Odette Giuffrida: “Avevo una grande motivazione e nessuna poteva fermarmi”

Odette Giuffrida: “Avevo una grande motivazione e nessuna poteva fermarmi”

Ai Campionati d’Europa svoltisi a Praga dal 19 al 21 novembre, Odette Giuffrida sale sul gradino più alto del podio, conquistando anche la sua prima medaglia in un campionato continentale assoluto, dopo aver chiuso ai piedi del podio per ben quattro volte: a Budapest nel 2013, a Baku nel 2015, a Varsavia nel 2017 e a Minsk nel 2019. Si tratta di una medaglia meritatissima, in cui Odette si é contraddistinta per la sua tenacia, passione e dedizione in una gara durissima dal ritmo incalzante. Odette sfoggia una tecnica divina e una maturità ormai da veterana che le permettono di salire sul tetto d’Europa. Avvicinata dall’EJU a fine gara, Odette rilascia una video intervista in inglese, di cui vi riportiamo la traduzione.

Pubblicato da Giovanni Di Cristo il 7 dic 2020 in Napoli

Complimenti per la tua prima medaglia agli Europei, come ti senti? 

Sono molto felice ed orgogliosa di me stessa, soprattutto perché questo non é proprio un periodo facile. Sono arrivata qui per vincere la medaglia d’oro. Puntavo solamente al primo posto! Sapevo che potevo vincere, ne ero sicura. Mi sono detta: “Questo é il mio momento, della mia famiglia e del mio Paese”. Avevo una grande motivazione e credo che nessuna avrebbe potuto fermarmi oggi.

Quest’anno hai affrontato molte avversità. Quanto ciò ha contribuito a rendere il tuo risultato di oggi un po’ speciale? 

Mi sentivo pronta già a Budapest ed è stata dura non poter combattere. Dopo essere tornati, siamo stati rinchiusi al centro olimpico di Ostia fino alla partenza per questi Europei; non potevamo avere sparring partner, né uscire, nemmeno per comprarci una bottiglietta d’acqua; eravamo solamente noi della squadra azzurra. Ciò mi ha dato tuttavia una grande motivazione. È stato molto duro allenarsi in queste condizioni, tuttavia siamo un team molto unito che si motiva a vicenda. Per questo motivo, ero pronta oggi. È stata la prima volta dopo un lungo periodo, per questo è stata speciale, e l’ho sentita così.

Come ha inciso la pandemia sulla tua preparazione?

È dura preparare una competizione quando tutto può succedere. Dopo aver dato tutto te stessa e anche di più, il virus può prenderti inaspettatamente. Non è facile, può accadere a chiunque. Chiaramente è un rischio di cui siamo consapevoli: c’era la possibilità di arrivare qui e non combattere. Per fortuna non è successo e l’accaduto di Budapest ci ha dato una motivazione in piú.

Hai affrontato in finale un atleta molto ostica, Andrea Chitu. Come ti sei preparata per questo match? 

Sono una persone umile e rispetto ogni avversaria. Siamo le migliori atlete al mondo e ho rispetto per ogni atleta. Oggi tuttavia ero focalizzata su quello che dovevo fare, e sulla mia motivazione. Nient’altro.

È stata una fine emozionante, a che cosa stavi pensando in quel momento? 

Non è stato un momento facile al centro olimpico, per tutto il periodo di preparazione prima di arrivare qui, quando ero nella mia stanza, chiudevo gli occhi e ogni giorno immaginavo questo giorno. Volevo vivere quello che avevo immaginato. Ero concentrata su questo obiettivo e alla fine mi sono detta: ” Ce l’ho fatta, ce l’ho fatta, lo sapevo, ce l’ho fatta!”.

Che cosa farai al ritorno in Italia? Celebrerai con la tua famiglia? 

Quando tornerò a casa avrò bisogno di riposare la mente, perché è stato un periodo molto difficile, da prima di Budapest e anche dopo abbiamo vissuto rinchiusi. Sono sicura che l’IJF organizzerá le prossime gare al momento giusto in modo che tutti gli atleti abbiano le stesse opportunità e possano prendervi parte in totale sicurezza. Quindi mi preparerò per i prossimi appuntamenti e arriverò preparata. Prima vedrò la mia famiglia che non vedo da molto tempo e mi riposerò un po’.

Foto di Gabi Juan, EJU. 


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