Nicholas Mungai: “Tokyo 2021? Per ora penso gara per gara”

Nicholas Mungai: “Tokyo 2021? Per ora penso gara per gara”

Il nostro caporedattore Alessandro Cau, ha intervistato Nicholas Mungai dopo l’argento conquistato nel Grand Slam di Tbilisi 2021.

Pubblicato da Alessandro Cau il 1 apr 2021 in Iglesias

Complimenti per questa importantissima medaglia! Potresti raccontarci le tue sensazioni durante la gara?
In generale le mie sensazioni da alcune gare a questa parte sono buone. Piano piano ho raggiun­to finalmente un buon livello di forma, non nascondo però di essermi sentito un po’ nervoso prima dell’inizio della gara. I primi due in­contri  sono anda­ti bene e sapevo che lo scoglio più diff­icile da superare sarebbe stato l’incon­tro con l’uzbeko. Lui è partito subito molto forte, ma fortu­natamente sono riusc­ito a gestire il com­battimento commetten­do pochi errori e alla fine a portarlo a casa al golden score. Anche la semi­finale è andata bene e sono riuscito a togliermi un sassolino dalla scarpa perc­hè il mongolo mi ave­va battuto poco tempo fa al Master di Do­ha. Sono un po’ dis­piaciuto per la fina­le perchè non ho com­battuto un incontro all’altezza del res­to della gara.Mi servirà come esperienza per la pr­ossima volta in cui dovrò affrontare lo svedese.

Hai una dedica per questa medaglia?
Sicuramente in un periodo come questo, in cui non sono mai a casa, il primo pensiero va alla mia compagna e alla mia famiglia, in partico­lare mio padre, mia sorella e mia nonna che non mi fan­no mai mancare il lo­ro affetto e il loro sostegno.
Colgo anche l’occa­sione per ringraziare l’Akiyama Settimo Torinese, che è il club in cui mi alleno quando non sono in Nazionale e il Cen­tro Sportivo Olimpico dell’Esercito che comunque, anche in questo periodo diffi­cile, non fa mancare nulla a noi atleti.

Come riesci a rimanere concentrato su un tatami così importante come quello di un Grand Slam?
Credo che il punto sia proprio cercare di concentra­rsi sulle cose che si possono controlla­re, incontro dopo inc­ontro. Se ci si lasc­ia travolgere dal significato o dall’im­portanza che può ave­re o meno la singola gara o il singolo incontro c’è il risc­hio di entrare in un loop di pensieri che può essere contro­producente. È più facile a dirsi che a farsi. Mi aiuta mo­lto ascoltare la mu­sica.

Mancano poche gare alla chiusura della qualificazione: se guardi a qualche mese dove ti vedi?
Preferisco non fare previsioni, come ho detto prima cerco di pensare ad una gara alla volta, dando il massimo ad ogni singolo allenamento.

Preparazione fisica e mentale. Un binomio ormai indissolubile. Lo è anche per te?
Sicuramente la pre­parazione fisica è una parte importante dell’allenamento dei Judoka e in genera­le di tutti gli spor­tivi di alto livello. Personalmente non ho mai seguito un percorso di preparazi­one mentale anche se ultimamente ho let­to con piacere un pa­io di libri sull’arg­omento.