Matteo Marconcini argento iridato: è il terzo italiano nella storia

Matteo Marconcini argento iridato: è il terzo italiano nella storia

Matteo è in finale ai Campionati del Mondo, impresa riuscita solo ad altri due italiani e potrebbe essere proprio lui il primo azzurro ad aggiudicarsi il titolo del mondo. Purtroppo l’outsider Wieczerzak, che prima di oggi non aveva mai vinto un torneo del World Tour, infrange il sogno di Matteo e di tutta l’Italia: con uno strangolamento costringe Matteo ad accontentarsi – si fa per dire – della medaglia d’argento iridata. Murakami esulta: “Sono davvero molto contento perché finalmente dopo 8 anni di digiuno, l’Italia conquista di nuovo una medaglia in un campionato del mondo”. Anche Roberto Meloni è giustamente soddisfatto: “Che emozione! Questo risultato dimostra le grandi capacità judoistiche e mentali di Matteo ed è anche frutto di un grande lavoro di squadra all’interno del Gruppo Sportivo Carabinieri ed anche all’interno della Nazionale italiana, a cui vanno i miei ringraziamenti.”

Foto: 100judo.com

Pubblicato da Ennebi il 31 ago 2017 in Budapest

Matteo Marconcini, 28 anni di Arezzo, è il vice campione del mondo nella categoria al limite degli 81 kg. Come lui solo Ezio Gamba (per ben due volte) e Francesco Bruyere. L’Italia festeggia la sua prima medaglia ai Campionati del Mondo di Budapest 2017 grazie alla brillante prestazione di Matteo Marconcini, che vince 5 incontri, fermandosi solo per mano del tedesco Wieczerzak, grande rivelazione di questi campionati del mondo.

Ripercorriamo il suo percorso.

Al primo incontro Matteo fa fuori il montenegrino Srdjan Mrvaljevic con facilità, imponendosi di waza ari conseguito grazie ad un o uchi gari avvenuto a pochi secondi dalla fine dei tempi regolamentari. L’incontro fino a quel momento era stato molto equilibrato.

Al secondo turno eliminatorio si ripete un incontro già visto a Rio lo scorso anno tra Matteo e il belga Joachim Bottieau. L’esito non cambia, ancora una volta l’atleta toscano ha la meglio. L’incontro si chiude al golden score, dopo che l’atleta belga, allenato da Damian Martinuzzi, è riuscito ad uscire da una immobilizzazione per tre volte. Alla terza, Matteo ne approfitta per eseguire una leva articolare al braccio e portarsi l’incontro a casa.

Al turno successivo l’aspetta il padrone di casa, il numero 3 al mondo Attila Ungvari. Il ventottenne ungherese non si è mai piazzato sul podio di una kermesse iridata e vorrebbe farlo sotto gli occhi del proprio pubblico. Peccato che Matteo Marconcini gli nega l’impresa a suon di waza ari di seoi nage. Ed in quest’occasione, subito dopo la vittoria con Ungvari, Matteo ripete quel gesto che abbiamo già visto in diverse occasioni, tra cui le Olimpiadi di Rio 2016, e cosi scaglia metaforicamente una freccia al cielo.

Dopo una quindicina di minuti, arriva il momento dei quarti di finale con il mongolo Otgonbaatar. Matteo domina: prima si porta in vantaggio di waza ari, poi chiude d’ippon, anche se la terna arbitrale, che evidentemente si era presa un break, lo giudica inizialmente waza ari. La tecnica è ancora una volta il suo fulmineo seoi nage. Una bomba improvvisa, cosi come il precedente tai otoshi, sorprende per la seconda volta l’atleta mongolo. Il sogno continua.

L’appuntamento è per il pomeriggio per la semifinale di Matteo con l’iraniano Mollaei. Matteo gestisce l’incontro da grande esperto e, dopo essere andato in vantaggio grazie ad un o uchi gari da manuale, lo gestisce fino alla fine dell’incontro e porta a casa la vittoria.

Matteo è in finale ai Campionati del Mondo, impresa riuscita solo ad altri due italiani e potrebbe essere proprio lui il primo azzurro ad aggiudicarsi il titolo del mondo. Purtroppo l’outsider Wieczerzak, che prima di oggi non aveva mai vinto un torneo del World Tour, infrange il sogno di Matteo e di tutta l’Italia: con uno strangolamento costringe Matteo ad accontentarsi – si fa per dire – della medaglia d’argento iridata.

Si tratta di una prestazione superlativa che entrerà negli annali del judo italiano: complimenti a Matteo Marconcini e a tutto lo staff che lo ha seguito in questi anni.

Italiajudo ha avvicinato il Direttore Tecnico della nazionale italiana, Kiyoshi Murakami, che ha dichiarato: “Oggi ero convinto che l’Italia portasse a casa tre medaglie con Edwige, Antonio e Matteo. Tutti sono stati preparati al meglio sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista mentale. Purtroppo il mondiale è una gara a se stante, lo dimostra il fatto che molti favoriti non sono arrivati sul podio. Mi ritengo soddisfatto, sono davvero molto contento perché finalmente dopo 8 anni di digiuno, l’Italia conquista di nuovo una medaglia in un campionato del mondo. Matteo è stato impeccabile e ha espresso un judo di altissimo livello. Non è ancora finita perché domani c’è Assunta Galeone. Posso tuttavia dire che oggi si pongono le basi per un quadriennio ricco di successi”. 

Anche Roberto Meloni è giustamente soddisfatto: “Quando c’è il rammarico per come sia andata la finale, vuol dire che si può gioire. Il risultato parla chiaro”  - ha asserito il coach dell’atleta aretino, che prosegue evidentemente emozionato -E’ la prima medaglia iridata che conseguo come tecnico. Sono molto contento, sia come collaboratore della nazionale sia come esponente del Gruppo Sportivo Carabinieri, che si aggiudica di nuovo una medaglia ai Campionati del Mondo dopo quella che conquistai nel 2007 a Rio de Janeiro. Che emozione! Questo risultato dimostra le grandi capacità judoistiche e mentali di Matteo ed è anche frutto di un grande lavoro di squadra all’interno del Gruppo Sportivo Carabinieri ed anche all’interno della Nazionale italiana, a cui vanno i miei ringraziamenti.”

Con la medaglia di Matteo Marconcini, l’Italia si piazza al settimo posto del medagliere provvisorio per nazioni a pari merito con la Slovenia.

 

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