Le Olimpiadi di Barcellona 1992 (parte 1)

Le Olimpiadi di Barcellona 1992 (parte 1)

La puntata di questa settimana ci porta a Barcellona 1992, e nei quattro anni passati dalla precedente di Seul 1988, il mondo è geopoliticamente stravolto. Non esiste più l’Unione Sovietica, ma una serie di Repubbliche Indipendenti che, in attesa del riconoscimento dei vari Comitati Olimpici Internazionali parteciperanno a questa olimpiade unite sotto la bandiera olimpica e il nome di Squadra Unificata.
E’ caduto il Muro di Berlino e la Germania è solo UNA! Anche la Yugoslavia, interessata da una cruenta guerra si è dissolta, con 3 nuove nazioni (Croazia, Slovenia e Bosnia Herzegovina) e una squadra unificata composta da atleti di Serbia, Montenegro e Repubblica di Macedonia.
Il Sud Africa, dove sono cadute le legge sull’apartheid, torna ad un’Olimpiade.

Pubblicato da A. Cau il 3 mag 2016 in Iglesias

Care amiche e cari amici di Italiajudo, l’ottava puntata della nostra rubrica “Storia del Judo alle Olimpiadi” ci porta oggi alle Olimpiadi di Barcellona 1992.

E’ la prima Olimpiade in cui anche il judo femminile entrò ufficialmente nel programma Olimpico, e per questo motivo, da questo appuntamento, per ogni Olimpiade avremo due puntate, una dedicata al tabellone maschile e una per quello femminile. Si parte con il tabellone maschile.

Le gare si svolsero dal 27 luglio al 2 agosto presso il Palau Blaugrana e vi parteciparono 272 atleti da 82 paesi.

Fu un’Olimpiade particolare, nella quale furono evidenti i cambiamenti geopolitici che si verificano nei 4 anni precedenti nel mondo e che si rifletterono sui paesi partecipanti.

La caduta del muro di Berlino il 9 novembre 1989 e la conseguente riunificazione della Germania (avvenuta ufficialmente il 3 Ottobre 1990), portò ad avere di nuovo un’unica squadra Tedesca.
La dissoluzione dell’Unione Sovietica portò le tre repubbliche baltiche, Estonia, Lituania e Lettonia, a far competere le loro squadre nazionali (prima volta dall’Olimpiade di Berlino 1936), mentre le altre repubbliche dell’ormai ex URSS si presentarono sotto il nome di Squadra Unificata (codice olimpico EUN) e comprendeva Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldova, Russia, Tajikistan, Turkmenistan, Ucraina, and Uzbekistan.

Stesso discorso vale per la Yugoslavia, dissoltasi a seguito della sanguinosa guerra. I tre nuovi stati indipendenti Croazia, Slovenia e Bosnia Herzegovina, debuttarono ognuno con la propria squadra nazionale. A seguito delle sanzioni delle Nazioni Unite, agli atleti di Serbia e Montenegro, non fu consentito di competere sotto le proprie insegne nazionali e parteciparono sotto le insegne della bandiera olimpica con il nome di “Partecipanti Olimpici Indipendenti” (codice olimpico IOP). Stessa cosa fecero gli atleti della Repubblica di Macedonia, poichè non ancora ricosciuta dall’ONU e il suo Comitato Olimpico Nazionale non riconosciuto dal CIO.
Dopo la sua ultima partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo 1960, il Sud Africa venne riammesso ai Giochi Olimpici, da dove era stato sospeso per la sua politica di apartheid.

Regolamenti. La formula di gara e le categorie di peso (-60 Kg, -65 Kg, -71 Kg, -78 Kg, -86 Kg, -95 Kg, +95 Kg) sono le stesse dell’Olimpiade di Seul 1988.

La gara. Analizzando la gara maschile, il medagliere parziale è vinto dal Giappone con 5 medaglie (2 ori, 1 argento e 1 bronzo), davanti alla Squadra Unificata (2 ori e 1 bronzo) e all’Ungheria (1 oro, 2 argenti e 1 bronzo). Andarono a medaglia 14 paesi.

L’Ungheria conquista qui la sua prima, e fino ad oggi, unica medaglia d’oro nel judo alle Olimpiadi. Nessuno dei medagliati di Seul 1988, riuscirà in questa Olimpiade a risalire sul podio.

Vince il suo unico oro olimpico il giapponese Toshihiko Koga e a Barcellona inizia a splendere, partendo dal gradino più basso del podio, la stella alle Olimpiadi del francese David Doiullet, vincitore della medaglia di bronzo nella cat. +95 Kg.
Oltre ai due sopra citati segnatevi il nome del canadese Nicolas Gill (bronzo nella cat. -86 Kg), dei tedeschi Richard Trautmann (bronzo nella cat. -60 Kg), e Udo Quellmalz (bronzo nella cat. -65 Kg), del cubano Israel Hernández (bronzo nella cat. -65 Kg).

Gli italiani in gara. L’Italia si presenta a questa rassegna a cinque cerchi con 5 atleti.
1) Marino Cattedra (cat. -60 Kg) alla seconda olimpiade, elimina nei trentaduesimi di finale il portoricano Luis Martinez, l’atleta di Andorra Antony Molnè, ma è elimato dall’atleta della Squadra Unificata Nazim Guseinov (poi vincitore dell’oro). Entra così nel tabellone di recupero dove sconfigge il bulgaro Orlin Russev, ma è poi sconfitto dal mongolo Battulga Dashgombyn.
2) Massimo Sulli (cat. -71 Kg), sconfigge il nigeriano Omagbaluwaje M., l’haitiano Ruben Joseph, ma è sconfitto dal coreano del sud Hoon Chung. Nei tabelloni di recupero sconfigge il senegalese tra Malick Seck ma è poi sconfitto dall’israeliano Shay Smadga.
3) Giorgio Vismara (cat. -86 Kg) sconfigge ai sedicesimi il fijiano Aporosa Boginisoko, ma è sconfitto dal tedesco Axel Lobenstein. Nei tabelloni di recupero è sconfitto dallo spagnolo Leon Villar.
4) Luigi Guido (cat. -95 Kg) nei sedicesimi di finale sconfigge l’israeliano Simon Magalashvili, ma agli ottavi è sconfitto dal cubano Belarmino S. Martinez.
5) Stefano Venturelli (cat. +95 Kg) nei sedicesimi di finale sconfigge l’atleta di Singapore Yen Ho, ma negli ottavi è sconfitto dall’ungherese Imre Csosz. Nei tabelloni di recupero è sconfitto dallo statunitense Damon Keeve.

Curiosità. L’atleta più giovane è l’atleta di Guam Erin Lum (15 anni e 178 giorni); l’atleta più vecchio Mohamed Doukouré (38 anni e 254 giorni) dalla Guinea.

TABELLONI DI GARA

Lista-Partecipanti-M.pdf 60-Kg -65 Kg -71 Kg -78 Kg -86 Kg -95 Kg +95 Kg

MEDAGLIERE


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