Lubijana è storia: parla il DT Toniolo

Lubijana è storia: parla il DT Toniolo

Quello di Lubijana è un mondiale storico per il judo italiano: in diciotto edizioni, dal 1974 ad oggi gli azzurri hanno conquistato 13 medaglie, la prima con Ezio Gamba che fu argento nel 1976. Se nel 2000 furono due gli argenti con i giovanissimi Meloni e Bianchessi e nel 2010 due i bronzi con Basile [...]

Pubblicato da AC il 28 ott 2013 in Monza

Quello di Lubijana è un mondiale storico per il judo italiano: in diciotto edizioni, dal 1974 ad oggi gli azzurri hanno conquistato 13 medaglie, la prima con Ezio Gamba che fu argento nel 1976. Se nel 2000 furono due gli argenti con i giovanissimi Meloni e Bianchessi e nel 2010 due i bronzi con Basile e Bombara, l’oro di Antonio Esposito è il vero tassello mancante alla storia di questo  mondiale che con il terzo posto di Odette Giuffrida pareggia per numero di medaglie le due precedenti edizioni “storiche”.

 

Al termine della quattro giorni di gara individuale, abbiamo intervistato il DTN Raffaele Toniolo a chiusura dell’esperienza di Lubijana.

 

Il mondiale di questi giorni si chiude per l’Italia con un risultato storico: come commenta il direttore tecnico?

The best ever, non c’è altro da dire. Un oro – ed è storia – un bronzo e un quinto posto ci mettono in ottima luce sul panorama internazionale: significa che stiamo lavorando bene e se pensiamo che le due medaglie di questi giorni il prossimo anno saranno ancora juniores, la prospettiva è davvero buona.

 

Qual è il tuo giudizio complessivo sulla squadra?

Senz’altro positivo. Per qualcuno sarebbe potuta andare decisamente meglio: ma questo è il judo ed è importante non mollare ma ripartire facendo tesoro di questa esperienza per migliorare. Di lavoro ce n’è. Al di là delle medaglie questi ragazzi stanno lavorando bene nei loro club e con lo staff tecnico nazionale. E’ fondamentale fargli fare molta esperienza internazionale, permettendo il confronto con il resto dell’Europa e del mondo nei tornei di European Cup under 21 ma anche attraverso gli European Open…il livello a cui anche gli junior devono puntare è quello.

 

Antonio, Odette e Valeria sono stati i protagonisti di questi giorni: che dire del loro mondiale?

Antonio è stato sensazionale: sul tatami questo ragazzo riesce a sintetizzare al meglio il judo italiano. Intuizioni geniali da un lato e una grandissima caparbietà dall’altro sono le due caratteristiche vincenti che hanno fatto il suo mondiale. Ha lavorato ed è cresciuto: adesso lo attende la responsabilità di questo mondiale vinto ma sono sicuro che sarà capace di portarla con onore.

Odette…non ci sono parole, una regolarità come la sua è impressionante:  è sempre stata capace di arrivare a medaglia anche quando la giornata non era delle migliori; un bronzo europeo under 23, un quinto posto agli europei senior, il titolo continentale juniores e questo bronzo mondiale fanno di lei una certezza del judo italiano.

Il quinto posto di Valeria vale come una medaglia: se pensiamo che dopo l’incontro con la giapponese si sarebbe potuta fermare, il valore di quello che ha fatto va moltiplicato per due. Peccato per quella transizione in ne-waza, è un punto su cui dovremo lavorare.

 

Nell’intervista che ci hai lasciato di recente hai confermato lo stato di buona salute del nostro judo ed il mondiale di Lubijana ti ha dato ragione. Quali sono invece i punti su cui possiamo lavorare per migliorare?

Sì, siamo in salute e come dicevo il fatto che molti di questi ragazzi resteranno junior anche il prossimo anno è un’ottima prospettiva. Dal punto di vista tecnico l’Italia ha qualche difficoltà nel conciliare la lotta in piedi con quella al suolo: è stato un problema con Valeria, ma anche oggi con Nicolas. Questo è uno dei punti su cui storicamente ho cercato di insistere di più, ma non siamo ancora a livello: è fondamentale lavorarci intensamente.

 

Dando uno sguardo generale a questo mondiale quali nazioni ti hanno colpito di più?

Il livello si sta alzando per tutti: se il Giappone continua a fare bene, gli altri stanno sperimentando le strategie migliori per adeguarsi a quel livello e i risultati mi sembrano buoni. Basta guardare al medagliere: gli ori sono distribuiti su dodici nazioni. Tra le altre sono rimasto impressionato dal Canada: hanno dato una svolta e stanno lavorando davvero bene sia dal punto di vista tecnico che girando per il mondo a fare esperienza. Anche il Panamerica sta crescendo: ormai non sono più soltanto Cuba e Brasile a fare la differenza ma anche altri paesi…il Venezuela per esempio.

 

L’appuntamento con i mondiali junior è per il 2014, dal 22 al 26 ottobre dagli USA.

 

Il prossimo ed ultimo appuntamento internazionale del 2013 sarà invece il Campionato Europeo under 23 che si terrà in Bulgaria dal 15 al 17 novembre.


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