Londra: 9 medaglie azzurre

Londra: 9 medaglie azzurre

Si e’ conclusa l’European Cup di Londra 2014 con una incetta di medaglie per l’Italia: l’inno di Mameli e’ stato ascoltato ben due volte nel K2 palasport di Crawley, grazie alla prestazione si Fabio Andreoli e di Alessio Mascetti, mentre sono stati numerosi i podi italiani per un totale di 9 medaglie. Oltre alle gia’ [...]

Pubblicato da Ennebi il 12 mag 2014 in Londra, UK

Si e’ conclusa l’European Cup di Londra 2014 con una incetta di medaglie per l’Italia: l’inno di Mameli e’ stato ascoltato ben due volte nel K2 palasport di Crawley, grazie alla prestazione si Fabio Andreoli e di Alessio Mascetti, mentre sono stati numerosi i podi italiani per un totale di 9 medaglie. Oltre alle gia’ citate medaglie d’oro, l’Italia ha conquistato la medaglia d’argento con Maria Centracchio e Martina Epifani e le medaglie di bronzo con Patrizia De Luigi, Daniel Lombardo, Alessia Regis, Anna Righetti e Ermes Tosolini.

AndreaoliNei 60 kg Fabio Andreoli ha affrontato nella finale per l’oro l’ungherese Burjan, contringedolo a prendere 4 sanzioni. Ottima la gara di Fabio che negli incontri precedenti ha superato il belga Schildarmans, il portoghese Mansinho e il francese Leboedec. Nella medesiama categoria, il piemontese Daniel Lombardo ha affrontato nella finalina contro l’olandese Van Ploeg. Daniel si e’ imposto con un bellissimo ippon di ura naghe.

Nei +100 kg Alessio Mascetti e’ tornato alle gare dopo il suo infortunio che gli ha impedito di prendere parte ai Campionati d’Europa, e pare proprio che sia tornato alla grande. Sono stati 4 gli incontri disputati dal ”conte” – cosi’ lo chiamano amici e compagni di squadra – che ha fatto fuori dapprima il padrone di casa Sherrington, poi il francese Davenne, in semifinale l’olandese Scherrenberg  e in finale l’islandese Jonsson. Nella stessa categoria Luca Marmo si e’ piazzato al quinto posto, sconfitto nella finale per il bronzo dal padrone di casa Sherrington.

In assoluto la categoria con piu’ italiani era quella al limite dei 57 kg con ben 5 atlete in poul.

photo 4 (1)

La prima italiana di questa categoria e’ stata la molisana Maria Centracchio. Prima di disputare la finale per l’oro, Maria, classe 1994 ed ancora juniores, ha affrontato in ordine l’olandese Van Der Molen, la padrona di casa Ramsay e la francese Arthuis, che al turno precedente aveva fatto fuori l’altra Italiana, Alessia Regis. Il suo quarto ed ultimo incontro l’ha vista contrapporsi all’inglese Davis, gia’ medagliata in gare del World Tour di livello superiore alle European Cup. Maria ha perso per wazari in un’azione che si e’ conclusa con una immobilizzazione, tuttavia ha la sua prestazione puo’ essere considerata ottima, avendo tra l’altro dimostrato di poter dire la sua, eccome, anche tra la classe senior.

Nella medesima categoria, sfida tutta italiana tra Monica Iacorossi e Alessia Regis nella finalina per il bronzo, andata alla seconda dei due grazie a 4 sanzioni. Anche Anna Righetti ha disputato la finalina contro la francese Arthuis, imponnesodi grazie ad un wazari e ad un yuko. Da segnalare che Monica aveva battuto negli incontri eliminatori Anna grazie ad uno strangolamento.

Il podio di questa categoria era dunque per 3/4 tricolore: che orgoglio!

Nei 63 kg seconda pizza per Martina Epifani, che dopo aver superato la maltese Bezzina, la padrona di casa Bee, le olandesi Bergstra e Stoop, si e’ fermata solo davanti all’austriaca Krssakova per un ippon arrivato a soli 36 secondi dalla fine dell’incontro. Ottima prestazione anche per lei.

Nei 48 kg sono due le atlete italiane ad essere arrivate in finale per il bronzo: Patrizia De Luigi e Angela Giammattei, che hanno concluso la propria gara rispettivamente al terzo e al quinto posto.

La prima ha affrontato nella finalina la francese Gerno, giovanissima e talentuosa atleta juniores. Finiti i tempi regolamentari per due shido pari, l’incontro e’ stato deciso al golden score a favore dell’atleta ligure grazie ad una sanzione.

Angela, invece, ha perso in finale contro la padrona di casa Renicks per due sanzioni ad uno.

Nei 52 kg l’italiana ad affrontare una finale e’ stata Lucilla Zappa, che purtroppo non ha potuto coZZZmbattere al massimo delle forze contro la francese Aurelia, che l’ha scaraventata a terra per due volte di wazari in arai goshi. Infatti, Lucilla ha riscontrato un infortunio al gomito in semifinale. Da rilevare che a Londra e’ stata la sua prima gara nella categoria al limite dei 52 kg.

Nei 73 kg si piazza al terzo posto Ermes Tosolini, con cinque incontri disputati. Nella finalina Ermes ci ha regalato un ura nage.

Nei -78 kg, Lucia Tangorre ha sfiorato la possibilità di tornare a casa con una medaglia, fermando la propria corsa ai piedi del podio. Nella finalina per il bronzo, l’atleta pugliese si e’ dovuta arrendere all’olandese Stevenson.

Un plauso a questa Italia che si e’ piazzata al quarto posto del medagliere, alle spalle di Francia, Gran Bretagna e Olanda.

Tuttavia, non va dimenticato che seppure tutti gli atleti italiani presenti a Londra hanno rappresentato l’Italia, sono tutti giunti oltremanica con ‘mezzi propri’.

Secondo quanto stabilito dal regolamento emanato dalla Commissione Tecnica Nazionale, il podio in una competizione di questo tipo da’ accesso alla partecipazione libera e a proprie spese alle Continental Open, non tutte chiaramente, ma solo alcune opportunamente selezionate dai tecnici federali.

Il regolamento pubblicato agli inizi di quest’anno per la prima volta dopo la storica e tardiva apertura avvenuta a fine 2009, impedisce la partecipazione a gare del World Tour agli atleti medagliati ai campionati italiani assoluti che non abbiano precedentemente calcato un podio internazionale di un certo tipo. Ora i nostri atleti per accedere ai tornei del World Tour devono investire nelle gare di European Cup, come quella di Londra.

La speranza e’ che i sacrifici personali, quelli delle famiglie e dei club non siano vani e che queste competizioni siano davvero prese in considerazione da chi di dovere. Senza se e senza ma.

 


  1. Fabio says:

    Io credo che siamo arrivati ad un punto da cui non si può più tornare indietro. Se il Judo italiano vuol rimanere competitivo e al passo con il resto del mondo la strada da perseguire è quella della liberalizzazione: senza se e senza ma.
    Un segnale forte può essere quello di liberalizzare il Gran Prix dell’Avana che tra l’altro è susseguente all’Open di Madrid e il costo aereo da Madrid all’Avana è piuttosto conveniente.
    Non ripetiamo l’errore della mancata partecipazione al Gran Slam di Tokio e di Parigi, la politica dei piccoli passi non paga, l’avere coraggio e voglia di rischiare paga. Un intero movimento ha bisogno di questo coraggio per rilanciarsi, un premio per i tanti atleti che hanno il coraggio di puntare su se stessi ed è anche l’unico modo per avvicinare sponsor a questo meraviglioso sport.

  2. laura says:

    Allora era corretto…liberalizzare gli accessi (anche se a spese proprie purtroppo!) a queste competizioni ed aumentare le chances per gli atleti….ecco il risultato! Medaglie! Medaglie! Medaglie!
    Ma se allora questa è, con tutta evidenza, la strada corretta, perché non aprire a tutte quante le Continental Open? Perché si continua a fare le cose a metà? Un po’ di coraggio e di intraprendenza…la chiediamo ai nostri ragazzi, ma è la classe dirigente che dovrebbe dare l’esempio per prima…sì, proprio questa nuova classe dirigente deve dare per prima un segnale! I tempi cambiano, la globalizzazione è arrivata da un pezzo e non ce ne siamo accorti (noi italiani sempre in ritardo…), il mondo è libero e di tutti.
    Infondo la Federazione non ha proprio nulla da perderci: se i ragazzi che vogliono prendervi parte dovranno comunque pagarsi da soli le relative spese…la Federazione non spenderà nulla per loro, ma, allo stesso tempo, usufruirà di tutte le medaglie che i singoli si metteranno al collo e, cosa più importante, darà la possibilità di crescere e fare esperienza a chi lo desidera sul serio ed ha deciso di investire nella propria persona!
    Allora apriamo a tutte le competizioni (…che poi, io povera ignorante, vorrei proprio capire quali sono i criteri di selezione usati dai tecnici federali, per dire alcune competizioni SI ed altre NO!). Ne consegue, di riflesso, che più gare possibili è uguale ad una maggior possibilità di fare podio e partecipare a gare del World Tour (…nonostante non condivida il criterio limitativo e selettivo di accesso alle medesime utilizzato in Italia).
    Coraggio, è ora di aprire tutte le porte…

  3. Luca says:

    “quoto” Fabio,
    credo che gli attuali freschi medagliati abbiano gli stessi diritti dei più “datati”, non può essere discriminato chi per la giovane età non ha potuto partecipare a precedenti competizioni Internazionali se ha dimostrato ad esempio di essere il detentore o detentrice del titolo Italiano ultimo scorso. Significa scoraggiare gli atleti e, come dice giustamente Fabio gli Sponsor. Più ce ne sono meglio è… stiamo parlando di ragazzi di ottimo livello preparati e che non hanno niente da temere dagli atleti di altre nazioni. Ancora : facciamoci notare sui media di qualsiasi genere dalla radio locale alle testate nazionali. E’ ora di uscire dal nostro recinto, pena l’inesistenza a livello nazionale e internazionale non dei nostri atleti ma dell’Italia come Federazione. Quando guardo in streaming le gare internazionali la prima cosa che faccio è andare a vedere quanti nostri connazionali sono scesi in campo…. sempre troppo pochi… La federazione non ha risorse? Io credo che più di qualcuno è disposto a sponsorizzarsi. Sono convinto che la strada giusta è la liberalizzazione TOTALE con la quale si potrà veramente vedere il bel judo che conosciamo . E’ bellissimo leggere le gesta dei nostri eroi su Italia Judo o sul sito federale o su FB perché in privato ho l’amicizia di questo o quell’altro atleta…. ma le testate nazionali???… martelliamole e per sfinimento pubblicheranno (magari non in penultima pagina) anche le nostre notizie.
    Ancora una cosa e chiudo… Fabio fa giustamente notare che il costo aereo Madrid – L’Avana è accettabile… non sfruttare l’occasione per chi può, sarebbe sciocco. (cercate di fare punti ragazzi!!)

Commenta con Facebook

commenti