Nuove regole dal 2018: torna waza-ari awasete ippon

Nuove regole dal 2018: torna waza-ari awasete ippon

Al golden score si potrà vincere solo per punti, ovvero waza-ari oppure ippon, o per hansoku-make, che sia diretto o per somma di ammonizioni. La IJF precisa un concetto non nuovo, ma già attualmente in vigore: “Nel caso non sia chiaro chi debba ricevere il punto o lo shido, nello spirito del fair play è meglio non prendere nessuna decisione in merito e far continuare il combattimento”.

Pubblicato da Ennebi il 5 nov 2017 in Barcellona, ESP

Con effetto a partire da gennaio 2018, l’International Judo Federation (IJF) ha annunciato le regole che ci accompagneranno fino alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Dopo il periodo sperimentale partito a gennaio di quest’anno e conclusosi con i mondiali di Budapest, i vertici dell’IJF hanno migliorato il regolamento arbitrale con l’obiettivo di favorire un judo positivo, di renderlo moderno e comprensibile per tutti – così come ha spiegato lo stesso presidente dell’IJF, Marius Viver.

I punti principali toccati e ridefiniti dall’Executive Committee nella riunione del 18 ottobre 2017 sono i seguenti:

  • Definizione di waza-ari ed ippon
  • Definizione di “ponte”
  • Difesa utilizzando la testa e relative conseguenze
  • Più potere all’arbitro centrale sul tatami
  • Continuare a promuovere del judo positivo

Analizziamo i nuovi punti, a partire dalla definizione di ippon. I criteri per assegnare un ippon sono i seguenti e devono tutti verificarsi perché venga assegnato:

  • velocità
  • forza
  • proiezione sulla schiena
  • controllo fino alla fine della proiezione

Il cosiddetto rotolamento (rolling) assegna ippon solo a condizione che non vi sia interruzione durante la proiezione. L’IJF precisa anche che la tecnica deve essere eseguita con una “considerevole abilità alla massima efficienza” affinché l’ippon venga assegnato.  Con ciò si intende che devono verificarsi due fattori allo stesso tempo: da un lato ikioi, ovvero forza e velocità; dall’altro hazumi, ovvero l’abilità di avere impeto, prontezza e ritmo. Inoltre, viene assegnato ippon in tutte le situazioni in cui si atterra volontariamente in una posizione di “ponte” (bridge).

Un altro aspetto molto importante riguarda la reintroduzione del waza-ari awasete ippon. Ciò significa che due waza-ari assegnano di nuovo un ippon.

Si waza-ari nuove reogle

Esempi in cui il waza-ari deve essere assegnato

Passiamo ora alla definizione di waza -ari. Come nella situazione corrente, i punti che nel passato venivano considerati yuko continueranno ad essere valutati waza-ari. A ciò si aggiungono i casi in cui non può essere assegnato un ippon perché non ne sussistono le condizioni esplicitate in precedenza, anche se l’avversario è stato proiettato sulla schiena. L’IJF precisa anche che atterrare su entrambi i gomiti o appoggiare entrambe le mani indietro per non toccare la schiena a terra deve essere valutato waza-ari. Viene valutato waza-ari anche la situazione in cui si atterra su un solo gomito, o sul sedere o su un ginocchio con immediata continuazione sulla schiena. Nei disegni sottostanti, si evincono anche i casi in cui non deve essere assegnato un waza-ari. Va distinta infatti la caduta sul fianco anteriore, ovvero la parte del fianco più vicina alla pancia, e la caduta sul fianco posteriore, ovvero quella parte più vicina alla schiena. Solo la seconda deve essere valutata. Se tale regolamento fosse stato in vigore a Budapest, la finale dei 73 kg tra il giapponese Hashimoto e l’azero Orujov sarebbe potuta finire diversamente.

Esempi in cui il waza-ari non deve essere assegnato.

Esempi in cui il waza-ari non deve essere assegnato.

Viene invece assegnato hansoku-make in tutte le situazioni in cui si usa la testa per evitare di cadere sulla schiena o nel caso si voglia evitare di subire un punto, a condizione che si tratti di un uso volontario della testa. Né tori, né uke viene penalizzato nel casi di seoi-otoshi (drop seoi-nage), di sode-tsurikomi-goshi con la presa su entrambe le maniche, e di koshi-guruma con entrambe le prese al collo (più nota come “presa coreana”).

A partire da gennaio, cambierà ache il golden score, in quanto si potrà vincere solo per punti, ovvero waza-ari oppure ippon, o per hansoku-make, che sia diretto o per somma di ammonizioni.

Altra novità riguarda la presa alle gambe o la presa al pantalone, che resta proibita, ma a differenza del passato, ogni volta verrà assegnato uno shido e solo al terzo shido verrà assegnato hansoku-make. A tal proposito, l’IJF fa una precisazione che rompe con quanto specificato nel passato e definisce i casi mostrati nelle immagini sottostanti come validi.

In questi casi, la presa alle gambe è consentita.

In questi casi, la presa alle gambe è consentita.

Se invece entrambi gli opponenti sono chiaramente in fase di combattimento a terra (newaza) allora si può prendere la gamba senza incorrere in alcuna sanzione. Nelle immagini sottostanti vengono mostrati un paio di esempi in cui lo shido non deve essere assegnato.

Nelle situazioni mostrate, non viene assegnato lo shido per presa alla gamba

Nelle situazioni mostrate, non viene assegnato lo shido per presa alla gamba

Lo strangolamento shime-waza combinato all’over-stretching della gamba dell’avversario diviene proibito e il mate deve essere assegnato immediatamente.

In ultimo, la IJF precisa un concetto non nuovo, ma già attualmente in vigore: “Nel caso non sia chiaro chi debba ricevere il punto o lo shido, nello spirito del fair play è meglio non prendere nessuna decisione in merito e far continuare il combattimento”. 

 

 


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