1. nic says:

    AAA CERCASI INGEGNERE MATEMATICO O QUALUNQUE GENIO IN MATEMATICA

    LUOGO: MILANO

    Ciao ragazzi/e sto cercando qualche buon’anima che mi aiuti a passare l’esame di matematica che ho il 4 ottobre…purtroppo sono una capra, anche se ho provato a studiare un sacco ma senza risultati…cerco il vostro aiuto.

    Fatemi sapere se c’è qualcuno che abbia voglia di fare una buona azione

    Una ragazza davvero in crisi..

    • Admin says:

      Ciao, se mi scrivi una mail a info@italiajudo.com ti do’ il numero di un professore che fa ripetizioni a Milano, davvero bravo e disponibile.
      Io mi sono trovato bene quando ho dovuto preparare analisi II 🙁

    • Ale says:

      Cmq mi sa che hai scritto nel posto sbagliato ahaha

  2. rocky416 says:

    grande italiajudo siete i miei preferiti!!

  3. Davidunz says:

    Lo hanno sempre fatto. Lo stesso Ilias Iliadis ha tre o 4 anni in meno, detto da lui stesso… Roba da matti!

    • JKJUDO says:

      Si puo’ tranquillamente parlare di sistema pilotato.

  4. Zanesco Claudio says:

    e quelli poi che mi vengono a dire che il judo è uno solo… palle ormai chi fa gare internazionali o frega o è fregato

  5. mimmo says:

    SVEGLIAAAAAAAA…….oltre gli atleti vanno condannati anche le singole federazioni che non hanno fatto attenzione….

  6. Jack says:

    Può darsi, gli azeni che conobbi all’alpe adria mi dissero che il loro titolare nei 90 kg cadetti ha 20 anni..male male

  7. BV says:

    Vorrei però sottolineare che la presunta falsificazione dell’anno di nascita dei gemelli Khalmurzaev è un’illazione del blog “100 percent judo”, basata sul fatto che il team russo non li abbia schierati durante il campionato europeo juniores di Sarajevo. Tuttavia, per ora, non ci sono prove concrete ad avvalorare questa tesi. Personalmente credo che potrebbero aver saltato il campionato europeo in vista del più importante campionato del mondo juniores. Ricordiamoci inoltre che i Khalmurzaev vengono tenuti sott’occhio dai DT della nazionale maggiore che li incoraggia a prender parte a tornei senior per rendere meno duro il passaggio tra le due categorie d’età, infatti questo week end disputeranno il grand prix di Almaty. Detto questo, la storia del passaporto falso potrebbe essere anche vera ma, per ora, è prima di fondamento. Tra l’altro lo stesso blog che ha diffuso la notizia l’ha poi parzialmente ritrattata, guardare per credere.
    C’è invece un altro judoka che ha innegabilmente falsificato la data di nascita è Magomed Magomedov (uno dei tanti con questo nome, ma NON è il campione europeo u23 in carica come riporta erroneamente il blog “100 percent judo”, quello è un altro judoka con lo stesso nome). Magomedov è stato un judoka juniores russo di altissimo livello negli ultimi anni (per esempio ha vinto a Lione l’anno passato) ma non è mai salito sul podio in occasione di un europeo o un mondiale juniores. Comunque, Magomedov da gennaio 2013 ha cambiato nazionalità (ora combatte per l’Azerbaijan), nome (ora si chiama Shekhmad Magomedov) e anche data di nascita (invece del 1993 ora il suo anno di nascita è il 1990). Ora mi chiedo, com’è possibile che questo judoka sia ancora libero di combattere? possibile che nessuno si sia accorto del cambio di età? é bastato un semplice cambio di nome per passare inosservato?

    • Jack says:

      Ho fatto una piccola ricerca, allora l’azeno che dici te c’è, però corrisponderebbe a Magomed Magomedov III (vincitore del torneo di Lione 2012).
      Confrontando le due foto non c’è nessuna somiglianza, inoltre dei tre M. Magomedov in 2 hanno vinto l’oro ai campionati europei u23 (il ’91 nel 2011 eil ’93 lo scorso anno).
      Quest’ultimo in effeti è l’unico che non è mai salito sul podio continentale o mondiale junior, ma è campione europeo u23 in carica, anche se in effetti l’ultima competizione a cui ha partecipato è questa, dopo sembra essersi ritirato.
      Qualcosa non torna di quello che hai scritto.

      • BV says:

        immmagino che tu abbia fatto la tua ricerca su judoinside, purtroppo quei dati non sono attendibili poichè chi ha compilato quel sito ha fatto molta confusione tra i due Magomedov! non sono giusto i risultati attribuiti ai due atleti e anche le foto sono sbagliate! d’altro canto è anche normale, tra i russi di Magomed Magomedov ce ne sono ben tre, uno un po’ più vecchiotto (dell’85 mi pare) che fa i 100 kg, gli altri due Magomed Magomedov fanno tutti e due i 90kg, quello che ha fatto il cambio di passaporto è quello che prima risultava un 93 sotto il nome di Magomed Magomedov e ora risulta un 90 sotto il nome di Shekhmad Magomedov, è lui NON ha vinto il campionato u23! Se hai voglia fai questa ricerca, per distinguere i Magomedov sono utili solo le foto, confronta le foto dei due campioni europei u23 90kg a Tyumen 2011 e Praga 2012 (la finale è sempre con Nhabali Quedjau) quello è il Magomed Magomedv “vero” che è del 91! Invece confronta le foto del campione 90KG del torneo juniores di Lione nel 2012 e la foto del campione della world cup di Tbilisi quest’anno, ti accorgerai anche tu che sono la stessa persona ma hanno due nomi diversi e combattono per due nazionalità diverse!!!!
        Lungi da me voler apparire “saputella”, il fatto è che ho questa (strana) passione per il judo russo, mi piace proprio e guardo tutte le loro competizioni. Inoltre parlo un po’ il russo e questo mi aiuta, inoltre Magomed Magomedov e Shekhmad Magomedov li seguo sul facebook russo (si chiama vkontakte) ed è anche quello che mi ha aiutato a scoprire l’inganno. Spero di essere stata chiara, il mio intento non è assolutamente quello di generare una polemica ma di mettere in luce una cosa a dir poco strana.

      • Jack says:

        In effetti ho controllato proprio lì, e non mi tornava molto.
        In effetti guardando le foto il Magomedov è lo stesso in entrambe le foto, ma penso sia solo un errore di confusione di judoinside.. di Magomedov ce ne son davvero tanti.
        Purtroppo del podio dei -90 kg di Lione non son riuscito a trovare una foto.

      • BV says:

        Come ho scritto nel commento sotto, se ti va confronta la foto del podio del torneo juniores di San Pietroburgo dell’aprile 2012, in quell’occasione (Magomed Magomedov è arrivato primo)con la foto della european open di Tbilisi del gennaio 2013,anche in quella gara Magomed Magomedov (sotto il nome di Shakhmad Magomedov) è arrivato primo. Si vede molto bene come sia la stessa persona sotto un nome diverso.

  8. Michele says:

    Formazione da novembre a maggio per diventare l’equivalente del nostro Aspirante allenatore?

    Noi invece in mezza giorata…

    Ho detto tutto!

  9. BV says:

    Mi sono resa conto che sul sito dell’eju non c’è la foto del podio dei 90 kg di Lione 2012 ma solo alcune azioni di gara, e da lì si capisce poco. Consiglio di confrontare la foto del podio del torneo juniores di San Pietroburgo dell’aprile 2012, in quell’occasione (Magomed Magomedov è arrivato primo)con la foto della european open di Tbilisi del gennaio 2013,anche in quella gara Magomed Magomedov (sotto il nome di Shakhmad Magomedov) è arrivato primo. Si vede molto bene come sia la stessa persona sotto un nome diverso.

  10. giuseppe says:

    il grosso problema che abbiamo in Italia è che il judo è un hobby. Dovremmo cominciare a pensare che se anche fare l’insegnante di judo non ci fa mangiare, lo dobbiamo fare cmq da professionisti. Hai corsi d’agg.to la maggior parte quando ha il tesserino scappa via… e non è corretto nei confronti dei bambini e dei ragazzi a cui insegnano.
    Poi è anche vero che i corsi d’aggiornamento sono spesso fatti male e non viene voglia di andarci. C sono regioni che x 4 o 5 anni hanno avuti sempre gli stessi tecnici che facevano sempre lo stesso repertorio o simile. Altri che x risparmiare chiamano un insegnate vicino che però non ha esperienza x insegnare ad altri tecnici. Forse per cominciare sarebbe meglio nn fare corsi obbligatori ma organizzare stage x insegnanti tecnici in tutta Italia e poi ognuno può partecipare a quello che preferisce in base al programma… c sono tante altre proposte ed idee che possono essere portate all’attenzione dei ns vertici, spero solo che le voci che ho sentito siano non vere… e cioè, il corso all.ri ridotto ad una sola settimana!!! Speriamo bene!!!

  11. pietro andreoli says:

    FORSE VOI NON SAPETE CHE ANNI FA, A SEGUITO DELL’INIZIATIVA DELL’ALLORA PRESIDENTE DEL SETTORE JUDO DELLA FEDERAZIONE, AUGUSTO CERACCHINI, PER DIVENTARE ASPIRANTE ISTRUTTORE DI JUDO SI DOVEVA FREQUENTARE L’ACCADEMIA NAZIONALE ITALIANA DI JUDO PER QUATTRO MESI CON QUATTRO ORE DI PRATICA LA MATTINA NELLA PALESTRA REALIZZATA SOTTO GLI SPALTI DEL VELODROMO OLIMPICO DELL’EUR E CINQUE ORE DI LEZIONI TEORICHE IL POMERIGGIO NELLA FORESTERIA DEL VELODROMO STESSO. PER ENTRARE IN ACCADEMIA SI DOVEVA SOSTENERE UN ESAME DI AMMISSIONE E DOPO UN MESE PER RESTARE SI DOVEVA POI SUPERARE UN ESAME DI CONFERMA. ALLA FINE DEL CORSO INFINE SI DOVEVA SOSTENERE UN ESAME FINALE SU TUTTE LE MATERIE STUDIATE E CON LA PRESENTAZIONE DI UNA TESI SU UN ARGOMENTO INERENTE IL JUDO.

    • Michele says:

      E’ chiaro che uno scenario come quello che era stato prospettato in passato con ben 4 mesi un’accademia, oggigiorno non è più attuabile. Tuttavia, la formazione dei nostri tecnici resta un tema centrale che non può essere tralasciato. Le cose devono cambiare perché è davvero troppo semplice raggiungere qualifiche importanti, e ciò si traduce inevitabilmente in una cattiva immagine e nel contempo in una decrescita del nostro sport.
      Le alternative possono essere molte, bisogna sceglierne una e attuarla. Non possiamo rimanere ancora a guardare.

  12. Claudio Zanesco says:

    La formazione è il cardine dell’evoluzione, l’Italia non ha una scuola di judo, perchè non forma gli atleti internazionali che ha, i quali volenterosi si mettono a disposizione e danno agli altri quello che sanno, ma non sanno abbastanza, nessuno che io sappia pratica Kata o Shinken Shobu ( provate a chiedere loro cos’è’) ma la colpa se in parte è dell’individuo, molto è della scuola che lo ha formato

  13. Jack says:

    Khasan in questo week-end ha vinto il grand prix di almaty..mmm

  14. Luca says:

    Ma Marta è rientrata dall’infortunio? Italiajudo o qualsiasi altro abbia info, mi fate sapere?

    E’ la mia preferita: bellissima e bravissima 🙂

  15. Bambi says:

    Guardero’ la tua gara a Ostia a Coppa Italia, sei il mio 73kg preferito, ti adoro!!!
    Mi noterai tra la folla, puoi starne certo!

  16. Marco Bottinelli says:

    E’ folle pensare sopratutto in uno sport di situazione come il ns. che un’unica gara sia il criterio di scelta(se Teddy Riner non fa i campionati di Francia per indigestione non fa le gare internazionali????). Congruo sarebbe stabilire una serie di gare e trofei nazionali e internazionali a libera partecipazione atti a fare una ranking per accedere alla Nazionale, considerando le prime 2 o 3 posizioni.Poi liberalizzare dove possibile l’accesso ai tornei di serie A (alla federazione non costa nulla) se non la perdita del CONTROLLO. Purtroppo la ns. federazione rispecchia fedelmente la gestione del Bel Paese,che nelle gravi difficoltà correnti risulta spesso incomprensibile al singolo atleta (o cittadino) che concentrato sui propri obbiettivi si sente spesso non aiutato se non ostacolato dalle Istituzioni. cordialmente Marco Bottinelli

  17. rocky416 says:

    Se il buongiorno si vede dal mattino ahimè…
    C’è un detto napoletano che dice scart frusc e pigl primmer, che in un gioco di carte vuol dire scarti una carta inutile e ne peschi un’altra..
    Spero di sbagliarmi…

  18. peppetitania says:

    Se tale circolare verrà rispettata allora spero che il detto “ogni gara ha la sua storia” viene applicato. Almeno il campione Italiano (forse) avrà la possibilità di essere scelto per fare gare all’estero, ma mi sembra poco credibile la cosa. Troppe volte si fanno scelte in base alla palestra di provenienza o altro. Riguardo il chiudere le porte all’attività internazionale io rimango shockato. Infatti sono solo gli atleti delle forze armate che potranno permettersi tale privilegio, per via del fatto che anche se non prendono fior di migliaia di euro possono permettersi tale esperienza. E per un atleta che non è in un gruppo sportivo che deve fare? E se vale come atleta che fa?? L’unica soluzione sarebbe che costui si cerchi degli sponsor che lo aiutano nel suo piccolo sogno, ma ci sono le aziende che sono disposte a sborsare cifre senza avere un certezza?? Se si arriva a tal punto vuol dire che non si chiama più judo. E visti gli ultimi avvenimenti di corruzione e di false date di nascita non mi stupisco se scoppia uno scandalo nel Judo.

  19. 8FJudo says:

    Bah…

  20. Claudio Zanesco says:

    e gli altri, ben venga la questione sui tornei internazionali ecc. ecc., ma come ci si arriva ad essere competitivi? che poi sia cosi non è una novità, hai mai visto qualcosa di diverso negli ultimi 25/30 anni?

  21. Bigsmith1963 says:

    Ma c’è un preciso disegno politico a monte o si tratta dell’ennesimo misunderstanding già sperimentato con la circolare di inizio anno?
    Perché le cose sono due, o c’è una precisa volontà di affossare il judo agonistico, lasciandolo ad appannaggio di un ristretto gruppo di atleti, per poi puntare decisamente su kata e master, oppure mancano semplicemente soldi e (soprattutto) idee.
    Quello che è certo è che si sta scegliendo una strada che è diametralmente opposta a quanto accade in europa e nel mondo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: una classe senior sempre più scarna e demotivata, Campionati Italiani di livello sempre più basso….medaglie internazionali che arrivano con il lumicino.
    Bisogna avere il coraggio di riprendersi questo sport meraviglioso e dargli una dimensione più internazionale. Il cammino tracciato dalla IJF e dalla EUJ è netto e deciso, dobbiamo solo seguirlo.

    • masterjudo says:

      puntare sui master ?????

      Dubito che sia mai stato nelle idee della FIJLKAM

  22. Zecchimotosan says:

    Interessante articolo il vostro… ma mi pare che non ci sia nulla da meravigliarsi . Il Judo in Italia è da sempre una cenerentola e lo è sempre stato! troppi interessi di bottega , programmazione pari a zero , regole continuamente cambiate in base al pensiero o alla convenienza del giorno ! . Non credo poi che si voglia spostare tutto sui master e Kata perchè anche questi stanno soffrendo moltissimo (INFATTI SONO DELLE MUCCHE DA MUNGERE ), una timida organizzazione la si vede nella volonta FINALMENTE di mettere in piedi delle squadre come fanno le altre nazioni !! e su questi due settori si parla addirittura DI partecipazioni completamente a spese proprie anche per i convocati ufficiali nella nazionale di Kata alle manifestazioni importanti tipo mondiali ed europei dove altre nazioni si stanno strutturando per sorpassare alla grande l’ Italia ! Un esempio su tutti che fà molto arrabbiare; come si fà ad aumentare le tasse federali per l’ affiliazione ed il tesseramento atleti a palestre gia aperte da un pezzo !!!! cose da restare senza parole !! Una VERGOGNA !!

  23. d'agosto andrea says:

    Quanto giustamente evidenziato e denunciato nell’articolo in commento mostra la fragilità della nostra FEDERAZIONE; le linee direttive indicate evidenziano una volontà precisa: il movimento non deve crescere, altrimenti, come accaduto in altre federazioni, addio controllo. Il Judo è per sua natura uno sport INDIVIDUALE, chi ha i titoli deve poter partecipare, come ad es. nel tennis, a qualsiasi competezioni nazionale ed internazionale, impedirlo è assurdo, anacronistico e purtroppo, spiace dirlo, fatto in mala fede. Mi spiego meglio, con la liberalizzazione e si intende sempre secondo regole precise (es. medagliati ai campionati italiani di categoria) la federazione perderebbe il controllo sugli atleti, è evidente che nessuno potrebbe impedire all’atleta che ha raggiunto il punteggio necessario di partecipare a qualsiasi manifestazione continentale, mondiale e olimpica, ciò determinerebbe automaticamente l’impossibilità della Federazione e della direzione tecnica di decidere in merito. Quante volte abbiamo letto le liste di atleti convocati di tutte le categorie a competizioni internazionali e ci siamo stupiti di leggere alcuni nomi ad esclusione di altri? Purtroppo quanto denunciato è lo specchio di un paese oramai in costante declino, che produce solo polvere e burocrazia; un giovane atleta che si allena, si sacrifica, che accarezza un sogno con queste ridicole regole già capisce che è tutto inutile, se non ha avuto la fortuna di aver avuto oltre al talento anche i natali in un luogo preciso ed alle spalle gli amici degli amici. Cari Signori della Federazione siete fuori tempo e fuori luogo.

  24. ROSMARY says:

    Sono completamente d’accordo con quello che scrive Andrea. A me sembra (ma purtroppo ne ho da anni conferma) che siamo in presenza di una federazione che rema contro gli atleti e le società, sopratutto quelle provenienti dalle zone più svantaggiate dell’Italia. A loro non interessa se un atleta fa anni di sacrifici, studia, sta lontano dalla famiglia per mesi….
    Dopo anni di sacrifici di atleta, rispettiva palestra e famiglia, a quest’atleta può capitare di essere convocato ai ritiri della nazionale in vista di europei e mondiali e vivere in un continuo assillo dalla mattina alla sera che in qualunque momento potrebbe essere scartato o addirittura sostituito senza nessun motivo apparente(!?). Ma cosa sta rincorrendo? Alla fine diventa deleterio e controproducente. Alla fine quest’atleta arriva anche, forse, a disputare una gara dove si gioca tutto e crolla al primo incontro! Ma si è chiesto qualcuno come mai sta accadendo questo sempre più spesso. Agli ultimi Europei Junior, dopo un mese di ritiro gli atleti hanno conosciuto i nomi della squadra il giorno prima della gara. Vi sembra possibile? (vedi articoli a tale proposito di Italia Judo). Non ho parole e sono molto amareggiata. Il judo scuola di vita!!!

  25. Raffaella says:

    C’è qualche anima buona disposta ad aiutare un’ignorante come me che vuole aprire un blog ma sa poco e niente a riguardo? Ricompensa: tanti sorrisoni 🙂 🙂 🙂

    • Michele says:

      http://it.wordpress.com qui puoi trovare quello che cerchi, facile e veloce!

      🙂

      Ora come faccio a sapere chi sei per incassare la ricompensa?

    • Nando says:

      esistono ancora i blog? o_0

      • amministratore says:

        Scusami Mando,
        ma secondo te, quello dove hai appena postato il tuo commento, cosa è se non un blog? :))

  26. Dario says:

    ottimo

  27. Nando says:

    Ora si che faccio sogni tranquilli! 😉

  28. mimmo says:

    Ho appena letto l’articolo e voglio ringraziare a nome del maestro Gianni Maddaloni e di tutti i ragazzi della Star Judo Club tutti voi, tutti i tecnici che hanno richiesto e appoggiato la nostra candidatura, tutti coloro che contribuiranno con noi a far si che del judo se ne parli e che ne vengano, attraverso noi, divulgati i sani principi con le sue regole e valori. Lo sport valore aggiunto nella vita, il judo nella formazione sana dei giovani. Grazie.

  29. Ali says:

    GRANDISSIMI !!!

    Ho invitato anche tutti i miei amici di facebook a farlo….se lo meritano!

  30. Mirko says:

    Qui si dicono delle cose fondamentali: sapremo chi farà quali gare con mesi di anticipo e sapremo con largo anticipo anche le gare che sono aperte alla partecipazione di tutti. Speriamo sia vero, perché io faccio fatica a crederlo! Me lo auguro!

  31. Cristina says:

    E’ vero che abbiamo fatto tante medaglie sia a roma che in scozia, però c’era davvero poca gente, senza nulla togliere a chi ha ben figurato.

    Se fate informazione, dovete dire anche questo… altrimenti stiamo omettendo qualcosa di importante. Non trovate?

  32. mimmo says:

    ….spero che la meritocrazia faccia da sfondo a queste belle parole. ..gli atleti fanno troppi sacrifici per essere presi in giro. Ricordate…MERITROCAZIA…altrimenti il judo finirà. Fare gare in quanto libere e poi decidiamo noi sulla base delle condizioni complessive dell’atleta….questo non mi piace….

  33. William says:

    Che grande, bentornataaaaaaaaa!

  34. Lia C. says:

    Ti ho seguita su rai sport, sei troppo forte! Avevo la pelle d’oca e le lacrime agli occhi

  35. Antonio says:

    Che dire, sei davvero figa Rosalba

  36. Grazie says:

    Grazie, grazie, grazie, grazie e ancora grazie

  37. Bigsmith1963 says:

    Ben vengano le aperture e ben venga la liberalizzazione dei tornei, purché con regole chiare e soprattutto stabili nel tempo, perché con la stabilità è possibile una precisa programmazione tecnica ed economica.

  38. Giorgia says:

    In bocca al lupo Rosalba sei un esempio per tutti!

  39. Miki e Alessia Bologna says:

    Sono sempre più orgoglioso di avere una foto con te (Rimini)

  40. Luigi Guido says:

    Bellissimo ed emozionante articolo!!! Complimenti vivissimi a voi e a tutta la squadra che, con le parole di Odette e dei giovani che assistevano in tribuna, ma anche di tutti gli altri non riportati che ho avuto il piacere di sentire, si sono dimostrato ancora una volta TEAM. Anche questa è la nostra forza, e questi ragazzi faranno grandi cose. Grazie a tutti

  41. Emanuele Migliorati says:

    Siete fantastici 🙂

  42. Marina says:

    Mi conosce la classifica squadre del trofeo sankàku 2012?

  43. Francesco Ciro says:

    Bel sito

  44. Nicola says:

    Ciao Italiajudo

  45. Nicola says:

    Salve sono cintura marrone il mio sogno più grande e quello di salire sul podio in una gara importantissima, ci vuole tanto lavora ciao

  46. Bernarduzzi Marcello says:

    buonasera, sono interessato a ricevere le foto numero 268-269-270
    vi sarei grato se mi indicaste come riceverne una copia.
    Cordiali saluti, Marcello Bernarduzzi

  47. Mimmo says:

    Un plauso ai ragazzi ma sicuramente il più sentito va al TEAM di Italia Judo che riesce a dare emozioni a chi non riesce a seguire da vicino le innumerevoli manifestazioni di judo. Sempre precisi e professioni riescono a regalarci le prime emozioni dei ragazzi e a far si che i nostri atleti, almeno per un giorno diventano protagonisti…GRAZIE e continuate così…

  48. Zanesco Claudio says:

    una grande e impegnativa scelta, sarà dura ma se ne esce bene non si ferma più

  49. Lia says:

    Elio sei mitico, muaaasss

  50. Paolo says:

    Chi non si evolve, si estingue.
    IL FUTURO E’ QUI,COMINCIA ADESSO!
    GRANDE ELIO!!!

  51. Marco Bottinelli says:

    VAI ELIO, SOLO CON I TUOI ZORI COME UN SAMURAI CHE CAMMINA VERSO LA BATTAGLIA, E’ IN DUBBIO CHE TU SIA DIVERSO DAGLI ALTRI ATLETI E QUESTA SCELTA ATIPICA LO DIMOSTRA ANCORA .
    BUONA FORTUNA

  52. Mirko says:

    Alla ragazza bionda che al trofeo sankaku era vicino lo stand di Italiajudo, non ci crederai ma di solito non son così sfacciato. Quando hai rifiutato il mio invito per un caffè me ne sono andato come se non me ne fosse fregato niente, ma in realtà mi è dispiaciuto molto.
    Quel gesto, fatto così davanti a quei pochi presenti con cui eri ha richiesto molto coraggio da parte mia, almeno apprezza questo
    Ad ogni modo non demordo. Ci vediamo la prossima volta 🙂

  53. mimmo says:

    Come sono curioso di sapere …IL. PERCHÉ….. facciamola questa domanda.

  54. Zanesco Claudio says:

    ahahahahahahaha quale novità può essere questa, con il caos istituzionale generale siamo solo lo specchio di una porzione di società

  55. Vittorio Serenelli says:

    “E’ infatti di questa mattina la comunicazione federale ….” cita il pezzo. Comunicazione Federale? Vogliamo dare un nome agli autori? Sarebbe utile sempre sapere CHI ha voluto certe cose. Ricordo lo scompiglio della circolare del periodo natalizio dello scorso anno che sembrava non avere ne padre e ne madre. Poi qualcuno si è svegliato ed ha fatto cambiare buona parte di quanto dichiarato. Sarebbe carino ricordare che in queste occasioni i nomi ed i meriti dicendo i signori Tizio Caio e Sempronio da soli od assieme ad altri hanno stabilito che…. Così giusto per ricordarlo

  56. Diego Morelli says:

    …………….e gli altri che hanno vinto le altre tappe del trofeo italia????? Tipo LUGO, L’AQUILA SANKAKU????? E allora quelli che saranno a Bellizzi????? A questo punto l’ultima tappa del torneo salernitano non conta una “cippa”?Visto che si terrà dopo le qualificazioni. E non mi si venga a dire che c’era il PAF 2013 al 31 marzo quando lo stop era stato dato il 7 gennaio!!!!!E quando comunque un Programma di attività federale mi si deve presentare ad ottobre\novembre e non ad anno in corso.

  57. editore@italiajudo says:

    Caro Vittorio…ci fossero gli “autori”! Questa è la comunicazione inviata per e-mail, e come vedi non è firmata….”Con la presente comunichiamo ai Comitati Regionali -con preghiera di divulgare l’informazione alle Società Sportive Interessate- che, in occasione del prossimo Campionato Italiano Esordienti “B” di Judo, saranno ammessi in soprannumero alla Finale Nazionale gli Atleti primi classificati delle categorie maschili e femminili del Trofeo Internazionale Città di Taranto e del Trofeo Internazionale Vittorio Veneto.Cordiali saluti.FIJLKAM – Area Sportiva Settore Judo”
    E’ noto d’altronde che come avvenne lo scorso dicembre i signori Tizio, Caio e Sempronio -come tu li chiami- non si palesino taqnto facilmente—se non altro perché

  58. 8FJudo says:

    ma quindi gli esordienti al secondo anno potranno partecipare alle gare EJU cadetti in quanto “del 15esimo anno” ? Per me comunque il metodo di qualificazione migliore rimane quello della Ranking list basata su un tot di gare e in cui ogni atleta viene valutato per i suoi due migliori risultati. Invece che dare la possibiltà di qualificarsi con una gara sola..

  59. Gianluca Valeriani says:

    Il metodo deve essere misto. Per esempio i primi 8 del ranking e poi 1 su 4 alle qualifiche. Ovviamente punti fatti in categoria perché questa è un’età dove i valori espressi a gennaio non sono quelli di novembre

  60. lorenzo gabbi says:

    programmare con queste sicurezze ……….è molto difficile

  61. Ali says:

    Ciao,
    ma se si volesse contattare uno degli atleti nella lista come si fà?

    Grazie!

    • amministratore says:

      Ciao Ali,
      se un club volesse contattare l’atleta dovrà scriverci a info@italiajudo.com e provvederemo a mettere in contatto team e atleta.
      Ci sembra la soluzione migliore, onde evitare di riportare le mail e i numeri di telefono di tutti i candidati.

      Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

      Grazie,
      Ij Team

  62. Piero Comino says:

    Saint Exupery : abbattuto
    il piccolo Principe ; chiedere a Stefanel…..

  63. Sinergy Lodi says:

    Ciao,

    vi conviene evidenziare che se un atleta ha partecipato alle qualificazioni con un club non potrà partecipare alle finali con un altro anche se il club delle qualificazioni non si è qualificato.

    • Antonio F. says:

      All’art. 26 comma 8 dello Statuto Federale:
      b) I prestiti italiani devono essere tesserati per Società Sportive che non partecipano alla fase finale del Campionato Italiano a Squadre maschile

      non v’è menzione ai club non qualificati. Ci sono novità?

      • amministratore says:

        Corretto, nulla da aggiungere.

        Grazie,
        Ij Team

    • amministratore says:

      Non è così, se il club ha preso parte alle qualifiche ma non si è qualificato, i rispettivi atleti possono essere prestati per la fase finale ad un altro club. L’importante è che il club dell’atleta che viene prestato non partecipi al Campionati Italiano di Lignano.
      Grazie,
      Ij Team

  64. Bigsmith1963 says:

    Dopo le prime proteste sta seguendo un silenzio assordante…

  65. Manuela says:

    Vi inviamo di seguito un appello nostro e di altre società del Veneto inviato al consiglio di settore qualche settimana fa. Tutti i punti che abbiamo evidenziato sono perfettamente in linea con quanto da voi indicato.

    18/10/2013
    Alla C.A. Consiglio di Settore Judo
    Alla C.A. Responsabile Attività Nazionale

    OGGETTO: CONSIDERAZIONI sul prossimo programma attività federale 2014
    In considerazione di quanto avvenuto lo scorso anno, quando a dicembre è stato reso noto il nuovo regolamento con sostanziali modifiche delle norme su cui verte l’attività nazionale, con la presente desideriamo sottolineare alcuni aspetti prima che il regolamento 2014 venga divulgato, con la speranza che alcune regole, già applicate a livello mondiale, non vengano recepite per l’attività nazionale svolta in Italia.

    1- Recupero dai quarti.
    In particolare, chiediamo che non venga recepita la modifica relativa ai ripescaggi dai quarti, che già a livello mondiale sta provocando danni incommensurabili, in quanto come vediamo ormai troppo spesso, la sola ranking list non è sufficiente a garantire che i migliori atleti siano in poule differenti, e di conseguenza la classifica finale non rispecchia l’effettivo valore degli atleti. Avendo già visto di persona quanto male funzioni il sistema in campo internazionale, possiamo tranquillamente affermare che tale sistema non premi assolutamente i migliori, ma la gara diventa pura fortuna nel trovarsi in punto o in un altro del tabellone.
    Si pensi che danno potrebbe causare l’applicazione di tale sistema alle nostre competizioni nazionali, soprattutto a livello giovanile, dove le competizioni devono rappresentare non solo un test per identificare i migliori, ma hanno anche l’importantissimo compito di gratificare il maggior numero possibile di partecipanti, creando così un bacino di utenza il più ampio possibile. Gli atleti e i tecnici provenienti da tutta Italia investono tempo e denaro per partecipare alle competizioni, e non ha senso che un atleta dopo un incontro possa già essere escluso dalla gara senza poter sperare nel recupero.
    A partire dagli Esordienti A che si affacciano per la prima volta all’agonismo, infatti, la fortuna/sfortuna del sorteggio giocherebbe un ruolo fondamentale, creando in giovani atleti e genitori un’idea altamente diseducativa del nostro sport, dove verrebbero ad essere premiati solo i più fortunati in base al sorteggio, e non certo i più meritevoli. Inoltre la norma sarebbe assolutamente assurda anche a livello giovanile, dove esordienti B, cadetti
    e juniores cambiando categoria di peso o classe verrebbero a ritrovarsi privi dei punti guadagnati con la ranking list, e quindi totalmente in balia della dea bendata.
    In questi tempi di abbandono giovanile dello sport è necessario agire sulla base, che dev’essere il più ampia possibile, ed agire per limitare con tutte le nostre forze l’abbandono, che come evidenzia il CONI è una delle maggiori piaghe di tutti gli sport. L’attuale sistema di doppio recupero è talvolta lungo, ma è l’unico che garantisce che vengano premiati gli atleti migliori.

    2- Qualificazioni di diritto.
    Nell’ottica sovra descritta riterremmo molto utile anche ripristinare il fatto che vengano premiati gli atleti che raggiungono risultati nazionali di rilievo:
    – qualificazione di diritto per i primi e secondi classificati al Trofeo Italia o al Gran Prix Cadetti, anche se cambiano classe (tornando a dare un valore a questi circuiti, che ultimamente stanno perdendo completamente di significato)
    – qualificazione di diritto ai primi quattro classificati ai Campionati Italiani, anche se cambiano classe tutti aspetti che non danneggiano certo nessuno, e che danno un minimo di gratifica a quegli atleti che con fatica e costanza sono riusciti ad ottenere suddetti risultati.

    3– Criteri di qualificazione alle finali nazionali.
    Il sistema attuale è valido, garantisce una scrematura e premia gli atleti che partecipano alla finale. Proprio considerando le classi più giovani (Esordienti) o quelle a maggior rischio abbandono (Juniores), per i ragazzi spesso già partecipare alla finale è un traguardo. Non dimentichiamoci anche dell’importanza dei Seniores, che sono pochi, e che sono importantissimi veicoli nel trasmettere la loro esperienza ai giovani.
    E’ pur vero che lo scopo delle finali nazionali è quello di identificare gli atleti migliori, e su questo non c’è dubbio, ma anche chi non è un’eccellenza partecipando alle finali crea una base, e l’entusiasmo e la passione dei tanti permette anche ai migliori di allenarsi e di essere stimolati. Con una visione di lungo periodo, puntare solo alle eccellenze minerebbe la base, che, ribadiamo, dev’essere invece il più ampia possibile.
    Potrebbe invece essere valido un sistema di qualificazione misto, dove ad esempio i migliori 10 della ranking list sono qualificati di diritto (o meno, per categorie poco numerose), e gli altri si qualificano con il sistema attuale.

    4- Tecnici.
    Ribadiamo nuovamente che sarebbe auspicabile che ci fossero incontri a livello nazionale fra arbitri, tecnici ed addetti ai lavori, e con immediate comunicazioni da parte della Federazione quando vengono adottate modifiche arbitrali (spesso per modifiche minori gli arbitri stabiliscono nuove linee, ma i tecnici non ne vengono informati).

    5- Disposizione tabelloni di gara.
    Come già più volte segnalato ai preposti a livello nazionale, chiediamo che i tabelloni di gara che illustrano punteggi e tempi di combattimento siano disposti in modo tale da consentire ai tecnici e conseguentemente al pubblico di seguire l’incontro nel modo più consono. L’attuale disposizione dei tabelloni preclude ai tecnici di verificare tempo e punteggi, e impedisce al pubblico di capire qual è lo stato dell’incontro, visto che i punteggi non sono visibili. Nell’ottica di una maggiore fruibilità e diffusione del nostro sport, riteniamo fondamentale che i punteggi siano visibili.

    Confidenti che le nostre osservazioni saranno da voi analizzate e recepite nel prossimo regolamento federale 2014, attendiamo cortese riscontro

    Manuela e Michele Pasini AS Judo Mestre 2001

  66. 8FJudo says:

    non è che si potrebbe pubblicare tutti i qualificati esordienti ai campionati italiani? sarebbe ottimo

  67. Zanesco Claudio says:

    Tecnicamente potrebbe anche starci, se lo avessero detto chiaramente subito a Febbraio/ marzo , il dubbio è che non sia stato fatto per lasciare l’illusione che anche gli altri tornei fossero determinanti e quindi avere iscritti ecc. ecc. perchè altrimenti potevano perdere di valore,

  68. silvio says:

    approfitto dell’occasione per evidenziare un punto sul quale a mio parere non si è discusso abbastanza ( o forse niente ): la questione dei recuperi.
    dal 2014 praticamente sparisce il doppio recupero, per altro già tolto a certi livelli.
    ma le classi gioavnili, esordienti e direi anche cadetti, non lo si poteva lasciare ?
    già sono state introdotti diversi cambiamenti tecnici, sui quali il tempo dirà se sono giusti o no, ma passare al recupero semplice è, a mio avviso, fortemente disincentivante verso la partecipazione alle gare, che poi sono l’anima dell’agonismo.
    Con quale spirito un giovane, con famiglia ecc,affronta centinaia di km, col rischio di tornarsene subito a casa ?
    staremo a vedere…
    saluti a tutti

  69. Maorisankaku says:

    Nonostante il judo sia lo sport piu’ completo, si sta facendo di tutto per distruggerlo. In Italia facciamo di tutto per far scappare i giovani,i cervelli, le aziende e le regole che vengono “inventante” e imposte nel judo non fanno altro che far scazzare i nostri ragazzi che dopo aver fatto mille sacrifici ( scuola,allenamenti,dieta ecc.) si vedono penalizzati da regole assurde, arbitri incompetenti, organizzazioni incompetenti. Continuate cosi’ come il nostro governo, quando non avremo piu’ produzione, piu’ impiego, piu’ turismo, piu’ societa’ sportive, piu’ niente, non lamentatevi. Il fallimento del nostro paese e’ alle porte, e pensare che avevamo tutto!!

    • marta says:

      Assolutamente d’accordo.
      Invece di migliorare l’essere umano italiano ha la particolarità di peggiorare tutto quello che tocca.

  70. Giada Chioso says:

    Ma le società qualificate alla finale del Campionato Italiano a Squadre sanno dell’esistenza di questa iniziativa?

    • amministratore says:

      Ciao Giada,
      purtroppo non possiamo contattare i club uno ad uno. Ma considerati i nostri 35.000 visitatori diversi al mese, direi che il 90% del club è al corrente.

      Grazie,
      N.

  71. Lia says:

    Grandeeeeere

  72. Raffaele says:

    Ben detto! Condivido

  73. Zanesco Claudio says:

    Spett. sig. ENNEBI, sembra che Lei mi abbia letto nel pensiero o, forse si sia ricordato del mio intervento nell’ultima assemblea nazionale, dove il sottoscritto ha cercato di portare all’evidenza del mondo federale un’anomalia, ovvero quella che un terzo della federazione dirige gli altri 3 terzi, un intervento che sul posto aveva ricevuto i complimenti di molti addetti ai lavori, lo stesso Presidente Pellicone aveva risposto ufficialmente che ” cosa vuole Zanesco che in quattro anni non riesca a fare un punto con un esordiente?” , più o meno le parole erano state queste, ecco l’arcano, per la conservazione di un sistema di democrazia cosi esclusivo. Aggravato dal fatto che alcune gare sono inutili ” Coppa Italia” fa si che il risultato sia questo, non si cresce perchè non si vuole punto e basta e la colpa è solo dei diretti interessati. Dimenticavo il sottoscritto e Croceri erano soli a chiedere questa cosa, e l’invito al nuovo consiglio direttivo nazionale relativo ad affrontare questa situazione è rimasto un appello nel vuoto, Buona fortuna
    Zanesco Claudio

    • amministratore says:

      Gentile Sig. Zanesco,
      purtroppo l’anno scorso non ero presente all’assemblea della federazione, per cui non ho potuto ascoltare il suo intervento, né tantomeno la risposta “ufficiale” del presidente. Ne consegue che non mi sono limitato a copiare un suo concetto, piuttosto l’ho letta nel pensiero, come ha lei stesso sospettato 🙂

      Battute a parte, credo che la mia e la sua tesi (e quella di Croceri) si sovrappongano in parte, per poi divergere nella sostanza, mi spiego meglio: direi che c’è un insieme intersezione tra il suo e il mio insieme. Tuttavia, ognuno di esso, gode di autonomia propria.

      Ciò che ci tenevo a sottolineare nell’articolo è che a mio parere il diritto di voto va dato ad ogni club affiliato alla federazione, ma nello stesso tempo ritengo sia giusto premiare quelle associazioni che fanno attività sportiva agonistica (bene e seriamente).

      A mio parere, legare il diritto di voto esclusivamente all’attività sportiva agonistica può portare ad esasperazioni e ad anomalie che impediscono l’innovazione e il miglioramento di tutto il movimento, si veda per esempio quanto riportato sopra per le qualificazioni.
      Per quanto riguarda la coppa Italia, devo dissentire: è una gara che non porta punti, è vero, ma cela un significato importantissimo: è la gara di chi il judo lo fa per passione (non per professione) e lo fa mentre porta avanti gli studi oppure da lavoratore. In alcuni casi sussistono entrambe le cose.

      Il portare punti o meno – a mio parere -non ha nessuna relazione con l’importanza della gara. Proprio per questo nel mio articolo invito tutti ad un cambio di prospettiva. Siamo tutti noi a dover dare importanza alla coppa Italia, al di là del punticino, e devo dire che quest’anno si è fatto un passo avanti con una organizzazione che ha dato la giusta importanza all’evento.

      A cambiAre, o meglio, a migliorarci, dobbiamo essere disposti tutti, non dobbiamo aspettAre che chi decide prenda le decisioni giuste, o quelle che vorremmo attuare noi. Bisogna essere propositivi ed ottimisti, sempre secondo il mio modesto parere.

      Ne approfitto per ringraziarla pubblicamente per i suoi interventi su questo blog, sempre presenti: l’interazione e lo scambio di pensieri è uno dei motivo principali per cui è nata Italiajudo ed è alla base di ogni forma di democrazia.

      Grazie,
      Ennebi

  74. carmine says:

    Spett.le sig.Ennebi
    trovo molto strano il suo articolo..specialmente dopo la sua visita a Montebelluna. Si sa che ci sono regioni, che hanno più interesse di altre ad accorpamenti per le qualificazioni. E sono, guarda caso, le regioni che hanno maggior interesse a portare alle fasi finali il maggior numero di atleti, che in una fase a qualificazione regionale, vedrebbe parecchi suoi atleti non qualificati. Altro che punticini..Qualche anno fa, questo sistema di accorpamento di regioni, se non sbaglio, è stato recepito da ben poche regioni. (Una di queste fu il veneto/friuli/trentino. Dopo l’immediata uscita del trentino, è stata l’ultima a tornare indietro rispetto al resto d’Italia) E solo da chi aveva dietro un grosso movimento alle spalle..Strano che sia venuto a fare queste considerazioni alle qualifiche in Veneto..

    • Zanesco Claudio says:

      Scusate, mi riprometto di non parlarne più dopo questa mia, anche per non essere noioso e ripetitivo, vero la Coppa Italia e il vero campionato italiano per non professionisti, allora meglio chiamarlo campionato Italiano, rimettendo in moto l’assoluto per tutti; per quanto riguarda la democrazia interna, vero nocciolo della questione, ribadisco che non è possibile che circa un terzo delle società affiliate possano esprimersi democraticamente con il voto e gli altri tre terzi NO, come di l’editorialista, tutti devono poter dare il proprio contributo, magari chi si impegna di più nell’agonistica qualcosa di più potrebbe aver diritto di dire, ma per la Fed, è meglio una società con 25/30 affiliati di livello nazionale o 200 tesserati che pagano la quota?, non saprei dire, di sicuro 200 affiliati non agonisti alle tariffe attuali sono bei soldini, è inevitabile che se votano tutti, jujitsu aikido, sumo compresi la geografia del potere potrebbe cambiare e qui… fate voi

    • amministratore says:

      Gentile sig. Carmine,
      non sono venuto in Veneto con chissà quali intenzioni ‘malvagie’. Come ho già scritto nell’articolo, sono andato a Montebelluna per vedere dal vivo uno strumento eccezionale: kannon. Poi, avendo notato altre cose e ritenendole particolarmente importanti, ne ho parlato. Tuttavia, il ragionamento che ho fatto nell’articolo riguarda tutta Italia e non solo il veneto. Mi pare chiaro!

  75. Carmine says:

    Spett.le sig.Ennebi
    capisco che non sia venuto in Veneto con intenzioni malvage, però citando quello che ha detto nell’articolo “…Quest’accorpamento oltre ad avere indubbi vantaggi economici, che di questi tempi non si possono in alcun modo ignorare…” mi sarei aspettato che di questo accorpamento non si parlasse solo in termini di punticini ma anche allora di un accorpamento dei comitati regionali..! Ne sparirebbero ben due con relative poltrone. E allora adesso mi dica se è solo una questione di punticini?
    Rispondendo al sig.Zannesco credo che chi si impegna nell’agonismo spendendo soprattutto tempo e anche denaro, dico che sicuramente ha più voce in capitolo(o dovrebbe averlo) di chi beatamente se ne sta ai margini e pretende di decidere su tematiche ed aspetti che non hanno nessuna ricaduta sulla propria attività amatoriale.
    Saluti
    Carmine

    • amministratore says:

      Sospetto seriamente di essere stato frainteso. Forse non è chiaro che L’accorpamento fatto in occasione delle qualifiche di coppa Italia è stato visto (perlomeno dal sottoscritto) in una chiave molto positiva. Al contrario, il fatto di non aver perseverato in tale accorpamento mi ha fatto capire che il punticino vale prima di ogni altra cosa. E poi ho detto che il punticino è uno strumento importante perché consente di dire la propria, peccato che spesso viene utilizzato come merce di scambio. In queste affermazioni non c’entra nulla il comitato regionale del veneto in sè. Le sue ulteriori riflessioni sull’accorpamento dei comitati possono essere condivisibili…. Ma mi permetta di aggiungere che non ho alcuna pretesa di risolvere la discussione con il mio pensiero e basta. La possibilità di commentare (meglio se con nome e cognome reali) è stata proprio attivata perché tutti potessero contribuire alla discussione.

      Grazie,
      Ennebi

  76. Marco Bottinelli says:

    Auguri al dott. Pellicone in primo luogo per la sua salute.
    A Noi constatare che in questi 2 o 3 giorni abbiamo assistito alla caduta degli Dei. Cariche quasi a vita, carriere di lunghezza innaturali in un sistema democratico (e anche la federazione lo dovrebbe essere)arrestarsi senza preavviso, senza lo scricchiolio che precede i crolli. E’ forse il nuovo che avanza?? speriamo avanzi,lavori e dopo un po’ lascio spazio ad altro nuovo in un naturale e continuo avvicendamento che l’ITALIA raramente conosce.

    • Erminia Zonno says:

      Purtroppo, in questi 2 o 3 giorni, a me è toccato constatare quanto grande sia “la miseria umana”.Quanto sia facile per i “deboli” sentirsi “forti e democratici” solo quando ci si illude che il sistema “crolli”.
      Le domande che, in questi 2 o 3 giorni , mi sono posta sono:
      dove erano questi “democratici innovatori” negli ultimi quadrienni, visto che l’esito elettorale è stato sempre unanime e totalitario?
      dove erano i sostenitori del Maestro Crocieri lasciato solo ad “immolarsi per la causa democratica?
      Secondo il mio modesto parere,in questo momento, oltre che ha cercare fantomatici candidati, bisognerebbe prima fare una accurata ricerca per individuare “UOMINI” che abbiano la “RARA” capacità di capire quando sia il momento di un doveroso e rispettoso SILENZIO.
      ERMINIA

  77. Zanesco Claudio says:

    Ricordare Pellicone e ricordare quello che sono stato nella Federazione è un tutt’uno, dai miei primi passi come consigliere regionale, organizzatore di gare, delegato provinciale, ecc. ecc. fino a quell’ultimo intervento in assemblea nazionale di un anno fa e alla sua chiamata successiva per chiedere un tentativo di dialogo con Croceri con cui se ne erano dette di tutto un pò poco prima, lo definirei uno zio, deciso, severo, ma conciliante con chi gli diceva le cose come le pensava, certamente un grande dirigente sportivo, un augurio a Lui per i problemi personali che lo affliggono.

  78. Zanesco Claudio says:

    E ora spetta ai judoKA, ai lottatori, ai karateKA, ai jujutsuKA, ai sumoKA, agli aikidoKA della Federazione decidere se rieleggere un nuovo Presidente con questo sistema, dove come ribadito più volte un terzo delle società decide per tutti o chiedere una maggiore democrazia elettiva

  79. Fabio says:

    Alcuni aggiustamenti sono interessanti, altri troppo cervellotici. Si lascia troppa libertà interpretativa a mio parere.
    Ma la cosa che mi lascia veramente interdetto è la riduzione del tempo di combattimento per le classi femminili, ma cosa significa? La federazione internazionale ci sta dicendo che la tanto sbandierata parità dei sessi in realtà non esiste.

  80. Carlo Grava says:

    Democrazia! E’ una parola che circola dal 1947, in maniera più insistente,in uno dei Paesi meno democratici d’ Europa perché legato da secoli alle regole del vassallaggio. Regole che non riguardano solo la politica, ma tutte le attività sociali della Nazione Italia. Questa premessa è per dire che ci vorrà molto coraggio per poter diventare un Paese, primo passo indispensabile, quindi il secondo sarà quello di saper decidere le regole con cui giocare e avere il dovere di rispettarle come avviene in un principio democratico e sociale evoluto di un Paese come dovrebbe essere l’ Italia. Immagino che già a Roma oggi ci saranno tentativi di inciuci, e accordi per mantenere le situazioni dei vassalli che cercheranno di convincere i valvassori e valvassini di quanto sarà meglio eleggere un governante X che……Intanto i contadini e servi della gleba che creano realmente il fondo cassa potranno sperare in un mondo che li faccia pagare meglio e vivere meglio !!! Se invece si riuscirà a distaccarsi dal sistema medievale e si cercherà di individuare realmente un’ organizzazione professionale seria organizzata e dinamica, che abbia come obiettivo principale l’ aumento di praticanti che in questo modo possano determinare un maggior peso sociale e volendo politico, forse potremo dimostrare che gli sport minori possono determinare, come fece un certo Davide con Golia, un miglioramento di un Paese come l’ Italia palesemente alla deriva.

  81. alfio says:

    TANTISSIMI AUGURI PRESIDENTE

  82. silvio says:

    il cammino verso una piena democrazia e sopratutto per un judo veramente partecipato e guidato da persone effettivamente competenti(qualcosa si sta muovendo), a tutti i livelli, soprattutto quelli di base, è ancora molto lungo…

  83. aldo says:

    viva il judo

  84. Loretta says:

    il link ai tabelloni 55 kg apre il tabellone 50 Kg!!!!!!
    Please, sostituitelo!

  85. GAROFALO LUIGI says:

    POCHE PAROLE AD UN GRANDE PRESIDENTE. TANTISSIMI AUGURI PRESIDENTE LUIGI GAROFALO DA SALERNO

  86. Zanesco Claudio says:

    Dallo statuto delle federazione di Ginnastica, il diritto al voto si matura già nell’attività regionale, con le opportune modifiche questo basterebbe a stravolgere tutto nell’attuale FIJLKAm, e si parla della FederGinnastica non della luna

    Art. 11 – Assemblea Nazionale
    1. L’Assemblea Nazionale è il massimo organo della F.G.I., ed è
    composta dagli aventi diritto a voto. Come tale esamina e
    delibera su tutte le attività relative alla vita federale indicando, ove
    necessario, i mezzi e gli strumenti, anche normativi, per il
    raggiungimento dei fini statutari.
    2. Partecipano all’Assemblea senza diritto di voto:
    a) i Presidenti onorari della F.G.I.;
    b) il Presidente della F.G.I.;
    c) i componenti del C.D.F.;
    d) i componenti del Collegio dei revisori dei conti;
    e) componenti degli organi di giustizia;
    f) i tesserati che ricoprono cariche elettive negli organismi
    internazionali ai quali la F.G.I. risulta affiliata;
    g) i Presidenti dei Comitati regionali e provinciali, partecipanti
    nella loro specifica funzione, ed i Delegati regionali;
    h) i rappresentanti delle A.S. affiliate che non hanno maturato il
    diritto di voto.
    3. Partecipa all’Assemblea con diritto di voto, nella quantità riportata
    dalla tabella, la A.S. che al momento dello svolgimento sia
    affiliata da almeno dodici mesi e che abbia svolto attività sportiva
    ginnastica stabilita dai programmi federali e/o attività agonistica
    stabilita nel calendario federale in una o più discipline sportive di
    cui all’art. 1,comma 4 ed a condizione che alla data di
    convocazione dell’Assemblea partecipi all’attività sportiva ufficiale
    della FGI.
    Alla A.S. che ha svolto, con carattere continuativo, effettiva attività
    sportiva ginnastica stabilita dai programmi federali è riconosciuto
    il voto di base (1° livello della tabella).
    Alla A.S. che ha svolto, in una o più discipline sportive, attività
    agonistica stabilita nel calendario federale, approvato con
    deliberazione del C.D.F. ed emanato prima dell’inizio di ogni anno
    sportivo, sono attribuiti i voti plurimi ( 2° e 3° livello della tabella). FEDERAZIONE GINNASTICA D’ITALIA
    10

    1° livello Voto di base
    Voti 1 Attività sportiva Prevista nei programmi federali
    Discipline
    sportive
    ARTISTICA
    MASCHILE
    ARTISTICA
    FEMMINILE
    RITMICA GINNASTICA
    PER TUTTI
    AEROBICA TRAMPOLINO
    2° livello voti plurimi
    Voti 1 Regionale Regionale Regionale Regionale Regionale Regionale
    Voti 2 Interregionale e
    Nazionale
    Interregionale e
    Nazionale
    Interregionale e
    Nazionale
    Interregionale,
    Nazionale e
    Internazionale
    Interregionale e
    Nazionale
    Interregionale e
    Nazionale
    3° livello voti plurimi
    Voti 4 Interregionale Interregionale Interregionale Assoluti ed
    Internazionale
    Assoluti ed
    Internazionale
    Voti 6 Nazionale
    Internazionale
    Universiadi
    Giochi del
    Mediterraneo
    Campionati
    Europei Junior
    Nazionale
    Internazionale
    Universiadi
    Giochi del
    Mediterraneo
    Campionati
    Europei Junior
    Nazionale
    Internazionale
    Universiadi
    Campionati
    Europei Junior
    Coppa del Mondo
    Camp.
    Mondiali
    Campionati Europei
    Junior e Senior
    Coppa del Mondo
    Camp. Mondiali
    Camp. Europei
    Junior e Senior
    Voti 8 Coppa del Mondo
    Camp. Mondiali
    Camp. Europei
    Senior

    Coppa del Mondo
    Camp. Mondiali
    Camp. Europei
    Senior
    Coppa del
    Mondo
    Camp. Mondiali
    Camp .Europei
    Senior

    Voti 9

    Giochi Olimpici Giochi Olimpici Giochi Olimpici Giochi Olimpici
    Il voto di base ed i voti plurimi sono cumulabili. Non sono
    cumulabili i voti acquisiti in una stessa disciplina ed alla A.S.
    spettano i voti del maggior livello raggiunto. I voti acquisiti in
    diverse discipline sono cumulabili, purché conseguiti con atleti
    diversi. Sono cumulabili i voti conseguiti nelle gare di squadra con
    atleti della stessa A.S. che abbiano gareggiato in altre discipline.
    Nel caso in cui una A.S. svolga esclusivamente attività agonistica
    di 2° e/o 3° livello, dei voti plurimi assegnati un voto viene
    considerato quale voto di base.
    Ai fini dell’assegnazione dei voti va considerata l’attività sportiva
    ed agonistica dell’ultimo anno solare precedente l’Assemblea.
    4. I voti acquisiti dall’atleta concesso in prestito nelle gare di squadra
    sono attribuiti alla A.S. che lo ha in prestito.
    Per tutta la rimanente attività agonistica i voti sono attribuiti alla
    società di appartenenza.
    5. Contro l’errata o omessa attribuzione dei voti è ammesso ricorso al
    C.D.F. entro cinque giorni dalla pubblicazione dell’elenco degli
    aventi diritto di voto. Il C.D.F. decide in via definitiva ed
    inoppugnabile.
    6. L’Assemblea Nazionale è composta dai legali rappresentanti
    delle A.S. aventi diritto di voto, o dai loro delegati purché dirigenti
    in carica.
    Ogni Presidente di società, o il suo delegato, può rappresentare
    oltre la propria, tramite delega anche un’altra società,
    appartenente alla medesima regione, se all’Assemblea hanno
    diritto di partecipare fino a 100 società votanti, due società fino a
    200 società votanti, tre società fino a 500 società votanti quattro
    società fino a 1000 società votanti e cinque società oltre le 1000
    società votanti.
    Le deleghe devono essere conferite per iscritto e contenere il

  87. Giuseppe says:

    Mi sembra tutto molto buono… mi la perplesso come fare ad assegnare shidi senza dare il matte. Nn si capirà un tubo e soprattutto l atleta potrebbe nn accorgersi di aver subito shido e perché. E poi se ad es da una presa incrociata l arbitro assegna shido semza interrompere gli atleti. E da lu nasce un aziobe valutabile. Boh! Sarebbe bello una raking degli arbitri anche in talua e pubblica. Così ognuno puo sapere com è stata valutato ad ogni gara e capire perché è stato convicato un altro.

  88. Mannini Mirio says:

    Dei grandi personaggi molti ne dicono bene, altri, sempre molti, ne dicono male… Dottor Pellicone, lei è stato il nostri Presidente per tanti anni (molti dicono per troppi), non sta a me discutere su questo, ma lei ci ha rappresentato, ci ha coeso e spinto in avanti, ci ha fatto sentire di essere “una forza”. Ora è il momento di cercare di dare a lei quello che lei ci ha dato: presenza assidua, rispetto delle regole… E’ il momento di esserle vicino, di farle sentira il calore della sua Federazione. Sono sicuro che tutti, come me, in questo momento stanno facendo questo. Con infinita stima…ASD I Samurai KGR Grosseto.

  89. Dario Busacca says:

    A che ora inizia la categoria femminile?

  90. Lalla says:

    Complimenti a tutte!!

  91. nanda says:

    bravissime

  92. Luigi says:

    Un caloroso augurio ad un grande Presidente da tutto il Ju Jitsu siciliano….

  93. Vascellari Gianpietro says:

    Complimenti a questo nostro ennesimo campione per le soddisfazioni che sta ricevendo. Peccato che ancora una volta ……arrivino dall’estero! Cos’è che rende questo paese così’ refrattario nel riconoscere i meriti dei nostri atleti ? E’ mai possibile che anche nello sport si ripeta il triste esodo verso l’estero dei nostri migliori talenti? Cosa rende difficile se non impossibile la valutazione meritocratica di ciò’ che nello sport e’ più’ che evidente visto che non si vince con le raccomandazioni ? Perché’ si continuano ad illudere atleti, famiglie, Società’ Sportive ed insegnanti sul grande futuro dei talenti che amano questo meraviglioso sport, quando vediamo che i nostri campioni ottengono riconoscimenti solo all’estero?

  94. Marco Bottinelli says:

    Sicuramente il momento é CRUCIALE il rinnovamento già espresso nella nuova dirigenza tecnica (Toniolo, Maddaloni,e i tanti nuovi collaboratori Tecnici) ora ha l’opportunità quasi inaspettata di espandersi nella componente Dirigenziale,rinnovandola ma sopratutto RINGIOVANENDOLA,perché a mio giudizio questo é il punto cruciale, non abbiamo più bisogno di PACATA SAGGEZZA ma di nuova PULSANTE ENERGIA, chi ha l’età pensionabile se la goda questa pensione, lasciando la Federazione a chi ha la forza e la voglia di guardare verso il FUTURO. La nuova dirigenza potrà essere tale solo e soltanto rivolgendosi alla base, che oggi é fatta di palestre medio piccole che lentamente ma inesorabilmente si stanno svuotando,forse perché non riusciamo a rendere appetibile ai giovani il ns. sport rispetto a quelli più diffusi quali calcio e basket ma anche rispetto a quelli emergenti quali rugby e volley. E qui sicuramente ci vogliono idee innovative e investimenti anche a livello di immagine usando i mezzi che la rete ci offre ma che finora sono stati sotto utilizzati. La speranza é nei giovani,lasciamoli provare anche a dirigerci magari ci faranno scorgere orizzonti che Noi (anche io sfioro i 50)non avevamo visto chiusi nei ns. pensieri

  95. andrea d'agosto says:

    Cari Amici di ItaliaJudo,
    colgo l’occasione che consentite meritoriamente per offrire il mio contributo sul delicatissimo argomento.
    In primo luogo è chiaro che si apre una fase di passaggio fondamentale, l’uscita di scena del protagonista principale, a cui consegniamo il miglior in bocca al lupo e il plauso per la straordinaria opera svolta, crea sgomento e confusione. Sino ad oggi la Federazione era retta dall’incarnazione moderna del macchiavellico principe rinascimentale, figura che sfugge a qualsiasi catalogazione per la sua singolarità ed irripetibilità.
    Purtroppo il destino di tutti gli uomini è fugace, fragile, però per fortuna resta il frutto del loro lavoro, che nel caso di specie è stato senza dubbio eccellente ed irripetibile.
    Ora, stante le norme che regolamentano la Federazione, la successione è scritta e d’altra parte con un pò di buon senso si comprende che non poteva andare diversamente; io credo e spero che il Successore avrà le qualità e la tempra per reggere il peso della responsabilità che si assume insieme al consiglio federale che lo dovrà sostenere, ma credo e spero, che la prassi li convincerà che è ormai necessario cambiare le regole del gioco; come pacatamente hanno scritto l’indimenticato Maestro Nicola Tempesta e il grande Claudio Pollio in una lettera aperta, le regole devono essere cambiate. E’ necessario però non pensare che la responsabilità in tale senso debba essere assunta solo dai vertici federali e dal coni, la responsabilità principale deve essere assunta dalla base, che deve chiedere per ottenere, deve crescere. Matteo Pelicone ha avuto lo straordinario merito di saper comprendere e conoscere il movimento ed i suoi uomini, il metodo evidentemente ha funzionato benissimo, ora è il movimento che deve dimostrare al nuovo Presidente che tale metodo non è più efficace, invocando una modifica dello statuto, che consente una vera diretta partecipazione di tutti i tesserati all’agone elettorale. E’ chiaro che con l’attuale sistema la candidatura da parte di un qualsiasi tesserato è impensabile, ma questo era in qualche modo frutto delle esigenze del movimento, che necessitava della guida sicura ed incontrastabile del Presidente, se questo oggi non è più vero, come da più parti si sente dire, è il movimento che deve dimostrarlo con i fatti e non con le vane chiacchiere, diversamente demonizzare il sistema è sterile ed anche, scusate, puerile. Infine, per riprendere l’intervento dell’amico Bottinelli, sicuramente sincero ed apprezzabile, credo che un primo passo possa essere quello di valutare già a livello locale il lavoro svolto dai comitati regionali partendo da una semplicissima constatazione rigurardo all’opera promozionale svolta sul territorio, che si può valutare in un solo modo: i numeri. Mi spiego meglio, i comitati regionali hanno il principale compito, oltre quello di governare il movimento locale ed imporre il rispetto delle regole federali, di promuovere, appunto, la pratica delle nostre discipline e per verificare il corretto svolgimento di tale compito basta considerare il numero di tesserati, se il comitato alla fine del suo mandato non ha incrementato tale numero evidentemente ha fallito e deve essere cambiato. Altro punto fondamentale da affrontare sarebbe quello di prevedere regole che impediscano il verificarsi di enormi conflitti di interesse in campo aribtrale, che sappiamo tutti essere una leva di potere formidabile; basterebbe, come d’altra parte succede in tutti gli altri sport olimpici, creare un organismo separato che governi gli arbitri, immaginate cosa succederebbe se gli arbitri di calcio, come avviene nella Fijlkam, fossero tesserati delle società calcistiche; non nascondiamoci dietro un dito, lo sappiamo tutti, gli arbitri sono tutti tesserati con le varie asd ed è comprensibile che cerchino di fare i loro interessi, siamo italiani! come d’altra parte ci sono tantissime persone obiettive ed oneste; allora per eliminare ogni sospetto cambiamo le regole e creiamo un percorso separato, si è mai visto un calciatore che poi diventa arbitro!
    Spero che il nuovo Presidente ed il nuovo Consiglio Federale siano pronti ad accogliere le istanze della base se ve ne saranno, diversamente ricordiamoci che “CHI SI FA PECORA IL LUPO SE LA MANGIA”.

  96. mimmo says:

    LIBERA-MENTE 2.0
    Come al solito Italia Judo si propone sempre con grandi tematiche che forse andrebbero da tutti noi più valorizzate e pubblicizzate. Comunque bando alle chiacchiere, ci siamo, si cambia il vertice. Prima di tutto onore a chi fino ad oggi ha cercato, con non poche difficoltà di portare in alto il judo e le discipline per le quali è stato chiamato a gestire. Voglio ricordare a Lor Signori che per fare grande una squadra serve il contributo di ogni singolo giocatore quindi se dobbiamo dare meriti o bacchettate diamole all’intera squadra e non usiamo un eventuale capo espiatorio. “RINNOVARE” questa è la parola giusta. RINNOVARE ma non RIVOLUZIONARE. Quindi rivedere ombre che fino ad oggi sono state sugli spalti del judo non vuol dire RINNOVARE. La storia è obbligatoria e indispensabile in questa nuova aria di RINNOVAMENTO ma affiancata da giovani idee, e sopratutto idee imprenditoriali. La nostra federazione ha bisogno di fare quel passo che fino ad oggi non ha fatto per paura di sbagliare e di essere additata. BASTA con quelle banali ipocrisie. Adesso servono i fatti.
    QUESTE alcune IDEE PER UN RINNOVAMENTO SANO, queste alcune idee indispensabile per non rendere VANO il lavoro e i SACRIFICI dei nostri atleti e tecnici, mettendo in primo piano gli INTERESSI DEI GIOVANI.
    -Primo punto: Un imprenditore con idee concrete e volontà di diventare grandi;
    -Secondo punto: Giovani PREPARATI DEL SETTORE con idee INNOVATIVE nel gruppo federale;
    -Terzo punto: ARBITRI indipendenti da TUTTI e da TUTTO con una commissione per la valutazione delle singole posizioni, con facoltà di ammonire e sospendere.
    – Quarto punto: Creare un ponte organizzativo, operativo e strutturale tra scuole e federazione con possibilità di seguire i giovani atleti sin dalle scuole elementari in sinergia con i professori di educazione fisica.
    – per il quinto punto e i restanti propongo un referendum tra i ragazzi per quello che più, secondo il loro punto di vista, ritengono indispensabile alle loro esigenze di sportivi.

    AMICI INSIEME POSSIAMO FARE TANTO PER IL NOSTRO AMATO JUDO, LE DIVISIONI, LA CATTIVA POLITICA E GLI INTERESSI PERSONALI NON FARANNO ALTRO CHE DISTRUGGERE IL NOSTRO SPORT.

    VOGLIO PRECISARE CHE SONO SOPRATUTTO UN GENITORE ALLE PRESE CON LE PROBLEMATICHE DI UN FIGLIO CHE HA DECISO DI FARE JUDO, E CHE SI E’ AFFACCIATO DA POCO NELLO SCENARIO TECNICO DI QUESTO SPORT. IL MIO CONTRIBUTO VA A QUELLE PERSONE CHE NEI PROSSIMI ANNI DOVRANNO FARE IL BELLO E CATTIVO TEMPO DELLE GIORNATE DI MIO FIGLIO E DI CENTINAI DI GIOVANI ATLETI.

    x gli amici di Italia Judo, ancora grazie per aver dato l’opportunità di dare voce a tutti.

  97. Marco Bottinelli says:

    complimenti ad AKYAMA SETTIMO erano decenni che non si vedeva una società civile vincere il titolo a squadre ma sopratutto 3 società civili su 4 sul podio. Anche i dopolavoristi menano !!!!!

  98. Zanesco Claudio says:

    QUESTE LE MIE PROPROSTE

    2.Modernizzazione e democraticità all’interno della Federazione attraverso i seguenti Step

    ampliare la base d’accesso al voto nel rispetto dei regolamenti del CONI, prendendo ad esempio lo statuto della Feder Ginnastica, quindi di una Federazione inserita nel CONI propongo il seguente schema:
    Un voto a tutte le associazioni Federali in regola, + 1 se queste associazioni partecipano alle fasi regionali di qualificazione ad un qualsiasi campionato nazionale (coppa Italia compresa) individuale, +1 se uno o più atleti si qualificano alle fasi successive Interregionali; +1 se uno o più atleti si qualificano alle fasi successive Nazionali; +2 se un atleta partecipa ad un torneo Internazionale fra quelli individuati di interesse Federale dalla D.T.; +5 se un atleta partecipa a campionati d’Europa, mondiali, olimpiadi, nel caso di atleti iscritti a gruppi sportivi militari il punteggio è sempre e comunque diviso a metà con la società sportiva non militare che ha tesserato per più anni l’atleta alla federazione;
    Si tratta di voti effettivi riguardanti il singolo atleta, cumulabili fra loro, ( esempio, la società “Judo nazionale” ha effettuato il regolare tesseramento 1 voto, porta 5 atleti alle regionali, 6 voti, due di questi passano alle interregionali, 8 voti, uno va in finale, 9 voti, l’atleta va con la nazionale al Torneo X 11 voti, partecipa al mondiale 16 voti), il sistema è sicuramente migliorabile ma dentro al principio enunciato.

    Le società dei settori che non partecipano all’attività sportiva hanno comunque un voto di base, intendendo l’affiliazione e il tesseramento il requisito minimo di partecipazione all’attività federale. –La stessa cosa vale per le discipline associate che non hanno attività sportiva, per il Sumo e il Jujitsu vale lo schema principale adattato ai loro sistemi di gara.

    3.Questo riordino permette l’organizzazione di qualificazioni per regione, primo filtro, ad una fase interregionale, secondo filtro, facendo giungere alle finali nazionali i più meritevoli, creando una gradazione che stabilisca i valori di partecipazione alle finali, vero evento storico dell’anno da realizzarsi con ampia possibilità di visibilità e comunicazione attraverso i mass media. Inoltre si realizza un risparmio notevole per le società che potranno spostarsi per regionale e interregionali con gare da effettuarsi in giornata.
    4.possibilità a chiunque di candidarsi alle cariche Federali senza nessun tipo di deleghe ma semplicemente proponendosi.

    5.Istruzione e formazione degli atleti delle nazionali, i quali nei periodo di ritiro saranno formati anche in tutto quello che potrà essere utile a loro e quindi alla massa dei praticanti, una volta finita la parentesi agonistica.

    6.Creazione di Intercentri (esperienza positiva degli anni passati) per la formazione di atleti e NOVITA’, anche dei tecnici. Potenziamento della struttura centrale di OSTIA per la super specializzazione

    7.Decentramento totale delle attività per bambini fanciulli e ragazzi dando alle Province massima possibilità organizzativa, sempre coordinata dai C. Regionali

    8.Abbassamento e riequilibrio delle quote di affiliazione ( obbiettivo massimo sarebbe tesserare i Pre Agonisti gratis o a cifre di 1 / 2 euro)

    9.Rientro a pieno titolo dei settori JuJitsu nel settore Judo con la eliminazione della doppia affiliazione e formazione degli insegnanti di judo nel settore jujitsu da effettuarsi con particolare serietà per gli anni futuri lasciando agli attuali insegnanti la facoltà di inserirsi nella formazione.

    10.Quanto sopra vale per i settori Lotta-Sumo

    11.MGA di 1° livello obbligatorio per tutti gli istruttori delle discipline FIJLKAM

    12.Elezioni da effettuarsi prima a livello regionale e poi nazionale

    13.Riunioni degli organi eletti, nazionali e regionali da effettuarsi attraverso le moderne tecnologie al fine di effettuare i massimi risparmi su indennità e trasferte.

  99. Carlo Grava says:

    Energia sì, ma anche maggior informazione e condivisione con una rete capillare del territorio, che non esiste secondo me……

  100. pragluiola says:

    ci sarà lo streaming?

    • editore@italiajudo says:

      No, l’organizzazione della gara ha garantito il servizio solo per ieri. Riporteremo noi i risultati incontro per incontro.

  101. pragluiola says:

    ok grazie ..

  102. pragluiola says:

    i maschi partiranno subito dopo la finale femminile?

  103. pragliola says:

    tra due squadre come posso vedere quali atleti hanno vinto? grazie

    • Alessandro Comi says:

      Purtroppo al momento non è possibile.

  104. pragliola says:

    sicuramente c’è un errore di scrittura… se il Valpolicella ha vinto sul Grosseto , come fa la nippon ad affrontare il Grosseto… semmai dovrà affrontare il valpolicella sbsglio?

    • Alessandro Comi says:

      C’era un errore ed è stato corretto. Ringrazio per la segnalazione AC

  105. pragliola says:

    di nulla..

  106. pragliola says:

    in seguito si saprà quale atleta ha vinto sull’altro allora?

  107. elena says:

    chi incontra adesso la besanese?

  108. pragliola says:

    la besanese incontra chi vince tra s. angelo e grosseto.

    • elena says:

      grazie

  109. pragliola says:

    la besanese farà la finale 3/5 contro il sant’Angelo

  110. pragliola says:

    besanese bronzpo

  111. francesca says:

    c’è un’errore il dojo equipe bologna vince 4- 1 contro il KDK Judo Vittorio Veneto

  112. Nazzareno Petrini says:

    Prondo Cordoglio e Sentite Condoglianze alla Famiglia e al Mondo del Judo Federale.

  113. Zanesco Claudio says:

    Sentite condoglianze alla famiglia

  114. 8FJudo says:

    Condoglianze

  115. 8FJudo says:

    Ma a proposito… quanto bisognerà attendere sto benedetto PAF2014?????? Il DT Toniolo in live streaming di Lignano avva detto che sarebbe dovuto uscirè domenica o in questi giorni…

  116. vincenzo de simone says:

    Un Grande Uomo ci ha lasciato, il Popolo FIJLKAM è in lutto.

    Condoglianze alla famiglia.

  117. Erminia Zonno says:

    In questo doloroso momento il mio pensiero và alla Signora Pellicone, alla quale vorrei rivolgere un affettuoso ringraziamento per aver permesso di condividere all’intero mondo sportivo un “GRANDE UOMO” come Matteo Pellicone.
    Grazie!

  118. Luigi Guido says:

    E’ encomiabile che in un momento così particolarmente doloroso si pensi a pianificare la propria attività ed in particolare al PAF 2014…comunque, nonostante tutto poichè pronto da qualche giorno, oggi è stato inviato ai Comitati Regionali il regolamento di partecipazione all’attività Internazionale 2014. Magari lasciamo passare ancora un paio di giorni, per rispetto ad un grande Uomo che purtroppo ci ha lasciato, cosicchè tutta la struttura Federale abbia modo di porgere al Dott. Pellicone il saluto che merita, e arriverà anche il PAF 2014…

    • Erminia Zonno says:

      Caro Luigi,
      molto spesso non è la dedizione al lavoro a spingere alcuni uomini ad andare di fretta!! Molto spesso è la consapevolezza che il fermarsi, anche solo un attimo, li costringerebbe a rendersi conto che nessuno si fermerebbe a spendere una sola lacrima per loro!

  119. Gennaro says:

    Un Doveroso Saluto ad un Grande uomo.
    Il cielo raccoglierà la tua vita.
    Sentite condoglianze alla famiglia.

  120. ASD JUDO OK AREZZO says:

    Sentite condoglianze dalla Palestra ASD JUDO OK AREZZO.
    Grazie Presidente.

  121. Diego Morelli says:

    SENTITE CONDOGLIANZE BUON VIAGGIO PRESIDENTE
    ASD POLISPORTIVA BESANESE

  122. Marco Bottinelli says:

    Come sempre la Signora Di Toma esprime in modo semplice, pacato, educato concetti corretti e precisi.
    CAMBIARLE RUOLO SAREBBE UNA PERDITA NOTEVOLISSIMA DAL PUNTO DI VISTA TECNICO E NON SO NEMMENO COSA NE PENSA LEI, MA A MIO PERSONALISSIMO GIUDIZIO SAREBBE IL PRESIDENTE FEDERALE IDEALE PER DARE NUOVO IMPULSO AL NS. SPORT.

  123. paola says:

    Sono perfettamente daccordo con Laura non capisco la motivazione del minuto in meno per le donne!!!!! Sarei inoltre molto felice se Laura si proponesse come Presidente il nostro sport ne trarrebbe giovamento in tutti i sensi.Comunque sempre grazie Laura per quel che hai fatto e che continui a fare!!!!!!

  124. alexis says:

    Per certi versi qualcosa di simile capita anche da noi voglio sperare per l’inerzia di volontà nel voler prendere decisioni drastiche. Cito ad esempio il caso evidenziato nel programma “Le iene” riguardo gli abusi sessuali perpetrati da un tecnico di Karate e che pur a conoscenza della Federazione non erano mai stati sanzionati. In ogni caso piccoli centri di potere e atti di dispotismo e mancanza di professionalità soprattutto a livello di piccoli club che utilizzano il paravento federale a scopi utilitaristici ed economici sono la causa del disamore e dell’abbandono di tanti atleti in erba che si allontanano loro malgrado dalla nostra disciplina

  125. Djudo91 says:

    Come sempre grande Laura!

    Solo una nota a chi ha scritto questo interessante articolo: “primo settimo dan italiano in rosa” Laura ha il judogi bianco, al massimo blu, in rosa non l’ho mai vista. Se volete fare un articolo a favore delle pari opportunità attenzione a quello che scrivete. E’ anche cambiando i luoghi comuni e i modi di dire che le cose piano piano si muoveranno verso un futuro privo di discriminazioni legate al genere.

  126. patrizia says:

    dopo molti anni che faccio parte di questo sport mi ritrovo a combattere come quando era ragazza per le stesse cose ,ritrovogli stessi portavoce e come allora i soliti portavoce ,che non hanno paura di parlare esprimendo in modo pacato il loro personale (ma altamente qualificato )parere
    Laura Di Toma presidende sarebbe l’unico vero cambiamnento X TUTTI ………………..ROSA O CELESTI che siano

  127. Fabio Fabbroni says:

    In un deserto di idee ben vengano questi interventi purché non rimangano squarci di luce nella nebbia.
    Chiunque prenda il comando della nostra federazione sappia trarre vantaggio da chi esprime le proprie opinioni e magari ha il coraggio di cantare fuori dal coro, nel rispetto e nella dialettica del confronto.

  128. Zanesco Claudio says:

    Brava Laura, come sempre, chiara lineare precisa.

  129. Giorda Gianluigi says:

    Mi ritrovo nelle parole della Maestra Di Toma vuoi perchè la mia cariera di insegnante ha visto molte mie atlete medagliate alle finali Nazionali , ma in particolare anche come marito di una ex atleta di massimo livello e padre di due brave agoniste.
    Per cui non devono svilire il judo femminile, ma se hanno ragioni valide per giustificare questi cambiamenti le portino a nostra conoscenza.

  130. Giorda Gianluigi says:

    Un semplice Grazie per il grande insegnamento che mi ha dato fuori dal tatami.
    Gian

  131. Alberto Di Francia says:

    ARRIVEDERCI MATTEO ?.
    Ogni volta che un parente o una persona amica ci lascia mi interrogo sul mistero della vita e della morte. Purtroppo non possedendo, io, il dono assoluto della Fede, la scomparsa delle persone che ho amato o stimato o comunque conosciute lascia dentro di me una incertezza un vuoto che si rinnova ogni volta.
    Matteo Pellicone è stato per me un punto di riferimento, un amico, un consigliere disinteressato. Egli mi ha onorato della sua amicizia. Quando nelle vicissitudini, non sempre positive, che la permanenza nella Federazione mi arrecava avevo una persona con la quale sfogarmi e che sempre, dico sempre, mi riconciliava con un mondo con il quale non sempre mi ritrovo e mi riconosco.
    Ora di Matteo posso ricordare la sua grande forza d’animo, il suo coraggio in un momento che per chiunque di noi è e rimarrà un momento difficile della nostra vita.
    In questo momento mi piace pensare che, forse, esiste un mondo dove le persone giuste come Matteo e come tanti altri con i quali ho passato gran parte della mia vita in un mondo difficile fatto, anche di meschinità e invidie, dove ritrovarsi con lo spirito giusto con il buonumore e l’ironia che erano la dote principale di Matteo Pellicone.
    Grazie Matteo ora so e mi accorgo di cosa sei stato per tutti noi, di quanto eri necessario e quanto hai dedicata in ogni istante alla crescita della Federazione.
    Forse per questo, che è comunque un momento triste, mi piace dire “ARRIVEDERCI MATTEO ARRIVEDERCI PRESIDENTE” ?.
    Alberto Di Francia

  132. Zanesco Claudio says:

    Delle persone che ho conosciuto e con cui ho avuto a che fare nel mondo del judo ricordo soprattutto, Urrata Gianni arbitro e maestro appassionato, Giorgio Sozzi e non mi dilungo oltre per spiegare quello che ha fatto, Maurizio Bignami, per me il più doloroso addio, Cesare Barioli un MAESTRO, Ubaldo Paschini, un secondo padre, ora il Presidente Pellicone, mi piace pensare che prima o poi quando toccherà a me, arriverò su un tatami e ricominceremo a discutere come quando eravamo qui.

  133. Chrisxwu653 says:

    E ‘un peccato che solo ora ho trovato questo sito prima ho avuto così tante domande e tante risposte qui . Grazie!

  134. Alberto Di Francia says:

    Di solito, di fronte a cambiamenti regolamentari che hanno come motivazione quella di favorire il ritorno ad un judo più bello e più conforme a quello delle origini (quello, per intenderci, che una volta si definiva Kodokan Judo) cerco di avere un pregiudizio genericamente favorevole, prima di esprimermi.
    E’ stato questo il caso della direttiva, emanata da WJF e UEJ, che sanzionando le tecniche con prese alle gambe, intendeva promuovere un Judo meno statico e favorire un ritorno a tecniche che potremmo definire più “classiche”.
    Pur nutrendo qualche diffidenza ho preferito aspettare l’applicazione delle nuove regole prima di pronunciarmi.
    Debbo constatare, purtroppo, che come tutte le regole astratte, la loro applicazione concreta –ovvero tradotta in gestione arbitrale – ha finito, paradossalmente, nel risolversi nell’esatto contrario.
    Capita così di assistere a decisioni che finiscono per sanzionare anche il minimo sfioramento della gamba e, dunque, ad un aumento di interventismo arbitrale a danno dei contenuti tecnici reali.
    Questo perché le nuove regole hanno omesso di suggerire una diversa considerazione della volontarietà dell’azione.
    Tori attacca; nello svolgimento dell’azione un braccio (o addirittura un gomito, è capitato anche questo) tocca la gamba di uke; l’arbitro interviene e sanziona.
    Il contrario di quanto avviene persino nel calcio, dove la volontarietà del fallo di mano conta e come! Questo nel Judo non esiste, basta un semplice contatto per instaurare una sorta di cortocircuito da punire con la massima severità.
    Tralascio lo sbigottimento di atleti costretti a subire sanzioni che appaiono prive di fondamento e che comunque non permette riparo e riparazione (come ci si allena a non cadere nella casualità di un contatto involontario?).
    Penso che i nostri dirigenti arbitrali potrebbero iniziare a premere sugli organismi internazionali per un ripensamento che non ci faccia pensare a quel vecchio proverbio per il quale le strade dell’inferno sono di solito lastricate di buone intenzioni.
    Alberto Di Francia

  135. Fausto says:

    MI associo al commento del Maestro Di Francia: secondo me il problema nasce prima ancora.
    Sembra che nel judo moderno il vero protagonista sia la sanzione.
    Da quando e stato inserito lo shido dopo una sola azione passiva abbiamo assistito ad un progredire di sanzioni sempre maggiori e diverse che hanno condizionato tutte le gare, dai regionali “esordienti” alle Olimpiadi.
    Naturalmente gli effetti sono diversi: dopo aver perso due o tre gare perche “fa ippon” e viene dichiarato perdente, il ragazzo smette di fare judo (e questo e l aspetto piu terribile), ma a livello mondiale e un problema politico.
    La possibilita dell arbitro di condizionare il combattimento diviene una cosa cosi palpabile che,anche in caso di assoluta buona fede, i dubbi non possono che crescere.
    Nel Sumo, per esempio, l arbitro da il via quando i lottatori sono gia partiti: decidono LORO il momento della partenza, che nel Sumo e importantissimo.
    Se nel Judo la massima importanza venisse data agli atleti, anziche a regolamenti o, peggio, ad arbitri, non assisteremmo a quello che ormai e riconosciuto come uno scempio del nostro sport.
    Questo sarebbe anche di aiuto agli arbitri: con un regolamento cosi “interpretabile” e discrezionale anche chi e in assoluta buona fede puo sentirsi accusato di parteggiare…
    Questo va tristemente a scapito di tutto il Judo: se notiamo ci sono corsi allentori, aspiranti tali, arbitri, presidenti di giuria ecc. pieni e sempre meno atleti!
    Troppo spesso ci sentiamo dire che senza regole ed arbitri non si puo gareggiare, e… senza atleti?
    Purtroppo i nuovi regolamenti (e anche i loro cambiamenti continui) fanno in modo che la gente si allontani dal nostro sport: forse in qualche altro Paese questo e lo scopo, allontanare tutti in modo da fare judo in 3 ed essere sempre campioni e membri della nazionale (con i conseguenti benefici econoimici e di “prestigio”).
    Mi auguro che il nostro peso politco a livello internazionale continui a crescere in modo da avere sempre piu voce in capitolo per mantenere il Judo qualcosa che tutti vogliono fare!
    Buon Judo!

  136. Marco Bottinelli says:

    Mi sembra che il M°Di Francia abbia assolutamente ragione e trovo che gli aspetti più penalizzanti siano 2 :
    La sanzione assolutamente eccessiva uno shido e l’annullamento della tecnica eseguita mi sembrerebbero più ragionevoli.
    Lo sterminio di quelle tecniche di contro lancio e contrattacco quali te guruma che la precedente versione del regolamento aveva salvato. Oltre a ciò mi sembra che la classe arbitrale avesse fatto fatica ma alla fine digerito la precedente versione del regolamento, e con l’aiuto delle riprese oggi in uso fosse comunque più facile valutare l’azione.
    Ciò premesso l’attuale situazione mi sembra estremamente frustrante per atleti che accidentalmente toccano una gamba e subito dopo tornano a casa, molto lontano dallo spirito del Judo e il tutto senza far diventare più belli i combattimenti e quindi appetibili da sponsor e televisioni che continuano ad ignorarci.
    La strada da seguire a mio avviso non passa dallo snaturamento del ns sport con l’eliminazione assoluta di alcune tecniche ma dal modo di proporsi al pubblico con punteggi semplici e se ci capita di andare in TV con sintesi registrate a base di IPPON che ne esaltino la spettacolarità.

  137. Emanuele Melis says:

    Hanno ragione sia il M° Di Francia che Marco Bottinelli. Io avrei dato shido a chi prendeva le gambe e non realizzava nessun punteggio. Facendo così hanno snaturato il judo. Il te guruma ed il kata guruma sono tecniche tradizionali del judo ed inoltre sono molto spettacolari…se proprio volevano renderlo spettacolare!!! Se andiamo a vedere i video delle competizioni internazionali dai primi anni ’90 fino a Pechino 2008 si vede un judo spettacolare. Inoltre, volevo aggiungere che i vari Koga, Nomura, Inoue, Uchishiba, Quellmanz, ecc. hanno vinto alla grande anche contro chi si buttava a prendere le gambe in continuazione cercando di non farli combattere…è questo la dice lunga!

  138. paolo says:

    spesso fatico a capire degli Ippon che sono degli Ikkomigaeshi.
    purtroppo sono rimasto a :
    ippon :caduta sul dorso con lancio e distacco dei corpi.
    wazari : quasi ippon
    juko : caduta sul fianco
    te guruma e kata guruma sono tecniche di judo : perche’ non devono essere ammesse
    non capisco perche’ tutto questo debba essere distorto e in funzione di cosa.
    forse sono troppo antico
    la conclusione e’ che al grande slem di tokyo si vede solo uchi mata e poco altro

  139. patty says:

    perchè non chiediamo ad una persona onesta la cui onesta è comprovata da anni di candidarsi e rappresentarci nelle prossimen elezioni? la famosa quota rosa è meglio che sia una persona speciale come solo LAURA DI TOMA PUO’ ESSERE

  140. zanesco claudio says:

    Offerte grandiose e sicuramente vi saranno altre iniziative, campioni di tutti i tipi, l’unica osservazione che mi permetto è che fra quelli elencati solo uno si rivolge allo studio del Judo senza finalità sportive, bisognerà colmare questa lacuna segnalando le eventuali iniziative o crearle se necessario

  141. zanesco claudio says:

    BRAVI, SEMPRE ALL’AVANGUARDIA

  142. zanesco claudio says:

    Gentile, editorialista, la sua analisi è decisamente onesta e corretta, ma secondo il mio inutile e modesto parere pongo alcune osservazioni che ho già pubblicamente espresso in più occasioni, chiaramente inutilmente nel senso che nessuno mi fila e quindi è probabile che sia io quello fuori posto, ma siccome la sua rubrica è pubblica basta firmarsi, ancora una volta voglio dire la mia.
    Se concordo con Lei nel dire che i programmi per Rio siano fondamentali per la tenuta della Fed., altrettanto non capisco perchè ci si debba occupare sempre e solo di quel 3/8 per cento della Federazione, ovvero gli atleti di alto livello, si discute nelle palestre, anche in quelle di periferia dove un agonista serio è un miracolo dei criteri di ammissione ai tornei internazionali, quando questo non riguarda nessuno, non si parla quasi mai di didattica e di come trattenere nel dojo gli adulti, erroneamente nominati Amatori,corsi su corsi su come allenare i cadetti ecc. ecc. poi in Italia con più di 50 milioni di abitanti siamo costretti ad ammettere di diritto alle finali tutte le “donne”, , e questi sono alcuni esempi, mi rifaccio ad un vostro articolo su un ( o una non ricordo bene) judoka italiana ad un corso francese, dove tutti sapevano fare kata, mi ricordo nel 1983 o 84 ad una gara in Marocco il padre del Petri attuale campione del mondo, allora fortissimo atleta 78 kg che dopo gli allenamenti praticava Koshiki no kata, ed eravamo negli anni 80. Detto questo concludo con il mio totale disappunto su un eventuale governo “tecnico”, l’esempio avuto in politica è emblematico, alla nostra Federazione non serve un bravissimo tecnico fattosi Presidente, ma una persona che abbia il riconoscimento vero ed autentico della base, solo cosi si scateneranno le forze positive. E questo con il massimo rispetto delle capacità dei singoli.
    Siccome immagino che Lei sia ad uno stage sulla neve la saluto e a rivederci alla prossima esaltante stagione sportiva

  143. Marco Bottinelli says:

    Lo sguardo io penso convenga sia proteso verso i fasti della prossima Olimpiade, verso la gara Top per definizione , anche perché se per caso lo sguardo ci cadesse sui ns. tatami di provincia sarebbe a mio avviso abbastanza desolante , sopratutto per numero di praticanti e situazione delle società sportive. Concordo abbastanza con le riflessioni dell’amico Zanesco riguardo la necessità di fare di più per i non agonisti (cosi non ci chiamiamo amatori)e per gli atleti di medio livello di ogni classe d’età.
    Un pò tanto ” Democristiano ” e sinceramente poco consono alla vs. bellissima testata giornalistica mi sembra il richiamo ad :” individuare un’evoluzione positiva ed una successione matura ad un periodo storico che va concludendosi”.
    Periodo storico di lunghezza e continuità ribadisco inusuali per qualsiasi organismo democratico, e a me personalmente invece fa un pò scandalo l’indicazione alla successione (prescindendo ovviamente dalla Persona e dalle Sue indubbie capacità). Senza voler essere in sintonia con nessun tipo di Robespierre, io penso che come già fatto nella parte tecnica la ns. beneamata federazione abbia bisogno per GUARDARE AVANTI di discontinuità, anche a costo di creare nuove difficoltà aggiuntiva, anche perché di continuità ne abbiamo avuta veramente tanta.

  144. Leonardo C. says:

    Trovo sbagliatissimo aver abolito i tornei regionali per l’acquisizione della cintura nera, limitandoli alle qualificazioni ed alle finali nazionali. Il PAF 2014 mi delude da questo punto di vista. Spero si consenta anche a chi non è un campione di poter raggiungere la cintura nera combattendo. A questo proposito non è stata ascoltata nessuna società sportiva. Basterebbe un sondaggio online al quale si accede con codice federale e password. Buon anno

  145. Vittorio Serenelli says:

    Mi piacciono sia le considerazioni di Claudio Zanesco che quelle di Marco Bottinelli, mi piace un po’ meno l’assordante silenzio di chi nei bar e corridoi di palazzetti spesso si è lamentato di un sistema cristallizzato, bloccato e che oggi potrebbe ricevere uno slancio nuovo per un reale rinnovamento. Sono d’accordo che Domenico Falcone abbia le capacità per poter traghettare la Federazione fino alla fine del quadriennio, ma sono ancora più d’accordo nel condannare prima la “forma” poi la “sostanza”. Per forma intendo l’indicazione alla successione come fossimo in una dinastia monarchica e nella sostanza perché non mi piace il concetto di “traghettare” che a mio avviso risulta solo perdere del tempo prezioso. Sono convinto che a questa epocale elezione dovrebbero presentarsi dei candidati con dei chiari ed espliciti programmi, sui cui contenuti confrontarsi. Però, mi ripeto, la cosa che mi sconcerta di più è il non sentire le opinioni dei tanti che ho sentito negli anni opporsi, proporsi, lamentarsi. Dite la vostra, se non ora quando? Buon Anno Vittorio Serenelli

  146. pierattilio maino says:

    Bom dia a todos,
    entro volentieri nell’ assunto, non fosse altro che, dopo 14 anni di emigrante in Brasile, mantengo in Italia il grado di 6º dan e la qualifica di maestro presso il mio J.C.Alghero. Noto come sempre una certa acredine nei confronti della Federazione nazionale, come se fosse la causa di tutti i societari insuccessi.
    Signori miei, ognuno gestisce i propri corsi con indirizzi e finalitá che sono totalmente avulsi alla Federazione.
    Chiamali come vuoi querido ex collega Claudio Zanesco i corsi amatoriali, sta di fatto che tocca a te promuoverli al meglio nell’ ambito sociale e territoriale nel quali ti devi per forza
    geograficamente muovere, la Federazione non entra per nulla, non hanno di certo obbiettivo Rio 2016…. Anni 80 e 90 in provincia di Bergamo, oltretutto con risultati a livello nazionale mai piú ripetibili, ai miei corsi sempre brulicanti di bambini e ragazzi non interessava piú di tanto che 2 giorni prima Fabrizio Francese avesse fatto medaglia agli assoluti, o che il Body Pak
    fosse promosso in serie “A” a squadre, erano solo estremamente vogliosi che gli presentassi una lezione diversa dalla precedente,
    con nuovi stimoli,finalitá,impegno e professionalitá. Nel nostro (Vostro!) ambiente, purtroppo (o per fortuna??) navigano i piú disparati personaggi, dalle piú disparate capacitá tecnico-didattiche e dalle piú disparate finalitá:il professionista vero, il dopo-lavorista, l’ improvvisato,l’avventuriero, e colui che nell’ offerta globale del grande centro polifunzionale ci butta anche il Judo, forse per antico amore o forse per trarne vantaggi propagandistici e fiscali…tutti con problemi e finalitá oggettivamente differenti,
    vogliamo farne carico e colpa alla Federazione?? Anno 2000, circoscizione di Cittá Alta (BG) ottengo l’uso della palestra comunale per 2 lezioni la settimana, me la proibiscono durante tutte le vacanze scolastiche (una manna per i dopo-lavoristi!) arrivo alla scrivania del Pres. di Circoscrizione con tanto di statuto federale richiestomi al momento della concessione e il calendario federale aggiornato: esami regionali per il 1º dan al 13 di ottobre,come posso mai preparare l’esaminando residente in Cittá Alta in 2 lezioni?? me ne andai “chiavi in mano” inizio 1º settembre uso a volontá…Credo che la Fed. nazionale abbia fatto molto per i cosidetti corsi amatoriali, gare di Master e Kata ufficializzate che possono dare ampia soddisfazione ad una parte non indifferente
    di praticanti attivi ed interessati. Altro discorso le squadre nazionali, stando in Brasile ho capito (dopo la presidenza di Paulo Wanderley Teixeira perché prima era medioevo puro..Aurelio Miguel docet…)che agli atleti é doveroso riconoscere un pur minimo incentivo economico (aqui borsa di studio per risultati provinciali, statuali e nazionali)gli atleti di interesse nazionale sono pur arruolati nei vari corpo militari (la campionessa olimpica Sarah Menezes nella Marinha do Brasil)ne percepiscono lo stipendio ma rimangono pur sempre tesserati al loro originale Club di appartenenza e sono a disposizione del c.t. nazionale in vista delle piú importanti occasioni.I risultati chiamano e lo sponsor risponde: Infoareo (gestore in toto degli areoporti brasiliani), Banco Bradesco (la seconda banca del Brasile)Sadia (prima industria agroalimentare del Brasile)e via via..spazi televisivi a non finire, poi ancora premi nazionali (Sarah Menezes eletta atleta brasiliana dell’ anno premiata dall’ ex Pres. Lula)innumerevoli iniziative locali a promozione del Judô promosse e sponsorizzate in ambito locale…e la materia prima non manca di certo,la neo campionessa mondiale Rafaela Silva creciuta in un progetto di recupero in una favela di Rio de Janeiro… volonterosi e numerosi da non credere, con loro il mio successo da allenatore della squadra giovanile del Ceará 2000-2004….ma questo é altro mondo, indipendentemente dalla FIJLKAM, dai suoi I.T. e dalle sue Societá…se potete copiare qualcosa ben venga per voi…di certo non vi mancano personaggi qualificati e responsabili…il materiale umano alla fine nemmeno, esce sempre una gradita sorpresa…
    abraços a todos
    pierattilio maino-brasil

  147. zanesco claudio says:

    Un salutone all’amico Maino do Brasil

  148. Gianluca Valeriani says:

    In realtà credo che siano tutti rivolti allo studio del judo, posto che non ci si ponga confini dettati da preconcetti.
    In effetti cosa può regalare a qualcuno che si interessa al judo uno come, che so, Zantaraia, oppure Laura di Toma, o uno come Swain……..
    Poi ci lamentiamo che il nostro judo non cresce, ma per favore facciamo un bagno di umiltà.

  149. zanesco claudio says:

    Belle cose, dette dall’amico DT della Nazionale Raffaele, non poteva che essere cosi da una persona capace e intelligente come lui, mi permetto solo di segnalare una cosa che è un mio pensiero, nessuno dei nostri grandi campioni di judo è poi diventato un vero esperto di Judo kodokan, ci sono filmati con Kosei Inoue che pratica un fantastico Nage No Kata, ecco ritengo sarebbe utile programmare per questi atleti anche lezioni di didattica, tecnica di base, kata, storia del judo, perchè questo farebbe aumentare il livello di conoscenza del Judo e di conseguenza il rispetto verso i nostri atleti, nonché una loro preparazione a 360 gradi nel momento in cui usciranno dal circuito delle gare, alla fine o smettono o diventano tecnici, sarebbe opportuno che diventassero tutti tecnici ma non solo del loro vissuto ma di tutto il judo

  150. luca c. says:

    Per la mia modesta opinione penso che le novità introdotte vadano a interessare solo la piccola cerchia dei grandi club e non tengano alcuna considerazione delle piccole realtà che vanno avanti facendo conti con la crisi e il sempre più esiguo numero di persone che si affacciano al judo.
    Spiegatemi che senso ha eliminare quasi del tutto l’attività regionale e abolire i grand prix 1 e 2 dan.
    Magari si vuole fare un salto in alto e alzare il livello “imponendo” a tutti di partecipare a gare internazionali ma penso che il risultato potrebbe essere quello di allontanare ancor di più i praticanti.

  151. AC says:

    Accolgo con piacere le critiche ed il dibattito generato da questo articolo: se fossimo capaci di dibattere sempre a viso aperto e non “tra pochi” nei bar dei palazzetti, sulle gradinate o nei parterre, probabilmente cresceremmo di più e più rapidamente…lo stesso – come saggiamente sottolinea Pierattilio Maino – accadrebbe se imparassimo a guardare con curiosità e voglia di imparare al di fuori dei nostri confini, siano essi l’orto di casa, la regione o l’Italia. Va anche detto che per crescere sarebbe fondamentale sostituire il piagnisteo “sempre e comunque” con una più utile – forse difficile – dialettica “construens” che alla critica faccia seguire in modo sistematico la proposta: siamo stati abituati male e purtroppo non è costume.

    In quest’ottica mi piacciono gli spunti di Claudio Zanesco, che ribadisce l’importanza di curare la base con la stessa attenzione che in questi primi mesi del quadriennio si sta riservando ad una meticolosa, utile e necessaria “restaurazione” dell’alto livello: è fondamentale che “chi di dovere” si adoperi per promuovere iniziative di crescita per il settore didattico, per quello “amatoriale”. Rispetto a quanto c’era prima non è “nulla” l’organizzazione del Circuito nazionale Senior e dell’attività Master e Kata, ma anche la revisione del sistema di acquisizione dei dan che a ben guardare allo stato attuale moltiplica le possibilità (campionato regionale, qualificazioni regionali, Grand Prix e finali nazionali anche a squadre se si considera l’attività agonistica junior-senior; trofeo Italia e Campionato Italiano per i Master; Campionato Regionale, Grand Prix e Campionato Italiano per i praticanti del kata) proponendo anche un lieve innalzamento del livello richiesto, rappresentano un passo in avanti. Fatico piuttosto a leggere in questa prospettiva l’ammissione di tutte le donne alle finali nazionali: un tentativo bislacco di apertura che non solo non rende giustizia al judo femminile in termini di parità, dignità e livello, ma che rischia di trasformare le domeniche di finale in odissee interminabili.
    Considero inoltre che il PAF non è dogma, ma è uno strumento di anno in anno migliorabile che è compito di tutto il judo italiano sperimentare e criticare in modo costruttivo laddove faccia acqua. Va riconosciuto che lo strumento di cui siamo stati dotati quest’anno, per quanto perfettibile, rappresenti un’evoluzione “storica” rispetto ai precedenti. Non basta, certo, ma è qualcosa: l’attenzione al settore didattico, alla formazione, alla promozione su larga scala del nostro sport, come anche una programmazione più sinergica e propositiva delle attività regionali DEVONO e POSSONO trasformarsi in progetti e scelte concrete che la prossima presidenza non potrà ignorare.

    A proposito di presidenza chiarisco infine che “individuare un’evoluzione positiva ed una successione matura ad un periodo storico che va concludendosi”, significhi a mio avviso non fermarsi al prossimo Febbraio ma guardare a chi e come potrà dare forma alla Federazione di domani dal 2016 e non in corsa a costo di “nuove difficoltà” e “tempo perso” come suggerito dai commenti precedenti. Una leadership, d’altronde non si costruisce in due mesi scarsi, come anche una “discontinuità” cercata per crescere.

    Punti di vista.

    AC

    • amministratore says:

      Ben detto, condivido in pieno.

      Ennebi

  152. nino vitanza says:

    Well Said !

  153. Marco says:

    Ho avuto la fortuna di allenarmi, per quasi un anno, sotto la guida Laura Di Toma e Paolo Di Natale. Raramente ho visto, insieme, tanto talento, professionalità, serietà, educazione, e rispetto.
    Ancor più grandi doti considerando il livello, immenso, dei risultati che Laura Di Toma può vantare.
    Sarebbe bello se, dopo un presidente senz’altro grandissimo, la nostra federazione avesse come presidente un’atleta ed insegnante così grande.
    Una persona in grado di capire, praticare ed insegnare realmente il judo. Quello vero.
    Potrebbe riportare i valori del judo in alto, liberando la federazione ed il judo da santoni e burocrati

  154. Tiziana says:

    Ciao Ennebi purtroppo hai ragione su tutti i punti elencati!!! Questo nuovo direttivo ha già scelto chi mandare avanti e chi eliminare a priori. Era stato fatto un “progetto rio 2016” DOVE ALCUNI GIOVANI TALENTI ERANO STATI SCELTI per effettuare gare internazionali e quindi poter fare esperienza ed eventualmente punteggi per le Olimpiadi. questo sistema toglie all’atleta la sua autostima con le conseguenze negative registrate….secondo te??

    • amministratore says:

      A mio parere c’e’ una frase che vorrei non leggere piu’ e che spesso e volentieri trovo nei regolamenti, cito testualmente:

      “In casi accezionali (quali?????) la direzione tecnica nazionale puo’ autorizzare la partecipazione di alteti che non siano in possesso dei requisiti suddetti”.

      Questa non e’ affatto trasparenza, questo va contro il principio di meritocrazia, in questo modo ognuno agisce come meglio crede. Tutto cio’ che viene prima questa frase non ha senso e non ha senso perdere energie al fine di individuare dei criteri.

      Le eccezioni ci possono essere ma devono essere normate chiaramente, a mio parere.

      Io mi sento un po’ preso per i fondelli 🙂

      Grazie per l’intervento.

      Ennebi

  155. Alessio LEO says:

    Articolo interessantissimo e centrato sul problema.
    Liberalizzare subito!!!!

  156. pat says:

    credo che ci debba essere un filtro da parte dei dirigenti della nazionale ,ma che si debba rendere pubblico tutti i criteri di ammissione alle varie competizioni non soltanto chi può andare e chi no
    come le altre nazioni si deve assolutamente avere una guida e in periodi come quelli che si vivono la federazione deve proteggere soprattutto le famiglie che spendono,dobbiamo renderci conto che sono le famiglie FAMIGLIE a dare alla federazione la forza di portare avanti TUTTI I PROGETTI RIO 2016 TOKYO ECC ECC perchè se le suddette si esauriscono non ci sarà più nulla x nessuno
    ne per i gruppi sportivi militari (xchè non troveranno più atleti e di conseguenza non avranno la possibilità al loro interno di chiedere e avere atleti di judo) ne la federazione avrà la forza di proseguire su quel progetto che il presidente Pellicone stava portando avanti
    Bisogna che tutti e dico TUTTI si rendano conto che la forza di una federazione sono gli atleti TUTTI E FARE QUALCOSA X TUTTI
    Quindi trasparenza deve essere la parola chiave con tutto quello che ci va dietro
    non ultimo approvo la tua richiesta di dare la borsa di studio a quegli atleti che hanno introiti minimi che con estrema fatica fanno l’attività agonistica xchè economicamente è sempre più pesante e naturalmente limita a pochi eletti la possibilità limitando anche poi la scelta su pochi atleti mentre è il numero che fa la differenza e lo dimostrano nazioni come la Francia la russia
    E’ estremamente inutile dire che in altri paesi lavorano bene senza prendere dagli stessi esempio
    direi che se la federazione non può direttamente sicuramente può con regole farsì che siano i comitati a farlo e non aspettare le regioni che cmq danno la borsa di studio ma è sempre x pochi

  157. Giorda Gianluigi says:

    Sono pienamente in accordo, occorre LIBERALIZZARE TUTTI I TORNEI INTERNAZIONALI.
    Aggiungo che i criteri di valutazione per la partecipazione ai camp. europei mondiali ecc.. vanno definiti sin da ora ma non solo per gli junior e senior, non dimentichiamo i cadetti.
    Gian

  158. Luca says:

    D’accordissimo con tutto quanto scritto nell’articolo.
    Quoto quanto scritto da pat per quanto riguarda le famiglie, che sono il motore dei nostri atleti ma non solo, aggiungo tutti quegli insegnanti e palestre che si privano dei rimborsi investendo sui ragazzi più meritevoli.
    In un momento storico come questo, dove non c’è più trippa per gatti” rischiamo di far migrare fior di atleti ad altre discipline che sanno meglio investire.
    Se neanche un AIN non potrà accedere a gare più importanti, chi sarà il prescelto? Da chi verrà scelto?, Con che criteri?
    Meritocrazia assolutamente e tabelle alla mano, chi è più bravo va avanti.
    Liberalizzazione assolutamente, che non vuol dire mandare un principiante ad un European Cup, ma significa dare la possibilità ad Atleti di Interesse Nazionale di potersi esprimere ad alti livelli, portando il bel Judo Italiano alla ribalta della scena internazionale. Credo che ne abbiamo dato prova nel tempo e ancora possiamo, anzi dobbiamo farlo per dare speranza anche a chi, pur crescendo in un piccolo club ha i numeri per potersi mettere in discussione e confrontarsi per migliorare.
    Non c’è peggior politica che spegnere i sogni dei nostri ragazzi… se smettono di sognare la nostra federazione cesserà di essere un punto di riferimento.

    Luca.

    • amministratore says:

      Grazie Luca per il tuo prezioso intervento.
      Ennebi

  159. Alessio LEO says:

    La tentazione del doping puo’ colpire uno sportivo: l’avessero trovata positiva a diuretici o gh c’avrei creduto, alla coca mi pare proprio insensato.
    Voto accidentale e spero possa essere scagionata in qualche maniera.

  160. rocky416 says:

    Pienamente d’accordo..con questi sistemi non si fa altro che dare ancora meno importanza ad un assoluto già in crisi negli ultimi anni..poca chiarezza e criteri che si sanno troppo tardi e che vengono modificati continuamente..

  161. zanesco claudio says:

    questione molto delicata, bisogna approfondire bene la questione

  162. zanesco claudio says:

    ah , un particolare, togliete la foto sopra l’articolo, non si capisce bene chi sia l’atleta, a me per prima impressione mi sembrava la Forciniti, sarebbe un accostamento quantomeno imprudente

  163. albe.case says:

    Se forse è vero che agli atleti di interesse nazionale potrebbero essere date più possibilità, a me pare che si stia guardando solo un lato della medaglia che è –come da copione secondo un ormai trapassato sistema tipico di questa Italia – quello negativo. Un grande problema del judo italiano è infatti che la lettura dei fatti sia sempre e solo negativa: non me ne si voglia, ma è davvero raro che qualcosa venga accolto con spirito di interesse, di partecipazione, in modo propositivo e che la critica sia quella “costruttiva”, proprio da voi “decantata” in un commento all’articolo “Si guarda Avanti”. Quali sono le pretese nei confronti di un civile (unico negli ultimi decenni) posto alla direzione tecnica circondato da militari? A me l’impresa di Toniolo alle volte pare funambolica tra pressioni ed equilibri, senza perdere di vista l’obiettivo di cambiare “qualcosa”. Non me ne si voglia ma la persona in questione col suo team, è l’unica fino ad ora ad aver pubblicato dei criteri per regolamentare la partecipazione all’attività internazionale (non eravate voi lo scorso anno ad applaudire il maestro Guido per aver definito i criteri di partecipazione all’universiade? Ed ora che i criteri ci sono non vanno bene?) Oggi tutti possono partecipare alle European Cup, compresi gli junior, purché abbiano tre punti in Ranking List: questo primo step internazionale non solo apre la strada ad un elevato numero di atleti ma può dare accesso a quelli successivi…cosa c’è di strano? Perché i primi cinque classificati degli assoluti dovrebbero saltare uno step e passare subito al Continetal Open? Se il loro livello è alto, di certo dopo una medaglia in Coppa Europa, il Continental open diventa un dato di fatto…a maggior ragione ad un Grand Prix: perché dovrebbe parteciparvi chi non ha mostrato di essere all’altezza nei livelli precedenti ? Perché non dovrebbero sussistere dei criteri minimi? Finirebbe chel’Italia non si presenterebbe davanti al mondo con i “migliori”. Un sistema meritocratico richiede degli sbarramenti e dei criteri per superarli.
    Della circolare 15, tra le varie, potremmo invece criticare le liste compilate con gli atleti di interesse internazionale ed olimpico che risultano lacunose…ma non l’adozione dei criteri di cui sopra. Il padre della liberalizzazione in Italia, a partire dai settori giovanili, è stato il signor Raffaele Toniolo: criticare questo a lui, significa non conoscere i fatti e la storia. Certo, quanto fatto fin’ora può non essere sufficiente: ma ancora non è trascorso un anno ed è noto a tutti che per cambiare sistemi calcificati da decenni ci vogliono tempo, determinazione e collaborazione che fino ad oggi si sono visti in minima parte. Di strada da fare ce n’è, è evidente: ma giudichiamo a tempo debito.

    • amministratore says:

      Grazie per il prezioso intervento Che mi dà l’opportunità di Essere più preciso ed esaustivo nello svelare questa enorme Truffa attuata dal regolamento Pubblicato nella circolare n. 15. Prima Di Tutto, ci tengo a precisare Che l’ossatura Attuale Della Nazionale maggiore basata Su atleti under 23 è il risultato di atleti di interesse Nazionale Che hanno avuto la possibilità di fare le world cup. La Maggior parte degli atleti scelti oggi dal dtn Toniolo ha avuto questa opportunità (sotto Mariani) e ora questa opportunita’ la stiamo togliendo ai futuri titolari Della Nazionale. Non mi pare proprio sensato.

      La Seconda cosa Che vorrei sottolineare è Che i criteri definiti riguardano il passato per il 95% in caso delle World Cup, ora denominate European open, mentre riguardano il passato il 100% dei criteri definiti per l’accesso ai Grand Prix. Cio’ significa due cose: la prima è Che le regole del gioco non Sono note a priori, per cui non tutti hanno le medesime opportunitá; per essere più chiaro è come definire dei criteri a giochi quasi finiti, tradotto significa una grande presa per i fondelli (so Gia’ chi voglio mandare a fare determinate Gare e definisco dei criteri basandomi sul passato in funzione dei risultati dei Miei prediletti). Il secondo aspetto riguarda Qualcosa di ancora piu’ grave: ovvero Che Nessun Atleta Che faccia risultati anche in European cup nel 2014 e Che non Aveva risultati negli anni precedenti possa prendere parte a un Grand Prix in quanto i criteri per parteciparvi fanno riferimento a gare svoltesi nel 2012 e nel 2013. Nulla di più. Ció è proprio il contrario di quello Che tu asserisci Quando dici Che un Atleta con i propri risultati puó ambire a fare tornei sempre piú importanti. La Tua osservazione la trovo giusta, peccato Che non possa essere attuata Alle condizioni attuali. Facevano prima a dirci i nomi degli atleti Che volevano portare a fare un Grand Prix, avremmo senz’altro apprezzato l’onesta’. Secondo te se si definiscono dei criteri oggi, ha senso Che tali criteri identifichino oggi stesso in maniera univoca ed immodificabile nel tempo Una cerchia ristrettissima di atleti? Il problema tuttavia non è la cerchia Ristretta Che per il Grand Prix Potrebbe pure starci, anche se a mio parere ci starebbe meglio per il grand slam, il problema è Che I criteri a questo punto non valgono nulla. Avrei preferito leggere: “scegliamo tizio e caio e non vogliamo Che nessun altro faccia tornei di Grand Prix”. Questo è quello Che hanno fatto, volendolo peró camuffare come un grande atto di trasparenza. GIAMMAI!
      Volevo precisare al nostro attento lettore Che più volte abbiamo chiesto dei criteri Su questo blog a condiZione Che non riguardino il passato. Quindi è ovvio Che ho criticato quelli definiti nella circolare 15. Ci tengo anche a precisare Che noi non abbiamo Mai criticato e Basta, siamo sempre stati propositivi, infatti se non è Chiaro in questo articolo si fa Una proposta: ovvero consentire agli AIN (e Quindi anche a un Campione italiano assoluto, non l’ultimo arrivato) di fare le European open. Gli attuali criteri definiti per le European open, con delle modifiche, vanno bene se parliamo di Grand Prix. Inoltre, bisogna identificare dei criteri Che non guardino solo al passato per l’accesso ai grand slam. Pertanto, mi vedo costretto a rispedire al mittente l’accusa di aver solamente criticato, nel miglior stile all’italiana. GIAMMAI! Infine, Sono d’accordo con te quando dici Che non vedi nulla Di male nel fatto Che vi siano diversi step per l’accesso Alle European open e ai Grand Prix. Giustissimo.
      Ultima precisazione riguarda il fatto Che consetire agli ain di fare le European open darebbe di nuovo dignitá al nostro assoluto, caduto ormai nel dimenticatoio e snobbato da molti big. Solo in questo modo saremmo tutti a crescere. Chiudo dicendo Che l’inizio del tuo intervento mette in dubbio Che si debba dare piú spazio agli ain (“se forse è vero…”). Io insieme A tantissimi altri, Che numerosi mi hanno scritto Dopo questo articolo, non abbiamo alcun dubbio in merito: diamo agli ain la possibilità di esprimersi all’estero nelle competizioni Che contano.

      Grazie,
      Ennebi

  164. Luigi Guido says:

    Buonasera a tutti, e scusate se intervengo. Mi ero ripromesso di non farlo, ma ciò che scriverò è per doverosa chiarificazione. Il resto delle critiche le lascio ai lettori.
    Forse c’è stato un malinteso, cioè una errata interpretazione di una parte del regolamento oppure è semplicemente stato espresso in maniera poco chiara: è OVVIO che chi otterrà una medaglia nelle Continental Open 2014 potrà essere preso in considerazione per le competizione di Grand Prix!!! Forse ci siamo espressi male, e di questo eventualmente chiedo scusa, ma le Squadre Nazionali per le gare di Grand Prix e campionati Europei OVVIAMENTE non sono ancora state stilate perché BISOGNA ATTENDERE I RISULTATI DELLE CONTINENTAL OPEN APERTE!! Credo che, poiché non “datate”, avranno anche un certo peso nelle scelte future rispetto a risultati del 2012/2013, ma sinceramente anche questa argomentazione mi pare talmente ovvia…
    L’idea della DTN nella compilazione di questi criteri è stata proprio quella di dare step progressivi di crescita per gli agonisti, evitando di mandare atleti inesperti o senza background di esperienza Internazionale a partecipare a competizioni particolarmente dispendiose rispetto alle European Cup e soprattutto senza la possibilità della formula con doppio recupero, quella che permette di accrescere il bagaglio di esperienza per numero di incontri effettuati. L’augurio nostro è che arrivino CARRETTATE di medaglie nelle future competizioni aperte, perché in questo modo la nostra competitività Internazionale crescerà in maniera esponenziale, così come la sicurezza individuale e la motivazione di ogni atleta e dei propri tecnici. La “cerchia” in questo modo diventerà un grande gruppo di judoka competitivi a livello Internazionale Senior; questa è la nostra mission.
    Chiedo ancora scusa se i criteri sono stati compilati in maniera poco chiara (a noi sinceramente non sembrava..), ma preciso ancora una volta che I RISULTATI IN CONTINENTAL OPEN 2014, A PARTIRE DAL PROSSIMO WEEKEND CON CASABLANCA, SARANNO ASSOLUTAMENTE CONSIDERATI, E CI MANCHEREBBE!!!
    Invito anche, per chi ne avrà la possibilità, di acquisire una importante esperienza Internazionale nel circuito delle gare European Cup Senior, perché molto formativo, impegnativo e assolutamente non banale; anche qui, nel passato nonostante questo circuito fosse aperto non è stato utilizzato più di tanto, ma una medaglia in European Cup “certifica” che si è pronti per confrontarsi con il livello superiore, ben più impegnativo. Un abbraccio a tutti e soprattutto BUON LAVORO, ci aspettiamo tantissimi risultati e saremo contentissimi di dover fare scelte future difficili, perché avrete portato a casa tante medaglie di livello!!

    Luigi Guido

    • amministratore says:

      Grazie Gigi per il tuo intervento chiarificatore.

      Tuttuavia, che vi sia stata una politica restrittiva rispetto al passato e’ un dato di fatto. Infatti, gli AIN non possano fare le European Open diversamente da come era in passato.
      E questo secondo me e’ di una gravita’ pazzesca. E cio’ e’ evidente dal fatto che gli atleti che oggi voi stessi (tu e la commissione tecnica) selezionate per europei e mondiali hanno avuto questa opportunita’ quando erano AIN negli anni precedenti. La stessa opportunita’ l’avete oggi tolta. Perche’? Boo, io questo non l’ho mica capito.

      La chiusura rispetto al passato certamente non ostacola, come hai giustamente precisato tu, che si crei un folto gruppo col tempo, ma certamente rallenta la creazione e lo sviluppo di questo gruppo.

      In ultimo, vorrei fare una ulteriore precisazione: quando dico che mi aspetto che tutto il movimento cresca e non solo pochi intimi amici, voglio intendere che tutti potendosi confrontare con chi e’ migliore puo’ migliorare, puo’ acquisire maggiore coscienza di se’, un miglioramento non per forza meramente judoistico, ma anche mentale, personale. Cio’ e’ del tutto indipendente dalle medaglie che la nazionale fara’ in campo internazionale, allenare la nazionale e’ un compito tuo e dei tuoi colleghi e le maggiori medaglie, sperando che arrivino, saranno un vostro merito e un merito degli allenatori di club. Ma questo e’ un discorso completamente diverso.

      Ti auguro un buon lavoro anche io, nella speranza che vogliate ripensarci il prima possibile in merito ai nostri AIN.

      Grazie,
      Ennebi

  165. Luigi Guido says:

    Grazie a te Nicandro per avermi dato la possibilità di intervenire.
    Abbiamo valutato bene prima di pubblicare dei criteri, come immaginerai, controllando anche le pregresse presenze italiane in European Cup ed ex World Cup ed i risultati conseguiti (chiaramente chiunque li può verificare online). Nonostante l’apertura fosse dedicata a tutti gli AIN pochi, molto pochi rispetto ai più di 70 atleti aventi diritto hanno partecipato alle World Cup, ma ancora meno alle European Cup, che ripeto costano meno e utilizzano il sistema del doppio recupero, quindi teoricamente con possibilità ben superiori di confronto ed acquisizione di esperienza come ben dicevi prima. Inoltre credo che il nostro Team sia chiamato ad un compito “educativo”, poichè è nostra volontà, sempre con l’aiuto di società e famiglie che mai finiremo di ringraziare, incrementare questi numeri finora inesorabilmente esigui, nonostante tutto. Come? Attraverso un percorso di crescita progressiva, senza dimenticare come primo step il circuito “Grand Prix Senior” istituito da quest’anno. Se ci fosse stata una liberalizzazione indiscriminata, si correva il pericolo di veder disertate le competizioni di carattere nazionale, e anche questa non sarebbe stata una buona cosa. A ben pensare, per un atleta che ambisce a mettersi seriamente in gioco a livello Internazionale, basterebbe un 7° posto al Trofeo di Vittorio Veneto per avere accesso alla partecipazione delle European Cup, potrebbe andare a Sarajevo il 30 marzo e fare una medaglia, e quindi avrebbe “certificato” il suo livello per partecipare alla prima Continental Open aperta. Arriverà un risultato anche lì? FANTASTICO, di sicuro ci sarà lo spazio per un Grand Prix minimo o quant’altro!! Ecco questo era il nostro semplice pensiero, in assoluta buona fede e con la volontà di incrementare movimento, numeri, livello e di conseguenza risultati.
    Un abbraccio

    Luigi Guido

    • amministratore says:

      Ti ripeto Gigi, e’ un dato di fatto che ci sia stata una chiusura rispetto al passato. Quando si inserisce una novita’ ci vuole tempo perche’ le persone ne approfittino appieno e ne comprendano l’importanza, di qui la partecipazione ridotta alle european Open rispetto ai 70 possibili partecipanti, che tuttavia ha dato a molti degli alteti che ora tu schieri come titolare delle opportunita’ di crescita che ora avete eliminato. La crescita in questa maniera viene rallentata notevolemente.

      Parlo con la sincerita’ piu’ assoluta: a mio modesto parere avete individuato dei criteri piu’ ristrettivi del passato perche’ in questo modo potete da un lato dire di essere stati bravi e fighi proprio perche’ avete individuato dei criteri, dall’altro pero’ potete fare un po’ quello che volete. Del resto, voi oltre che allenatori della nazionale siete anche allenatori di club e avete il dovere, imposto dallo stipendio che prendete, oltre che dal senso di appartenza per una maglia, di tutelare i vostri interessi. Sarebbe bello se anche questo conflitto di interessi fosse eliminato, ma e’ altro discorso.

      Per quanto riguarda incentivare l’attivita’ nazionale, di certo i criteri individuati non aiutano per niente l’attivita’ nazionale. Mentre negli ultimi anni chi si poteva permettere di snobbare un assoluto erano i big (e lo hanno fatto alla grande), ora lo possono fare tutti, a maggior ragione perche’ non vale nulla. L’importante e’ andare a fare la gara piu’ vicina a casa, in modo da spendere il meno possibile, e accumulare i tre punti per andare in Europa cup. I soldi piuttosto che investirli per attravesare l’italia e fare un assoluto, li investo per fare un european cup. Cio’ ha ripercussioni disastrose sulla crescita di tutto il movimento judoistico. Se un atleta generico medio va a fare gli assoluti e si confronta con i suoi pari come fa a crescere? E cosi’ via…

      Invece, avrei apprezzato se la sola partecipazione ai campionati italiani fosse un requisito necessario a cui sommare tutti gli altri. Magari in questo modo avremmo potuto vedere di nuovo medaglie olimpiche calpestare il tatami degli assoluti, cosa che accade nelle grandi potenze di questo sport (si pensi alla francia).

      Inoltre, nel commento precedente dici di dovre per forza e “ovviamente” aspettare i risultati dei tornei liberalizzati (e non) per poter definire la squadra degli europei. Ma perche’? Non si possono definire dei criteri adesso in modo che vi sia veramente e finalmente trasparenza?

      Nel 2005 il “tiranno” Mariani (probabilemtne in un momento di eccessiva bonta’) aveva stabilito che chi avesse vinto gli assoluti di Genova avrebbe fatto gli Europei. E cosi’ fu. Mi ricordo che all’indomani delle Olimpiadi di Atene, gente del calibro del bronzo mondiale Michele Monti fu costretto a fare gli Assoluti che non faceva piu’ non so da quanti anni. Potremmo mai pensare di avere ancora tanta trasparenza e chiarezza nel futuro?
      Con cio’ non voglio assolutamente difendere la “gestione Mariani”, che credo voi abbiate migliorato nel complesso. Ma ad ogni modo qualcosa di buono lo ha fatto e questo ne e’ un chiaro esempio. E dalle cose buone e giuste bisogna prendere spunto, almeno secondo il mio modesto parere.

      Poi ti chiedo ancora per quale assurdo motivo se in una categoria e’ iscritto un atleta della nazionale, perche’ in quella categoria di peso non puo’ parteciparvi un altro atleta a proprie spese? La partecipazione in questo modo diventa una questione di fortuna e non piu’ di criteri. Non solo, ma cio’ significa che atleti di categorie diverse hanno possibilita’ diverse. Non ha mica senso.

      Infine sarebbe bello ricevere una spiegazione del perche’ avete inserito una frase che vi consente di fare cio’ che volete, non perche’ sono io ad interpretare questa cosa, ma proprio perche’ lo scrivete voi stessi nero su bianco, e che sarebbe bello – a mio parere – che in un grande atto di autocritica eliminiate immediatamente. Cito testualmente: “In casi accezionali – (quali?????) – la direzione tecnica nazionale puo’ autorizzare la partecipazione di alteti che non siano in possesso dei requisiti suddetti”.

      Se vi sono dei casi, come potrebbe essere un ifnortunio, allora scrivete che gli atleti che hanno avuto determinati risultati in passato e che sono stati infortunati, hanno (e aggiungo GIUSTAMENTE) diritto di poter effettuare un certo numero di European Open. Le eccezzioni ci sono ed e’ giusto, come nel caso appena specificato, tuttavia devono essere normate in modo chiaro se vogliamo che ci sia meritocrazia e trasparenza.

      E’ tutto questo che viene contestato, non il fatto di avere criteri diversi in funzione del livello di gara. Come ho scritto in un commento precedente, questa cosa mi pare giusta, anche se bisogna capire, poi, come declinarla nella maniera piu’ corretta in modo che tutti abbiano le stesse opportunita’, senza favoritismi.

      Grazie,
      Ennebi

  166. Luigi Guido says:

    Caro Nicandro,
    ti rispondo cercando di andare per ordine solo ed esclusivamente per chiarezza dei lettori, poichè non condivido assolutamente il tuo punto di vista e mi pare che, nonostante cerchi di far capire quale è stata la nostra linea di condotta, comprendo che può non essere condivisibile ma comprendo anche che non c’è più sordo di chi non vuole capire.
    1)Gli atleti che oggi appartengono al gruppo trainante della Nazionale Senior hanno sviluppato il loro bagaglio di esperienza in particolare nel circuito di European Cup, e ti invito ad andare a controllare le partecipazioni:
    2) Nessuno ha mai pensato di regolamentare l’attività con dei criteri per farsi dire bravo, bensì perchè si crede ad una costruzione progressiva e con solide fondamenta; questo è l’obiettivo, gli applausi non ci interessano;
    3) Il Campionato italiano Assoluto è stato posizionato a fine anno proprio per permettere di incentivare la partecipazione degli atleti che svolgono per loro merito o per partecipazione “aperta” l’attività con la Nazionale, quindi, anche in questo caso, vedremo…l’idea è quella che gli Assoluti vadano a concludere il ciclo di competizioni dell’anno, per poter tirare le somme totali e formare i gruppi per gli impegni dell’anno successivo; va da sè che gli Assoluti avranno il loro peso nelle scelte future, e gli atleti lo comprenderanno.
    4) Nel 2005 la scelta di designare i Campioni Italiani Assoluti quali partecipanti al Campionato Europeo Senior fu condivisa in quanto lo Staff tecnico era appena stato designato e non c’era tempo di fare altro se non fare una selezione diretta agli Assoluti, riportando inoltre quella dignità alla gara “principe” Nazionale che nei quattro anni precedenti era stata completamente snobbata. Inoltre mi pare, ma forse tu me lo dirai meglio, che agli Assoluti 2013 fossero presenti Giuffrida, Moretti, Regis, Lo Giudice, Gwend, Pitzanti, Cantoni, galeone, Marchiò, Ferrera, Andreoli, basile, Di Loreto, Verde, Bruno, Meloni, Maddaloni, Parlati, Faraldo, Carollo Giovanni, Poeta, Facente, Lo Porchio, Miranda, D’Arco, Ardizio…oppure ho visto un’altra gara? Ti ricordo anche che Moscatt, Marconcini, Mascetti, Ciano, Forciniti erano assenti per infortunio…e come noterai, all’appello ne mancano be pochi…
    5) Io ti ho sempre riconosciuto una certa onestà intellettuale, ma offendere le persone, in questo caso me e tutto lo Staff oltre alle scelte operate da quel grand’uomo del Presidente Pellicone, dicendo che “dall’altro pero’ potete fare un po’ quello che volete. Del resto, voi oltre che allenatori della nazionale siete anche allenatori di club e avete il dovere, imposto dallo stipendio che prendete, oltre che dal senso di appartenenza per una maglia, di tutelare i vostri interessi”. Di questo sono profondamente rammaricato, perchè io mi ritengo un professionista a 360° che svolge il suo lavoro con estrema oculatezza, e mi guardo bene dal “fare quello che mi pare” o favorire un atleta per un dovere “imposto dallo stipendio che prendo”; non ho parole per descrivere la gravità di queste parole, e non vado oltre.
    6) La DTN ritiene che possano accadere “casi eccezionali”; di solito sono un infortunio, ma potrebbe essere una sospensione medica cautelativa, un problema di natura personale o familiare, o chissà che altro…quindi, invece di elencare tutta la casistica di ciò che potrebbe capitare, si è scritto semplicemente “casi eccezionali”. Tranquillizzo i lettori oltre che te, nessun secondo fine…

    Spero di essere stato abbastanza esaustivo perchè, considerando i termini verso cui sono scadute le tue argomentazioni, diventando oltremodo offensive verso la mia persona, avendo ricevuto negli anni innumerevoli attestati di stima verso il mio operato e mai una offesa simile rivolta a me nonchè allo Staff Tecnico, alla Federazione e nel mio caso all’Arma dei Carabinieri, questo sarà l’ultimo mio intervento sul vostro sito.
    Sempre cordialmente (soprattutto ad AC)

    Luigi Guido

    • amministratore says:

      Mi spiace che tu l’abbia presa in questo modo, non era per nulla mia intenzione offendere né te, né nessun altro membro della commissione, né tantomeno Pellicone, che non ho nemmeno nominato. Ci mancherebbe altro. Se le mie parole ti hanno arrecato offesa, ne sono molto rammaricato e me ne dispiace molto. Ti faccio pertanto le mie scuse per questo.

      Tuttavia, ho solamente sollevato una questione di conflitto di interesse che è obiettiva e che a mio parere sarebbe bello eliminare in futuro.
      Quando dico che potete fare quello che volete, non ho detto che lo avete fatto, tuttavia, mia opinione, il regolamento attuale ve lo consente. E’ una mia opinione espressa senZa offendere chicchessia e non è un ragionamento campato per aria, bensì motivato.

      Mi spiace altresì che tu abbia preso la decisione di non scrivere più commenti su questo mezzo di comunicazione. Il confronto è qualcosa di assolutamente importante perché tutti possano crescere e magari capire le scelte e le decisioni altrui. Spero che tu possa ripensarci.

      Nel rinnovarti le mie scuse se le mie parole ti hanno offeso, ti saluto.

      Cordialmente,
      Ennebi

  167. amministratore says:

    Lo sport e in questo caso il judo ha l’abilita’ di abbattere le barriere, quelle che a volte noi stessi abbiamo ispiegabilmente costruito.

    Ennebi

  168. Marco da Napoli says:

    Secondo me non c’era bisogno. Comunque Italia Judo è grande anche per questo.

  169. Tiziana says:

    Tu non hai offeso nessuno..hai solo espresso il pensiero di tutti….grazie

  170. marco bottinelli says:

    Mi sono letto tutta la polemica in un noioso viaggio in treno e mi sembra che il tono sia un po trasceso a causa di un eccesivo trasporto emotivo, che abbia fatto perdere di vista i fatti passando poisu argomenti secondari come la doppia funzione di allenatori di club e di nazionale che a mio avviso non crea particolari problemi e comune ad altri sport.Il discorso fondamentale e ‘ che bisogna far coesistere una certa gradualita con la legittima possibilita di ogni atleta a partecipare a proprie spese alle gare internazionali dei vari livelli .Il nuovo regolamento pare in effetti perfettibile in vari punti e secondo me sarebbe utile fare una raccolta delle varie proposte da sottoporre alla DTN che liberamente potra trarne magari qualche utile spunto , potendo cosi avere chiarissima la visione della base. Altre polemiche divisioni e richiami al passato lasciamole ad altri sport che possono permetterselo. Forse sono stato troppo democristiano ma la polemica oggi necessariamente deve lasciare spazio alla costruzione di nuovi rapporti tra praticanti e federazione

  171. JIGORO says:

    Forse non ho capito… Ma la norma è stata modificata semplicemente togliendo una parentesi dal documento del 10 Gennaio 2014. Tuttavia non è scritto che le medagliate dell’anno precedente sono qualificate di diritto alle finali nazionali senza disputare le qualifiche regionali. Dov’è che sbaglio? C’è qualche altro documento che dopo il 10 Gennaio (mi riferisco sempre al PAAF 2014) smentisca quanto ho detto?

    Grazie.

    Jigoro Kano per conto dell’ASD CENTRO CIRIE’ (TORINO)

    • AC says:

      Di seguito il testo della comunicazione federale inviata ieri alle società sportive in merito alla rettifica di cui sopra.

      “La scrivente Federazione ha stabilito che le Atlete medagliate dell’anno precedente sono qualificate direttamente alle Finali Nazionali previa iscrizione tramite il Comitato Regionale di appartenenza e pagamento ad esso delle prescritte quote di iscrizione (Punto 3, Art.3 PAAF). Inoltre viene eliminato il Punto 11, Art.3 del PAAF (certificato medico). Cogliamo l’occasione per precisare che nell’anno in corso, i vincitori del Trofeo Italia e del Grand Prix 2013 non sono qualificati di diritto alle Finali Nazionali. Infine, comunichiamo che gli Organizzatori del Trofeo Internazionale Vittorio Veneto hanno anticipato a sabato 01 marzo lo svolgimento del Grand Prix Seniores/Juniores. Cordiali saluti. FIJLKAM – Segreteria Settore Judo”

  172. alessandro says:

    …abbiamo ricevuto anche noi la comunicazione, ora non si capisce se vale anche per le atlete che cambiano classe…..

  173. JIGORO says:

    Grazie.

  174. zanesco claudio says:

    Grande, Cinzia, come sempre

  175. zanesco claudio says:

    Non condivido nulla di questo elezione, nel sistema, praticamente guidato, incanalato e deciso a tavolino con una votazione che serve a ratificare decisioni prese altrove, ma se sono tutti d’accordo vuol dire che va bene cosi, AUGURO COMUNQUE UN BUON LAVORO AL NUOVO PRESIDENTE E MI AUGURO DI ESSERE SMENTITO E DI DOVERMI PENTIRE DI QUELLO CHE PENSO OGGI

  176. antonio says:

    la pool 81/90/+90 dove si possono trovare ?

  177. Marco Bottinelli says:

    Abemus Papa,(in puro latino maccheronico), per una volta registriamo che il Vaticano é più coraggioso nelle sue scelte della ns. federazione, e questo senza nulla togliere alla capacità del dott. Falcone che mi auguro sarà un ottimo e capace Presidente, speriamo magari con una temporalità al potere un pochino inferiore del suo Predecessore. Che dire tutto era scritto e tutto si é compiuto, ma spero che da ora fino a fine mandato in nessun bar di nessun palazzetto italiano nessun Maestro, Istruttore, Arbitro o altro si lamenti che a Ostia non cambia nulla e che le cose non funzionano. Senza un minimo di coraggio e di rischio nessun nuovo potrà mai avanzare, e nessun mutamento potrà avvenire. Speriamo solo che da oggi in poi anche da Noi si possa avere un po’ di sana alternanza dei vertici dirigenziali, tra chi e con chi sarà tutto da comprendere.
    Per il resto congratulazioni ed auguri al ns. nuovo Presidente che di lavoro ne ha veramente tanto sopratutto nel campo della diffusione e della visibilità mediatica degli sport che la ns federazione rappresenta.

  178. Zanesco Claudio says:

    bel film, bella interpretazione, bel finale con la contrapposizione della lotta fra la ragazzina e l’ipovedente per amore e la finale olimpica di Toni

  179. mimmo says:

    Grazie per la Vostra attenzione, grazie per l’attenzione del mondo judoistico e non, grazie per migliaia messaggi pervenuti sulla nostra pagina….questa è l’ennesima vittoria del judo. Continueremo a gridare fino a che Dio ci darà forza. VIVA LO SPORT…JUDO….JUDO….JUDO…PER SEMPRE (staff amministrazione)

  180. Mamma li cani!!! says:

    Quante donne fanno judo?

  181. zanesco claudio says:

    contando velocemente la categoria 57 kg femminile sono arrivato a 87 atlete e sicuramente avrò sbagliato perchè non so chi era qualificato di diritto, ora mi chiedo chi è il responsabile di questo scempio che ci costringerà a presenziare ad una gara di circa 90 atlete? possibile che nessuno abbia pensato a questo risultato?

    • alex says:

      kg 48= 43
      kg 52= 78
      Kg 57= 105
      kg 63= 90
      kg 70= 54
      anche se suppongo ci saranno alcune defezioni……. questa è pazzia!!!!

  182. antonio says:

    Ancora non hanno capito che devono ri inserire la classe speranze come negli anni 80… Tre classi di età 97\98\99 sono tropp, cosi come le classi juniores… Neanche ai mondiali ci sono cosi tante persone…

  183. antonio says:

    ciao claudio.. comunque ci sono troppi errori.. nel lazio mancano i qualificati di diritto… in umbria i 57 kg femminili non sono qualificate 5 ma 1… nel friuli Villatora è segnato negli 81 maschili invece dalla fijlkam friuli è qualificato nei 90… cmq la aggiorneranno man mano…

    • editore@italiajudo says:

      Confermiamo che la lista è in via d’aggiornamento. Mancano i qualificati di diritto del Lazio e Villatorta è stato spostato a 90 kg come correttamente ossservato. Per quanto riguarda i 57 kg femminili dell’Umbria, le nostre fonti confermano 5 atlete ammesse alla finale nazionale.
      IJ Team

  184. francesco says:

    INDECENTI

  185. Gaetano says:

    A parte i numeri spropositati nelle categorie femminili centrali, che senso ha tenere ancora una categoria 40 kg femminile con questi numeri ridottissimi? Non sarebbe meglio togliere questa ed aggiungere la 78 cosi come nella classe junior?

    • GB says:

      Vedendo questi numeri alcuni allenatori per il semplice gusto di poter dire:”ho creato una nuova cintura nera” faranno scendere di peso le atlete, visto che l’ acquisiscono la 1-2 e le due terze………
      Che soddisfazione………………

    • carmine says:

      Giusta osservazione. L’indecenza è che a differenza dei maschi, in cui la categoria minimo dei 40 per gli esB, sale a 46 nei cadetti, per compiere un salto a 55kg negli junior, per le femmine la categoria minima dei 40 kg rimane nei cadetti (riconosciuta anche a livello intrnazionale…)e anche credo nella categoria junior. I numeri sono ridicoli. Basta guardare la finale cadetti 2013.

  186. Leonardo says:

    Basta non portare le ragazze alla gara se si sono qualificate senza vincere almeno un match. Io con le mie faccio così.

    • alex says:

      Giusto, magari seguissero tutti il tuo esempio

      • GB says:

        Tu sei, allora, uno dei pochi allenatori veri e con la testa sulle spalle.

  187. Alessio LEO says:

    E non c’e’ mai nessuno contento!!! fino a qualche mese fa tutti volevano poter votare all’interno della FIJKAM, ma per far questo bisognava avere 1 punticino nel quadriennio. Difficile a farsi? evidentemente per qualcuno si. Adesso basta tesserare una donna under 19, presentarla a una qualificazione e il punto si ottiene.
    Il free-pass per le donne e’ stato fatto per questo, mica per altro! l’anno prossimo si torna ai vecchi regimi, state tranquilli. Per quest’anno, in bocca al lupo ad atleti e SOPRATUTTO ad accompagnatori….

  188. sara says:

    Per pesarle tutte entro le 9.00 devono tenere una media di una ogni 10 secondi… e mancano ancora gli atleti di 6 regioni

  189. alessandro says:

    quante polemiche però! aspettiamo di vedere prima. ormai le cose andranno così, magari la gara sarà ugualmente accettabile nei tempi e molto più competitiva

  190. antonio says:

    cortesemente a quando gli aggiornamenti? grazie

  191. XXX says:

    Scusate ma nei 60 kilogrammi del lazio dei 22 atleti partecipanti non dovrebbero passare anche i 7′ ? Qui sono segnati solo i 5′

    • amministratore says:

      Verifichiamo!

  192. pasquale says:

    Cortesemente quando ci sarà l’aggiornamento definitivo? grszie

  193. mimmo says:

    amici novità sugli ultimi aggiornamenti dei qualificati mancanti…

  194. Zanesco Claudio says:

    Caro ItaliaJudo.com, sarò sabato e domenica a Roma per le finali, e la vergogna delle qualificazioni femminili è chiara e palese, potrebbe anche funzionare tutto a meraviglia con il peso ogni 36 secondi di atlete perfette e ordinate, silenziosamente e ordinatamente in fila come i martelli di The Wall, ma sarò presente per chiedere al Presidente se ritiene giusto e consono ai regolamenti di cui come Presidente e Segretario generale garante del CONI deve essere, avere favorito palesemente le società sportive con atlete femmine a cui andrà comunque un punto per la partecipazione alle finali in contrasto a quelle che hanno solo atleti maschi, magari bravi, che non si sono qualificati rendendo i punti per le prossime votazioni inquinati da un vizio di forma che addirittura potrebbe essere solo casuale per un anno sui quattro del quadriennio olimpico.

    • amministratore says:

      Concordo pienamente con la Sua riflessione.

      Ennebi

  195. 8FJUDO says:

    Solo in İtalia succedono cose del genere

  196. GB says:

    Claudio hai perfettamente ragione.
    Ma questa scelta è dettata solo da interessi economici, pensa al giro di affari.
    Sportivamente parlando invece è assurdo che in certe categorie femminili basterà vincere un incontro oppure se si è fortunati neppure quello, per aggiudicarsi la cintura nera. Basti pensare che di diritto acquisiscono il 1° Dan il 1°-2 e i 2 terzi a parimerito. in categorie di 6 atlete il gioco è fatto.
    Tutto questo è assurdo specialmente per quelle società che non hanno categorie femminili.
    Molto meglio le gare degli amici del judo del maestro Vismara.

  197. Vittorio Serenelli says:

    “Sarebbe grave se in una gara a punteggio i rinunciatari fossero in gran parte determinati dalla geografia.”
    Non capisco l’uso del condizionale.
    Ho 5 ragazze tesserate nella classe cadette, ne ho portate due ai regionali, non ne porterò nessuna ad Ostia. Ma se la finale fosse nel raggio di un’ora dalla nostra sede avrei fatto in modo di portarle tutte cinque? Forse no.
    A mio parere sicuramente questo criterio favorisce chi geograficamente è vicino al Palafijlkam che potrà permettersi di portare atlete non completamente formate magari solo per far fare “esperienza” ma intando sfalsando tutte le classifiche.

  198. Sara says:

    Una “DENUNCIA”… per questa sperimentazione.
    Alle qualifiche ho visto alcune ragazze (anche molto forti) salire sul tatami e rinunciare all’incontro con il semplice gesto della mano. Io credo che onorare l’avversario con un combattimento dovrebbe essere il “minimo” dello spirito sportivo.
    “L’occasione fa l’uomo ladro” non diamo più queste occasioni

  199. Piero Comino says:

    non si fanno esperimenti ad un campionato Italiano, dove è finita la parità uomo/donna? ovviamente poi quanto a punteggi….. chi è il ” genio della lampada”?
    il problema è che andremo alla prossima…..

  200. Gi says:

    Poveri arbitri!!!!!

  201. ANTONIO says:

    GLI ARBITRI SONO PAGATI… POVERI RAGAZZI CHE HANNO IL PESO 13/14… E DOVRANNO ASPETTARE LE 20 PER GAREGGIARE SPECIE LE CATEGORIE 81/90/+90 …

  202. ANTONIO says:

    quando ci sarà l’aggiornamento per la BASILICATA e MOLISE e se ci sono i qualificati di diritto del LAZIO? GRAZIE

  203. nino says:

    spero che al peso i giudici rispettino ilpeso giusto e non come le finali degli esordienti 2013 dove sono stati accettati atleti che pesavano 1 o 2 etti di piu’ del peso dichiarato.

  204. Marco Bottinelli says:

    La domanda secondo me é: avevamo bisogno di questo esperimento? Non si vedeva a priori che stiamo andando a piè sospinto verso il caos ed il ridicolo? Chi partorisce queste idee geniali lavora in questo settore ? I danni sono già evidenti prima di iniziare, punticini per il voto distribuiti a pioggia,facilitazioni geografiche e sopratutto incertezza per la macchina organizzativa con disagi sicuri per gli atleti e per chi sul campo lavorerà per dirigere e coordinare la gara. Tutto per……….qualche migliaio di euro di iscrizioni in più, 300 atlete in più sono sonanti 3000 euro, ci mancavano veramente ?
    Non era più semplice alzare magari il numero delle qualificate (anche 1 su 2) e accorpare le qualifiche in gironi che dire nord-est, nord-ovest,centro,sud,isole o altro sui generis in modo da salvare la dignità delle qualifiche e fare una pur minima selezione portando a Roma ragazze che seppur meno dei colleghi maschi qualche sacrificio lo avevano fatto per arrivare li (alla faccia della parità tra i sessi).
    Forse queste mie sono banalità ma di fronte a questi ultimi interessanti esperimenti tutti possiamo davvero sentirci liberi di esprimere completamente le ns. osservazioni.

  205. Silvano says:

    grazie per gli aggiornamenti.
    se riuscita a mettere on line i risultati definitivi sareste grandissimi.
    Grazie

  206. Io says:

    Il secondo dei 90 kg è Lorenzo Lucci 🙂

  207. Zanesco Claudio says:

    Come non condividere l’attenta analisi, dirò anche che se qualcuno a Roma vociferava che il tutto è nato da una riunione in uno stage invernale due capodanni fa, devo smentire, la maestra Alessandra Di Francia non aveva chiesto l’ammissione alle finali di tutte le donne, ma una rivalutazione del criterio di selezione per gli assoluti e la conquista della cintura nera in campo femminile. Se invece la scelta è dovuta ad altre ragioni allora chiedo scusa per l’intervento

  208. gianluigi giorda says:

    Sicuramente la scelta di qualificare tutte le ragazze di diritto alla finale non é stata delle più felici.
    Ma guardando i numeri iniziali delle qualificate mi domando : ma in Italia sono così poche le nostre atlete praticanti ed agoniste, se così è quali possibilità abbiamo di crescere effettivamente in futuro.
    Tornando a al problema iniziale , non mi preoccuperei troppo di quante ragazze abbiano partecipato alla finale , ma bensì come mai abbiamo così poche ragazze che praticano judo.
    Colpa nostra di noi tecnici? della Federazione? dei Midia? COSA SI PUO FARE IN MERITO?

  209. GB says:

    Pienamente d’accordo con quanto espresso nell’articolo.
    Non può esistere una finale se prima non si fanno le qualificazioni. In tutti gli sport succede questo.
    Andrebbero poi riviste anche le categorie di peso assurdo avere dei pesi con 100 atlete e altre con 5.

    • andrea says:

      daccordo i pesi vanno rivisti
      i 57 e i 63 raccolgono gran parte dell’atlete ci vorrebbe una fascia intermedia

  210. Alessio LEO says:

    Quello francese e’ un gran movimento. Sono un gradino sopra.

  211. alessandro says:

    cari amici io sono una voce fuori dal coro… questa finale mi è piaciuta tantissimo e vi dico il perchè…. è innegabile che le competizioni femminili siano di livello inferiore rispetto a quelle maschili, ovvero prima di questa gara, io assistevo a competizioni che entravano nel vivo solo nelle fasi finali. questa volta oltre alle capacita tecniche, oltre alla preparazione atletica, dato il numero ingente di partecipanti è stata rilevante la capacità di tenuta mentale delle atlete, la gara è entrata nel vivo già a partire dagli ottavi mettendo alla fine in risalto davvero l’atleta più forte in tutti i sensi e offrendo in tante categorie incontri davvero belli e combattuti…ovviamente ci sono degli aggiustamenti da fare (ad esempio c’è disparita tra chi si ritrova con 90 evversarie e chi ne ha solo 4), però nel complesso a me è davvero piaciuta, tra l’altro tutto è filato liscio…se tutte le sedi, anche quelle che ospiteranno assoluti e juniores potranno organizzarsi con sei tatami, io approvo…ciaooo

  212. 8FJUDO says:

    Ma se questa scelta è stata fatta per mettere in risalto le atlete femmine che hanno tenuta psicologica e fisica per sette o otto incontri , o per evitare che le più forti rimanessero fuori per colpa di qualificazioni in regioni molto competitive ( solo questi possono essere i motivi per cui è stata fatta questa scelta) Allora si dovrebbe fare anche con i maschi.
    Poi questa decisione, come quella dei 4 minuti per le donne senior , sono discriminative!

  213. pat says:

    penso che non è una conquista ciò che ti viene regalato quindi le qualifiche devono esistere
    che il judo femminile sia in discesa lo abbiamo sotto gli occhi e bisogna fare qualcosa xchè ciò si inverta
    Nello stesso tempo è logico che una finale dove x arrivare sul primo gradino si debba fare 6 o 7 incontri i fattori che si mettono in gioco non sono pochi e concordo con chi dice che resistenza psicologica e fisica hanno fatto da padroni per arrivare alla fine
    ma trovo che tutto questo non debba essere fatto in una finale,belle erano le finali degl’anni 80 quando si arrivava in 24 ed erano sicuramente la crema del judo e non erano solo x donne (che è descriminante ) ma x tutti allo stesso livello
    si sono visti poi i risultati che hanno prodotto ,un judo di livello internazionale con grandi risultati

  214. Zanesco Claudio says:

    Vorrei aggiungere a questa bella discussione che sono veramente sconcertato dal potere dell’arbitraggio, soprattutto la mancanza di dialogo fra arbitri, cosa che prima avveniva, e la decisione unilaterale dell’uomo al video, è veramente una cosa che non trovo giusta, anche perchè le analisi al video non sempre comportano una valutazione sulle dinamiche

    • amministratore says:

      Ritengo che l’analisi al video sia uno strumento importante di SUPPORTO agli arbitri. Non e’ lo strumento principale su cui prendere le decisioni. Ogni strumento deve essere utilizzato nella maniera corretta e non si puo’ nemmeno pretendere – a mio parere – che senza un minimo di formazione gli arbitri siano in grado si utilizzarlo al meglio.

  215. Zanesco Claudio says:

    ma c’erano Italiani a Parigi?

    • amministratore says:

      C’erano 15 italiani in rappresentanza della FIJLKAM a Parigi in quel week end, ma erano lottatori, li’ per un grand prix molto importante di lotta!

      Nessun italiano ha preso parte al grande slam di judo, purtroppo.

  216. carmine says:

    Sabato 1 Marzo trofeo juniores-seniores. Ovviamente si parte dai 60 kg..Una settimana fa eravamo qui che si discuteva sull’inutilità (in quanto i numeri sono infimi ed irrisori) di certe categorie (40-44) femminili con numeri, ai campionati italiani, ridicoli. Però per gli uomini, per questo torneo che sarebbe anche per junior, si parte dai 60kg.. Boh..Comincio a credere che ci siano pesi e misure diverse per i maschi e le femmine…

  217. SONIA says:

    Credo che bisogna cambiare qualcosa anche nella gestione dei “talenti” che fanno sacrifici e spendono migliaia di euro x raggiungere i risultati di cui poi si fregia l’intera nazione
    la spesa media di una famiglia che porta il proprio figliolo fino alla laurea e di circa 100000 mila euro x una famiglia che ha anche un atleta ci vanno circa il doppio senza contare gli spiccioli
    e il ns sistema ( era l’unica alternativa negli anni passati)è ormai opsoleto
    in paesi dove lo sport non è considerato un benefit x pochi ma un bene sociale si lavora in modo diverso
    es. lasciando i ragazzi nei propri club di origine ai quali viene passato uno stipendio x il mantenimento che gli permette di continuare ad allenarsi e naturalmente far crescere i compagni,(ci sono raduni più numerosi durante l’anno della nazionale e gli allenatori vanno nelle società di appartenenza) ,con la propria esperienza
    non credo che paesi come la Francia non siano da emulare magari si può variare qualcosa ma sicuramente i loro risultati in tutti gli sport ci dovrebbero far pensare
    Quel’è la parte più importante del gruppo sportivo ?avere la possibilità di allenarsi ma anche di avere poi un posto di lavoro
    Quindi xchè non pensare invece a lasciare gli atleti nelle loro società e poi utilizzare il grande bagaglio che sono riusciti ad ottenere con anni di lavoro,magari nelle scuole ecc.ecc?
    Mi auguro che l’avvento del presidente Malagò che già ha utilizzato alcune varianti quando era presidente del nuoto aiuti a far cambiare le cose come lui e solito dire “lo sport può aiutare la ns nazione ad uscire fuori dalla crisi” io la penso nello stesso modo
    sarebbero risolti i problemi sollevati dai vari sindacati dei gruppi militari, che mi vedono moralmente vicino ed hanno sicuramente ragione
    certo che fino a che non si risolve la questione i gruppi sportivi militari sono l’unica scappatoia ,anche se forse bisognerebbe gestirli in modo diverso
    Si potrebbe creare un unico gruppo……….e si dimezzerebbero i costi
    insomma sicuramente ha ragione ASAPS dobbiamo anche cambiare in funzione dei tempi e delle situazioni REALI
    QUINDI ……………….

  218. Susy says:

    E’ una proposta interessante… poi va considerato che in questo modo non ci sarebbero costi di struttura, quali vitto, alloggio, il costo per tanti tecnici, eccetera, e lo Stato risparmierebbe tanti tanti soldi per poter fare la stessa cosa, forse anche per poterla fare meglio di ora. Per rispondere alla domanda posta: si, secondo me esistono tanti altri modi. E sopratutto grazie Italia Judo per averci invitato tutti a parlare e a scambiarci idee su questo aspetto 🙂
    numeri uno!

  219. silvio says:

    discussione interessantissima e il tema va affrontato. a mio avviso ci sta la sperimentazione, anche perché ha sollevato una questione importante com’è quella del sistema di qualificazione, che comunque va rivisto tenendo conto di tanti fattori: per esempio in quelle regioni che già qualificano pochi atleti ed atlete un sistema interregionale darebbe possibilità di un maggior numero di partecipanti e quindi di qualificati/e e la qualità sarebbe senz’altro più alta.
    Assolutamente d’accordo infine sul rivedere alcune categorie di peso, soprattutto quelle più basse, per le quali spesso ci si trova con troppi pochi atleti a contendersi il titolo: in certi casi troppo facile…
    ciao

  220. rocky4 says:

    buonasera..volevo dare la mia personale opinione su questo argomento…
    La realtà dei gruppi sportivi la si puo’ immaginare ma viverla è un po diverso..io credo che non sia adatta a tutti, sopratutto per i gruppi sportivi che obbligano a cambiar posto, cambiar allenatori, cambiar abitudini… cose che fino ad allora ti hanno permesso di vincere, cose importanti per far si che arrivasse una richiesta da parte dei gruppi militari… per tanti ragazzi è la svolta, mentre per altri solo una brutta parentesi (e potrei farne mille di esempi)..
    io credo ci debba essere una giusta via di mezzo, cioè se un atleta non è pronto a fare un cambiamento radicale ed i risultati lo dimostrano, se ha bisogno di avere al suo fianco la sua famiglia o il suo primo allenatore o chi per esso è giusto metterlo in condizione di avere un alternativa.
    chiusa questa parentesi, per non andare troppo fuori tema, la mia opinione è che nei gruppi sportivi ci sono troppi sprechi, atleti che si barcamenano facendo una o 2 gare all’anno, senza più voglia di allenarsi ma solo di parassitare altri 3,4 0 5 anni finche’ non li prendono a calci nel sedere. Dico atleti ma potrei dire allenatori, dirigenti ed altro, chi vuol capir capisca.
    ecco questo marcio che purtroppo credo ci sia in qualsiasi altro ambiente di lavoro danneggia gli atleti che vogliono davvero emergere,g li agonisti “quelli veri”

    • alex says:

      Sono pienamente d’accordo con il tuo commento. Ho avuto esperienza nella vicina Francia in altro ambito sportivo e ti posso assicurare che non esistono per nulla gruppi sportivi militari e nonostante ciò i risultati sportivi sono di molto superiori ai nostri e con minor dispendio di risorse economiche grazie ad una organizzazione che permette di investire sul territorio e direttamente verso gli atleti e le società di appartenenza con il vantaggio di contribuire maggiormente al proselitismo ed alla promozione dello proprio sport di appartenenza

  221. Carlo Grava says:

    Il judo insegna, nel suo complesso, che con il miglioramento del corpo e della mente si migliora la societa’ .L’attivita’agonistico sportiva crea le condizioni di stimolo al miglioramento della societa’ e quindi il rifiutare o limitare tale possibilita’ significa limitare lo sviluppo social, come del resto vale per lo sviluppo culturale attraverso un sistema scolastico contorto e malgestito in Italia quanto il sistema sportivo……..MANCANO I SOLDI?….. se il sindacato non solo di polizia, ma anche di altri organi pubblici e privati reagisse in maniera diversa dai dipendenti pubblici in questo video, forse sarebbe meglio per tutti…http://www.tzetze.it/redazione/2014/02/condonati_98_miliardi_per_le_slot_machine_i_nostri_politici_non_ne_sanno_nulla/index.html

  222. lorenzo borselli says:

    Io sono l’autore dell’articolo e mi fa piacere, da sportivo e da autore, che il tono con cui si discute della questione sia così pacato e costruttivo.
    Sono in polizia da venti anni e nonostante mi faccia un immenso piacere vedere che ci sono molti atleti che primeggiano in campo mondiale che appartengono alla mia amministrazione, mi sono sempre chiesto: che ci incastra?
    Perché un dipartimento che si occupa di sicurezza pubblica e di contrasto alla criminalità deve investire milioni di euro in strutture sportive, allenatori, trasferte e atleti?
    La risposta sarebbe scontata se avessimo soldi da buttare, ma qui non ci sono più giustificazioni. Siamo senza auto, senza benzina, senza carta (anche quella igienica).
    Io credo che le federazioni dovrebbero occuparsi degli atleti, non gruppi sportivi ai quali vanno finanziamenti a pioggia dello Stato con tutte le ipocrisie che ne conseguono.
    Grazie del contributo e perdonate la mia intrusione.

  223. Gabriele says:

    Buonasera, i Gruppi Militari sono il retaggio di un mondo che non esiste più. In una nazione in cui le città non sono pattugliate, in cui le indagini sono svolte da sempre meno persone con sempre meno tecnologie, in cui i tagli sono continui e indiscriminati, viene da sorridere ( forse sarebbe meglio dire da piangere ) di fronte ad un bando di concorso per l’assunzione di ben 37 atleti nel Gruppo Fiamme Oro. E’ evidente che lo Sport dilettantistico in Italia non ha trovato altri modi per supportare gli atleti degli sport minori ( anche se non posso dimenticare l’Alberto Tomba carabiniere con sponsorizzazioni , allora, miliardarie in lire ), ma è necessario che il Sistema cambi sulla falsariga di quello che è stato fatto in altre nazioni. Preferisco, nonostante la mia enorme passione per lo sport in generale e per il judo in particolare, 37 agenti di Pubblica Sicurezza a tutela dell’ordine pubblico che 37 atleti delle Fiamme Oro. Non me ne vogliano gli amici judoka dei vari Gruppi.

  224. SONIA says:

    che bellezza e scusate che SOGNO ……….quando in Italia si potrà parlare anche solo di un piccolo stipendio ?

    • Gabriele says:

      si un SOGNO che difficilmente potrà avverarsi in Italia….anche se la speranza è l’ultima a morire

  225. nino says:

    ho seguito la trasferta a zagabria e non riesco a spiegarmi una cosa, non so se voi di italia judo potete darmi questa risposta…
    a mio sapere per partecipare alle competizioni dell’european cup ci vogliono almeno 5 punti nella ranking nazionale, come ha fatto a partecipare il judocka Jacopo Mencarelli che ha soltano 3 punti in ranking?… grazie

    • Alessandro Comi says:

      Sono sufficienti TRE punti in Ranking e non cinque.

  226. maks says:

    Prendi esempio cara Italia..ormai siamo diventati uno dei paesi in degrado..

  227. sonia says:

    vorrei aggiungere al mio commento ancora un pensiero ,è di questi giorni che la federazione Americana ha assegnato degli stipendi ad atleti di judo xchè possano mantenersi negli allenamenti e competizioni,allora mi chiedo xchè le federazioni di tutto il mondo stanno cambiando e la ns no?perchè continuiamo a bendarci gli occhi per non vedere quello che è davanti a tutti ,le cose cambiano cambiano i tempi le esigenze e i ruoli quindi chiediamo tutti che un cambiamento avvenga anche in Italia
    importante in questo momento non è che spariscano i gruppi sportivi militari ma che si cominci a dare una deversa opportunità anche a chi non vuole andare o non può andare in un gruppo magari con borse di studio date meritocraticamente ad atleti che non percepiscono stipendi e che così possono continuare a gareggiare e studiare
    E’ utopia che anche in Italia si creino delle scuole (tipo college )dove si studia e si fa sport
    insomma è ora che tutti insieme cominciamo a chiedere che questi cambiamenti siano attivati e deve partire da noi, dagli sportivi cioè quelli che lo sposrt lo vivono tutti i giorni
    E’ la voce di tutti che potrà in qualche modo smuovere il colosso come sempre un movimento può diventare forte se tutti lo mantengono vivo

  228. Vittorio Serenelli says:

    Per pura curiosità ho provato a fare un conteggio.
    Prendendo le classifiche degli Assoluti 2012 e 2013 ho contato 59 militari di 6 gruppi sportivi militari che percepiscono uno stipendio lordo di 1397 euro. Teniamo presente che non tutti i militari arruolati hanno preso parte agli assoluti tuttavia questa cifra da un totale di oltre un milione di euro. Se a questi 6 gruppi attribuiamo 2 tecnici, 1 persona d’ufficio e il 50% di un “quadro” dirigente, viene fuori un altro mezzo milione di euro. Metti qualche trasferta la gestione dei “Centri Sportivi” il totale supera i 2 Milioni di euro l’anno per far fare Judo con le stellette. Se dicessi al DT di turno ti do 8 Milioni nel quadriennio per preparare la prossima olimpiade senza l’aiuto dei militari cosa mi risponderebbe? Sarebbe in grado di fare quello che si auspica Sonia?

  229. Claudio Zanesco says:

    E’ tutto il mondo sportivo nazionale che gira sugli arruolamenti militari, non solo il judo, quindi deve cambiare dal vertice il sistema, anni fa ad uno stage un allenatore inglese disse che i suoi atleti vivevano con il sussidio di disoccupazione qualche sterlina giusto per pagarsi le spese, ora i conti di Serenelli dimostrano che volendo si possono recuperare dei soldi ma finchè i vertici non cambiano non cambia nulla, provate a dirlo ai ragazzi del sud che ancora vedono nell’arruolamento una delle poche strade per uscire da situazione gravose, forse la risposta non sarebbe cosi contrari alla situazione attuale.

  230. sonia says:

    vorrei ricordare a tutti che i gruppi sportivi sono nati x aiutare gli atleti a sovenzionarsi x arrivare alle olimpiadi (vi ricordo proprio x parlare del sud dei fratelli abbagnale) non sono nati x dare un posto di lavoro quindi fare assistenzialismo ,e sarebbe opportuno che anche questo non finisse come tutto quello che si fa in Italia …..dai voti in poi
    per cui ribadisco che non ho nulla contro i gruppi sportivi ma credo che dovrebbero essere regolati e super visionati dal Coni (che magari dovrebbe dire la sua sulle scelte degli atleti)e poi è ora che anche la federazione dia una strada nuova a chi non è dentro oppure non vuole entrare o non se la sente e x le altre cento ragioni

    Malagò ha già affrontato (quando era presidente del nuoto) questa problemetica e ha trovato la scappatoia quindi xchè non applicare anche a tutto il resto dello sport la stessa via?

  231. Vittorio Serenelli says:

    Il mio conteggio non voleva dire che sono contro i Gruppi Sportivi Militari. Voleva solo dimostrare che ci sono delle risorse economiche “pubbliche” investite nel Judo ad alto livello. Se idealmente fossero tutte disponibili su un tavolo chi decide potrebbe re-investirle nella stessa logica attuale o pensare a soluzioni alternative

  232. sonia says:

    no ,Vittorio non ho frainteso anzi……..certo il tuo conteggio non fa altro che pensare a come un buon amministratore potrebbe gestire quella cifra facendo molto forse MOLTISSSSSIMO

  233. Claudio Zanesco says:

    bene questo è molto bene, brava

  234. Claudio Zanesco says:

    ahahaha bello, divertente, ironico, condivisibile, bravo all’autore di questo spaccato di realtà

  235. GB says:

    Un bell’articolo che dovrebbe far riflettere i vertici del judo nazionale. Spesso le “guerre” fra piccole società non fanno altro incrementare il fenomeno dell’abbandono. L’autore dell’articolo dimentica però una cosa, una delle cause principali dell’abbandono giovanile del judo è da ricercarsi nella carenza di risultati agonistici ( a nessuno piace perdere sempre ) e finchè si continuerà a far gareggiare dei professionisti con gli amatori nulla si potrà fare. Pensate al confronto fra una squadra di calcio di terza categoria e una di serie A oppure ad una corsa ciclistica fra amatori e i prof. del giro d’Italia. Anche nel judo andrebbero introdotte le gare di serie A – B ecc e solo dopo aver vinto nella categoria inferiore si potrebbe passare a quella superiore. Sicuramente tanta gente sarebbe più motivate a gareggiare sapendo di confrontarsi con dei pari livello e piano piano i migliori emergerebbero.

  236. Chiorbaciov says:

    Grazie Claudio.

    GB, non mi sono dimenticato. Però tieni conto che l’emoraggia grossa è nella fase adolescenziale, quella cioè in cui ancora non c’è distinzione fra professionisti e dilettanti (e in cui si scopre la figa).
    Detto questo, sono favorevole ad una divisione a fasce. Anzi direi che sarebbe una cosa assolutamente logica e di buon senso.

  237. Lory says:

    Condivido il pensiero di GB.

    A mio parere ci vuole un circuito locale (che in alcuni casi puo’ accorpare piu’ regioni, se pensiamo a regioni come basilicata, valle d’aosta o molise) in altri casi puo’ sussistere all’interno di una provincia, si pensi a milano e ai territori limitrofi, oppure a torino o roma. Questo circuito locale si esaurirebbe all’interno della propria zona, senza avere ripercussioni di qualificazione a livello nazionale. Con quale vantaggio? Bassi costi di spostamento, bassissimi direi, torneo accessibile a tutti, anche gli alteti non da campionato italiano, accessibile perfino a quegli ex atleti di medio o alto livello che vogliono solo divertirsi senza per forza confrontarsi con gente che si allena due volte al giorno, praticabile ogni week end all’interno della propria palestra nel 90% dei casi ( se pensiamo ad una formula andata e ritorno, e tanti tanti altri…

    Diciamo che potrebbe essere una serie c. La serie b la farei solo in secondo momento, quando dover fare la gara di judo nel week end verra’ considerata una cosa normale, essendosi diffusa questa pratica. Un progetto che dura qualche anno, con risultati sul lungo periodo. Insomma, quella che nelle aziende si chiama STRATEGIA.

    • Zecchimotosan says:

      In italia il judo è la fotocopia della politica italiana quindi è difficile intravvedere un cambiamento . Pochi eletti hanno in mano le sorti e il futuro del nostro sport in italia .

  238. berny says:

    complimenti all’articolista,
    si ragiona solo in termini agonistici, e dice una SACROSANTA VERITA’ siamo noi i detrattori della nostra amata disciplina, ci nascondiamo dietro la cintura nera o addirittura rossa e bianca e non andiamo oltre per nascondere la personale ignoranza. Ricercare la colpa di questo smacco sarebbe troppo lungo e ognuno di noi troverebbe argomentazioni in merito, quindi non ci resta che rimboccarci le maniche e lavorare, lavorare e ancora lavorare.Come lavorare, in primis modificare lo statuto, poi ricercare visibilità e il nostro sport ha una sola possibilità di visibilità quella dei campionati a squadre ( ma con andata e ritorno e dislocate nell’arco dell’anno e non la solita ammucchiata che scoccia anche a noi interessati) dando la possibilità agli atleti di tesserarsi con chi vogliono in accordo con la società di appartenenza , e arrivare a fare le finali dando il punteggio solo ai primi otto quindi trovare la soluzione che potrebbe essere punteggio a livello REGIONALE in maniera che chi sa che non passerà neanche ai 16 non va. by

  239. mimmo says:

    Un articolo simpatico. Ribadisce ciò che viene scritto e gridato da molti. Il paragone con il “ZUMBA” forse è inopportuno. Non credo che il ZUMBA debba definirsi uno sport, così come a mio avviso il calcio…che non me ne vogliano ma credo che il ZUMBA è solo un ballo ben ritmato per sudare e il calcio è un lavoro (milionario). Il JUDO si può definire sport in quanto completo, competitivo, formativo e con caratteristiche sociali uniche. Sono vicino a tutte le ipotesi proposte come tutte le nuove idee proponibili per avvicinare i ragazzi a questa nobile arte, ma se non guardiamo il futuro con occhi imprenditoriali non credo che i nostri ragazzi andranno molto avanti, se non per formazione e/o soddisfazione personale. Quante…forse troppe belle parole…ma voglio evidenziare che l’invidia…la figa…la gelosia…fare gruppo…perdere e vincere fa parte del gioco e della crescita dell’atleta e dell’uomo sportivo che si mette in gioco e vuole crescere. Tutti e tutto in questo gioco sono importanti ma nessuno o tutto è indispensabile…un atleta di JUDO può diventare campione o comunque imparare a crescere dalle sconfitte…il ZUMBA e il CALCIO non credo abbiano questa caratteristica quindi non possono essere da paragonare. A noi serve una federazione che abbia funzioni imprenditoriali e che faccia dei suoi operai (atleti) i leader…la visibilità arriverà di conseguenza.
    Passiamo alla fiction su Maddaloni…. non credo che 7 milioni di telespettatori la pensino come te anche se Padre Pio con un’altro vestito abbia fatto ciò che il maestro Gianni Maddaloni e tanti altri bravi maestri fanno giornalmente nelle loro palestre. La fiction era solo, almeno credo, un pezzo di storia sportiva e sociale italiana, dove sono stati raccontati pezzi di vittorie e sconfitte…sociali e agonistiche. Sicuramente è stato un modo di gridare al mondo che il JUDO esiste e serve a qualcosa, infatti il solo motivo di paragone e una dato che del JUDO se ne parla.
    Che buffo, nell’articolo la foto di Elio Verde, un ragazzo della periferia napoletana, un ragazzo nato dal nulla, un ragazzo che oggi è un leader del JUDO italiano e nel mondo, un ragazzo che non ha mai fatto ZUMBA, un ragazzo che timidamente ha solo dato quattro calci ad un pallone…io alla luce di questo sono fiero che mio figlio faccia JUDO anche per questo motivo…..
    In conclusione…lasciamo che i nostri amici facciano ZUMBA…lasciamo pure che facciano CALCIO… NOI siamo superiori…noi siamo judoka…noi facciamo JUDO…con o senza sudare…con o senza soldi…noi lo facciamo per il gusto di sacrificarci e crescere sani.
    ciao…..

  240. Chiorbaciov says:

    Ciao Mimmo!

    “ZUMBA è solo un ballo ben ritmato per sudare e il calcio è un lavoro milionario”. Si, lo zumba è qualcosa che non ha niente a che vedere con lo sport, ma ha più successo di noi nonostante lo scopo sia tenersi in forma. E NO. Il calcio è uno sport, con I suoi valori. Lascia perdere la serie A e gli ultras: solo il numero di tesserati UISP toscani supererà quello della Fijlkam. Non semplifichiamo le cose.

    “Passiamo alla fiction su Maddaloni…. non credo che 7 milioni di telespettatori la pensino come te”. E menomale! L’articolo è ovviamente un’opinione personale.

    “Sicuramente è stato un modo di gridare al mondo che il JUDO esiste e serve a qualcosa”. Verissimo. Infatti non nego questo, anzi. Solo che vorrei ci muovessimo un po’ tutti senza elemosinare attenzione mediatica (che solitamente vuol dire un basso prodotto, al di là della fiction)

    “In conclusione…lasciamo che i nostri amici facciano ZUMBA…lasciamo pure che facciano CALCIO… NOI siamo superiori…noi siamo judoka…noi facciamo JUDO…con o senza sudare…con o senza soldi…noi lo facciamo per il gusto di sacrificarci e crescere sani”.
    Certo. E poi magari ci verranno le stimmate. Noi siamo sportivi e artisti marziali come altri migliaia in altre discipline. Facciamo vedere la bellezza della nostra senza snobbare le altre 🙂

  241. 8FJUDO says:

    Lo sport è l’attività fisica , perciò il calcio è senza dubbio lo sport per eccellenza , che il judo sia migliore per completezza è scontato. Il “zumba” può considerarsi un pseudo-sport, principalmente perchè gli mancano molti aspetti dello sport come quello competitivo. L’articolo è davvero divertente da leggere, e sono molto d’accordo soprattutto sul fatto che la maggior parte di chi lascia il judo lo fa per divergenze all’interno della sua palestra. Verissimo

  242. SONIA says:

    credo che la cosi detta emorragia non sia da imputarsi a molti fattori se non a quello principale La ns federazione deve cambiare le regole
    deve cambiare i sistemi di gareggiare e soprattutto deve dare ai suoi giovani il modo di mettere a frutto gli anni che passano nelle palestre
    se si facesse qualcosa x aiutare i giovani a guadagnarsi dei soldini credo che molti ,in questo momento resterebbero.
    quando in una società ci sono i senior la stessa riesce ad avere anche più junior xchè sono trainanti e da esempio
    sono d’accordo che debbano (come era in passato e come è ancora all’estero vedi la francia) esistere le divisioni dentro le quali tutti gareggiano prima a livello regionale (e magari sono i comitati che devono trovare il modo di premiare questi atleti ) che poi potranno se lo vogliono e hanno le prerogative passare nelle divisioni successive
    ricordo a tutti che da quest’anno i campionati Italiani a squadre cambieranno introducendo proprio le divisioni A/B e vediamo come finirà

  243. SONIA says:

    aggiungo solo un pensiero
    in Italia deve soprattutto cambiare l’idea dello sport
    non è un optional ma qualcosa di istruttivo e utile alla comunità
    oltre che alla prevenzione
    si dovrebbe dividere le società (come nel nominato calcio) x serie e che ognuna faccia la propria parte
    chi si specializzerà nelle categorie più basse (es. la serie D del calcio la promozione ecc.ecc )e chi farà la serie A
    anche perchè così facendo si potrà regolamentare meglio i vari passaggi da una società all’altra magari senza che la prima ci perda e ci guadagni solo la seconda non crede?

  244. Bonfy says:

    Ottimo articolo, la colpa dell’emorragia nelle palestre è assolutamente tutta nostra, mi ritrovo spessissimo a dire: “si faccio judo” e il mio amico/conoscente di turno mi risponde: “anche io facevo judo da piccolo, sono arrivato fino a cintura verde” se va bene, altre volte si fermano prima !
    Ma scusate di chi è la colpa se un bambino di circa 8/10 anni smette a cintura verde…no di certo colpa della figa (almeno spero!).
    Colleghi tecnici e società prendiamoci le nostre responsabilità, se non sappiamo trasmettere il judo ai nostri piccoli judoka è solo colpa nostra, dire diversamente è come se un agonista dice che ha perso per colpa dell’arbitro…
    Certo il calcio non aiuta a diffondere il nostro sport, ma siamo judoka dobbiamo essere capaci di affrontare le situazioni ostiche!
    Anche il rugby 10 anni fa non l’ho conosceva nessuno e non possiamo dire che l’Italia eccella in questa disciplina, ma è comunque molto seguita!
    In conclusione, diamoci da fare e buon lavoro a tutti quanti !!!

  245. Mirko says:

    Vi lamentate di fare meno notizia dello Zumba !! Per non citare sempre il calcio! Ma poi che fa la federazione??? Posso anche capire i poveri giornalisti che non possono seguire tutti gli sport…… Ma dove le possono prendere le notizie sul nostro judo … Che ancora oggi il sito della regione lombardia non ha pubblicato i qualificati juniores!! Sito non aggiornato con i risultati dei ragazzi da oltre un anno!! Non ci sono nemmeno i risultati dei grand prix !!!! Tantomeno i qualificati cadetti di pochi mesi fa!!! Mentre se si vuole conoscere il risultato della partita della nostra squadra oratoriale che gioca in terza categoria cj si mette due secondi!!!! Quindi invece di lamentarsi che lo Zumba è poi conosciuto che comincino le federazioni regionali a fare più risalto almeno con i propri siti….. Aggiornandoli!!!

    • Gabriele says:

      Il sito del comitato della Lombardia é quanto di piú penoso esista. Peró aggiornano continuamente i calendari delle attività regionali ( per forza sono sempre sbagliati e da rettificare ).

  246. GB says:

    Come giustamente sostiene qualcuno, la perdita di ragazzi in palestra è anche colpa di noi insegnanti che non sappiamo stimolare l’interesse e la passione per uno sport.
    E’ impensabile continuare a creare aspiranti allenatori,, maestri ecc che molte volte acquisiscono questi titoli senza la necessaria preparazione. Ovvio questo porta soldi attraverso i corsi di “aggiornamento” obbligatori. Che dire poi dei tanti dan regalati grazie alle conoscenze è scandaloso. Un ottimo esempio viene dagli Amici del judo, ma ovviamente i vertici federali non li riconoscono e sapete il perchè? Semplicemente per la paura del confronto.
    Lo sport si è evoluto ma in tante società gli allenamenti sono nelle mani di persone rimaste all’età della pietra che nulla sanno e neppure vogliono sapere cosa sono le nuove metodologie di allenamento, questo annoia i praticanti che così si rivolgono ad altri sport.

  247. Gennaro says:

    Non ci sono solo otto tipi, di cui stare attenti.
    Noi siamo così.
    ASCOLTA QUESTA…..
    Metafora.
    Del giorno.
    Non esiste una regola assoluta.
    C’era una famosa storiella su un leone che s’imbatte in un gregge e con sua sorpresa trova un leone tra le pecore. Si trattava di un leone cresciuto nel greggio da quando era cucciolo. Belava come una pecora e si muoveva come una pecora. Il leone si diresse dritto verso di lui, e quando il leone- pecora si trovò di fronte il leone vero, si mise a tremare come un fuscello.
    Il leone gli disse: >> Cosa fai in mezzo a queste pecore?>>.
    Il leone-pecora gli rispose: >> Sono una pecora>>.
    E l’altro; >>Oh, no che non lo sei. Adesso vieni con me>>.
    Portò il leone-pecora fino a uno specchio d’acqua e disse: >>Guarda!>>.
    Quando il leone-pecora vide il proprio riflesso nell’acqua emise un potente ruggito. In quel momento si trasformò, e non fu mai più lo stesso.
    Noi siamo, cosi fin quando non scopriamo noi stessi.
    Al mattino quando ci svegliamo, dobbimo guardarci allo specchio.
    E porci la doamanda?
    Chi sono io… cosa voglio io.
    Quanti di noi si pongono questa doamanda?
    Lascio a voi la risposta.
    Felice giornata.

  248. Cristina says:

    Con i miei compagni di judo abbiamo individuato un’altra simpatica categoria:
    Il “vorrei, ma non posso” : colui che dopo un mese di allenamenti ne passa subito dopo 3 per fare riabilitazione.
    Questo per chi, nonostante l’età, gli infortuni e gli acciacchi vari, è innamorato del judo e non perde occasione di tornare sul tatami, costi quel che costi.

    • Chiorbaciov says:

      O il fragile, quello che fa le stesse cose del “vorrei ma non posso…” perchè ha la soglia del dolore di una bambina di due anni 😀

  249. Gennaro says:

    Complimenti.

  250. Gennaro says:

    Ottimo da poter fare formazione. Oggi quello che manca e la formazione. E come dice un detto: senza formazione non crei l’azione. Felice Giornata.

  251. SONIA says:

    manca cmq la categoria “chi si fa il cul……” sono quegli atleti che non mancano mai ,dopo ogni competizione cmq sia andata sono in palestra a ricominciare o a migliorarsi a seconda dei risultati
    che non sentono oppure hanno obbiettivi così forti da bay-passare il dolore e continuano in nome di una passione che non conosce dolore,fatica,delusioni,gioie
    solo un AMORE x questo ns pazzo pazzo sport

  252. Najda says:

    Grande Gennaro, bellissimo spunto per riflettere sul judo, sulla vita, un po’ su tutto…

  253. alessio bonechi says:

    I Predestinati:sono coloro i quali,fin da piccoli,nelle movenze e nei colpi sono judoka nati per questo sport,poi magari nel crescere,li perdi per strada..non tutti fortunatamente.

  254. GB says:

    Aggiungerei una nuova categoria: ” I lecchini” sono solitamente cinture nere con tanti dan arrivati non per merito, ma per grazia ricevuta ( senza esami oppure con esami farsa ) avendo utilizzato bene la lingua.

    Sul tatami girano guardando dall’alto al basso ma se qualche cintura gialla chiede delle informazioni non rispondono perchè sono troppo importanti.

    Con la lingua sanno spiegare in qualche modo tutte le tecniche ma non sanno metterne in pratica neppure una.

    • Chiorbaciov says:

      Giusto GB.

      E’ quella categoria che fa le cadute rialzandosi su un ginocchio. E ne ho visti parecchi.

  255. Antonio says:

    Il “millantatore” mi ha fatto tornare alla mente un personaggio che ebbi modo di scovare qualche anno fa negli Stati Uniti. Per lavoro mi ero trasferito in Colorado e qui iscritto ad un club. Gli amici locali mi parlarono da subito di un grande campione italiano che dopo aver rappresentato l’Italia alle Olimpiadi di Seoul si era trasferito li e aperto una palestra. Vi lascio immaginare la mia perplessità nel cercare di ricordarlo tra i nostri titolari di allora (Cattedra, Gamba, Fazi, Venturelli). Cercai di rimediare alla mia ignoranza consultando gli archivi FILPJ dell’epoca ma ahimè manco nelle classifiche degli assoluti lo trovai.
    Purtroppo non mi concesse mai l’occasione di chiedergli un autografo…

  256. brhddebsbs says:

    …se definisci timide le ragzze di fakeagent….

  257. giuseppe says:

    Vorrei riflettere sullo streaming.
    Sabato verso le 12,30 durante le finali c’erano solo circa 180 connessioni. Mi sembrano poche. Se si riuscisse ad incentivare di più forse la federazione potrebbe giovare di piccoli spot e trovare nuovi sponsor.
    Belli i commenti di Marchetti e Bruyere in evidente difficolta con la regia proprio per il sovrapporsi di alcune finali.
    esisteranno statistiche più precisire per studiare il fenomeno e creare spazi commerciali anche in qst senso?

    • Carmine says:

      Certo le connessioni erano 180 perchè non si può riprendere solo, salvo sporadici cambi, solo una categoria di peso.

  258. judoka says:

    l’altro giorno ero presente e ho combattuto soli 2 incontri…..bella gara, ma francamente ho visto gente perdere 2 shido vs 1 shido……bah nuove regole altro sport…..facciamo sumo se nn si può uscire….

  259. Vascellari Gianpietro says:

    Tanti i commenti dopo questa finale nazionale, ma su alcuni punti penso sia utile fare alcune riflessioni. Per prima cosa e’ ormai evidente l’ inarrestabile flessione qualitativa e soprattutto quantitativa del Judo nazionale. Se i Senior sono ormai scomparsi nella più’ totale indifferenza, la stessa cosa sta gradualmente avvenendo anche per gli Junior e continuando su questa strada è’ solo questi e di tempo ma cominceranno a calare anche i Cadetti. Vi sembrano tanti i quasi 500 Juniores che hanno rappresentato il meglio d’ Italia a Fidenza? Ma ci rendiamo conto che in campo internazionale riusciamo ormai ad essere competitivi solo con i Cadetti? Insomma vogliamo porre dei correttivi ad un sistema che non produce numeri ne’ risultati , o preferiamo far finta di niente continuando a nasconderci dietro ad un fatalismo che non seve a nessuno? Se le grandi riforme proposte consistono nel concedere agli insegnanti in gara il “diritto di parola” attraverso un loro rappresentante che per quanto possa essere bravo non è materialmente in grado di seguire contemporaneamente tutti gli incontri su cinque tatami, dove pensiamo di andare? Pur ringraziando la buona volontà’ e disponibilità di chi cerca di farsi nostro interprete in gara, penso proprio che la direzione non sia quella giusta. Invece di snellire e rendere più’ efficiente l’ organizzazione delle gare, le stiamo al contrario appesantendo con una serie incredibile di “responsabili” e “commissari” di tatami, di gara e quant’ altro possa staccare sempre di più’ le competizioni dalla realtà di un Judo agonistico sempre più’ difficile oneroso e poco gratificante per atleti e società. Invece di motivare e meglio organizzare la”linfa vitale” di quei pochi atleti e Società’ che ancora se la sentono di affrontare il sempre più’ difficile percorso agonistico, si fa esattamente il contrario. Lacci e lacciuoli si aggiungono infatti ogni giorno di più, a cominciare da un regolamento arbitrale che per essere compreso richiede ormai corsi di preparazione che anche in questo caso ottengono il solo l’effetto di allontanare ancor di più’ il pubblico di non addetti ai lavori dalle nostre gare. Qui mi fermo, perché sono talmente tante le cose che andrebbero affrontate e discusse con la massima urgenza pe togliersi dalla palude nella quale stiamo sprofondando ogni giorno di più, che queste mie poche osservazioni sono ben poca cosa.

  260. berny says:

    scusate, ma dove erano i rappresentanti Federali la domenica a già impegnati con comunioni cresime o per la gita fuori porta, ,vergogna non c’era nessuno anzi vi erano i due non rieletti che hanno incarichi di lustro ma di certo non rappresentano la Federazione. Partendo da questo cosa dire al M° vascellari che ha pienamente ragione,ma scusate, con tutto il massimo rispetto per la commissione, ma la riunione fatta è solo per i pochi e certo questo ormai consueto e ridicolo indire riunioni il venerdi sera sul luogo di gara è semplicemente ridicolo e mi meraviglia che tecnici, allenatori e dirigenti vi prendano parte facendosi prender per il CULO e quando c’è vo ‘c’è vò. questo basta per dire come siamo ridicoli noi e chi vul il suo male pianga se stesso.

    • nicla says:

      Caro Berny,
      non solo condivido il tuo disappunto,
      ma aggiungo anche che questa é la evidenza che i nostri consiglieri non solo sono lontano dalla gente e quindi dai judoka, ma si sentono lontani da tutti noi.

      E’ un dato importante affinché ognuno rifletta, la prossima volta…

  261. Carmine says:

    ….”Lacci e lacciuoli si aggiungono infatti ogni giorno di più, a cominciare da un regolamento arbitrale che per essere compreso richiede ormai corsi di preparazione che anche in questo caso ottengono il solo l’effetto di allontanare ancor di più’ il pubblico di non addetti ai lavori dalle nostre gare….”Questo dice il Maestro Vascellari. E riassume in questo tutto il problema che c’è alla base del problema. Regole assurde che sono l’esatto contrario delle regole di solo un anno prima. Regole che i tecnici in palestra si affrettano, con notevole spirito di sacrificio(usi obbedir tacendo e tacendo morir..chiedo scusa all’Arma per l’accostamento)a far capire ed applicare. Con il risultato che il giorno della gara, la maggior parte delle novità partorite dalle fervide menti della federazione, rimangono al 90% inapplicate. Dispiace per quel 10% rimanente che ha subito senza potersi ribellare decisioni arbitrali nettamente in contrasto con decisioni(sullo stesso tatami)avvenute in precedenza. Quando si vogliono complicare le regole ad uno sport di una semplicità estrema, le conseguenze sono quelle esplicitate dal Maestro Vascellari.

  262. Marco Bottinelli says:

    LE FINALI DEL DENTRO TUTTE, LE FINALI DI TANTI CADETTI A MEDAGLIA O MOLTO COMPETITIVI (MA DOVE ERANO GLI JUNIOR NEI 55 KG MASCHILI),LE FINALI DELLE 180 CONNESSIONI VIA WEB, LE FINALI SENZA PUBBLICO (FATTA ECCEZIONE DI QUALCHE PARENTE STRETTO, MA MOLTO STRETTO ) SONO STATE A MIO AVVISO UN ALTRO PASSO SUL VIALE DEL TRAMONTO DI QUESTO SPORT ALMENO IN ITALIA.
    UN VIALE CHE PARTE DALLE PALESTRE SEMPRE PIU’ VUOTE ,ATTRAVERSA GLI ABBANDONI PRECOCI (TANTI) TRA CADETTI E JUNIOR E ARRIVA A FINALI DI CUI NESSUN ORGANO DI STAMPA SI E’ ACCORTO DELLO SVOLGIMENTO. SARA’ L’ABBRACCIO MORTALE DEL CALCIO E DI ALTRI SPORT PIU’ DI MODA, SARA’ LA NS. IN CAPACITA’ DI RINNOVARCI (30 E ROTTI ANNI DI CONTINUITA’ NON SONO POCHI) MA TRA POCO DA NOI IL JUDO…… SARA’ UNO SPORT PER VECCHI (E VAI CON I CAMPIONATI MASTER)

  263. lol says:

    Ahahahahah…bellissime questa idee..meglio queste delle ultime che hanno messo..non è più judo è diventato davvero un gioco di abilità..vince chi riesce a far prendere più shido all altro,in 2 minuti riescono a dare 4shido e a buttare nel …. tutti i sacrifici che un atleta fa..ma fatemi il favore Altro che premiare la tecnica..

  264. alexis says:

    il cerchio di fuoco, belve feroci che scorazzano fra i tatami, e considerato che è vietata la presa alle gambe, far combattere le ragazze in slip con relativa sponsorizzazione sul fondo schiena

  265. sardus says:

    Come non condividere molte delle osservazioni riportate nel forum. Aggiungo solo una cosa: si diceva, perlomeno hanno cercato di convincerci, che con il nuovo regolamento sarebbero aumentati gli ippon, la spettacolarità del judo per renderlo maggiormente fruibile ai “non addetti”. A Fidenza quello che si è osservato sono stati numerosi incontri terminati, vinti, con uno shido di vantaggio. Ma chi le stila le statistiche che dicono che gli ippon sono veramente aumentati? Io ho osservato solamente un esasperato tatticismo mirato a far prendere la sanzione all’avversario. Poveri arbitri, che devono ogni giorno assumersi responsabilità a volte su valutazioni poco chiare anche a loro!!

  266. Alessio LEO says:

    In tempi non sospetti avevo proposto l’ingresso di uno spettatore sorteggiato a caso in un punto altrettanto casuale del tabellone.

    Ma la federazione non mi ascolto’.

  267. Vascellari Gianpietro says:

    Di proposte per vivacizzare lo sport che qualche coraggioso ha definito il più’ bello del mondo se ne possono far tante, ma non è’ di certo mettendo i combattenti in gabbia o con i petardi in gara che possiamo invertire lil lento ma continuo abbandono del Judo agonistico. Tutti i cosiddetti “rimedi” fino ad ora non hanno fatto altro che accelerare l’ allontanamento di atleti e pubblico dalle gare di Judo. I motivi sono tanti e per sentirli basta andare in una qualsiasi gara ed ascoltare i commenti (a microfono spento)dei pochi insegnanti rimasti in trincea a lottare per far sopravvivere il nostro sport. Il problema vero e’ però’ un altro, perché basta chiedere a chi brontola e si lamenta di farsi avanti che l’agitarsi delle mani si spegne ed ogni bocca si chiude improvvisamente. In altre parole l’ italico male del ” ci pensino gli altri” o del ” tanto non cambia nulla” per non parlare del ” meglio non esporsi con opinioni che potrebbero non piacere a qualcuno” e pienamente presente anche nel Judo come in qualsiasi altro ambiente del nostro paese. Un banale esempio su mille, che chiunque potrebbe citare nel normale vivere quotidiano, l’ ho avuto proprio nella recente finale Junior, dove al mattino è’ stata ufficializzata in una riunione con i rappresentanti di Società, la presenza di un rappresentante degli insegnanti tecnici quale tramite col settore arbitrale. Dopo aver raccolto al mattino le più’ disparate lamentele non tanto per la buona volontà’ di chi si prestava all’ennesimo volontariato federale non retribuito, ma per la concreta impossibilità’ di seguire contemporaneamente quanto accadeva su ben cinque tatami, mi aspettavo che almeno uno di quelli che si erano lamentati alzasse la mano per dir la sua. Alla classica domanda finale ” c’ e’ qualcuno che desidere chieder qualcosa? ” nessuno però (come in ogni altra occasione) ha però alzato la mano o aperto bocca. Che ci sia bisogno di qualcuno che si esprime l’ho però’ visto subito dopo, quando ho stimolato i presenti che stavano per andarsene con alcune personali osservazioni in merito. Le osservazioni sono state infatti subito condivise da più’ d’ uno, con un assenso riassumibile nella proposta alternativa di un “rappresentante di collegamento” per ogni tatami. E’ solo un piccolo ma significativo episodio della rassegnazione trasversale che dilaga nel settore agonistico, ma che potrebbe trovare sponda solo a livello di vertice, con la nomina o meglio l’elezione di ” Pietro Micca” votato al sacrificio personale pur di arrestare il lento ma fino ad ora inarrestabile declino del Judo agonistico.

    • GB says:

      Hai pienamente ragione. Mentre i “vertici” continuano a pontificare dicendo: il nostro è lo sport migliore,siamo i più bravi ecc ecc” Gli altri ridono e ci soffiano tutti i tesserati. Il judo agonistico così com’è non è più attraemte per la maggior parte dei ragazzi del giorno d’oggi. E la federazione, i delgati provinciali ecc ecc cosa fanno? Pensano alle gare Master come se questo fosse il futuro.

  268. pietro andreoli says:

    Io credo che l’argomento vada invece affrontato in maniera seria se vogliamo che il Judo non abbia i problemi che ha avuto la Lotta. Tempo fà ho mandato un articolo che è stato pubblicato con alcune mie proposte per renderlo più spettacolare aumentandone le proiezioni durante gli incontri. Forse sarebbe il caso di pubblicarlo di nuovo per averne il parere dai tecnici e dei praticanti.

    • pietro mellone says:

      concordo pienamente su quanto l’amico Andreoli ha pubblicato tempo indietro. Vorrei sicuramente regole meno penalizzanti per gli atleti,mi riferisco per es. alla squalifica per aver toccato sotto la cintura,e meno contorte per il sempre assente pubblico, ma anche vorrei che in palestra si insegnassero tecniche e comportamenti di judo,non solo il modo per vincere subito il torneo del quartiere.Trovo poi assurdo che si possano ancora fare gare dove un genitore,magari neanche appassionato di judo, porti il proprio figlio ad una gara alle otto di mattina, vederlo prendere un ippon al primo incontro alle due del pomeriggio , salire in macchina e tornare a casa alla sera….tutto cio’ poi nel caos della gara.E’spettacolo questo?

  269. gb says:

    I propongo questo:
    1) Valide tutte le tecniche codificate nel gokyo
    2) Valide tutte le prese senza le inutili complicazioni del regolamento di oggi.
    3) dividere in combattimento in due riprese da 2 minuti e 1 minuto di recupero.
    4) abolire la partecipazione di atleti alle finali nazionali senza la fase di qualificazione ( per evitare che tanti “super” si vantino di nulla ) che fanno sembrare le finali gare da oratorio.
    cosa ne dite?

    • Gianlu says:

      Apparte per i tempi di ripresa va bene 🙂

  270. GB says:

    Sempre molto interessanti i tuoi articoli. Si nota molta ironia ma condita ogni volta da un fondo di verità. Fantastici comunque sono quegli allenatori che si lasciano traviare dai genitori dei loro atleti i quali spesso non hanno mai messo un piedi sul tatami.
    Sfortunati quei ragazzi che si alleano in queste società dove continueranno ad illuderli dicendo frasi del tip: ” Sei trai favoriti della categoria” peccato però che vengano eliminati al primo combattimento.

    • Chiorbaciov says:

      Grazie GB.

      L’ironia ha sempre una base di verità.

  271. Marco Montanari says:

    Sono da circa trent’anno un judoka discreto..da qualche anno insegnate tecnico…e da solo qualche mese padre!!! Tutto vero quello che c’è scritto nell’articolo ma è anche vero che io mio figlio nelle mani di CERTI insegnanti tecnici non lo metterei nemmeno morto…meglio che cambi sport allora!!! E’ facile prendersela sempre con i genitori ma qualche volta bisognerebbe buttare un occhio anche dentro le palestre!!

    • Chiorbaciov says:

      Ciao Marco!

      Discreto? Non fare il modesto 🙂

      Hai ragione da vendere. Dammi il tempo. Scriverò un post anche sugli insegnanti. Ma forse ne servirebbero anche due o tre…

      • Marco Montanari says:

        😀

    • Prai8Team says:

      Già… Anni fa vidi un genitore (un padre) cacciato dall’allenatore perchè stava non solo cazziando ma stracazziando il figlioletto di 6/7 anni perchè aveva perso contro una bimba.
      Ma ho anche visto più di una volta un “tecnico” (vorrei evidenziare le virgolette) stracazziare un suo piccolo atleta perche’ non ha vinto l’incontro. E stracazziare vuol dire che lo stava insultando. E in quel caso certo che io (genitore) mi metto in mezzo, mandando io affanculo tecnico e (forse) judo, a meno che, giustamente, non sia mio figlio a farlo prima di me.

  272. sonia says:

    sicuramente in molti casi le tue parole sono veritiere,e spesso i genitori si vestono da allenatori ,cercano il riscatto personale e riversano sui figli le loro carenze eccecc.
    E’ anche vero però che senza di loro noi allenatori non avremmo atleti quindi credo che anche in questo caso debbano essere educati così come educhiamo i ns atleti
    Naturalmente dipende tutto dall’onestà di chi sta dall’altra parte della barricata
    Spesso proprio gli allenatori non sono preparati quindi l’ ORCO GENITORE riesce ad avere la meglio
    Quindi signori Maestri siate professionalmente preparati e forse il risultato potrebbe cambiare e non illudete nessuno xchè la verità e l’onesta nella distanza pagano

  273. DMJudo says:

    Esistono pessime persone che sono inevitabilmente pessimi genitori. Ma non dimentichiamo che fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo, non esiste scuola che ti prepari adeguatamente! Le parole d’ordine, secondo la mia modesta opinione, sono pazienza e dialogo. Ricordiamo che un buon maestro è anche un buon educatore non solo per il bambino ma anche per il genitore. Ultima cosa ma non meno importante: esistono ottimi genitori che portano i figli in palestra e li seguono con passione e amore.. Non dimentichiamoci che i successi che un bambino-ragazzo-atleta-agonista sono anche merito loro!

  274. Ciccio says:

    Ciao, è la prima volta che commento, e cercherò di farlo con cognizione di causa…seguo da sempre italiaJudo, e ultimamente mi sto davvero divertendo con i tuoi articoli, ironici (tanto da poter sembrare appena fuori le righe), quanto veritieri…purtroppo la “piaga” dei genitori credo che sia una questione comunque un po’ in tutti gli sport, calcio su tutti, basti pensare ai genitori che la domenica mattina urlano ai figli di spaccare gambe a destra e a manca. Comunque il mio post è soprattutto per complimentarmi per questo articolo, che centra perfettamente il tutto, te lo dico per esperienza personale (di insegnate, non di figlio, ho la fortuna di avere dei genitori eccezionali sotto questo punto di vista) e non senza un pizzico di polemica…COMPLIMENTI

    • chiorbaciov says:

      Grazie Ciccio! Per il tema del confronto non c’è che da ringraziare ItaliaJudo per questa possibilità. Per quanto riguarda il “fuori le righe”, diciamo che ho dei confini linguistici ampi 🙂

  275. pietro mellone says:

    tante volte mi sono sentito come il genitore rompiballe dell’articolo. Mentre lo leggevo mi sono sentito in colpa per certi miei atteggiamenti,ma poi vedendo i commenti di Montanari e altri, mi sono risollevato il morale. Il Maestro deve sapersi guadagnare la fiducia ed il rispetto per poter lavorare senza intromissioni. GRAZIE per l’occasione di confrontarci che questa rubrica ci da’.

  276. Mirko says:

    Una domanda: il kata otoshi cosa sarebbe? Mai sentita

  277. giuseppe polillo says:

    scrivo da persona che ( per i miei figli ) è stato costretto a cambiare feudo. inizio col dire che il nuovo feudatario non voleva accollarsi i miei figli in nessun modo, per il rispetto che portava per il vecchio feudatario, ho dovuto sudare sette camicie, nonostante tutto mi ha fatto redigere domanda agli organi superiori e solo dopo la richiesta di approvazione ha accolto i miei figli.
    non ha promesso niente di quello che dite sopra anzi l’unica cosa promessa è stata ” la mia palestra è aperta tutti i giorni per chi si vuole allenare ” non è facile per ragazzi di 10 anni sobbarcarsi ogni giorno 90 km. se lo fanno è per l’amore di questa disciplina e non certo per rancori su altre persone, la federazione ha accolto il tutto perchè non ha voluto magari perdere tesserati.la stessa federazione conosce i vecchi feudatari ed i loro comportamenti, ciò nonostante non ha mai preso provvedimenti.
    P.S. dopo i miei figli dal vecchio feudo sono andati via almeno altri 15 atleti.

    • Chiorbaciov says:

      Mi chiedo come faccia un Maestro così bravo da perdere 15 atleti ad avere l’abilitazione 😀

  278. pat says:

    caro amico con questo articolo hai superato te stesso centrando appieno il vero problema del judo
    chi dice che le palestre si svuotano x colpa degli allenatori coglie in parte la problematica che và ben oltre xchè se il sistema non si evolve, andando magari a prendere quello che in altri sport da anni viene praticato e che non reputo così sbagliato quale la capacità di ogniuno di specializzarsi in una fascia di età dando poi allo stesso cavaliere la possibilità di crescere cambiando kodokan ma rimanendo fedele con il cuore al proprio, come hai saputo esprimere molto concretamente assisteremo alla fine di un movimento che x anni è cresciuto ma che da decenni è fermo .il tutto però deve assolutamente essere regolamentato da regole che solo la federazione può stabilire
    Facendo un esempio concreto vi siete mai chiesti xchè una società di calcio che gioca in promozione non tenta di arrivare alla serie A xchè non è nei suoi obbiettivi,xchè ha come primario dare foraggio alle società che fanno il campionato maggiore
    stesso sistema viene usato in quella che ormai è la nazione dalla quale bisognerebbe prendere spunto la Francia

    • Chiorbaciov says:

      Grazie.

      Quello che dici te sarebbe fattibile all’interno dello stesso Kodokan, con corsi separati ed insegnanti adatti per le fasce d’età alle quali insegnano.

  279. GB says:

    Su questo articolo si potrebbe scrivere una tesi.
    Purtroppo queste guerra stanno distruggendo il judo, ma finchè ci saranno allenatori che intralciano la carierà dei ragazzi solo per non lasciarli andare in un altro feudo non si potrà fare nulla. Contro l’ignoranza non vale ragione.
    Vivo in una provincia dove ci sono molte piccole palestre di judo ognuna con 8 – 10 atleti ma piuttosto che unire le forze per crescere continuano sulla loro strada rovinando i ragazzi e promettendo loro risultati ma mai nell’anno corrente ma nel prossimo che però non arriverà mai.

  280. micu u pulici says:

    Signor polillo, non la penso affatto come lei, Una palestra, una società ma più che altro una famiglia, possiamo anche dire che siano stati loro a inserire la propria citta nel mondo del judo, e anche con notevoli risultati, i ragazzi di cui lei parla Come d’altronde i vostri figli stessi hanno deciso di cambiare ‘feudo’ perché non si sentivano seguiti, o meglio, perché il maestro aveva fatto una scelta, la scelta tra ragazzi seri con voglia di allenarsi e ragazzi svogliati, senza chiamare nessun altro in causa, ma facendogli comunque riferimento gli altri ragazzi hanno seguito ‘la massa’ per questione di amicizia, e per non sentirsi soli. Il gesto da voi compiuto é stato di una ingratitudine grandissima, un maestro che butta l’anima per i ragazzi, che sacrifica pure la famiglia per andare a fare svariate ore al giorno in palestra, viene ripagato così? Anche da persone che non pagavano il mese? E questo vi sembra giusto… 7 ragazzi per colpa dell’ignoranza e dell’ingratitudine sono andati via, e hanno cambiato ‘feudo’ proprio per una palestra di cui il ‘maestro’ se così si può chiamare era allievo della stessa palestra, no comment proprio, la vostra ignoranza non ha limiti. Cordiali saluti, un vostro ex amico

  281. pat says:

    no quello che ho scritto è qualcosa che forse x il judo è ancora fantascienza perchè se le società si mettessero in testa che non è possibile seguire dei ragazzi in tutte le fascie di età capirebbero che si può lavorare meglio e soprattutto x il judo e i ragazzi
    nella ns palestra adottiamo da tempo questo metodo senza creare nulla di particolarmente difficile ma i ns ragazzi sono cmq seguiti da noi anche quando cambiano feudo xchè seguirli vuol dire mantenere quei rapporti che domani tornano ,e ti garantisco che è già avvenuto portando aria nuova quando si riaprono le porte di un castello che non ha mai alzato il ponte levatoio

  282. giuseppe polillo says:

    inizio col dire di essere onorato ad appartenere alla schiera degli ex amici anche se amici COMICI come lei si definisce “micu u pulice”non ricordo di averne mai avuti o meglio erroneamente di non considerarli tali, mi fa piacere che mi dia questa facoltà di ammaliare le persone e di influenzarli fino a fargli cambiare feudo.
    sono altresì onorato che mi ribadisca la stima dagli atleti-colleghi nei confronti dei miei figli al tal punto da lasciare una palestra sotto casa.
    forse la verità di queste scelte vanno cercate altrove, e come dice lei ” per non sentirsi soli”,quindi il problema esisteva e forse esiste.
    in una scuola che si rispetti tutti i ragazzi nonchè i genitori non dovrebbero gioire se il compagno perde, ( non mi riferisco alle perdite dei miei figli )
    per quando riguarda la voglia di sacrifici penso che tutti gli atleti nonchè i genitori si ricordano una ragazzina di 10 anni, TUTTE LE SERE durante il turno dei grandi invece di aspettare su dei divani accanto al caminetto, da sola si allenava a bordo tatami per ore.
    ribadisco ancora, mentre il nuovo maestro ha proibito in maniera categorica di fare alcun tipo di commento sia dentro che fuori i tatami. constato che il cabaret da voi continua.
    penso che questa disciplina “dovrebbe insegnare la lealtà, il rispetto verso i compagni e soprattutto verso gli avversari, naturalmente dovrebbe essere insegnata.
    chiunque lei sia, a proposito di ingratitudine di non essermi sentito mai ingrato nei confronti di nessuno ne quantomeno della scuola in questione offrendo più volte sia la mia persona che i mezzi di cui dispongo.
    penso infine che non si riferisca a me per i mesi da pagare in quando ho tanto da dire e sopratutto da ricevere. ciò nonostante ho messo una pietra sopra.

  283. pat says:

    Obbiettivo centrato esempio classico di come e cosa succede nei feudi almeno dai primi del 300 ad oggi
    BAY BAY

  284. GB says:

    Purtroppo queste situazioni esisteranno sempre e i poveri atleti inconsapevolmente sono le vittime.
    Comosco queste situazioni per averle vissute personalmente in una palestra del novarese. Quanto tempo buttato al vento…………..

  285. Uno dei tanti says:

    Premesso che vieterei a chiunque di cambiare palestra, una soluzione ce l’avrei.
    Una palestra per ogni atleta riceve circa 40€/mese, euro più euro meno, per un totale di circa 10 mesi/anno.
    L’atleta se ne vuole andare? Versasse le rimanenti quote che deve alla palestra per riscattare il suo “cartellino” e poter essere libero di andarsene. La societá che tessererá l’atleta proveniente da altra societá potrá:
    Farlo allenare gratis (ci credo poco),
    Pagare essa stessa il riscatto del tesseramento (d’altronde se proprio lo vuole pagasse!!!!!)
    Far pagare regolarmente la quota all’atleta infischiandosene se questo ha giá pagato dall’altra parte (d’altronde son fatti suoi se gli piace cambiare palestra….)

  286. Aurora says:

    Pagare il cartellino ha senso, ma nella misura in cui l’atleta firma un contratto che lo vincola per un determinato asso temporale.

    Cio’ significa che l’atleta viene pagato.

    Perche’ bisgnerebbe vietare di cambiare palestra? Ma stiamo scherzando? Ci siamo andati giu’ pesante con la grappa dopo pranzo in questo venerdi’ pre pasquale.

  287. Aurora says:

    Aggiungo:
    Un atleta agonista non dovrebbe di certo pagare la quota. Va in giro per l’italia e per il mondo a spese proprie (e non a spese del club come invece dovrebbe essere), fa pubblicità al club nel quale si allena e all’allenatore pure… E dovrebbe pure pagare se se ne vuole andare?

    Io con i miei soldi faccio quello che mi pare. Cosi come tu con i tuoi fai il tuo comodo.

    Discorso diverso se gli atleti fossero pagati. Non lo si può fare perché non ci sono soldi o non c’e’ la voglia o il coraggio di investire in tal senso? Allora il club o l’allenatore non dovrebbe pretendere nulla e non può pretendere nulla.

    Ma come pensiamo di rendere più popolare il judo se nel calcio, basket, pallavolo, rugby le trasferte sono pagate con tanto di pranzo e cena annesse e noi facciamo pagare tutto agli atleti (o meglio alle povere famiglie che stanno alle spalle)? Mi sapete rispondere a questa domanda?

    Cerchiamo di vedere la cosa in un punto di vista un po’ (non del tutto) più distaccato dall’INTERESSE della propria tasca.

  288. Uno dei tanti says:

    l’asso temporale è dato dal vincolo federale e il contratto lo firma quando chiede di essere ammesso (così funzionano le ASD) ad una palestra affiliata.
    Basta con l’ipocrisia. Se un allenatore segue un ragazzo in gara e magari dorme fuori e di conseguenza ci mangia pure, la quota pagata dall’atleta é giá andata….. Vi ricordo che le ASD vivono sulle quote mensili, se queste non ci sono non ci sono manco le palestre…..
    L’atleta agonista é di certo il più oneroso per la ASD, IL PRIMO quindi che deve pagare la quota.
    Cmq fatti di chi ha palestre ed atleti, io dal canto mio me ne frego altamente. Vi guardo, vi leggo e sorrido…

  289. Uno dei tanti says:

    Ah guarda cara Aurora che nel calcio e nel basket lo svincolo degli atleti funziona proprio come ho detto io.
    Ce l’hanno sì poi i soldini per pagarti la cenetta e il pranzetto dopo/prima della partita.
    Su dai un po’ meno ingenui per favore……
    Lo splendido articolo omette solo di dire che un “cavaliere in più” fa comodo al “feudo” anche perché è UNA QUOTA IN PIU…..

  290. Aurora says:

    Ma cosa c’entra e cosa stai dicendo?
    E’ vero che nel basket e nel calcio funziona come da noi il cartellino, ma nel calcio e nel basket un atleta non si paga da solo la trasferta. Nessuna trasferta.

    Ma vivi in italia o dove?

  291. giuseppe polillo says:

    a proposito di quello che mi è successo (o di quello che ho deciso di farmi succedere) inizio col dire che conservo i pagamenti delle annualità avvenute sempre in una sola rata anticipata, la federazione impone che fino ai cadetti lo svincolo avviene al 31 dicembre dell’anno in questione e come è successo a me, i punti fino a quella data vanno a confluire nella vecchia palestra ( a proposito di ragazzi seri una allieva dei 7 ha fatto podio al campionato italiano e quindi i punti sono stati attribuiti alla vecchia società). per quando invece concerne le trasferte e quindi i costi, lasciamo perdere altrimenti si scatena una bufera. penso che quando si tratta di ragazzi fino a 14-15 anni non dovrebbe esserci nessun vincolo di cartellini

  292. giuseppe polillo says:

    cosa diversa e dai juniores in poi dove l’atleta è vincolato alla società di appartenenza per quattro anni

  293. Leo says:

    Reintrodotti anche i tornei 1-2-3 dan dei vari comitati regionali!!

  294. JCR says:

    Ciao a tutti, sono un insegnante di judo per passione e un educatore per professione. Spesso mi capita di osservare dei bambini e pensare che sarebbero fortunati ad essere orfani. Credo anche però che i nostri tecnici, se non per propensione personale, non siano preparati e formati all’approccio pedagogico della nostra disciplina, nè al “tatto” da usare nelle relazioni con i genitori: come insegnanti ci troviamo in trincea, investiti di un ruolo educativo per cui spesso non siamo pronti e che viene periodicamente distrutto e ricostruito a seconda degli umori del momento. Credo che a parte gli importantissimi aspetti tecnici, che ognuno ha fatto più o meno propri nella sua storia judoistica, i corsi di formazioni e di aggiornamento dovrebbero curare molto di più l’aspetto della relazione, che è alla base della riuscita di qualunque insegnamento. Dopo 15 anni, pur sentendomi un privilegiato a causa della mia formazione personale, non ho mai assistito ad una SERIA lezione di educazione e credo che intervenendo sull’educazione e la formazione dei tecnici potremmo limitare di molto le situazioni equivoche e dannose nel nostro dojo.

  295. Chiacchierone says:

    Personalmente ritengo che il judo proprio per la ricerca della spettacolarità sta perdendo la faccia ogni giorno di più.
    Vogliono farlo diventare una stregua WWE di televisiva reminiscenza?
    Dico io… ci sono decine di tecniche meravigliose nel Gokyo e ad oggi penso che solo 1/10 sia sfruttabile…
    Un giorno arbitrando uno shiai in palestra, il compianto m° cesare mi dette ippon contro perchè mi girai al volo su seoi giustificando “siamo judoka, non circensi” e oggi invece si vede di tutto e di più.

    Nel mio gruppo, cosa devo continuare ad insegnare? Judo o altro? Perchè sinceramente ormai non lo so più!

    A questo punto gradirei una presa di posizione da parte anche degli altri tecnici e società… Non è possibile continuare ad essere solo spettatori quando invece noi praticanti, tecnici ed atleti dovremmo essere i protagonisti!!!

    Scusate lo sfogo, ma davvero non si capisce più nulla. A questo punto con il background del judo tantovale spostarsi verso il sambo, il grappling, il BJJ o altre forme lottatorie. Mi sembrano ad oggi molto meno inquinate dell’ambiente targato IJF.

  296. Chiacchierone says:

    Ma è normale che le altre discipline soffino via tesserati… Ci rendiamo conto che i sacrifici che un atleta compie durante tutta la stagione possono essere vanificati perchè se anche involontariamente la mano va al pantalone si becca la squalifica?

    Ora la mia è un’esagerazione provocatoria…Ma è normale se, capitando sempre più spesso cose come queste, l’atleta si stufa e cambia disciplina.

    Altro discorso quello del pubblico che condivido al 100% con quanto scritto nell’articolo! Bisognerebbe essere insegnanti anche di affiatamento 🙂

  297. giulia says:

    Scusatemi, ma a me sembra che Toniolo si sia fatto un bicchierino di troppo.

    Prima di tutto, e chiaro che a vincere sono i primi al mondo, altrimenti sarebbe una classifica che non rappresenta  la realta. Bella osservazione quella che chi non e testa di serie arriva piu difficilmente a medaglia… ma guarda un po.

    Forse Toniolo vuole dire che bisogna fare tante gare facili come casablnca per avanzare in classifica e poter fare qualche incontro di piu ad un europeo. Ma questo e un discorso diverso. E cmq prima o poi i primi al mondo li devi beccare. Poi, Andrea Regis e Waltewr Facente non sono giovani, per niente. Facevano le loro prime World Cup nel 2011. Sono piu di tre anni fa o mi sbaglio? Andrea Regis credo che sia al terzo o quarto europeo di fila, ha fatto anche i mondiali, forse due o tre. Ed e giovane? Secondo voi ci possiamo accontentare di fare un bell’incontro con il georgiano? Mah… che poi cosa aveva di bello questo incontro? Stesso discorso per Assunta Galeone, Edwige Gwend e Valentina Moscatt.Poi voglio precisare che Assunta Galeone ha fatto tre incontri a Tbilisi e non ha beccato nessuna di forte. La mia riflessione e che questi qua devono stare a casa e bisogna investire sui giovani veri, a loro bisogna mandare in giro adesso per raccogliere i risultati nel prossimo quadriennio. A loro serve esperienza in gare come queste, a loro serve confrontarsi con il primo al mondo e con il numero 15 e poi con il numero 30. A loro serve capire i propri limiti e le proprie potenzialita, sentirle in gara, avvertirle nelle proprie braccia e nelle proprie gambe.Poi perche a 100 kg non c’era nessuno, perche a 52 l’assenza di rosalba non e stata rimpiazzata?ad esempio con le 57kg non mi sembra che abbiamo tutta questa esperienza.. Perche gli italiani non hanno partecipato alla gara a squadre che poteva dare agli atleti la possibilita di incrementare il proprio background in termini di numero di incontri, come dice toniolo stesso. Se un europeo deve diventare come bere un caffe,mi piace come paragone, belle parole, ma allora il grande slam va fatto, proprio perche la numero 1 al mondo la devo incontrare prima di arrivare all’europeo e non all’europeo per la prima volta. E se invece il livello deve sempre crescere allora l’europeo non si fa fin quando non sono pronti. Io vedo tante contraddizioni. O sono cieca o poco vedente io, oppure lo sono gli altri. 

    • amministratore says:

      Cara Giulia,
      Innanzi tutto ti ringrazio per aver condiviso con noi il tuo pensiero. Quando abbiamo fondato Italiajudo il nostro scopo (ancora attuale) era quello di creare un luogo di partecipazione e confronto. Devo dire che le numerose mail che riceviamo, i commenti e l’interazione che i nostri articoli suscitano sono una conferma di quanto siamo riusciti nell’intento. Aggiungo che la cosa ci rende alquanto orgogliosi, tanto piu’ perche’ riteniamo il nostro lettore fondamentale.

      Ora ti rispondo al commento, invece.
      Purtroppo i nostri atleti hanno avuto quasi un anno di stop all’indomani delle Olimpiadi. In questo lasso temporale gli azzurri hanno fatto una sola gara, e solo perche’ si svolgeva a Roma, altrimenti sarebbero stati a casa anche in quell’occasione.

      Non e’ colpa dei tecnici e non e’ colpa degli atleti, piuttosto di chi ha temporeggiato quasi un anno prima di nominare un nuovo staff tecnico. Sicuramente stiamo pagando questa assenza e cio’ vale anche per chi ha esperienza.

      Io ritengo, personalmente, che bisogna lasciarli lavorare serenamente e che sia prematuro, oggi, tirare delle somme.
      Solo il tempo potra’ dirci se la strategia adottata dal Maestro Toniolo e’ vincente oppure no. Del resto nessuno ha la bacchetta magica.

      Grazie,
      Ennebi

  298. Fabio says:

    Sicuramente il mestiere del DT non è semplice, men che meno in uno sport come il Judo dove non ci si inventa e dove la lungimiranza, il sapere guardare oltre, è un’arma vincente.
    Detto questo mi viene da dire che in fondo aveva ragione il Mº Paolo Natale, e con lui altri Maestri, quando sosteneva che bisogna fare le gare all’estero, le gare del circuito internazionale intendo, compresi i Gran Prix,
    anche a costo di investire in prima persona. Investire sul proprio futuro, questo è il concetto.
    È una tendenza già sperimentata nel tennis, quando per anni l’Italia è rimasta ai margini dei tabelloni principali perché non ha saputo investire non tanto nei giovani ma sulla crescita internazionale del movimento.

  299. Luca says:

    Colgo l’occasione per intromettermi in un discorso più grande di me…
    Non ho l’esperienza del nostro DT, e nemmeno degli altri commentatori ma ho potuto constatare che oggi come non mai è fondamentale fare gli investimenti sui giovanissimi e portarli a fare esperienza all’estero. E’ quasi 10 anni che collaboro con il Dojo Equipe Bologna (vedi M° Natale) e il ritornello è sempre lo stesso : andate all’estero.
    Ma non solo per per le competizioni, anche per far maturare i nostri giovani, per farli confrontare con loro coetanei che a mio giudizio affrontano in maniera più “matura” il loro cammino agonistico. Ho ancora negli occhi e nel cuore gli allenamenti in Kosovo a casa del DT Driton Kuka e di Majlinda Kelmendi … ragazzi che “mordono” la materassina già prima di salirci sopra… e se è vero che Majlinda era la star, le altre ragazze non erano qualitativamente inferiori… chi ha avuto l’occasione di testarle a Varallo ne sa qualcosa… Credo che il discorso sia molto più ampio della sola considerazione delle gare all’estero. Occorre un percorso di maturazione concreto che va fatto con degli investimenti importanti sui nostri ragazzi.
    Chi ha la fortuna di essere stipendiato per fare judo, non abbia paura di investire su se stesso, utilizzi le proprie ferie e prenda l’aereo per andarsi ad allenare dove la gente fa fatica a vivere… sicuramente tornerà più ricco di forza di volontà e di spunti per raggiungere gli obbiettivi che a noi piacciono tanto.
    E’ bellissimo esultare per i nostri ragazzi sui podi internazionali.

  300. laura says:

    Alla luce delle dichiarazioni del DT la considerazione a voce alta che mi viene istintiva è: perché i ragazzi italiani non hanno ancora questo volume di incontri? Perchè stiamo scontando un gap di ben due anni di ritardo? Se c’è, come lo stesso DT ammette, questa presa di coscienza, che cosa si è aspettato sino ad ora per incrementare il detto gap? Bisognava aspettare fino a questi Europei? Perché i ragazzi italiani non fanno più competizioni e raduni all’estero? Eppure sono tutti professionisti, hanno tutte le possibilità (anche economiche), perché non lo fanno allora? …o forse è più corretto dire, perché non gli viene fatto fare?
    Fare gare internazionali, ritiri all’estero o solo andarsene ad allenarsi dove la gente fa veramente fatica a vivere, prima ancora che a fare judo, come il Brasile (mi ci sono allenata in due occasioni e parlo con piena cognizione di causa) è vero, ti migliora come atleta e, soprattutto, come persona. Ti dà quella consapevolezza di te stesso (come persona ed atleta) e quella forza di volontà che ti permette di andare anche oltre i tuoi limiti e più lontano ancora.
    Anch’io sono pienamente d’accordo con quanto ha sempre sostenuto il Mº Paolo Natale in proposito, quando mi ripeteva dell’assoluta necessità di fare periodi di allenamento e gare all’estero, anche quando non si è informa o non si è “all’altezza”…altrimenti come si può fare esperienza? Allenandosi e combattendo sempre con le stesse persone forse?
    Infine, mi sia concesso, non condivido affatto la presa di posizione del DT su Parigi…se i “primi judoka al mondo fanno solo i quattro Grand Slam e, forse, un Grand Prix per anno” è proprio perché sono i primi….ed i nostri ragazzi non mi pare, purtroppo, che siano i primi al mondo, quindi forse dovrebbero fare moooolte più gare e Parigi compresa.
    Insomma, laddove si può andare che si vada ad abundantiam!

  301. Alessio LEO says:

    rimane solo da risolvere il problema dei falsi universitari ai CNU e poi siamo a posto…

    • amministratore says:

      Vero, molto vero!

      E bisogna anche vedere se da qui alle Universiadi del 2015 questo criterio verra’ effettivamente rispettato, oppure se si troveranno delle valide scuse o giustificazioni per qualcuno.

      Tuttavia, sono fiducioso.

      Vedremo.
      Ennebi.

  302. Sandro says:

    Detto francamente, a me i paragoni fra gli atleti e le atlete fanno veramente ridere, perché se le gare fossero miste anziché divise in base del sesso, non esisterebbe alcuna vincitrice ma solo vincitori.

  303. Claudio Zanesco says:

    chiaro, serio, efficace.

  304. Alessio Baiguini says:

    Panem et circenses diceva Giovenale duemila anni orsono e si parlava proprio di Roma, la cosa qualche pensiero dovrebbe darlo.

  305. Maghe says:

    Beh .. un po’ esagerato 🙂 ero presente a quella finale .. ma non ricordo l’episodio della stampella .. ma forse ero distratto 🙂 pero’ al grand slam di Parigi .. palazzetto pieno .. non mi sembra che sia successo nulla .. ma potrei citarne tanti altri casi .. verissimo che i palazzetti “ITALIANI” nelle fasi FINALI sono quasi sempre vuoti .. ma credo .. mia opinione personale .. che non possiamo MAI paragonare il TIFO dei JUDOKA con il TIFO degli ULTRAS !! Ma forse sono troppo di parte quindi la mia opinione vale meno di Zero 🙂 cmq sia ViVa il Judo *MAGHE*

    • amministratore says:

      purtroppo la descrizione di chiorbaciov sull’episodio della stampella è stato fin troppo buono, le persone hanno addirittura occupato la materassina… e abbiamo perfino la registrazione che abbiamo deciso di non pubblicare.
      per fortuna è stato un episodio isolato.

      Ennebi

    • chiorbaciov says:

      Ciao Maghe!

      MAI paragonare il TIFO dei JUDOKA con il TIFO degli ULTRAS.

      Vero, semplicemente perchè i judoka sono meno. Il problema è culturale. All’estero non succedono guai alle manifestazioni mondiali neppure nel calcio. Eppure smuove 100 volte persone in più rispetto al judo. Ricorda che un palazzetto pieno è capiente quanto la curva dell’Olimpico.

  306. Fabio says:

    Questa volta non mi trovo molto d’accordo, pur se apprezzo la leggerezza e l’ironia di Chiorbaciov. Non è vero che tutto il mondo è paese. Intendiamoci il calcio ha pure sempre il suo fascino, però io sono anche un grande appassionato di Rugby e mi sono trovato a seguire partite molto sentite a livello di tifo, tipo Inghilterra Vs Irlanda. Eppure i tifosi sono mischiati e non exists il divieto di vendita delle bevande alcoliche, stadi pieni e ordine impeccabile,
    Direte che è un problema culturale….sbagliato, nel calcio si picchiano anche all’estero, provate a seguire una partita di calcio tra una squadra inglese ed una olandese….No, non accetto che si dica che tutto il mondo è paese, il problema a mio avviso è che spesso il tifoso di calcio non pratica sport, e chi non pratica sport è più portato verso la violenza gratuita, anche verbale.
    Ricordo l’episodio di Frosinone di due anni fa ma se non erro i protagonisti sono stati deferiti e condannati del tribunale federale, e comunque un episodio negativo non può essere equiparato a ciò che succede quasi quotidianamente a tutti i livelli in uno stadio di calcio.
    Quindi onore al calcio, che è seguitissimo e bellissimo però per favore non facciamo tutto di un erba un fascio

    • Chiorbaciov says:

      Ciao Fabio!

      Il punto e’ molto semplice: il tifo sfrenato non deriva dal calcio in quanto tale. Perche’ il calcio e’ uno sport proprio come il nostro. Non sto equiparando il tifo del judo a quello del calcio, ho semplicemente sottolineato come il problema sia insito nel nostro tessuto sociale, e ci riguarda tutti.

      Non possiamo tirarci fuori dai problemi solo perche’ nel nostro sport avvengono episodi sporadici: lo sono anche nel calcio. Conta quante partite degenerano in rissa rispetto a quelle che si giocano ogni fine settimana…

      La domanda e’: se facessimo ogni domenica gare a squadre (sono quelle che secondo me accendono maggiormente gli animi) ed avessimo il numero di tesserati del calcio, pensi che il nostro “essere judoka” ci renda immuni da cose come quella accaduta a Frosinone?

      Io penso di no.

      • giuseppe says:

        é vero che è un problema culturale… e la cultura la facciamo noi!!!

        Io mi impegno quotidianamente nell’insegnamento del judo, lo faccio gratuitamente e con spirito di sacrificio, cercando di insegnare ai miei atleti fin dalla più tenera età le regole e il rispetto x le regole anche se non del tutto condivise. Si insegni che l’arbitro non si contesta e che x vincere è necessario fare ippon…
        Poi faccio anche l’arbitro… con la stessa passione ed impegno con cui insegno (p.s. Vi garantisco che spesso è più difficile aver a che fare con alcuni tecnici che con i bambini in palestra)… In quest ambito noto spesso che già da piccoli si insegna il trucco e la malizia dell’atleta evoluto, perdendo di vista il bambino… Inoltre spesso gli stessi tecnici trasgrediscono le regole o hanno atteggiamenti incazzati e non danno un buon esempio ai loro atleti che in qualche caso, pochi x fortuna, rischiano di esagerare.

        X concludere, il mondo del judo deve essere unito arbitri e tecnici siamo un tuttuno e dobbiamo rimanerlo anche in gare, ognuno nl rispetto dei ruoli. L’arbitro può sbagliera, lo ammetto (spero sempre e solo non volontariamente)… il tecnico pure… e ultimamente il care system aiuta molto.

        Quindi insegnamo ed impariamo il rispetto, con la speranze che fra qualche anno avremo i palazzetti pieni anche noi…

        buon judo a tutto

  307. Fabio says:

    Io credo che siamo arrivati ad un punto da cui non si può più tornare indietro. Se il Judo italiano vuol rimanere competitivo e al passo con il resto del mondo la strada da perseguire è quella della liberalizzazione: senza se e senza ma.
    Un segnale forte può essere quello di liberalizzare il Gran Prix dell’Avana che tra l’altro è susseguente all’Open di Madrid e il costo aereo da Madrid all’Avana è piuttosto conveniente.
    Non ripetiamo l’errore della mancata partecipazione al Gran Slam di Tokio e di Parigi, la politica dei piccoli passi non paga, l’avere coraggio e voglia di rischiare paga. Un intero movimento ha bisogno di questo coraggio per rilanciarsi, un premio per i tanti atleti che hanno il coraggio di puntare su se stessi ed è anche l’unico modo per avvicinare sponsor a questo meraviglioso sport.

  308. laura says:

    Allora era corretto…liberalizzare gli accessi (anche se a spese proprie purtroppo!) a queste competizioni ed aumentare le chances per gli atleti….ecco il risultato! Medaglie! Medaglie! Medaglie!
    Ma se allora questa è, con tutta evidenza, la strada corretta, perché non aprire a tutte quante le Continental Open? Perché si continua a fare le cose a metà? Un po’ di coraggio e di intraprendenza…la chiediamo ai nostri ragazzi, ma è la classe dirigente che dovrebbe dare l’esempio per prima…sì, proprio questa nuova classe dirigente deve dare per prima un segnale! I tempi cambiano, la globalizzazione è arrivata da un pezzo e non ce ne siamo accorti (noi italiani sempre in ritardo…), il mondo è libero e di tutti.
    Infondo la Federazione non ha proprio nulla da perderci: se i ragazzi che vogliono prendervi parte dovranno comunque pagarsi da soli le relative spese…la Federazione non spenderà nulla per loro, ma, allo stesso tempo, usufruirà di tutte le medaglie che i singoli si metteranno al collo e, cosa più importante, darà la possibilità di crescere e fare esperienza a chi lo desidera sul serio ed ha deciso di investire nella propria persona!
    Allora apriamo a tutte le competizioni (…che poi, io povera ignorante, vorrei proprio capire quali sono i criteri di selezione usati dai tecnici federali, per dire alcune competizioni SI ed altre NO!). Ne consegue, di riflesso, che più gare possibili è uguale ad una maggior possibilità di fare podio e partecipare a gare del World Tour (…nonostante non condivida il criterio limitativo e selettivo di accesso alle medesime utilizzato in Italia).
    Coraggio, è ora di aprire tutte le porte…

  309. Luca says:

    “quoto” Fabio,
    credo che gli attuali freschi medagliati abbiano gli stessi diritti dei più “datati”, non può essere discriminato chi per la giovane età non ha potuto partecipare a precedenti competizioni Internazionali se ha dimostrato ad esempio di essere il detentore o detentrice del titolo Italiano ultimo scorso. Significa scoraggiare gli atleti e, come dice giustamente Fabio gli Sponsor. Più ce ne sono meglio è… stiamo parlando di ragazzi di ottimo livello preparati e che non hanno niente da temere dagli atleti di altre nazioni. Ancora : facciamoci notare sui media di qualsiasi genere dalla radio locale alle testate nazionali. E’ ora di uscire dal nostro recinto, pena l’inesistenza a livello nazionale e internazionale non dei nostri atleti ma dell’Italia come Federazione. Quando guardo in streaming le gare internazionali la prima cosa che faccio è andare a vedere quanti nostri connazionali sono scesi in campo…. sempre troppo pochi… La federazione non ha risorse? Io credo che più di qualcuno è disposto a sponsorizzarsi. Sono convinto che la strada giusta è la liberalizzazione TOTALE con la quale si potrà veramente vedere il bel judo che conosciamo . E’ bellissimo leggere le gesta dei nostri eroi su Italia Judo o sul sito federale o su FB perché in privato ho l’amicizia di questo o quell’altro atleta…. ma le testate nazionali???… martelliamole e per sfinimento pubblicheranno (magari non in penultima pagina) anche le nostre notizie.
    Ancora una cosa e chiudo… Fabio fa giustamente notare che il costo aereo Madrid – L’Avana è accettabile… non sfruttare l’occasione per chi può, sarebbe sciocco. (cercate di fare punti ragazzi!!)

  310. Leo says:

    Bravooooooo belin bravooooo!!!

  311. Claudio Zanesco says:

    Allora non sono l’unico stupido che dopo trentanni non ci capisce più niente, abbiamo fatto il giro, siamo tornati alle tattiche degli anni 80 con le aggravanti che la qualità media del judoka è diminuita ( e non venite a parlarmi delle gare internazionali, guardiamo la nostra realtà nazionale e locale) quello del care system è una troiata immensa, nata per avere una moviola in aiuto è diventata il perno di tutto, un mio amico calciofilo che ha visto una gara mi ha chiesto, ma dite di noi del calcio, ma voi quanti arbitri dovete avere per arbitrare UN incontro?

  312. alessio bonechi says:

    La verita’ e’ che gli arbitri sono diventati i veri protagonisti di questo sport e non gli atleti,di conseguenza qualcosa che non torna c’e’,poi come dice giustamente Chiorvaciov,il problema diventa eponenziale se questisono anche scarsi.

  313. Vascellari Gianpietro says:

    Mah! Io sono combattuto tra lo starmene zitto ed il desiderio di offrire un contributo all’ eterna discussione sull’arbitraggio nel Judo. Dico eterna perché è da sempre che si parla di azioni valide e non valide, di tecniche eseguite dentro o fuori all’area di competizione e chi più ne ha piu’ ne metta. Non voglio quindi perdermi nei cavilli tecnici, anche se condivido le tante osservazioni sulle ultime modifiche arbitrali. Desidero solo sottolineare due aspetti della questione. Il primo riguarda l’eccessivo potere affidato nelle mani dell’ arbitro. Il vero potere dovrebbe averlo l’atleta migliore e capace di esprimere quello che un tempo si chiamava “un bel Judo” nella ricerca dell’ippon. Se al contrario invece di porre al centro dell’attenzione il judoka si sposta lo sguardo sull’arbitro e sull’applicazione di un regolamento in continuo cambiamento, non verremo mai fuori da queste discussioni. La stessa cosa accade nella scuola o nelle istituzioni pubbliche, quando si pensa che il centro dell’attenzione invece di essere l’ alunno debba essere il bidello, l’ insegnante, il dirigente e tutta quella catena di figure create e pagate per essere al servizio del giovane studente. In modo analogo, fino a quando penseremo che debba essere il solo l’atleta ad adattarsi passivamente al sistema di regole arbitrali sempre più’ complesse, senza al contrario cercare di adattare queste ultime al miglior rendimento espressivo del judoka, non andremo da nessuna parte. L’evidente calo progressivo del numero di agonisti e’ un segnale negativo più’ che eloquente e se vogliamo arrestarlo una delle prime cose da fare sarebbe quella di semplificare le gare senza invece scoraggiare atleti e pubblico con regolamenti sempre più astrusi. Così’ facendo si spegne l’agonismo, dimenticando che col calo degli atleti sarà conseguente anche la riduzione numerica degli arbitri ed insegnanti capaci di spronare i giovani al sacrificio ed all’impegno per emergere nelle competizioni. Il secondo punto che voglio toccare e’ strettamente legato al primo, perché un regolamento arbitrale complesso allontana il pubblico dalle nostre gare impedendo la diffusione del nostro meraviglioso sport e l’attenzione dei mezzi di comunicazione. Anche qui il problema e’ sotto gli occhi di chiunque voglia assistere ad una gara di Judo. Ormai le nostre competizioni sono riservate ai soli addetti ai lavori, quali unici e soli interpreti di un regolamento arbitrale che per far capire chi vince e chi perde in una gara richiede competenze inavvicinabili a chiunque. Vogliamo quindi continuare su questa strada? Non bastano i segnali negativi che sono sotto gli occhi di tutti? Ci rendiamo conto che anche cambiando domattina le cose, ci vorrenbbero anni ed anni per risalire la china? Scomparsi da tempo i seniores dalle gare, stanno ormai scomparendo anche gli Junior e stiamo ancora a guardare senza far nulla?

  314. GB says:

    Possiamo discutere all’infinito ma una cosa è chiara questo sport sta morendo.
    Ormai a vincere è l’atleta più bravo nel far punire l’avversario, tutti ci siamo resi conto che appena ottenuto un vantaggio basta lavorare sulle prese per impedire ogni tipo di attacco. Ci si allena nelle palestre per questo e vogliamo continuare a chiamrlo judo?
    Certo che finchè ai vertici si punta sulle gare master anzichè sui giovani come fannno tutti gli sport la tendenza non si invertirà mai.
    Mi è capitato di vedere on line le gare di judo tradizionale organizzate dagli “amici del judo” bhe tanto abbiamo da imparara sia a livello tecnico che di regolamento.

  315. giuseppe says:

    da appasionato di judo, insegnante ed arbitro condivido quanto detto. Tecnicamente ci sono troppe incertezze ed un arbitro non sa mai se sbaglia o fa bene. Per chi non sa cm funziona, dovete sapere che un arbitro è giudicato da un commissario di gara o di tatami (e questi è a sua volta giudicato). Spesso l’arbitro (centrale o giudice) deve allinearsi al punto di vista del commissario del giorno. Anche li… difficile giudicare un arbitro… ma vi garantisco che si può essere giudicati molto negativamente da quael commissario e molto positivamente da un altro a distanza di 24 ore (esperienza personale). Senza considerare che spesso i commissari conducono gli incotri attraverso il care system e i giudici si allineano senza proferire parola per paura di non essere convocati per la prox gara.
    Oggi le regole federali ci hanno imposto che dobbiamo dividere le qualifiche l’arbitro è arbitro… per me è sbagliato. Noi pratichiamo judo, mi dicono che devo frequentare la palestra peressere un buon arbitro… che senso ha non poter essere anche insegnate tecnico (non dico il titolare… ma un insegnate tecnico)…. un 40enne tutto rotto che va a fare in palestra se non può insegnare.

    altro nodo cruciale è l’arruolamento degli arbitri… i grandi maestri e le grandi società hanno decine di tecnici ma non riescono a fare un arbitro. Le scuole di arbitraggio in Italia si contano sulle dita di una mano… è questo non va bene perchè si creano sperequazione siana nazionali (troppi arbitri di una determinata regione)… ma anche a livello regionale… dove 1/2 società dispongono degliarbitri migliori.

    Sarebbe da cambiare il regolamento come dite voi … ma anche la mentalità… perchè l’arbitro non è un nemico… ma colui che permette di organizzare le gare… può sbagliare e v garantisco che il più delle volte lo fa perchè siamo umani e l’errore c sta e raramente per incopetenza (per i suddetti motivi che le società non formano arbitri.

    grazie dello spunto

  316. antonio says:

    ciao a tutti, questione di regolamento del judo arbitrato,prima che la commissione arbitri fa delle modifiche ci sono i tecnici di tutto il mondo e vedono le modifiche, molto probabilmente a loro gli sta bene e vengono modificate, primo punto, alcune modifiche sono giuste ad esempio l’intervento del medico molti atleti ci giocavano, quanti atleti fanno le prese due passi e sono fuori? giusto lo shido, sul falso attacco è facile capire se un atleta fa un attacco reale o un falso attacco bisogna vedere l’uke se non ha subito nessun squilibrio è shido,ci sarebbe molto da dire sul arbitraggio ma mi fermo qui. leggevo che gli arbitri nessuno lo vuole fare, vi siete chiesto come mai ? i motivi sono tanti provate a riflettere

  317. Bucci Pasquale says:

    Come arbitro vi dico che la verità è che negli incontri di poca rilevanza in pratica ti tocca arbitrare da solo, perchè di moviole.. coi tempi che tirano ma quando si vedranno mai !!!
    Così almeno prima se facevi una cazzata, perché non eri in buona posizione oppure stavi arbitrando da ore decine di incontri, c’erano i giudici che ti correggevano.
    Adesso è peggio indiscutibilmente e pure per gli arbitri credetemi : le volte che mi è toccato dase hansoku-make perchè vedevo l’atleta che magari rispondeva con un te-guruma ad un attacco, mi faceva sentire che eraq una cosa sbagliatissima.
    Ma tant’è, c’è chi ci ha pure pensato sopra. Ad ogni modo guardate che se tirate un uchi-mata senza effettuare kuzushi, gli arbitri non sono stupidi, la prima te la posso passare ma se me lo fai una seconda volta ti becchi shido.
    E se esci su un vero attacco e non su un ancatina e magari rientri subito, come faccio a darti una sanzione ?!?! altra cosa è quando esci, avendo potuto schivare un attacco con un tai-sabaki…
    Comunque anche io sono d’accordo; per esempio, come si fa a considerare non valida questa tecnica : http://vimeo.com/67426696 ?!?!
    Difatti a riprova di ciò guardate un pò cosa è successo a Londra : http://www.youtube.com/watch?v=tBuVI167JBc&feature=related ….
    Sarò un pessimo arbitro, non c’è dubbio, ma ancora non ho capito perchè il coreano non s’è preso hansoku-make….

  318. Giampaolo magri says:

    Condivido in pieno sede non certo all’altezza di un evento che vede i migliori atleti studenti e nello stesso tempo atleti FIJLKAM che partecipano all’attività nazionale con la presenza anche di Campoini Italiani Assoluti “Ma non esiste una Commissione che prende visione delle sedi di gara ” prima di dare l’autorizzazione!
    MB Giampaolo Magri DT ASDGJKano di Foligno c Nera 7 dan

  319. Lucio says:

    Sante parole. Il judo e gli atleti sono snaturati da arbitri ignoranti, impreparati, superbi e tracotanti. Più regole e regolette mettono e più mettono in crisi questi personaggi. Mi chiedo quante volte alla settimana un arbitro studia filmati per allenare la propria capacità di valutazione: secondo me le ore dedicate a questa attività preparatoria sono pari a zero.

    • Pasquale Bucci says:

      Non siamo sulla stessa lunghezza d’onda…
      Non volevo attaccare la categoria arbitrale nè la voglio difendere adesso; fra l’altro ne faccio parte…
      No, volevo puntare più in alto : con chi ha studiato il regolamento delle gare a cui un arbitro si deve attenere (suo malgrado e sono in tanti ve lo assicuro).
      Ma tant’è, come si dice, non capisco ma mi adeguo.
      Piuttosto, come è possibile notare, il criterio di utilizzo del mezzo della telecamera non viene applicato in maniera omogenea in tutti gli incontri : in quelli importanti spesso c’e’ un’attenzione da regista maniacale, mentre in altri incontri sembra sia partita una registrazione col timer….
      Gli incontri più scorbutici e difficili non sono quelli coi campioni; lì la classe risolve di solito l’incontro e l’arbitro fa il ragioniere.
      Ma in quelli dove i due atleti si equivalgono e non hanno un grande bagaglio tecnico, è lì che si vede la preparazione e la personalità degli arbitri; che di sbagli ne fanno sicuramente, ma vi assicuro che nella grande maggioranza lo fanno in buona fede, e per 2 spicci che ti rimborsano poco più della benzina.
      Ciò che ti fa andare avanti è la passione di fare bene; una cosa proprio come quando eri atleta, non ce lo siamo scordati, tranquilli..
      Sudare ore ed ore, sacrifici ed ore tolte alla famiglia, magari vanificate da uno sbaglio arbitrale : quando me ne accorgo o me lo fanno notare sto peggio degli atleti !!!
      Ma anche io mi preparo e guardo filmati e materiale arbitrale : non è facile credetemi.
      Molto più facile è per altre figure che sul tatami non ci salgono più o raramente lo fanno; ma forse, sai com’è … dai piedistalli delle statue non si vedono bene i fili d’erba…!!!

  320. Bonfy says:

    Sapete che c’è!? E che si puó anche dire: va beh dai non facciamo i pignoli, gli scansafatiche o figli di papà che vogliono tutto super bello! E invece no, non è quella la questione! perchè a me va anche bene bene tutto, ma sabato meno male che nessuno si è fatto male se no volevo vedere come faceva passare l’ambulanza dentro il mercato! Avrei voluto volentieri filmare e mandare ai vigili come un autobulanza potesse passare tra i banchi del mercato senza causare altri incidenti o disguidi!
    Quindi non si tratta di essere pignoli o simili, si tratta di saper organizzare un campionato in un città come Milano, e non mi pare che sia una città senza le possibilità!

  321. pat says:

    non voglio assolutamente difendere la classe arbitrale ma rendere giustizia a chi sta dietro i tavoli
    1° trovo giustissimo quello che ho letto sullo studio dei filmati
    e probabilmente ha ragione chi dice che pochi(xchè secondo me c’è qualcuno che lo fa)lo fanno ma lancio una freccia e vi chiedo SAPETE QUANTO VIENE PAGATO un ARBITRO ? QUANDO VA’ BENE 50 EURO (solo quando arbitra)
    certo non è una giustificante ma poichè tutti devono vivere potete ben pensare che gli stessi uomini e donne debbano fare un ‘altro lavoro x mantenersi?
    2° Car system? Oggi x molti è diventato come la calcolatrice senza non si riesce più a fare i conti ecco poi xchè vediamo alcune scene che non ci piacciono
    3° la professionalità? allora mi chiedo xchè i vari comitati regionali non mettono a spesa di mandare i propri arbitri ecc.ecc nei vari tornei internazionali ?forse potrebbero migliorare e non pesare sempre sul conto famiglia che di questi tempi è sempre più stretto
    Per quello che mi riguarda negli anni ho cercato di inserire giovani a questa professione che se fatta bene può elevare la categoria e potrei dire che ci sono riuscita almeno il tempo me ne darà conto
    Certo le parole si sprecano regolamento che cambia sempre (seguo le gare e molto spesso sono ai tavoli e posso dire che è un problema più degli istruttori che dei ragazzi) ma questo non è così allarmante il judo deve evolversi e cambiare ma sopratutto deve cambiare l’idea di come gestire il judo

  322. Nino Vitanza says:

    Minchia !

    Non E Che Sia Stato Un Caso Di Soldi, Che Come Al Solito Succede In Italia ?!

  323. antonio says:

    tutto giusto quello che ai scritto,ai dimenticato gli ufficiali di gara, che hanno dovuto affrontare molte difficoltà a partire dal care-sistem senza radio trasmittente poco spazio dietro ai PG atleti e pubblico (pochi)sopra ai tatami area di sicurezza zero, tavoli troppo vicino al tatami, il regolamento dice che ci deve essere almeno 50 cm di sicurezza.

  324. lallo says:

    e che dire che non c’era neanche la possibilità di comprare un panino o una bottiglietta d’acqua all’interno della struttura, passi anche per il caffè, ma si è contribuito a fare arricchire la bancarella del mercato davanti all’entrata che ha applicato prezzi non convenzionati e che ai ragazzi (ricordiamoci studenti) ha aggravato ulteriormente sulle proprie tasche oltre al viaggio ed al soggiorno. Tengo a precisare che la bancarella si è presentata anche la domenica ed era la sola. Forse un caso? e per completare non ho visto un scontrino di cassa. Mahhhhh. e l’organizzazione dove era?????? Grazie per quanto avete contribuito a far si che a Milano questo sport sia stato considerato solo un’evento. Se avveniva in un paesino sperduto sulle montagne sicuramente avrebbe avuto più importanza.

  325. Rox says:

    Lallo, se posso vorrei smentirti, la bancarella applicava prezzi più che regolari, per essere un bancarella, 1€ il caffè, 1,8€ la lattina… Non è per fare polemica o la precisina ma giusto per non fare di tutta l’ erba un fascio, che poi il palazzetto dello sport non era un palazzetto, e che non c’era la dovuta sicurezza; su questo siamo tutti d’accordo!

  326. Fabio says:

    Premetto che non ero a Milano ma chiunque, che conosco, vi è stato ha testimoniato lo stesso stato di abbandono e disorganizzazione.
    Ora secondo me l’indigazione è importante ma se rimane circoscritta fra noi è questo splendido sito conta poco, lasciatemelo dire. Se vogliamo che queste cose non capitino più occorre che il CUS Milano sia oggetto di critiche e lamentele ufficiali da parte degli organi competenti, come anche da parte dei singoli. Occorre far capire la nostra forza. Poco importa se lo stesso è capitato anche ad altre federazioni, oggi come oggi occorre sempre più la capacità di trasformare un problema in un’opportunità.
    Far sentire le ragioni del judo al CUS Milano e ai CUS territoriali è secondo me il primo passo per evitare che queste cose non capitino più.

    • laura says:

      Mi associo completamente con il tuo pensiero Fabio…è come lamentarsi al vento. Se urli solo, per quanto tu possa farlo forte, ma poi non agisci di conseguenza (non so con lettere, raccolte firme, articoli sulla stampa ecc ecc) è come se non avessi fatto nulla…poi si sa, a voce gli italiani sono tutti bravi ma ad impegnarsi a mettere nero su bianco (con un documento scritto o un articolo), il che vuol dire metterci la faccia, ce ne sono veramente pochi!

  327. Fabio says:

    Sinceramente non riesco a capire il senso di questa politica dei piccoli passi, del “vorrei ma non posso”. Liberalizzare da una parte ma al contempo bloccare la partecipazione a tornei come Parigi, Tokyo o, ora, L’Avana. Non riesco a capire se è mancanza di coraggio, semplice prudenza o…….paura. Paura che il processo di cambiamento si compia. E non c’è dubbio che si compia, perché in questo mondo globalizzato non siamo più solo noi a scegliere. Questo i club civili più grandi credo che oramai lo sanno ed è per questo che devono muoversi a sostenere il cambiamento che, si badi bene, a mio avviso non va a scapito dei club militari, è solo un modo nuovo di vedere le cose.
    Tocca agli atleti, più che ai dirigenti, ora fare i passi necessari affinché il processo di cambiamento e di vera liberalizzazione anche in Italia finalmente si compia.

  328. laura says:

    Già in altri articoli si è avuto modo di esporre la questione “liberalizzazzione” (subito ed a tutte le competizioni) ed oramai siamo tutti daccordo sul fatto che sia la SOLA strada percorribile per: fare più esperienza, essere più competitivi, essere più visibili, essere più appetibili ed allargare, anche e di conseguenza, la base dei praticanti…perché forse non ce ne siamo accorti, ma la contrazione degli iscritti è in corso da tempo…ed è proprio sulla base, quella fatta da “comuni” civili, che, a differenza del recente passato, si dovrebbe investire maggiormente per il bene di tutti, militari compresi…(ed anche le recenti medaglie lo hanno confermato).
    Ed oggi, che finalmente con il sistema Interforze (…nonostante un nome tutt’altro che azzeccato, a mio sommesso avviso!) è stata data un’OPPORTUNITA’ proprio a questi “comuni” civili…ora non ci sono più scusanti, saranno proprio loro, atleti-tecnici-dirigenti civili, i responsabili del loro destino!

    Quindi, cari club civili e soprattutto cari atleti, non accontentatevi come sempre delle briciole, non aspettate che le decisioni per voi siano prese da altri (“Cosa decideranno i responsabili delle squadre militari?” si legge nell’articolo) siate voi padroni della vostra vita judoistica e fatevi sentire…quale occasione migliore di questo allenamento “aperto”? Partecipate dunque ed esprimete il vostro pensiero costruttivamente, anche se non condiviso e non capito, per il bene di questo meraviglioso sport è necessario un pò di coraggio e di intraprendenza anche da parte dei “comuni” civili. E’ sotto gli occhi di tutti il processo di cambiamento che si stà avviando, i grandi club civili ed i gruppi militari probabilmente lo hanno già compreso…e voi?

    • laura says:

      …forse anche qualcun altro ha compreso, ricollegandomi a quanto poco sopra detto, apprendo di recente l’iniziativa del COMITATO REGIONALE (sicura espressione della miriade di operatori – atleti tecnici dirigenti ecc. ecc. – CIVILI) EMILIA ROMAGNA, che si sarebbe fatta carico dei costi di soggiorno per gli atleti della propria Regione che fossero andati a combattere a L’Avana o ancora quello del VENETO che offre un soggiorno gratuito in Giappone ai propri agonisti disponibili alla trasferta…
      Nonostante queste lodevoli e, soprattutto, concrete iniziative (che chiaramente indicano il cambiamento in atto) si continua a bloccare (…per quale motivo poi nessuno lo ha mai spiegato!) la partecipazione a tornei come Parigi, Tokyo, L’Avana e perciò si continua in modo evidentemente “discriminatorio” ad inibire la libera iniziativa e la libera circolazione, si continua ad impedire il proprio progresso tecnico/formativo (quel famoso background di cui gli atleti italiani sono carenti secondo anche il DT Toniolo e che quindi dovrebbe essere implementato bla bla bla…) e, in alcuni casi (se non erro anche nel caso dell’L’Avana), si impedisce anche la possibilità di vincere premi in denaro (…che in questo periodo non può essere considerata secondaria). Questioni tutte sicuramente problematiche ed in parte trattate anche dalla Corte di G. della C.E.

  329. GR says:

    Fabio sono d’accordo con te, difficile è avere coraggio.
    Siamo un grande gruppo e insieme la forza di proseguire su questa strada che tanti credono renderebbe questo sport con valori più credibili ma se ci sono dei blocchi troviamo la strada interrotta e non c’è più continuità. Si deve partire da zero o prendere la deviazione.
    I civili sono un gran numero di persone e tra tutti anche valide e potrebbero dare grande crescita a questa disciplina. Tuuti insieme per progredire in amicizia e mutua prosperità

  330. lallo says:

    Speriamo che queste nostre indignazione vengano lette da persone autoritarie e che agiscano per il bene dei nostri ragazzi.