“Libera-mente”: i contributi di Francesco Cocheo e Marco Bottinelli

  02/02/2013- Quarto appuntamento con la rubrica “Libera-mente” con Francesco Cocheo e Marco Bottinelli.   Carissimi in riferimento alla circolare 78/2012 e successive modifiche mi piacerebbe esprimere il mio pensiero sperando che possa essere da contributo positivo.   Premetto che sono il tecnico di una piccola società in un piccolo paese della provincia di Palermo, quindi una realtà [...]

Pubblicato da il 6 set 2013 in

 

02/02/2013- Quarto appuntamento con la rubrica “Libera-mente” con Francesco Cocheo e Marco Bottinelli.

 

Carissimi in riferimento alla circolare 78/2012 e successive modifiche mi piacerebbe esprimere il mio pensiero sperando che possa essere da contributo positivo.

 

Premetto che sono il tecnico di una piccola società in un piccolo paese della provincia di Palermo, quindi una realtà che sicuramente non è nota per le ingenti risorse economiche.

 

Per la classe ESORDIENTI credo che la scelta della Ranking list Nazionale, per quanto forse la più corretta, sia quella meno percorribile come unica strada d’accesso alla finale nazionale dato il momento storico economico.

Io opterei per un sistema misto: Ranking Nazionale e qualificazione regionale. Nello specifico farei accedere direttamente alla finale:

1) I medagliati dei tornei individuati come Ranking;

2) I primi tre atleti per ogni categoria di peso della fase di qualificazione regionale.

 

Inoltre, io, farei due-tre tornei regionali di categoria per individuare nel modo meno errato possibile le teste di serie Regionali da inserire nel tabellone della fase di qualificazione e darei la possibilità al primo della ranking list regionale, a condizione che rimanga nella stessa categoria di peso, di avere accesso diretto alla finale nazionale.

 

Credo che per la classe esordienti, anche se una classe agonistica, sia necessario continuare a fare promozione e la possibilità della partecipazione ad una finale nazionale sia un traguardo che piccole società ed atleti non “top” devono poter toccare con mano.

In questo modo sicuramente ci saranno delle categorie con qualche atleta in più e magari una finale nazionale con tempi di gara più lunghi. Di contro, avremmo sempre tornei di spessore qualitativo e quantitativo, un’attività regionale sempre florida che funga da continuo volano e la reale possibilità di partecipare ad una finale nazionale sia per le piccole realtà di provincia che per le grosse società, sia per chi ha i soldi che per chi non li ha. In questo momento storico particolare non possiamo permetterci il lusso di perdere atleti.

 

TESTE DI SERIE: Bisogna che queste entrino nel tabellone direttamente agli ottavi. Non si capisce l’utilità di essere il più forte se poi molte volte si devono fare più combattimenti.

 

Riguardo alla circolare, di cui sopra, io sono assolutamente d’accordo con la direzione federale se questa si pone come obbiettivo la migliore “spendibilità” mediatica del nostro sport, ma credo che vadano fatte dei miglioramenti ad apta. Credo che sia inutile avere un prodotto eccezionale ed unico chiamato Judo se poi nessuno lo vuole comprare.

 

Francesco Cocheo

 

 

 


 

 

 

Carissima redazione di ItaliaJudo, vorrei dare maggior risalto ad una delle tante problematiche sollevate dalle novità in essere (speriamo di vedere presto anche tutti i lati positivi di questi cambiamenti!!) perché mi sembra un po’ rimasta sottotraccia.

 

Qualificazioni campionato italiano Esordienti B: 4 tornei tra Puglia, Romagna, l’Aquila, Veneto…ovvero il giro d’Italia in judogi (e non in maglia rosa). A che pro? Chi ha partorito questa idea? Ma soprattutto perché? Forse per dare una mano alle aziende automobilistiche facendoci macinare migliaia di kilometri in più? Per aiutare i benzinai? Per dare lavoro a chi tiene le Ranking List? Considerando anche il momento di grave crisi economica sono sconcertato.

 

Il rischio è che si qualificherà non il più bravo ma probabilmente il più ricco o comunque l’atleta con la società più organizzata che si potrà permettere di fare tutti e 4 i tornei a spasso per l’Italia, a scapito di chi magari più forte può permettersi di fare solo i tornei più vicini a casa. Mi sarebbe stato bene fare accorpamenti nelle regioni confinanti a minor affluenza  ma cosi mi sembra una cosa insensata, fatta per demotivare ragazzini di seconda media che al di là del loro reale valore vogliono provare. Cosa facciamo? Portiamo solo i più bravi e gli altri a casa?

 

Qualificazioni in regione, finale se conquistata, a Roma: sembra tanto semplice…se  poi quel giorno hai l’influenza, pace e bene, può capitare anche il giorno della finale olimpica.

 

Marco Bottinelli


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