L’analisi degli YOG 2018 di Nicola Moraci

L’analisi degli YOG 2018 di Nicola Moraci

Continua la collaborazione tra Italiajudo e il M. Nicola Moraci volta a fornire la chiave di lettura di occhi esperti a valle degli appuntamenti più importanti dello scenario judoistico mondiale.

A tal proposito, Italiajudo vi propone quest’oggi l’analisi sulle olimpiadi giovanili, gli YOG, terminate ieri a Buenos Aires.
Il M. Nicola Moraci ha preso parte come presidente della CNAG (ruolo che ha ricoperto dal 2005 al 2016) alle precedenti due edizioni degli YOG.

Pubblicato da N. Moraci il 12 ott 2018 in Roma

Si è conclusa la terza edizione delle olimpiadi giovanili, denominate YOG, che sono state ospitate dalla splendida Buenos Aires. Questa manifestazione ha lo scopo di far vivere lo spirito olimpico, di affermare i valori educativi e di fratellanza che accomunano tutti gli sport; gli YOG rappresentano un importante momento di aggregazione e di conoscenza per tutti coloro che vi partecipano: atleti, tecnici, volontari.

Naturalmente non può essere paragonata ad una vera Olimpiade, in quanto l’idea del CIO è quella di utilizzare le città che dispongono già di impianti idonei e quindi di non gravare sui costi di organizzazione limitando tangibilmente il numero dei partecipanti. Negli YOG viene rimarcato lo spirito olimpico prevedendo per tutti gli sport individuali delle competizioni a squadre, le quali sono composte da atleti di diverse nazioni, questo anche per permettere a piccole nazioni, che altrimenti non verrebbero rappresentate nel medagliere, di vincere una medaglia.

Per quanto riguarda il judo, l’IJF consente per ogni nazione l’iscrizione di un solo atleta per le categorie maschili e per quelle femminili purchè rientrino nel Ranking dei qualificati. Le categorie inoltre vengono raggruppate a due a due per cui nelle donne abbiamo la cat -44; -52; -63- 78 kg; per i maschi le categorie sono queste: 55; -66; -81;-100 kg. Purtroppo quest’anno per la prima volta nessun atleta maschio ha ottenuto la qualificazione; in precedenza l’avevano ottenuta Basile nei 50 kg (Singapore) e Manzi 60 kg (Nanchino).

Più rosea la situazione nelle donne dove l’Italia vantava diverse atlete qualificate all’edizione di quest’anno di Buenos Aires. In precedenza si era verificata una situazione simile per le Olimpiadi di Singapore, in quanto veniva richiesta una medaglia al Mondiale di Budapest, dove l’Italia conquistava un oro con Valeria Ferrari a 70 kg; un argento con Odette Giuffrida nei 48 kg; ed un bronzo a 44 kg con Angela Bombara. La scelta obbligata cadde su Odette in quanto Valeria si era gravemente infortunata. Per Buenos Aires, invece, la CNAG composta dai Maestri Buongiorno, Piccirillo, Zocco e presieduta da Raffaele Toniolo aveva emesso un particolare regolamento nel quale si enunciava che in caso di selezione fosse preferito chi stava in testa alla ranking nelle categorie di peso previste dalla gara. La scelta è caduta inevitabilmente su Veronica Toniolo in quanto vantava 420 punti contro i 400 punti di Martina Esposito neo campionessa d’Europa under 18 a 70 kg e vincitrice di numerose medaglie in European Cup Juniores. Questa differenza è stata data dall’apertura improvvisa dell’African Cup in Marocco, dove Veronica si aggiudicava il 1° posto vincendo 2 incontri. Discutibile apertura perché non tutti avevano l’opportunità e la disponibilità economica per sostenere questa improvvisa trasferta. Un parametro più oggettivo avrebbe voluto che si prendesse in considerazione tra le atlete qualificate chi fosse più competitivo nelle categorie partecipanti agli YOG. La giustificazione che Martina Esposito avrebbe gareggiato nella categoria di peso superiore fino a 78 kg non regge. Forse si è trascurato il particolare che nei cadetti non esiste la categoria 78 kg, ma quella dei +70 kg. Per cui, come è avvenuto a Buenos Aires ed in altre occasioni, nella categoria al limite dei 78 kg sono state iscritte tutte le qualificate dei 70 kg. Impossibile che un peso massimo perdesse 20, 30 o anche più chilogrammi per gareggiare nella categoria inferiore. Infatti, sul gradino più alto del podio è salita la tedesca IGL medaglia di bronzo agli europei dominati da Martina; inoltre le due medaglie di bronzo agli YOG sono state conquistate dalla slovena Lobnik sempre 3^ agli Europei e dalla ceca Svobodova eliminata al primo turno. Un’occasione quindi mancata per rinverdire con il CONI i fasti di Fabio Basile. Con queste considerazioni non si vuole mettere in discussione l’atleta Veronica Toniolo che rappresenta una delle più belle realtà del judo nazionale, ma i criteri di selezione che sono rigidi od elastici secondo le particolari esigenze (vedi selezione per i Mondiali Juniores).

La medaglia d’oro per noi è arrivata dalla gara a squadre. Gara particolare dove i team vengono composti in modo da garantire a più nazioni possibili di apparire nel medagliere; e così oltre all’Italia anche Tapei, Messico e Croazia possono vantare una medaglia d’oro. Merito indiscutibile di Veronica Toniolo che vinceva con la peruviana Orneta e la panamense Nemesis, perdeva anche con l’altra terza della sua categoria, l’ubzeca Nilufar ed in finale vinceva con la rappresentante del Madagascar Andriamifehy, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria della propria squadra che si aggiudicava l’oro per 4 vittorie a 3.

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