opinione (sempre nel massimo rispetto di tutti)bisognerebbe avere il coraggio di associare alle proprie parole un Nome e un Cognome.

  9. Paolo says:

    Era ora che dava le dimissioni! Finalmente! Ha solo rovinato i nostri giovani talenti. L’essere stato un buon judoka non vuol dire che possa essere un buon direttore tecnico e i fatti lo dimostrano.Speriamo in un cambiamento

  10. Assegno Lucio says:

    Le dimissioni del nostro campione olimpico erano ormai nell’aria. Dopo l’eliminazione dell’ultimo pretesto qualche mese fa, i risultati non sono comunque arrivati e quindi bisogna cambiare pagina. Speriamo che il cambiamento possa giovare ai nostri atleti ed ai risultati che (inspiegabilmente?) mancavano da troppi mesi.

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