Oshima, Flicker e Shavdatuashvili conquistano Roma

Oshima, Flicker e Shavdatuashvili conquistano Roma

E’ un Continental Open di altissimo livello quello di Roma 2015: 37 le nazioni presenti con ben 207 atleti in gara nelle due giornate, tra cui ben 41 hanno virtualmente in tasca il pass per Rio 2016.  I protagonisti di oggi sono stati l’esuberante Yuma Oshima (JPN), l’insospettato Tal Flicker (ISR) ed il campione olimpico [...]

Pubblicato da AC il 14 feb 2015 in Lido di Ostia

E’ un Continental Open di altissimo livello quello di Roma 2015: 37 le nazioni presenti con ben 207 atleti in gara nelle due giornate, tra cui ben 41 hanno virtualmente in tasca il pass per Rio 2016.  I protagonisti di oggi sono stati l’esuberante Yuma Oshima (JPN), l’insospettato Tal Flicker (ISR) ed il campione olimpico di Londra Lasha Shavdatuashvili (GEO).

Classe 1995 ed un futuro già segnato tra i migliori: Yuma Oshima rende frizzante il tatami di Ostia mostrandosi senza rivali. Nella finalissima con sua maestà Amiran Papinashvili (GEO), subìto un  contraccolpo, è lui che incalza senza lasciare tregua, dà ritmo fino a marcare marca yuko, e quindi continua a pressare incessante mettendo alle strette il georgiano per oltre quattro minuti, fino ad inchiodarlo al suolo, annodandolo con la perizia di un esperto di rara maestria.  Un distillato di energia capace di dare lezione ai più esperti unito alla capacità di ricamare un judo brillante e di grande impatto: in assoluto il migliore di oggi. Il primo bronzo della categoria, al campione mondiale ed europeo under 21  Francisco Garrigos, fermato solo da dal furore nipponico di Oshima; non si fa sorprendere lo spagnolo ma sorprende a sua volta con una prodezza in contraccolpo, e punisce il tentativo di seoi nage del cinese Li. Allo sloveno Trbovc l’altra medaglia  di bronzo agguantata con la veemenza tipica del judo di Celije  mescolando in perfetta alchimia il ritmo più frenetico ad un ne-waza distruttivo.

Prima un waza-ari di sumi-gaeshi e poi una prodezza in kata-guruma consegnano l’oro all’israeliano Tal Flicker, che oggi ha regalato sorprese in ognuno dei suoi incontri a dispetto di tutti i pronostici compresa la finale col georgiano Tatarashvili, incalzato e maltrattato senza appello. I terzi posti sono andati al francese Ottaviani, minaccioso fin dai primi istanti e capace di  sorprendere il georigiano Peikrishvili falciandolo con precisione chirurgica e quindi ingabbiandolo in ne-waza.  E’ il nipponico Takajo a conquistare la seconda medaglia di bronzo: concitato lo scontro con lo scomodo cubetto portoghese Oleinic, ferito in partenza con uno yuko gestito in modo vincente fino al termine .

A spuntare la brutta finale dei 73 kg il campione olimpico Lasha Shavdatuashvili, che ottiene la vittoria sul compagno di squadra Tatalashvili, tutt’altro che intenzionato a combattere, grazie quattro sanzioni.  Purtroppo al tedesco Igor Wandtke la prima medaglia di bronzo: una finale che non ha reso completamente giustizia al judo azzurro quella di Marco Maddaloni che ha dato tutto quel che aveva nella prima metà dell’incontro giocando sempre in anticipo e forse troppo; inesistente il tedesco, ad eccezione del gran  lavorio di difesa con cui si è mostrato abile a contenere Marco, per giocarsi all’ultimo due contraccolpi validi a ferire lo zelo eccessivo del napoletano. Non sincronizzata con l’incontro la terna arbitrale che a ragion veduta avrebbe dovuto – e non “potuto” – chiudere molto prima comminando la quarta inesorabile saznione. Molto equilibrio nell’altra finale per il bronzo tra Sun (CHN) e Szwarnowiecki  (POL), arrivati al Golden Score con un waza-ari a testa: a fare la differenza e a consegnare la vittoria al cinese, una sanzione per passività comminata nell’ “extra-time”.

La classifica parziale della prima giornata va alla Georgia che ha guadagnato un oro e tre argenti, seguita dal Giappone (un oro e un bronzo) e da Israele (un oro). Bella l’Italia in gara, nonostante non si trattasse delle “prime linee” rimaste ad osservare in attesa del Grand Prix della prossima settimana: un quinto e tre settimi il bottino, magro ma significativo in una gara tutt’altro che banale!

 

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