Pio Gaddi sull’incostituzionalita’ dello Statuto

Pio Gaddi sull’incostituzionalita’ dello Statuto

E’ una visione delle problematiche dello Statuto viste, come già detto precedentemente, da un angolazione diversa, per cui scaturiscono valutazioni differenti, ma non contrapposte a quelle dell’amico Addamiani.

Pubblicato da Pio Gaddi il 10 apr 2015 in Roma

Continua il contributo alla discussione sullo statuto federale FIJLKAM da parte di una delle nostre leggende, il M. Pio Gaddi, VIII dan, gia’  Azzurro d’Italia, Maestro e Arbitro Benemerito, con ben 4 Olimpiadi alle spalle come referee (record italiano). In questa lunga ma interessantissima analisi il M. Gaddi spiega come mai lo Statuto FIJLKAM non rispetta la nostra costituzione. 

 

L’avere oggi più tempo libero disponibile e la possibilita’ di dedicarmi alla lettura delle carte federali mi sta spingendo sempre più a commentare gli articoli di Silvano Addamiani, per un certo verso quasi a fargli da contro canto e a fargli notare altri importanti aspetti dello Statuto Federale.

E’ una visione delle problematiche dello Statuto viste, come già detto precedentemente, da un angolazione diversa, per cui scaturiscono valutazioni differenti, ma non contrapposte a quelle di Addamiani.

Premetto che nel prosieguo delle mie osservazioni citerò la FIJLKAM con più proprietà di linguaggio, come “Confederazione” poiche’, di fatto, formata da più  Federazioni (Federazione di Judo, Federazione di Lotta, di Karate, ecc..), in quanto sport distinti ed aggregati – non si sa bene perché – in un unico organismo.

Non credo che nel contesto internazionale i nostri rappresentanti si presentino come delegati del “Settore Judo” della FIJLKAM, piuttosto come delegati della “Federazione Italiana Judo”. Cio’ vale chiaramente anche per gli altri settori in campo internazionale.

La FIJLKAM e’ una “Confederazione” nella sostanza e nel concetto di mettere assieme entita’ diverse, a se’ stanti e che non si conoscono affatto le une con le altre. Cio’ nonstante, i vari settori non hanno autonomia alcuna impedendo ogni forma di discussione e confronto.

Cio’ che voglio dire e’ che una vera Confederazione, sancita nello Statuto, sarebbe la strada migliore a livello giuridico per gestire queste entita’ diverse soto un unico cappello, dando ad ognugno la propria autonomia.

Nel prosieguo, speighero’ perche’ lo Statuto FIJLKAM e’ incostituzionale.

Nell’articolo 1 dello Statuto, “Costituzione e Scopi”, si rivela una palese incongruenza con la nostra Costituzione, che infatti cita: “[…] La sovranità appartiene al popolo”.

Nello Statuto federale, invece, è ignorato il popolo, costituito da atleti, tecnici, arbitri e dirigenti. Infatti si afferma che la FIJLKAM “[...] E’ costituita dalle Società, Associazioni e Organismi sportivi”.

Pertanto nessun diritto a voto alle persone ma solo alle Società.

Una anomalia, tra le tante, inspiegabile per un organo pubblico che percepisce finanziamenti dal CONI, che a sua volta li percepisce dallo Stato, e quindi da noi tutti.

Lo Zingarelli  ci spiega che il termine democrazia viene dal greco demos = popolo, ossia persone, e kràtos = potere.

Dunque, a voi risulta tutto normale?

 

Nell’articolo 2 dello Statuto, “Mezzi economici”, si parla di contributi del CONI, di terzi, di proventi federali per attività quali tesseramento, agonistica, insegnamento, ecc., e qualsiasi altra entrata.

Ritengo che i “proventi federali” (o meglio la tassa di affiliazione o tesseramento) dovrebbero essere definiti e approvati dall’Assemblea, in quanto riguardano direttamente tutti i partecipanti delle varie Federazioni associate.

Mentre per quanto  previsto nell’ultima voce,  ovvero “qualsiasi altra entrata”, non c’è alcuna distinzione tra un semplice lascito in denaro indefinito e una donazione che potrebbe porre delle condizioni, come ad esempio l’obbligo di portare sul Judogi un logo di una ditta qualsiasi. Un atto obbligatorio che non può essere assolutamente assunto dal Consiglio Federale, ma dovrebbe essere sottoposto al vaglio attento di un’Assemblea Generale, in quanto condizionerà poi tutti i membri della Federazione interessata.

Ma una dimenticanza che credo sia più rilevante in questo articolo è che , essendo questa una “Confederazione” di vari Sport, lo Statuto dovrebbe stabilire chiaramente qual è il riparto delle varie risorse economiche tra le varie “Federazioni” della FIJLKAM.

Nulla è detto in merito.

Tanto per fare un esempio, sarebbe a mio parere opportuno specificare se la ripartizione avviene in quote uguali tra le varie “Federazioni” , o in rapporto ai tesserati, o se e’ prevista una parte fissa e una variabile, insomma i criteri base sui quali poi stilare un equilibrato  bilancio generale della “Confederazione”.

Nell’articolo 3 dello Statuto, “Patrimonio”, vediamo che mentre al punto 1) paragrafo c) valgono le stesse considerazioni dell’articolo 2 sulle donazioni, lasciti, ecc., invece per il punto 2) ci si è dimenticati di dire che il libro inventario dovrebbe essere consultabile da tutti i tesserati alla FIJLKAM da almeno un anno.

Tanto per la trasparenza. O non deve sapere niente nessuno?

Nell’articolo 4 dello Statuto, “Le Società Sportive”, al punto 1) paragrafo e) stranamente non si dà nessuna indicazione su quali siano le condizioni idonee per iniziare l’attività di una Società Sportiva delle Federazioni aderenti. Questa osservazione e’ stata gia’ fatta da Addamiani.

La “Confederazione” non specifica, nemmeno nel Regolamento Organico, quali siano le condizioni minime, sia dei locali che delle attrezzature necessarie, per chi vuole intraprendere una delle attività sportive.

La domanda che sorge spontanea è: come fa un organo di controllo della federazione a stabilire se delle attrezzature e dei locali sono idonei o no all’attività sportiva specifica se nessuna norma statutaria o del Regolamento Organico ne stabilisce i parametri minimi ufficiali?

Tralascio l’articolo 5 dove non ho particolari commenti.

L’articolo 6 dello Statuto, “I Voti”, e’ uno di quelli che fa piu’ scalpore.

Come gia‘ specificato dal M. Addamiani, questa norma è in antitesi completa con quanto deliberato dal CONI dove si specifica che il voto spetta alle “[…] società che abbiano maturato un’anzianità di affiliazione di 12 mesi precedenti la data di celebrazione dell’Assemblea, a condizione che [...] abbiano svolto, con carattere continuativo, effettiva attività sportiva stabilita dai programmi federali [...]“

Non vi sembra che vi sia qualche differenzia sostanziale con il nostro Statuto federale?

Chi nel CONI e’ addetto a vigilare sul rispetto delle norme? Possibile che quando hanno apporvato lo statuto non si sono accorti di questa grave incongruenza?

Ma la cosa diventa ancora più eclatante quando, sia nello Statuto che nelle norme del CONI, si afferma che nelle Assemblee Nazionali i Voti assegnati alle Società Sportive sono differenziati tra i partecipanti con i “voti plurimi”.

A fine quadriennio olimpico sono assegnati 25 voti alle prime 30 societa’ classificate nella graduatoria per punteggio di risultati sportivi, fino ad 1 solo voto per chi ha effettuato attività e si classifica dopo il 150-esimo posto.

Che dire invece delle Società senza punteggio e senza voto? Sono oltre 1.500!

Perciò primogeniti, figli, e figliastri.

Se confrontassimo il diritto al voto nello Statuto federale così com’è, con il primo comma dell’articolo 3 della Costituzione italiana, che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, capiremmo che i due principi sono l’uno la negazione dell’altro.

Forse via dei Sandolini ad Ostia non fa parte del territorio italiano, un po’ come se fossimo su un altro pianeta e quell’articolo della costituzione fosse scritto all’incontrario.

Tutto ciò mi richiama alla mente un fatto del passato recente, quando in India con La Costituzione andata in vigore il 26 gennaio 1950 venivano abolite le Caste e gli intoccabili, o paria, per dare ai cittadini pari diritti e dignità.

Qui, invece, oltre 50 anni dopo l’apertura indiana verso i principi di liberta’ ed uguaglianza, nel mondo dello sport nascono delle differenze di diritti. Per fare un parallelismo con l’India, le prime 30 Società classificate rappresentano la casta dei “bramini”, mentre le Società senza diritto di voto sono forse gli “intoccabili” o paria. Che cosa orribile!

E tutto cio’ naturalmente senza distinzione tra una Società di 20 praticanti e una di 200 o perfino di 500!

 

In una Società moderna dove dovrebbero esserci pari diritti e dignità,  non credo ci possano esserci posizioni dominanti, a maggior ragione nello sport, che dovrebbe essere la prima Scuola di Vita.

 

Ovviamente queste sono le mie opinioni che valgono quanto quelle di qualsiasi altra persona. Siamo in democrazia, quanto meno dovremmo.

Osservazioni che, per migliorare il nostro Judo, ritengo siano degne di una qualche riflessione da parte di tutti. Tutti.

O no!?

 

Penso che un antico romano, in questa situazione, avrebbe potuto esclamare: “Pessima lex, sed lex!”.

 

Statuto federale FIJLKAM – ultima versione aggiornata a dicembre 2014

Principi Fondamentali del CONI

 

Leggi anche:

L’ABC dello Statuto FIJLKAM 4

 

L’ABC dello Statuto FIJLKAM 3

Pio Gaddi sullo statuto Federale

 

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  1. Alberto Di Francia says:

    Condivido pienamente le analisi fatte sia da Silvano Addamiani che da Pio Gaddi sulle anomalie dello statuto Federale della fijlkam tuttavia è anomala anche la non presa di posizione del CONI su tutte o quasi gli statuti delle varie Federazioni aderenti.
    la Nostra Federazione dovrebbe nominare una commissione ad oc per la revisione del nostro statuto.

  2. Porcari Giuseppe says:

    Condivido anch’io il pensiero del M° Pio Gaddi e del M° Addamiani espressi sulle anomalie contenute nel nostro Statuto Federale e ringrazio il M°Di Francia per aver condiviso queste considerazio ni. Ma allora se persone,di questo spessore,che hanno fatto, la STORIA DEL JUDO ITALIANO e hanno contribuito e contribuiscono ancora OGGI a fare grande la nostra Federazione ( perche’ lo ribadisco la Federazione è di tutti NOI e senza di noi la stessa non esisterebbe) sentono il bisogno di esprimere tale disagio, perche’ gli stessi dirigenti Federali,che sono consapevoli che il nostro Statuto ,contiene degli articoli, ATIDEMOCRATICI, Costrui ti Ad PERSONAM continuano volutamente ad ignorare,la necessita’ URGENTE di riformare LE CARTE FEDERALI?
    Forse è per quel senso di POTERE CONSERVATIVO CHE EMANANO DAL LORO SORDO SILENZIO? O forse per la SPUDORATA ARROGANZA,che li accomuna nell’arrivare alla prossima assemblea elettiva,con questo STATUTO ed essere certi di essere ancora eletti?
    COSA ce ne facciamo di questi dirigenti che dimostrano, ogni giorno, di non pensare alle sorti del futuro del JUDO ma a preservare solo la loro poltrona?
    Vi garantisco che non parlo per ambizioni personali ,io ho fatto il mio tempo e ho dato quanto potevo a questa Federazione.
    Chiedo a voi, in particolar modo al JUDO FEMMINILE,spesso strumen talizzato ed usato, di partecipare al dibattito e di riprendere, reclamando, quelle posizioni di pari opportinita’DI DIGNITA’ SCIPPATA E DOVUTA.
    Andiamo avanti tutti insieme e diamo forza a nostro pensiero.

  3. Furio Benelli says:

    Giuste le considerazioni fatte e provo ad aggiungerne un’altra. Non c’è PURTROPPO, da stupirsi se la Costituzione italiana è stata violata in ambito sportivo .. si è fatto anche su questioni di maggior importanza vedi ad esempio la questione dei diritti e della dignità del lavoro o della legalità. E’ molto grave e nel mio piccolo cerco di difendere sempre la Costituzione ma la realtà è questa .. Aggiungiamo che nella ns. Federazione come noto “comandano” i militari e sotto certi aspetti bisognerebbe dire per fortuna che ci sono altrimenti non so, ad esempio, come potremmo svolgere l’attività di alto livello. Fatte queste brevissime premesse circa la democraticità, la cosa che più mi dispiace è che il judo italiano non ha preso lo slancio che meriterebbe, le società e i ragazzi che vogliono emergere a livello agonistico fanno enormi sacrifici e non sono adeguatamente supportate e tutti sappiamo che restringendo sempre più la base anche i risultati a livello internazionale non ci sono. Rinunciare quindi alla democrazia interna e hai risultati in effetti credo sia un po’ chiedere troppo.

  4. Andrea Sozzi says:

    Sono d’accordo che lo Statuto Federale debba essere rivisto e ammodernato, secondo i principi di evoluzione di ogni istituzione umana.
    Non mi pare il caso, tuttavia, di parlare di incostituzionalità dello Statuto. Ogni tesserato Fijlkam, se maggiorenne, ha diritto di voto all’interno della propria Società. I dirigenti che sono eletti rappresentano i tesserati all’Assemblea Federale. Non vi è nulla di anticostituzionale: fa parte del sistema di una democrazia rappresentativa. Sarebbe come dire che il Parlamento è anticostituzionale perché non è formato da tutto il popolo, ma solo da alcune centinaia di persone. E’ invece più interessante la critica al fatto che non tutte le società hanno il voto, ma solo quelle con meriti agonistici. Questa regola Fijlkam, però, è in linea con lo Statuto del Coni, quando dice che le società hanno diritto di voto purché “abbiano svolto, con carattere continuativo, effettiva attività sportiva stabilita dai programmi federali “. Il che sembra logico: se non fai attività sportiva, non parteciperai alle decisioni che riguardano l’organizzazione della stessa. La meritocrazia non è nemica della democrazia. Questo principio viene declinato nella nostra Federazione attraverso l’acquisizione di punti nelle finali nazionali: basta qualificare un atleta almeno una volta nel quadriennio olimpico, in uno dei quattro campionati di classe, per accedere al voto, anche se l’atleta fosse sconfitto al primo incontro. Tra l’altro, e mi riferisco al judo, ultimamente si sono svolte finali nazionali con accesso diretto senza qualifiche. Come dire: per una società è più difficile non avere punti che averne. Si può discutere se questo diritto -e parlo sempre di judo- non vada esteso magari ad altre competizioni, come la Coppa Italia, o il Campionato di Kata, o ad altre manifestazioni ufficiali (tornei ranking, ad esempio). Ma tutto sommato sembra un buon principio. Il criterio di dare voti in base al numero di tesserati, invece, non convince, perché chi ha più possibilità economiche può facilmente investire su improbabili tesseramenti per avere voti, ignorando nel contempo l’attività sportiva, che è invece il fine e l’obiettivo di una Federazione Sportiva Nazionale.

    • amministratore says:

      Ciao Andrea,
      ti ringrazio per il commento.

      Ad ogni modo, mi preme precisare che il punto per cui lo Statuto e’ anticostituzionale non e’ quello per cui non tutti votano in assemblea. Questo aspetto, come dici tu, e’ normale e non viola ne’ i principii del CONI, ne’ tantomeno i principii costituzionali.

      Lo Statuto FIJLKAM e’ anticostituzionale perché non tutti i club hanno diritto di voto, pur pagando tutti regolare affiliazione. E’ come se ci fossero cittadini che possono votare e altri che non possono.

      Cio’ e’ contro i principi di democrazia. E non stiamo parlando dei voti plurimi, che ci possono stare, a condizione che precludano la costituzione di maggioranze precostituite (come dice il CONI stesso).

      La differenza di voti tre la prime 25 società e quelle che stanno dietro va senza dubbio rivista, in modo che non si possano unire poche decine di società e avere la maggioranza assoluta, come accade ora.

      Per non parlare delle modalità con cui e’ possibile candidarsi, che di fatto limita drasticamente il numero di possibili candidati.

      Mi spiace, ma non ci può essere una opinione su un dato di fatto e su una irregolarita’ di tale portata. Per di più il CONI stesso ha stilato delle linea guida (linkate in calce all’articolo) che sono state disattese. Tutti i club con anzianità di 12 mesi di iscrizione e che fanno attività sportiva (non per forza agonistica) hanno diritto di voto.

      Questo, caro Andrea, non succede.

      Che si chieda delle spiegazioni e’ un diritto sacrosanto, rispondere in questo caso non e’ cortesia, come si suol dire, ma e’ un DOVERE degli addetti ai lavori.

      Aggiungo anche che la democrazia non e’ un qualcosa che si ottiene a costo zero. La democrazia e’ una meccanismo che comporta dei costi aggiuntivi rispetto a sistemi dittatoriali o oligarchici, c’e’ poco da fare. Per questo motivo, qualora si dovesse passare a considerare anche il numero di tesserati dei club per l’attribuzione dei voti plurimi, la federazione dovrebbe controllare che non vi siano furbi che tesserino falsi associati, istituendo un organo di controllo.

      Cordialmente,
      Ennebi

    • Vittorio Serenelli says:

      Ciao Andrea,
      io sono poco esperto di carte Federali e Statuti per cui vorrei chiederti un parere
      Tu dici: Questa regola Fijlkam, però, è in linea con lo Statuto del Coni, quando dice che le società hanno diritto di voto purché “abbiano svolto, con carattere continuativo, effettiva attività sportiva stabilita dai programmi federali “.
      Quindi sottintendi che chi si occupa solo di bambini, disabili e Non Agonisti non svolga attività sportiva e quindi giustamente sia escluso dalle decisioni assembleari?
      Poi sottolinei che parli solo di Judo quando dici che la meritocrazia non è nemica della democrazia
      Se io avessi un club di Sumo e un mio atleta diventasse Campione Mondiale, però di Sumo, ma anche Ju jitsu, Pancrazio, ecc. anche in questo caso pur pagando regolarmente la quota di affiliazione non dovrei partecipare alle decisioni assembleari. Come giudichi queste esclusioni?
      Infine dici:
      Il criterio di dare voti in base al numero di tesserati, invece, non convince, perché chi ha più possibilità economiche può facilmente investire su improbabili tesseramenti per avere voti.
      E chi invece ha le possibilità economiche di pagare uno stipendio (statale) per avere i migliori atleti e quindi i voti plurimi, ti convince?
      Un abbraccio
      Vittorio

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