L’oro di Scampia: oggi il primo ciak!

  16/05/2013- Una vita per il Judo, una vita fatta di sacrifici e rispetto per le regole, una vita dettata dagli ideali e dai valori sani di questo sport. Tutto questo nella storia del maestro Gianni Maddaloni, della sua famiglia, dei suoi figli, dei suoi campioni e dei suoi amici, tutto raccontato attraverso le vittorie e le sconfitte [...]

Pubblicato da Mimmo D'angelo il 10 set 2013 in Scampia(napoli)

 

16/05/2013- Una vita per il Judo, una vita fatta di sacrifici e rispetto per le regole, una vita dettata dagli ideali e dai valori sani di questo sport. Tutto questo nella storia del maestro Gianni Maddaloni, della sua famiglia, dei suoi figli, dei suoi campioni e dei suoi amici, tutto raccontato attraverso le vittorie e le sconfitte agonistiche e sociali che hanno accompagnato quest’uomo lungo il percorso della sua vita.

Dalla vele di Scampia, alla medaglia d’oro con il figlioPino alle olimpiadi di Sidney. Momenti comuni con i suoi ragazzi, attimi di vita “verace” trascorsa in un quartiere martoriato dalla camorra, fino alle lacrime per la grande vittoria.

 

Questa storia, scritta nel suo libro “La mia vita sportiva”, oggi diventa un film. “L’Oro di Scampia”, è il titolo che ha voluto Beppe Fiorelloche interpreterà il maestro Gianni nel film che uscirà in autunno sulla Rai.

 

Oggi il primo ciak, oggi l’inizio di un nuovo momento di gloria per questa parte della città oggetto solo di cattive notizie, oggi l’inizio di un nuovo modo per far conoscere in pieno il judo nei suoi valori nobili.

 

Le scene interpretate anche da numerosi judoka napoletani, saranno girate nella Scampia di Gomorra, nella Scampia delle vele, nella Scampia del maestro Gianni Maddaloni.

 

“Continuerò a combattere fino a che Dio mi darà forza, lo farò per i ragazzi e per tutti coloro che crederanno nei valori dello sport”, queste le parole in una recente intervista al maestro su Scampia. Ancora incredulo al primo ciak di questo pomeriggio, il maestro fiero e serio si rivolge a Beppe Fiorello come solo lui sa fare e gli dice rigorosamente in dialetto napoletano:“Beppe…ricorda che pè guagliun io song ò maestro” (Beppe…ricorda che per i ragazzi io sono Il Maestro), quasi a dirgli…questi sono i miei figli.


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