Gwend nell’Happy Meal Sport Team!

Gwend nell’Happy Meal Sport Team!

McDonald’s ha lanciato il suo team olimpico per promuovere lo sport tra i bambini: in squadra con l’oro di Sydney Massimiliano Rosolino, la ginnasta Carlotta Ferlito e il triatleta Alessandro Fabian anche Edwige Gwend! A pochi giorni dal primo Grand Slam azzurro di Baku, Edwige è infatti sbarcata a Milano con i compagni dell’Happy Meal [...]

Pubblicato da AC il 9 mag 2014 in Milano

McDonald’s ha lanciato il suo team olimpico per promuovere lo sport tra i bambini: in squadra con l’oro di Sydney Massimiliano Rosolino, la ginnasta Carlotta Ferlito e il triatleta Alessandro Fabian anche Edwige Gwend!

A pochi giorni dal primo Grand Slam azzurro di Baku, Edwige è infatti sbarcata a Milano con i compagni dell’Happy Meal Sport Team, una squadra d’eccezione con cui McDonald’s si rivolge ai giovanissimi: non solo hamburger e patatine dunque, ma un progetto di promozione della salute attraverso lo sport.

La missione della nostra judoka sarà quella di avvicinare i bambini e le loro famiglie al Judo durante i camp estivi, i laboratori e i grandi eventi di piazza che puntano a coinvolgere oltre 10.000 bambini in 27 città italiane.

“E’ la nostra bodyguard  – ha scherzato Rosolino alla presentazione di Edwige – io sono ogni giorno che le mie figlie si mettano a fare2014-05-07 16.28.44 judo, ma loro non c’è verso di farle combattere: se non gli metto la gonna non escono di casa.” “Eppure – ha commentato Edwige – al di là degli stereotipi, il judo è uno sport adatto sia ai maschi che alle femmine: il contatto fisico ti da coscienza di te stesso, ti da maggiore sicurezza…è uno sport completo e che prepara alla vita.”

Abbiamo intercettato Edwige tra un autografo ed una sfida improvvisata sul piccolo tatami allestito al ristorante McDonald’s in piazza Duomo a Milano in occasione della presentazione dell’Happy Meal Sport Team.

Edwige, cosa c’azzecca una judoka con McDonald’s?

Non è un binomio impossibile! Per chi è costantemente a dieta – e non è il mio caso – resta un miraggio, d’altronde ogni atleta sa quando può entrarci e quando è meglio starci alla larga. Il “problema” per noi judoka non è non mangiare da Mc prima della gara: il problema è quando ci entriamo dopo la gara!!!

Scherzi a parte, il progetto in cui sono stata coinvolta è davvero interessante: la nostra partecipazione ai camp estivi, ai laboratori e ai grandi eventi di piazza ha l’obiettivo di condividere il sogno di Rio 2016 con i bambini e le loro famiglie: il nostro compito è quello di  promuovere lo sport ed educare i bambini ai suoi valori.

Mangi da McDonald’s? Qual è il tuo panino preferito?

Si capita! Adoro il Crispy McBacon!

Parlando d’altro, una parola sul tuo europeo? Gerbi e Ozdoba?

Non c’è molto da dire, poteva andare decisamente meglio. Agata Ozdoba mi ha sorpreso: la sua gara è stata un exploit inatteso e in finale mi ha proprio fulminata. Yarden è indubbiamente un’atleta di alto livello, forse sta faticando a sostenere il peso della responsabilità del suo titolo mondiale…Il judo spesso non si allinea ai pronostici e alle aspettative ed i più forti possono rimanere a secco, battuti da atleti meno esperti.

I prossimi obiettivi?

Domani (l’intervista è stata realizzata mercoledì 7 maggio 2014, NdR ) raggiungo  i miei compagni che sono partiti in queste ore per il Grand Slam di Baku. Dopo quello sarò all’OTC di Antalya con le altre ragazze. A fine mese comincia il periodo di qualificazione a Rio: è alle Olimpiadi che si guarda ma aspettiamo di capire quali saranno le indicazioni per la squadra.

Gwend McDonald'sQuesto week-end sarà davvero impegnativo per il judo azzurro: cadetti, junior e senior saranno impegnati in ben quattro appuntamenti europei. Che idea ti sei fatta della liberalizzazione dell’attività internazionale?

Indubbiamente è una cosa positiva perché permette di confrontarsi fin da giovani ad alto livello: questo significa fare molta esperienza ed è fondamentale per puntare in alto. D’altronde occorre anche confrontarsi con un budget che la fa da padrone e probabilmente costringe molti a fare delle rinunce. I club stanno facendo molto in questo senso…certo dispiace non avere dei budget tali da consentire una maggiore tranquillità anche in vista delle Olimpiadi.

Quelli appena trascorsi sono stati giorni tristi per lo sport italiano, macchiato dagli episodi scabrosi dell’Olimpico: che idea ti sei fatta e che responsabilità abbiamo come sportivi?

Spero che l’Italia abbia il coraggio di combattere con decisione queste dinamiche assurde: a partire dal calcio che guardano tutti ed ha un grande responsabilità. In Europa ci sono esempi positivi da cui prendere spunto, l’Inghilterra per esempio dove negli stadi giocatori e tifosi oggi sono quasi a contatto. Come sportivi abbiamo il dovere di trasferire la nostra passione, il nostro talento: ci sono valori che si imparano soltanto attraverso la pratica e non con troppe parole e lo sport è uno strumento vincente per insegnarli.

Per saperne di più visita la pagina di Studio Ghiretti


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