Odette regina di Roma. Argento amaro per Susy. Bronzo per Enzo.

Odette regina di Roma. Argento amaro per Susy. Bronzo per Enzo.

Il fine settimana del World Tour si conclude con tre medaglie per l’Italia: le donne impegnate a Roma portano a casa un oro ed un argento, rispettivamente grazie alle prestazioni di Odette Giuffrida e Assunta Galeone – per tutti Susy; gli uomini impegnati ad Oberwart, in Austria, tornano a casa con l’argento di Vincenzo d’Arco. [...]

Pubblicato da Ennebi il 16 feb 2016 in Galway

Il fine settimana del World Tour si conclude con tre medaglie per l’Italia: le donne impegnate a Roma portano a casa un oro ed un argento, rispettivamente grazie alle prestazioni di Odette Giuffrida e Assunta Galeone – per tutti Susy; gli uomini impegnati ad Oberwart, in Austria, tornano a casa con l’argento di Vincenzo d’Arco.

In un Pala Pellicone mezzo pieno, Odette si afferma la regina di Roma, con 4 incontri vinti, tre dei quali vinti di misura. L’atleta romana, solo ventunenne, e’ in un periodo particolarmente buono: infatti, con l’eccezione di Parigi, e’ già salita sul sul podio del Grand Prix dell’Avana a gennaio. Sul tatami del Pala Pellicone, Odette supera facile il primo turno con la danese Lunding. Prima va in vantaggio di waza ari grazie ad un seoi nage in ginocchio, poi chiude l’incontro con una leva articolare. Al suo secondo turno con la francese Duport dapprima si assicura il vantaggio di yuko con un bellissimo seoi nage in piedi per poi chiudere l’incontro con un ippon ottenuto su contrattacco di ko uchi ari. Odette e’ in semifinale, dove affronta l’atleta mongola Adiyasambuu, che supera di misura per yuko e waza ari, entrambi conseguiti su azione di o uchi gari. Nella finale Odette si assicura l’incontro grazie ad una gestione perfetta dal punto di visto tattico: e’ infatti una sanzione a decretare la vittoria a scapito della cinese Yingnan Ma, numero 7 al mondo. Odette e’ cosi’ la regina indiscussa di Roma.

Susy disputa invece 3 incontri. Supera facile il primo con la francese Garry: dapprima va in vantaggio di yuko grazie ad un bellissimo attacco di tani otoshi, poi prosegue immobilizzando l’avversaria. In semifinale Susy affronta la coreana Park e la supera per differenza di sanzioni, 2 a 3. Un arbitraggio davvero discutibile quello della finale tra Assunta e la cubana Castillo: 6 le sanzioni assegnate nei tempi regolamentari, 3 per parte, l’ultima della quali – del tutto inesistente – e’ decretata a pochi secondi dalla fine dell’incontro nei confronti dell’atleta napoletana ristabilendo la parità. La terna arbitrale non considera nemmeno l’attacco di Assunta avvenuto a 10 secondi dalla fine: uno yuko evidente. Al golden score invece l’incontro si chiude grazie ad un yuko a favore di Castillo ottenuto su azione di maki komi. Un secondo posto per Assunta con l’amaro in bocca, non solo per la gestione arbitrale, ma anche per i punti preziosi a cui Susy rinuncia. La strada per Rio tuttavia non e’ ancora serrata.

Spostiamoci in Austria, dove Vincenzo disputa 5 incontri: dapprima supera lo statunitense Smith per differenza di sanzioni, 3 a 1; al secondo turno s’impone sull’ostico tunisino, bronzo continentale, Ben Khaled. I quarti di finale si chiudono per yuko ed ippon ai danni del ceco Knapek. In semifinale arriva la Battuta di arresto per Enzo per mano dell’iraniano Mahjoub, numero 30 al mondo. In finale, Enzo sforna a pochi secondi dall’inizio dell’incontro un o goshi da manuale aggiudicandosi la medaglia di bronzo.

 

Il week-end appena trascorso vede tuttavia 29 atleti italiani in gara e solo 3 arrivare a medaglia. Una percentuale di successo davvero desolante, pari al 10%! Sono invece 19 gli atleti usciti al primo turno eliminatorio, in rappresentanza del 66% degli atleti in gara nel week-end appena trascorso. Ancora una volta, così come e’ accaduto al Grande Slam di Parigi, l’unica nota positiva e’ rappresentata dalle risorse più giovani, con l’eccezione di Assunta Galeone tra i veterani del gruppo. Una rondine che tuttavia non fa primavera.

I risultati del fine settimana appena ultimato dovrebbero invitare ad una riflessione più profonda: del resto le Olimpiadi non si preparano in un biennio – probabilmente nemmeno quattro anni sono sufficienti – e un progetto che include una manciata di judoka (ndr il progetto Tokyo 2020) non sembra essere alimentato da una visione strategica di lungo periodo.


  1. Claudio Zanesco says:

    Ma mi viene da dire che se i più giovani vanno meglio di coloro che magari hanno esaurito le loro possibilità sportive, in considerazione anche del fatto che l’attività è veramente logorante, bisogna rischiare e puntare tutto sui 15/18 enni e lasciarli crescere con lo staff tecnico nazionale che li ha seguiti nella prima fase della loro carriera agonistica internazionale, staff magari supportato da specialisti di particolare capacità.

Commenta con Facebook

commenti