P. Gaddi sullo statuto FIJLKAM: il dibattito continua

P. Gaddi sullo statuto FIJLKAM: il dibattito continua

Continua il contributo alla discussione sullo statuto federale FIJLKAM da parte di una delle nostre leggende, Pio Gaddi, gia’ Azzurro d’Italia con ben 4 Olimpiadi alle spalle come arbitro (record italiano). Quest’oggi il maestro Gaddi riassume le incontruenze dello Statuto FIJLKAM rispetto al buon senso a alla carta costituzionale italiana. Buona lettura e fateci pure [...]

Pubblicato da Pio Gaddi il 4 giu 2015 in Roma

Continua il contributo alla discussione sullo statuto federale FIJLKAM da parte di una delle nostre leggende, Pio Gaddi, gia’ Azzurro d’Italia con ben 4 Olimpiadi alle spalle come arbitro (record italiano). Quest’oggi il maestro Gaddi riassume le incontruenze dello Statuto FIJLKAM rispetto al buon senso a alla carta costituzionale italiana.

Buona lettura e fateci pure sapere che cosa ne pensate commentando questo articolo. 

 

Nelle riflessioni sui primi articoli dello Statuto Federale, ho sottolineato il mio pensiero sulle tante contraddizioni tra i diritti dei praticanti il Judo, i principi di democrazia delle persone e delle Società Sportive, e il modus operandi per una efficace organizzazione di questa nostra disciplina.

Le mie considerazioni sono state espresse con il fine di sottolineare che il vigente Statuto Federale dovrebbe essere rivisto e riscritto attentamente, come ha evidenziato anche l’amico Silvano Addamiani, per tracciare una nuova via migliore per la tutela dei diritti di tutti coloro che vi partecipano attivamente per raggiungere  i comuni obbiettivi sportivi più alti.

Sia ben chiaro che non è compito di chi scrive quello di rivedere e riscrivere uno Statuto migliore, ma soltanto di indicare gli errori presenti e la necessità di una revisione generale secondo i principi di massima efficienza operativa, nel rispetto veramente democratico dei diritti di tutti.

Ritengo che non sia più possibile continuare a svolgere l’attività del Judo con uno Statuto che non tutela come dovuto i vari aspetti di questa disciplina, come si evince dalle seguenti ovvie e banali considerazioni :

  • Il Judo oggi non fa parte di una Federazione propria, libera e indipendente, ma è solo un “Settore” di una Confederazione chiamata FIJLKAM, che comprende tre discipline diverse e del tutto estranee tra loro. Le decisioni, e quindi anche il governo delle cose del  Judo, sono prese con una maggioranza di cui i 2/3 dei votanti sono estranei a questa disciplina.
  • Il Judo entrò a far parte della FIAP nel 1953 e, dopo ben 62 anni, non ha mai avuto il diritto, il piacere e la possibilità di avere come Presidente un “judoka”, con le intuibili conseguenze negative per questa disciplina che è facile dedurre.
  • Lo statuto vigente permette che il massimo organo tecnico è oggi presieduto da persona, sia pure del massimo rispetto e integrità, ma che non è mai salita  su un Tatami per fare Judo, e pur tuttavia, per Statuto, prende le decisioni al più alto livello tecnico federale.
  • Il principio che a votare in Congresso siano degli Enti ( le Società Sportive) e non le persone che praticano questa disciplina è un’anomalia eclatante, che ritengo in conflitto anche con il significato della parola stessa “democrazia” (dal greco démos= popolo, cioè le persone,  e kràtos= potere).
  • I principi poi di “democrazia”, sottolineati nello Statuto, sono a mio avviso in completa antitesi con l’assegnazione dei “voti plurimi” nell’Assemblea Generale: dai 25 voti alle prime 30 Società classificate ai 0 voti alle Società che non hanno ottenuto punteggio nelle gare federali. Una cosa sono i giusti premi per i risultati sportivi ottenuti,  e un’altra sono i diritti primari delle persone.
  • E tante altre incongruenze lesive sul piano del diritto, della tutela delle persone, e dei principi della democrazia, che andrebbero rivisti e riscritti in un nuovo Statuto di una vera e nuova  “Federazione Italiana Judo”.

Non mi dilungherò oltre sulle tante cose che potrei citare, perché non è questa la sede opportuna, ma vorrei sottolineare che tutto ciò stona enormemente con i principi dei diritti e doveri nei rapporti tra cittadini di questa Repubblica stabiliti nella sua Carta Costituzionale.

L’ assurda situazione attuale fa pensare al Judo attuale come se vivesse in un condominio, e gli altri condomini o l’Amministratore possano pretendere di decidere per le cose che riguardano la sua vita privata nella propria abitazione.

Un nuovo e diverso Statuto non impedirebbe naturalmente la convivenza con le altre discipline della Lotta e del Karate nel Centro Olimpico di Ostia, ma solo un nuovo modo di relazionarsi con gli altri, con principi che ritengo possano essere di maggior tutela, più giusti, e molto più produttivi qualitativamente sotto ogni aspetto per tutti i judoka.

Mi auguro che questi miei pensieri non siano motivo di un qualsiasi risentimento, ma un invito ad una oggettiva riflessione, per la soluzione per tutti soddisfacente, di questi importanti problemi.

E quindi uno stimolo per tutte le persone di buona volontà, di trovare il modo migliore  per la strada che dobbiamo ancora percorrere in futuro, che mi auguro, come diceva il grande Jigoro Kano, soprattutto in “amicizia e mutua prosperità”.

Continua…

Statuto federale FIJLKAM – ultima versione aggiornata a dicembre 2014

Principi Fondamentali del CONI

 

Leggi anche:

Pio Gaddi sull’incostituzionalita’ dello Statuto FIJLKAM

 

PS:  Dallo scroso 19 maggio la redazione di Italiajudo ha deciso di eliminare ogni riferimento ai dan di coloro che scrivono e contribuiscono alla discussione e al confronto su questo blog. Tale riferimento continuera’ ad essere presente nella sola sezione “Cerca il Club”, nelle schede delle societa’ sportive. Per troppo a lungo il dan ha rappresentato e continua a rapresentare una ‘merce di scambio’ nel mondo judoistico italiano e questo e’ un piccolo gesto che si pone l’obiettivo di riportare (o portare) l’attenzione sugli individui. Il nostro e’ un invito a focalizzarsi su cio’ che davvero e’ importante, ovvero la nostra disciplina, la passione con cui ci dedichiamo ad essa e il confronto attraverso il quale tutti insieme possiamo progredire. E’ un invito a guardare oltre il dan. 

Conosci la storia di IGEI, il drago che assomiglia ad un pollo e che tramite il judo sconfigge il bullismo e la paura.


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