Onore! E’ il World Judo Day

Onore! E’ il World Judo Day

Nel 154° compleanno del suo fondatore il mondo del judo si festeggia: ONORE è la parola chiave di questo World Judo Day. Quella proposta, è una vera e propria sfida culturale al mondo occidentale in cui l’onore è una qualità ormai obsoleta e non certo uno di quegli “skill” da annotare nel curriculum vitae. Un [...]

Pubblicato da AC il 28 ott 2014 in Monza

Nel 154° compleanno del suo fondatore il mondo del judo si festeggia: ONORE è la parola chiave di questo World Judo Day.

Quella proposta, è una vera e propria sfida culturale al mondo occidentale in cui l’onore è una qualità ormai obsoleta e non certo uno di quegli “skill” da annotare nel curriculum vitae. Un valore fuori moda laddove l’occidentalismo ha annichilito principi e culture relegando l’idea di onore ora al cinema, ora a quelle nicchie di potere in cui i forti si fanno onore sui più deboli.

Ma cosa significa onore?

Onore e onestà hanno radici comuni: onore è innanzi tutto non nascondersi da se stessi…è un abito della coerenza interiore. E’ un idea radicata nella cultura cavalleresca medievale ma soprattutto è uno dei sette principi del Bushido,  la via del Guerriero.

Lo sport è forse uno dei pochi ambiti in cui ci si addestra ancora all’onore, laddove le idee di vittoria e sconfitta siano estranee da contaminazioni  ed interessi terzi: c’è onore nella vittoria che non si trasforma in sopraffazione, esaltazione o derisione e c’è onore nella sconfitta, una possibilità a cui si è preparati con dignità.

Il judo propone fin dalle sue basi lo studio delle cadute: impariamo a cadere per rialzarci sul tatami e impariamo a trasferire questa competenza a tutta la vita. Impariamo cosa significa rialzarci con fierezza per ricominciare: questo è onore.

Mi verrebbe da dire che un judoka resiliente – quello che sa ripartire quando le cose non sono andate per il verso giusto – è un vero uomo d’onore: si rialza dopo una resa, si rialza dopo aver subito un ippon fulmineo…si rialza a testa alta potendo dire “ho combattuto, fino alla fine”.

Onore, per un judoka può essere anche ricominciare da capo quando si cambia una categoria di peso o d’età: indossare gli abiti del “principiante” per ricostruirsi e tornare in vetta passo dopo passo. Onore, può essere infine anche la possibilità di reinventarsi da zero, quando dopo una vita di successi e medaglie si volta pagina…l’onore alla fine è la luce di uno sguardo diverso.

Nell’idea di Jigoro Kano il judo va oltre il tatami e porta con sé la cultura dell’onore, insieme a quella della lealtà, del coraggio, della compassione, della cortesia e della sincerità. Nei nostri dojo abbiamo infatti una grande responsabilità: quella di crescere uomini prima ancora che atleti.

Ma onore significa anche scegliere per il bene comune e non per il proprio interesse: questo è l’aspetto più appassito dell’onore. Purtroppo.

Metti il piede in fallo e cadi sette volte, otto rialzati e risorgi.”

Hagakure (1, 128)


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