Mondiali: parola al DT Toniolo

Mondiali: parola al DT Toniolo

Alla vigilia del mondiale di Chelyabinsk, Italiajudo ha intervistato il DT azzurro Raffaele Toniolo. Oggetto della conversazione gli imminenti mondiali e alcune criticità della stagione che Chelyabinsk va virtualmente a concludere. Buongiorno maestro. Lo scorso mese è stata formalizzata la squadra che prenderà parte ai mondiali in Russia: quali sono stati i criteri utilizzati nella [...]

Pubblicato da AC il 22 ago 2014 in Monza

Alla vigilia del mondiale di Chelyabinsk, Italiajudo ha intervistato il DT azzurro Raffaele Toniolo. Oggetto della conversazione gli imminenti mondiali e alcune criticità della stagione che Chelyabinsk va virtualmente a concludere.

Buongiorno maestro. Lo scorso mese è stata formalizzata la squadra che prenderà parte ai mondiali in Russia: quali sono stati i criteri utilizzati nella composizione della rosa?

In questo momento quella selezionata è la squadra migliore che l’Italia può schierare a Chelyabinsk. Io e i tecnici Pino Maddaloni e Dario Romano, ci siamo trovati completamente d’accordo su questi nomi: d’altronde si tratta di atleti che hanno dimostrato di potersi piazzare nei primi sette – e qualcuno sul podio – in Grand Prix o Grand Slam.

Qualcuno ha recriminato la mancanza di alcuni atleti tra cui i medagliati ai recenti Continental Oen…la strada per Rio è comunque aperta?

Chi non sarà al mondiale in Russia non è affatto escluso dalla corsa olimpica! Vorrei che questo punto fosse chiaro una volta per tutte…ci sono diverse motivazioni perché alcuni ragazzi non sono in rosa: c’è chi manca ancora dell’esperienza giusta per affrontare un mondiale senior e chi sta tornando alla grande ma deve “carburare meglio”: ogni cosa ha il suo tempo. Molti dei ragazzi che non parteciperanno al mondiale avranno l’occasione di mettersi in gioco al Grand Prix di Zagabria e lì potranno accumulare punti importanti per la corsa olimpica.

A Chelyabinsk parteciperete alla gara a squadre?

No, non abbiamo la squadra completa..ci saranno occasioni anche prossime in cui l’Italia tornerà a giocarsi anche nelle competizioni a squadre

Cosa rappresenta questo mondiale per gli azzurri: un banco di prova o una tappa verso Rio?

Tecnicamente parlando non è un banco di prova: tutti sono preparati ed hanno dato il massimo per arrivare al mondiale con tutte le carte in regola per fare un’ottima gara ma questo non è un esame da superare…la strada per Rio è fatta di molte tappe e questa è una di quelle: non significa non dare peso al mondiale, piuttosto significa considerarlo nell’ottica di un percorso di crescita di ciascun atleta verso Rio.

Giappone, Francia e Russia? Chi si giocherà il primato nel medagliere?

Beh, non sottovaluterei neanche il Brasile …comunque il Giappone dovrebbe prevalere, ma non si sa  mai…

Dopo questo mondiale saremo a metà strada nella corsa verso Rio 2016: come procede il lavoro verso quell’obiettivo?

Abbiamo intensificato i raduni anche con un maggior sforzo economico per avere più occasioni per lavorare coi ragazzi e per farli incontrare ad alto livello: lo scorso mese, con la collaborazione del Kyu Shin Do Kai Parma e del Comitato Regionale Emilia Romagna, abbiamo organizzato un allenamento con la partecipazione delle nazionali di Polonia, Svizzera, Belgio, Austria e Slovenia ed è stato molto positivo. Succeseju-53329sivamente la preparazione si è concentrata al nostro Centro Olimpico ed ha visto la partecipazione tra le altre, delle squadre di Svizzera e Grecia: sono occasioni di confronto molto proficuo per tutti i nostri atleti. Dopo il mondiale le gare sono tante ed il nostro compito oltre a rafforzare la posizione dei sei atleti che oggi risulterebbero già qualificati per Rio, è quello di riuscire a migliorare la posizione in Ranking degli altri ragazzi per qualificare le altre categorie. Infine, nell’ottica dello sviluppo dei giovani, stiamo cercando di dare spazio anche a chi può cominciare a maturare esperienza in vista del quadriennio successivo.

Il lavoro impostato fino ad ora ha puntato ad allargare il gruppo dell’élite azzurra: se dovessimo fare un pronostico, quanti atleti puntiamo a qualificare per Rio?

Come sai io ed il mio team puntiamo sempre al massimo e cioè a qualificare un atleta per ogni categoria di peso. Credo che sia verosimile attendersi che potremo arrivare a qualificare dagli 8 ai 10 atleti. In questo momento, come dicevo prima, sono qualificati in sei: quattro ragazze e due ragazzi .

Al momento attuale quali sono i vostri punti di forza e quali aree possono essere migliorate?

Sembrerà banale ma è tutt’altro che scontato: il punto di forza è l’entusiasmo dello staff tecnico al completo e degli atleti…l’Olimpiade è un obiettivo grande e stiamo lavorando come squadra per arrivarci al meglio; il punto su cui ci stiamo impegnando a migliorare è invece quello di riuscire a comprenderci meglio come staff, conciliando il background di ciascuno per una maggiore omogeneità del nostro lavoro.

E’ un dato di fatto che la liberalizzazione dell’attività internazionale sia uno dei migliori strumenti per la crescita del judo azzurro, sia di vertice che giovanile. Nei mesi scorsi c’è stata un po’ di polemica relativa alla possibilità o meno di liberalizzare tutte le gare internazionali. Qual’è la posizione della direzione tecnica a tal proposito?

Il programma uscito in dicembre 2013 prevedeva la liberalizzazione di sette Continental Open per i maschi e di sei Continental Open per le femmine. A queste si aggiunge anche l’apertura del Gran Prix di Rijeka e lo scorso mede quella del Continental Open di Miami. Se consideriamo anche che sono aperti tutti gli OTC e le European Cup direi che le occasioni per mettersi in mostra non mancano certamente. Sono convinto che ogni atleta debba fare un percorso, ecco perché ci sono dei vincoli alla partecipazione alle Continental Open e ai Grand Prix. Ad esempio trovo assurdo partecipare ad una Continental Open senza aver fatto una medaglia in Europan Cup! Un’altra cosa assurda secondo me e non sfruttare la partecipazione agli OTC che permettono una crescita da tutti i punti di vista. Fare gare serve sicuramente ma se mi alleno anche con continuità a certi livelli sicuramente rendo meglio.

Ritornando a maggio, i Campionati Nazionali Universitari di Milano furono pressoché disertati dagli atleti professionisti: alla luce delle indicazioni sulla selezione per le Universiadi 2015 il prossimo anno avremo un CNU del livello di un assoluto?

Credo di si, i criteri che il responsabile delle squadre Universitarie ha comunicato sono stati concordati proprio per questo.

Prima dell’estate un nutrito gruppo di senior ed una buona selezione di giovani tra under 23 e junior è volata in Brasile per prendere parte ad alcuni training camp internazionali: qual’è il bilancio di quell’esperienza?

Assolutamente positiva sia per il tipo di allenamento fatto, sia per gli sparring trovati (numero e qualità) e sia per il rafforzamento della relazione che ci lega a questo paese che ospiterà i prossimi Giochi Olimpici.

Gli scorsi mesi è stato nominato un coordinatore delle selezioni regionali nel contesto degli allenamenti interforze: qual’è il significato di questa nuova figura e come si pensa di integrare l’attività delle regioni con quella della nazionale?

Gli Allenamenti Interforze da anni rappresentano una grande possibilità di trovare molti partner ed una qualità di allenamento molto alta. Se questi allenamenti, come già fatto di recente, vengono aperti anche ai Comitati Regionali che possono mandare al nostro Centro Olimpico validi atleti, è chiaro che la crescita si registra per tutti. All’interno di questi allenamenti c’è bisogno di una figura che funga da punto di riferimento per tutti gli atleti non militari che arrivano ad Ostia. Il Consiglio di settore ha pensato al Maestro Paolo Natale che mi sembra la persona più adatta allo scopo.

Toniolo_Bar 2012Dopo i mondiali senior sarà la volta degli junior con l’europeo di Bucarest e col mondiale di Miami. Ad oggi la scelta di accorpare questa fascia d’età con quella senior si sta rivelando efficace o potrebbe essere rivista?

Non credo che il problema sia se gli junior si allenano o meno con i senior ma nel far crescere questi ragazzi con allenamenti mirati e con esperienze internazionali che li possano far arrivare preparati al passaggio con i senior.


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