Paralimpiadi: prima giornata

30/08/2012 Inizio raccontandovi un aneddoto divertente che riguarda due atleti dei 132 qualificati per il Judo che non sono stati ammessi alla competizione. Essi non hanno superato i controlli medico-visivi. Per essere più chiari, i due furbetti ci vedevano bene e non avevano fatto i conti con i duri controlli che ha effettuato il comitato [...]

Pubblicato da Ennebi il 4 set 2013 in

30/08/2012 Inizio raccontandovi un aneddoto divertente che riguarda due atleti dei 132 qualificati per il Judo che non sono stati ammessi alla competizione. Essi non hanno superato i controlli medico-visivi. Per essere più chiari, i due furbetti ci vedevano bene e non avevano fatto i conti con i duri controlli che ha effettuato il comitato internazionale paralimpico.

 

Tornando alla competizione di oggi, è stata un’immensa sorpresa e una grande gioia entrare nell’Arena Nord Numero 2 dell’ExCeL di Londra, dove sono stati allestiti gli 8.000 posti a sedere dedicati ai due tatami del judo, e vedere il tutto esaurito.

Il pubblico è stato caloroso e lo speaker è stato molto bravo a scaldare gli animi prima che il blocco finale del pomeriggio prendesse il via.

Un pubblico gioioso e attento ha applaudito ogni atleta salito sul tatami e ha fatto sentire il proprio boato nelle azioni che più sono piaciute.

Un po’ come quando allo stadio un calciatore manca un gol sicuro, gli spettatori dell’ExCeL Arena si sono accesi quando l’uzbeco ha schivato l’attacco di tomoe nage del proprio avversario con un’acrobatica ruota, oppure quando il giapponese ha evitato di subire un ippon che sembrava sicuro quando il suo avversario l’ha incalzato di ippon seoi nage, o ancora quando l’atleta russa fresca di bronzo nei 48 chilogrammi ha cominciato a camminare a testa in giù sulle proprie mani.

 

Oggi era impegnato un unico atleta inglese, Quilter Ben, che ha conquistando la medaglia di bronzo. Com’è ovvio che sia, tutti i suoi incontri erano accompagnati dal sostegno dei suoi numerosi supporter, impossibile ignorarli o far finta di non sentirli tanto rumore facevano.

 

Poi, come accade nelle migliori competizioni, ci sono stati ipppon belli e meno belli: ad impressionare per velocità di esecuzione e controllo il tai otoshi da manuale del cinese Zhao Xu nella semifinale dei 66 kg a sfavore del giapponese Hirose Makoto.

 

Personalmente mi è piaciuta più di tutti l’atleta cinese Wang dei 52 kg che non ha rinunciato a portare a termine l’incontro di semifinale che conduceva per uno yuko quando a un minuto dal termine si è infortunata alla caviglia sinistra subendo una forte contusione.

Al termine dell’incontro il suo tecnico ha dovuto portarla in braccio in infermeria. Nonostante il dolore e la vistosa fasciatura ha voluto disputare a tutti i costi la finale, dove ha subito cercato e ottenuto di lavorare a terra. Peccato che la tedesca fosse ferratissima sul lavoro a terra tanto da strangolarla in pochi secondi.

Nonostante ciò, l’atleta cinese ha mostrato un grande carattere e un forte spirito combattivo. Ho visto in lei una grande dose di determinazione.

 

Ho apprezzato, inoltre, la presenza di parecchie scuole francesi che hanno portato in gita scolastica i propri studenti, anche più piccoli, accompagnati dai rispettivi insegnanti. Ho incontrato scuole di Tolosa, Nizza e Parigi e studenti piccini di 8-10 anni fino ai più grandi di 16-18.

La presenza francese è stata davvero massiccia e si è fatta sentire ogni qual volta vi era un loro connazionale impegnato sul tatami.

D’altronde si sa, la Francia è una grande Nazione e sotto parecchi punti di vista è anni più avanti di noi.

 

Sembra banale dirlo, ma le Paralimpiadi sono un’esperienza che vale la pena di vivere.

Esse sono un cocktail di emozioni e come i migliori mix alcolici, inebriano la mente e rendono felici, senza che vi sia una causa precisa.

E in effetti riflettendoci bene, se non c’è un valido motivo, non ha senso essere tristi!

 

 

Qui le emozioni continueranno ancora per due giorni: vi terrò informati!

 


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