L’ABC dello statuto FIJLAKM 1

L’ABC dello statuto FIJLAKM 1

Questo giovedì il maestro Silvano Addamiani prosegue il suo dibattito sullo Statuto Federale, inaugurando la rubrica “L’abc dello Statuto FIJLKAM”. Buona lettura!   Prendo lo spunto dagli ultimi miei articoli pubblicati su “Italiajudo” e dei relativi commenti ricevuti; due in tutto, dopo cinque mesi di pubblicazioni settimanali ininterrotte, ricevuti poi, dallo stesso lettore, il maestro [...]

Pubblicato da S. Addamiani il 24 mar 2015 in

Questo giovedì il maestro Silvano Addamiani prosegue il suo dibattito sullo Statuto Federale, inaugurando la rubrica “L’abc dello Statuto FIJLKAM”. Buona lettura!

 

Prendo lo spunto dagli ultimi miei articoli pubblicati su “Italiajudo” e dei relativi commenti ricevuti; due in tutto, dopo cinque mesi di pubblicazioni settimanali ininterrotte, ricevuti poi, dallo stesso lettore, il maestro Giuseppe Porcari, che oltre tutto conosco e colgo l’occasione per ringraziarlo e salutarlo da queste righe.

La direzione aveva anche scritto, che i 15 numeri della rubrica “Cornaca, Commenti e Sotria del Judo Italiano” erano stati visti, secondo i dati d’ascolto, da oltre novantamila visitatori. Quindi pensare ad una partecipazione più consolidata, mi sembrava normale.

Sono un judoka e quindi combatto sino alla fine del tempo pensando sempre di fare, prima o poi, ippon. Sono fortunato perché ancora sto sul tatami per proporre idee, concetti, pensieri, anziché o-soto-gari, o il mio speciale, il tai-otoshi (vecchi ricordi di gioventù). Sono soddisfatto del mio lavoro, spero che ne vediate la validità e mi aiutate con la vostra partecipazione

Scrivere, per me, vuol essere un’altra strada da percorrere, per diffondere la conoscenza del judo in Italia.

La Federazione non ha mai avuto una presidenza judoistica e sarebbe ora che tutti se lo ricordassero.

L’opportunità che mi è stata data di diffondere la storia e l’informazione judoistica mi rende orgoglioso e partecipativo, stando ben attento però, a non prevaricare nessuno ma, neppur concedendo a chicchessia di svolgere attività irregolari nei confronti della comunità judoistica.

Il mio scrivere non è un sollevare gli animi alla rivolta ma  vuol far conoscere i temi che si sono generati, nel corso di questi lunghissimi decenni di vita ufficiale del judo italiano, senza che tutti ne fossero a conoscenza. Tenendo sempre presente, che solo per una decina d’anni c’era stato un governo di judoka poi altri sono subentrati, ed il judo ha percorso strade dissestate che non conducevano da nessuna parte. La scala meritocratica del judo, distrutta, i suoi valori cancellati. Nel judo non c’è più il riconoscimento dei valori dei maestri, nel judo non c’è più un metodo d’insegnamento unificante, non vi sembra che queste mie osservazioni vadano condivise? Oppure  è meglio restare come stiamo?

Ora ,nel corso dei miei articoli,tanti fatti marginali o tanti fatti importanti federali li ho descritti e pubblicati, qualche novità credo di averla presentata, eppure, non ho mai sentito la vostra partecipazione negativa  o positiva che fosse, ho percepito, solo, curiosità, come se questi argomenti non vi riguardassero da vicino. Questo, naturalmente non ci porterà da nessuna parte, perché raccontare i fatti che io conosco, a coloro che ne fanno oggetto di curiosità, non è il mio fine spassionato.

Io cerco di suscitare la vostra partecipazione perché con essa voi potrete conoscere molto meglio i vostri diritti. Tutto quello che avviene nella nostra Federazione, non è casuale, coloro che la governano attuano e propongono le leggi, costoro stanno lì, non per grazia divina, ma perché, sopratutto, sono stati partecipativi alla causa federale, quanto validi poi, sarete meglio voi a giudicare, quando avrete acquisito più conoscenza diretta dei vari problemi che vi circondano. Se voi tutti avrete modo di partecipare più attivamente vi accorgereste di avere molti più diritti di quelli che avete attualmente.

Non vi siete accorti, che da oltre cinquant’anni, rappresentiamo, in questa Federazione, come settore della medesima, quello più importante, sia per quantità partecipativa di tesserati e sia per quantità di medaglie olimpiche prese? Eppure siamo relegati e governati da settori minoritari, facendo applicare alla   politica nostrana, con i politici attuali eletti, il famoso gioco delle tre carte, basta mettere insieme due settori e il gioco è fatto. Di chi la colpa? La nostra naturalmente, non partecipando agli importanti appuntamenti che si manifestano per la nostra disciplina, delegando, il più delle volte, altri, che vi dicono di fare  man non dicono cosa. Ora è  venuto il tempo, e la tecnologia ci da questa possibilità, che tutti abbiano la giusta e variegata informazione. Quindi niente più sconosciuti ed arrivisti sul palcoscenico federale.

Le parità paritetiche  sono pure invenzioni politiche di convenienza. Tutto ciò si può capire  solo quando si partecipa e non si delega ad altri il sacro diritto di scelta.

C’è una regola  nello statuto federale FIJLKAM a cui non tutti fanno molto caso,essa, recita inizialmente: ” tutti coloro che si affiliano alla FIJLKAM, ne accettano i suoi regolamenti”. Una regola giusta, ci sembra, ma conoscete il seguito di questa norma? Credo che pochi la ricordano, quindi, prendo lo spunto per farvi da testa di ponte (come si dice in gergo militare)  conducendovi a spigolare, sulla carta più importante della nostra Federazione: lo statuto federale.

Ci soffermeremo un pò sugli articoli più ostici alla nostra attenzione, coinvolgendovi, perché con i sistemi informatori attuali, potrete direttamente intervenire ed esprimere dei vostri pareri, partecipare dunque, dal vivo, in tempo reale.

Dotti o non dotti,tutti devono intervenire, perché, per trovare una pagliuzza d’oro, (per noi la regola giusta) il ricercatore, dopo aver individuato il terreno aurifero, deve fare molte setacciate e molti lavaggi prima di trovare la famosa pagliuzza.

Sono sicuro, che il nostro lavoro di analisi e di ricerca ci darà dei buoni risultati.

Questo è il nuovo percorso che desideriamo fare, insieme a voi, addentrandoci in questa nuova e più difficile avventura sportiva.

continua…


  1. Porcari Giuseppe says:

    Gent.mo M° Addamiani
    non voglio essere l’unico, non voglio essere il solo a seguirla in questa nuova avventura sportiva e spero, come lei, che altri si uniscano a questo dibattito per dare il loro prezioso contributo.
    Desidero ricordare che il nostro ambiente e’ formato da donne e uomini, da INSEGNANTI da MAESTRI e non posso, non voglio pensare che questo tessuto sia privo di quella SENSIBILITA’che costituisce l’asse portante del loro sapere e della loro capacita’di trasmettere. Tutti noi abbiamo sempre detto che gli insegnanti di JUDO i MAESTRI sono, siamo, prima di tutto degli educatori.Non possiamo dimenticare che la nostra opera sul Tatami si traduce nella formazione di tutti coloro che si avvicinano alla nostra disciplina.E non possiamo dimenticare che questa formazione ci aiuta a crescere ed a far crescere la nostra mente ed il nostro spirito.Quindi, riduttivo pensare che un insegnante di Judo, un MAESTRO possa limitarsi all’insegnamento della sola tecnica. Il dialogo tra il JUDO e la nostra società non puo’ essere rappresentato solo dalla gara o dal campionismo, abbiamo la presunzione di essere qualcosa di piu’.
    Con queste motivazioni non possiamo essere dei qualunquisti che si disinteressano del mondo Federale che viviamo e come attraverso gli strumenti (STATUTO, REGOLAMENTO ORGANICO e REGOLAMENTO di GIUSTIZIA SPORTIVA),ci governano.
    Le carte Federali fanno parte della nostra Vita Sportiva e sono come la nostra COSTITUZIONE ITALIANA. Non conoscere le nostre carte federali significa affidare le sorti del Judo Italiano in mano ad altri ,a persone che non hanno mai fatto JUDO e che non capiscono e si rifiutano di capire la nostra disciplina e la nostra mentalita’. Certo abbiamo dei nostri rappresentanti nel CONSIGLIO FEDERALE ma come si vede sono piu’ interessati al loro presente che alle sorti del futuro del nostro Judo.
    Facciamo il nostro UCHIKOMI, il nostro RANDORI prepariamoci alla nostra competizione con scrupolo ed intelligenza e………………………..PARTECIPIAMO

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