Parola a Giovanni e Antonio Esposito

Parola a Giovanni e Antonio Esposito

Nel quarto appuntamento con gli atleti reduci dai Masters di Doha, il caporedattore di Italiajudo Alessandro Cau ha incontrato i fratelli Giovanni ed Antonio Esposito.

Foto EJU

Pubblicato da Alessandro Cau il 23 gen 2021 in Iglesias

Cosa porti a casa dai Masters di Doha?

 Giovanni    Antonio 
Nonostante sia convinto ci sia stato un grosso errore arbitrale, dopo questa gara ho la consapevolezza che sto migliorando giorno dopo giorno e ovviamente confido in me stesso. Sono uscito da un periodo non proprio roseo, a causa di vari infortuni e anche del Covid, ma mi sentivo di aver raggiunto una buona forma a Doha e speravo andasse meglio. E’ una sconfitta che brucia, ma non mi arrendo, proverò alla prossima, sono molto fiducioso.

 

Come ti stai preparando per Tel Aviv? Sarai in gara?

 Giovanni    Antonio 
Si, farò parte della squadra che gareggerà al Grand Prix di Tel Aviv. Per quanto riguarda la preparazione, farò un pò come in tutte le altre gare, cerco di curare i particolari e di non commettere gli stessi errori fatti in precedenza. Si sarò in gara a Tel Aviv, mi sto allenando duramente, ho tanta voglia di vincere e spingo forte tutti i giorni. Ho raggiunto una maturità mentale che mi permette di stare tranquillo e allenarmi senza pensieri, perché sono certo che prima o poi vincerò di nuovo. Il duro lavoro ripaga sempre!

 

Preparazione fisica e mentale ormai vanno di pari passo! Ti servi di un mental coach, oppure utilizzi altri metodi per allenare la mente?

 Giovanni    Antonio 
Riguardo la preparazione fisica posso ritenermi molto allenato, ma ovviamente anche la mente va preparata prima di una gara. I giorni antecedenti alle gare solitamente provo a rilassarmi tra un allenamento e l’altro cercando di non pensare minimamente alla gara. Il giorno della competizione, invece, cuffiette alle orecchie e concentrazione al massimo! Sono mental coach di me stesso. Quando una gara va male penso tanto a cosa non abbia funzionato anche nell’approccio mentale, che secondo me ricopre un buon 70% della prestazione di un atleta e, se una gara va male, penso sempre a cosa cambiare per la competizione successiva. In tante gare mi è capitato di sentire la pressione e l’ansia… credo che su questo ci si possa lavorare, anche se alla fine non si supera mai del tutto. Ma un minimo di tensione è giusto averla, ti dà quell’adrenalina in più. Poi dipende anche dal carattere di una persona, io sono emotivo ma sono anche molto forte nel riuscire a reagire ad ogni batosta e a tornare più forte di prima!

 

Il popolo napoletano è molto scaramantico… tu hai qualche rito pre-gara?

 Giovanni    Antonio 
Prima delle gare non ho nessun rito scaramantico; cerco di stare il più concentrato possibile ascoltando della buona musica e pensando a come affrontare al meglio la gara e ad arrivare in fondo. Non ho dei riti scaramantici, ma nel pre-gara non riesco a fare a meno della musica. Cerco di isolarmi da tutto e tutti e la musica mi permette di concentrarmi meglio su quello che dovrò fare durante l’incontro.

 

Restando in tema pre-gara, quand’è che riuscite a ritagliare del tempo per lo studio degli avversari? 

 Giovanni    Antonio 
Gli avversari diciamo che li conosco quasi tutti a memoria, li studio ovviamente con i miei allenatori ma anche quando sono a casa rivedo continuamente i loro incontri. Studio sempre gli avversari, li conosco bene tutti e spesso anche quando sono da solo mi riguardo i loro incontri. Sul tatami la maggior parte dei lavori tecnici che faccio sono tutti mirati per coloro che mi mettono più in difficoltà. É una cosa che faccio sia da solo che con l’aiuto dei miei allenatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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