Le Olimpiadi di Sydney 2000 (parte 2)

Le Olimpiadi di Sydney 2000 (parte 2)

Puntata dedicata al torneo femminile del’Olimpiade australiana. Torneo che vede l’Italia conquistare due medaglie di bronzo con Ylenia Scapin e Emanuela Pierantozzi e due quinti posti con Cinzia Cavazzuti e Jennifer Gal.
La giapponese Ryoko Tani, dopo due argenti consecutivi, conquista la tanto attesa medaglia d’oro.

Pubblicato da A. Cau il 7 giu 2016 in Iglesias

Care amiche e cari amici di Italiajudo, la tredicesima puntata della nostra rubrica “Storia del Judo alle Olimpiadi” è dedicata ancora alle Olimpiadi di Sydney 2000.

Oggi ci dedicheremo al judo femminile, dove parteciparono 151 atlete da 56 paesi.

Regolamenti. La formula di gara è invariata mentre le categorie di peso, così come quelle maschili, hanno subito delle modifiche (-48 Kg, -52 Kg, -57 Kg, -63 Kg, -70 Kg, -78 Kg, +78 Kg).

La gara. Il medagliere femminile è vinto da Cuba (2 ori, 2 argenti), davanti alla Cina (2 ori, 1 argento e 1 bronzo) e al Giappone (1 oro, 1 argento e 2 bronzi). Andarono a medaglia 14 paesi.
Così come in campo maschile, la Russia (dopo la dissoluzione dell’URSS), conquista la sua prima medaglia olimpica sotto le insegne della bandiera a strisce bianco, blu e rossa anche nel torneo femminile. Prima medaglia anche per l’Australia.
Nella cat. -48 Kg, la giapponese Ryoko “Tani” Tamura dopo due argenti consecutivi conquista finalmente la medaglia d’oro; la cubana Legna Verdecia (cat. -52 Kg) dopo il bronzo di Atlanta 1996, conquista la medaglia d’oro, così come la spagnola Isabel Fernendez (cat. -57 Kg) che in finale sconfigge la campionessa olimpica in carica la cubana Driulis Gonzalez. La belga Gella Vandecaveye (cat. -63 Kg) dopo l’argento di Atlanta, conquista qui a Sydney un’altra medaglia, stavolta di bronzo.
La nostra Ylenia Scapin, scende di una categoria e bissa il bronzo di Atlanta 1996, così come Emanuela Pierantozzi che rispetto a Barcellona 1992, sale di una categoria e conquista una strepitosa medaglia di bronzo.

Le italiane in gara. L’Italia si presenta a questa rassegna a cinque cerchi, nel torneo femminile, con 4 atleti.
1) Cinzia Cavazzuti (cat. -57 Kg) nei sedicesimi di finale sconfigge la ceca Michaela Vernerova, negli ottavi la porrtoghese Filipa Cavalleri, ma nei quarti deve arrendersi alla cinese Jun Shen, entrando nei tabelloni di recupero. Qui sconfigge nel’ordine la brasialiana Tania Ferreira e la francese Barbara Harel accedendo alla finale per il 3/5 dove è sconfitta dall’ungherese naturalizzata australiana Maria Pekli.
2) Jennifer Gal (cat. -63 Kg), naturalizzata italiana, dopo un primo turno agevole per sorteggio favorevole, sconfigge nei negli ottavi la russa Anna Saraeva e nei quarti la brasialiana Vania Ishii ma in semifinale deve arrendersi alla cinese Shufang Li. Nella finale per il 3/5 posto è sconfitta dalla coreana Sung-Sook Jung.
3) Ylenia Scapin (cat. -70) nei sedicesmi di finale sconfigge la venezuelana Xiomara Griffith, ma negli ottavi è sconfitta dalla coreana Min-Sun Cho. Entra nei tabelloni di recupero dove sconfigge la russa Yulia Kuzina, la tedesca Yvonne Wansart e nella finale per il 3/5 posto la spagnola Úrsula Martin conquistando la sua seconda medaglia di bronzo consecutiva alle Olimpiadi.
4) Emanuela Pierantozzi (cat. -78 Kg) entra in gara direttamente negli ottavi di finale e trova subito la forte giapponese Noriko Anno (da due edizioni consecutive Campionessa del Mondo) che sconfigge dopo un durissimo incontro. Accede così ai quarti di finale ma il grande dispendio di energie nel primo incontro e i soli 20 minuti di recupero prima di risalire sul tatami, compromettono il secondo dove è sconfitta dalla belga Heidi Rakels. Entrata nei tabelloni di recupero sconfigge l’olandese Karin Kienhuis, la brasiliana Edinanci Silva e nella finale per il 3/5 posto la cubana Diadenis Luna (anch’essa plurimedagliata mondiale e bronzo olimpico ad Atlanta 1996), conquistando la medaglia di bronzo, sua seconda medaglia Olimpica dopo l’argento di Barcellona 1992.

TABELLONI DI GARA

Lista Partecipanti -48 Kg -52 Kg -57 Kg -63 Kg -70 Kg -78 Kg +78 Kg

MEDAGLIERI


  1. Emanuela Pierantozzi says:

    scusate, sono capitata su questa pagina “storia delle olimpiadi 2000″ e ho letto per la mia parte “Emanuela Pierantozzi.. dopo un primo turno agevole”..
    RAGAZZI MA APPROFONDITE!!!!!!!!!!
    NORIKO ANNO, IL MIO PRIMO COMBATTIMENTO, ERA pluricampionessa CAMPIONESSA MONDIAlE IMBATTUTA DA 3 ANNI..
    MA INFORMATEVI!!!!!!
    il culo che mi sono fatta pert batterla mi è costato il secondo combattimento (a soli 20 minuti di distanza) nettamente più facile, ma visto che la Rebels era fresca e io no… è andato diversamente. sarei felice se rettificaste. grazie!

    • Alessandro Cau says:

      E’ scritto “primo turno agevole per sorteggio favorevole” perchè come Noriko Anno, entrambe nei sedicesimi di finale non avete affrontato un’avversaria e avete avuto accesso diretto agli ottavi di finale. I sedicesimi di finale rappresentavano il primo turno, gli ottavi il secondo e così via!

  2. Emanuela Pierantozzi says:

    la mia impresa, così faticosa, riassunta così .. mi fa solo incazzare, penso possiate molto migliorare la sintesi, visto che la prima riga è ambigua! è il minimo che dovete a medaglie come queste

    • Ennebi - Amministratore says:

      Ciao Emanuela,
      mi permetto di intervenire quale responsabile del sito. Hai perfettamente ragione e invito Alessandro a rivedere la frase e migliorare la sintesi.
      Mi scuso per l’accaduto.
      Capire i propri errori e correggersi credo sia importante, il judo ce lo insegna, ed Alessandro l’ha capito.
      E’ altresi’ importante non ripeterli.

      Grazie per aver commentato. Le vostre opinioni ci consentono di migliorare.

      Cordialmente,
      Ennebi

  3. Emanuela Pierantozzi says:

    grazie per la disponibilità e scusate la mia “vivacità” linguistica, ma se si ha vissuto sulla pelle certe storie e in un certo modo si fa fatica accettare un po’ di superficialità. tengo anche a precisare che io non ho mai considerato il “saltare il turno” come una agevolazione. nella mia esperienza il primo incontro ti permette il “rodaggio” alla gara, mentre l’avversario che ti aspetta da “signore” al secondo turno(come chiamavamo colui che da sorteggio passa il turno) è si più riposato, ma se la deve vedere con uno meglio riscaldato e più “in gara” di lui/lei. insomma, saltare il turno non è necessariamente un’agevolazione. buon lavoro e buon judo.

    • Ennebi - Amministratore says:

      Ci mancherebbe. Hai ragionissima, se si potesse usare questo termine :)
      Inoltre, il tuo commento sul sorteggio, ha molto senso.

      Mi permetto di precisare che Italiajudo e’ un luogo di confronto e di crescita e noi che scriviamo non sappiamo ogni cosa e, sopratutto, non pensiamo di avere una conoscenza completa. Il confronto con voi lettori ci erudisce, senz’altro, ed erudisce tutti coloro che ci seguono. Del resto, e’ questo il motivo per cui un paio di anni fa abbiamo scelto di abilitare i commenti (nonostante qualche critica).
      Alessandro cura due rubriche non affatto facili, una e’ “Correva l’anno” e l’altra riguarda la storia delle Olimpiadi. L’obiettivo e’ quello di tenere vivo il ricordo di atleti che – come te – hanno fatto la storia del judo italiano e mondiale. Qualche volta gli errori scappano, direi che e’ umano. E’ importante capirli e corregersi, a mio parere, come dicevo prima.

      In ultimo, vorrei sottolineare che Italiajudo e’ una passione ed una vocazione per tutti noi che vi prendiamo parte e lo facciamo da meri volontari. Per questo motivo, non finiro’ mai di ringraziare Alessandro e tutti gli altri componenti della redazione che mi sostengono nel tenere vivo ormai da 5 anni il progetto Italiajudo.

      Capisco il tuo appunto, la prossima volta staremo senz’altro piu’ attenti.
      Spero che continuerai a leggerci ed ad interagire con noi.

      Grazie,
      Ennebi

  4. Emanuela Pierantozzi says:

    alla fine questa è stata un’occasione di approfondimento. grazie del servizio che fate al judo. chi non fa non sbaglia.. voi fate e quindi siete inciampati sul grande vuoto che circonda la storia del judo italiano, in particolare quello femminile, e vi siete beccati (un po’ esagerato, ammetto) il rimprovero di una vecchia leonessa, che nonostante l’età non ha cambiato il carattere ;)

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