Nicola Moraci sui Campionati Europei U23

Nicola Moraci sui Campionati Europei U23

Continua la collaborazione tra Italiajudo e il M. Nicola Moraci volta a fornire la chiave di lettura di occhi esperti a valle degli appuntamenti più importanti dello scenario judoistico mondiale. A tal proposito, Italiajudo vi propone quest’oggi l’analisi sui recenti Campionati Europei Under 23 svoltisi nel fine settimana appena conclusosi.

Il Maestro Nicola Moraci ha cominciato a collaborare con le nazionali giovanili a fine degli anni 80, seguendo tantissimi campioni come Pino Maddaloni, Roberto Meloni, Paolo Bianchessi e più recentemente Fabio Basile, Odette Giuffrida ed Elios Manzi, tanto per citarne alcuni. Nicola Moraci assieme a Laura Di Toma per ben 12 anni (dal 2005 al 2016) ha condiviso l’onere e l’onore di seguire le nazionali giovanili in seno alla neo costituita CNAG. Moraci e Di Toma furono coadiuvati in un primo periodo da Raffaele Toniolo e successivamente, quando quest’ultimo è diventato D.T. della nazionale maggiore, da Sandro Piccirillo.

Foto: Franco Di Capua

Pubblicato da Nicola Moraci il 15 nov 2017 in Roma

Si sono svolti recentemente i Campionati d’Europa Under 23, manifestazione che chiude il tris continentale e che non prevede una competizione mondiale e forse per questo motivo talvolta non viene considerata con la dovuta importanza.

Il Campionato d’Europa U23 ha sempre visto l’Italia protagonista. Purtroppo, in questa edizione ci dobbiamo accontentare della 14^ piazza su 40 nazioni partecipanti, merito della medaglia di bronzo di Miriam Boi nei 57 Kg.

Miriam non era stata presa in considerazione dalla direzione tecnica, nonostante le medaglie conquistate a Dubrovinik ad aprile, a Bratislava a settembre ed altri piazzamenti. Miriam è stata inserita all’ultimo momento in virtù del risultato maturato a Malaga. Per fortuna Miriam Boi aveva potuto continuare, su autorizzazione delle Fiamme Gialle, la sua preparazione nella palestra d’origine la fitness Ardea, seguita dal tecnico Gianluca Ferro.

Questa convocazione dell’ultima ora, come ormai consuetudine, strategicamente si è rivelata la mossa vincente per vincere la medaglia di bronzo che assieme ai 3 quinti posti ed un 7 costituiscono il minimo storico ottenuto dalla nostra rappresentativa agli Europei Under 23 negli ultimi anni.

Se si fa un paragone con l’edizione dello scorso anno di Tel Aviv, sempre sotto la guida di Murakami, l’Italia concludeva al 14^ posto nel medagliere pur conquistando 3 medaglie, ovvero 1 argento con Antonio Esposito negli 81 kg; 2 bronzi con Andrea Gismondo nei 73 kg e con Giorgia Stangherlin nei 78 kg. Sono ben lontani questi risultati da quelli ottenuti nel passato quadriennio.

Facendo un raffronto con l’edizione del 2015 balza in evidenza il trend negativo. A Bratislava 2015 gli azzurri conquistavano 5 medaglie e 2 quinti posti;  Italia terza nel medagliere. E’ stato ancora maggiore il bottino ottenuto nel 2014 grazie alle 8 medaglie vinte (2 ori e 6 bronzi) a cui vanno aggiunti i 2 quinti posti che fecero chiudere l’Italia al quarto posto nel medagliere per nazioni, preceduta dalla Russia, prima con 4 ori, dalla Germania, seconda con 5 medaglie, e dall’Olanda, terza con 4 medaglie, che ci ha preceduto grazie ad 1 argento in più.

Al dire il vero a Podgorica un’italiana è salita sul gradino più alto della categoria dei 48 kg: Maria Siderot ha infatti la doppia cittadinanza e ha vinto l’oro per il Portogallo. Questa atleta nel periodo che viveva in Italia non fu presa in considerazione per mancanza di risultati dalla CNAG da me presieduta. In terra lusitana grazie ad un lavoro capillare della Direzione tecnica portoghese fatto negli ultimi 5 anni è maturata in maniera decisiva.

Penso che un momento di riflessione alla luce dei recenti risultati vada fatto, in modo da porre la nave Italia sulla giusta rotta.

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