La nazionale giovanile guarda al futuro

La nazionale giovanile guarda al futuro

La penultima tappa dell’IJF World Tour cadetti ha confermato l’ottimo stato di salute dell’Italia dei giovani che si è stagliata ancora tra le grandi d’Europa: con sette medaglie (un oro, un argento e cinque bronzi) e sei quinti posti la formazione azzurra si è classificata al quarto posto nella classifica per nazioni, confermando la propria [...]

Pubblicato da AC il 14 mag 2014 in Monza

La penultima tappa dell’IJF World Tour cadetti ha confermato l’ottimo stato di salute dell’Italia dei giovani che si è stagliata ancora tra le grandi d’Europa: con sette medaglie (un oro, un argento e cinque bronzi) e sei quinti posti la formazione azzurra si è classificata al quarto posto nella classifica per nazioni, confermando la propria posizione nella top five delle europee, per numero di medaglie raccolte nel World Tour 2014.

Fino ad oggi gli azzurri hanno infatti collezionato 15 medaglie nel circuito internazionale, dietro ad all’irraggiungibile Russia (74 medaglie) a Germania e ad Azerbaijan che con 15 medaglie, precede l’Italia con uno scarto di tre ori.

All’indomani della gara di Teplice, Italiajudo ha intervistato il maestro Nicola Moraci presidente della Commissione Nazionale Attività Giovanile, alla guida dei giovanissimi con la maestra Laura Di Toma ed il maestro Sandro Piccirillo.

Maestro, il torneo di Teplice è definito da molti il “Torneo di Parigi” dei Cadetti: la vostra nazionale ha ottenuto un grande risultato, è il migliore di sempre?

Non so se questo è il migliore risultato, le statistiche le lasciamo fare agli altri: di anno in anno le variabili in gioco sono molte e differenti…di certo posso dire che abbiamo avuto un eccellente comportamento da parte di tutti gli atleti impegnati: sette medaglie conquistate, sei quinti e due settimi posti danno un quadro dell’alto profilo che il nostro judo giovanile ha in campo internazionale. Va messa in evidenza l’ottima prestazione degli atleti che a proprie spese si sono cimentati in questo torneo, come Ilaria Qualizza che ha conquistato un bronzo molto pesante, Martina Zamponi che si è avvicinata al podio nei 48kg e Andrea Dal Zennaro che ha messo in mostra un ottimo judo e le sue notevoli doti.

I cadetti italiani oggi sono tra i migliori d’Europa ma non è sempre stato così…

Otto anni fa, per gli altri incontrare un italiano significava avere passato il turno, naturalmente tranne qualche isolata eccezione. Devo dire che i progressi fatti sono stati enormi. Il lavoro programmato svoltosi in questi anni ha portato alla maturità dei talenti come Edwige Gwend, Odette Giuffrida, Antonio Esposito, Mimmo Di Guida, Enrico Parlati, Fabio Basile, Andrea Regis, Massimiliano Carollo e tutti gli altri che per sintesi, qui non sto a citare. Investire nei giovani significa garantirsi un futuro. Questo il presidente Pellicone lo sapeva benissimo: ci ha dato sempre carta bianca e massima fiducia e pur tra le rimostranze di qualcuno, alla fine accettò sotto la mia ostinata insistenza l’apertura dell’attività internazionale ai club, anche laddove vi prendeva parte la nazionale. Il dottor Falcone è sulla stessa lunghezza d’onda: devo ringraziarlo perché nel periodo di Pasqua ci ha permesso di fare un estemporaneo ritiro nel centro della Guardia di Finanza che con la collaborazione del maestro Massimo Sulli si è svolto nel migliore dei modi. I risultati di questa esperienza a nostro parere sono ottimi ed è fondamentale promuoverne altre. Quello che mi fa piacere e che voglio rimarcare è il clima di consenso, di fiducia ed entusiasmo che si respira intorno a questa nazionale che ripaga me, Laura e Sandro dei nostri sacrifici e ci stimola ad impegnarci maggiormente.

Per eliminare il gap con i paesi di vertice per lei è fondamentale valorizzare queste occasioni di confronto promuovendo maggiore sinergia nella preparazione degli atleti?

Senz’altro: come dicevo la breve esperienza di Pasqua è stata fondamentale per avere un contatto diretto coi ragazzi: gli scorsi anni poterci lavorare soltanto alla vigilia degli appuntamenti più importanti (europei, EYOF e mondiali) è stato un limite. Avere altre occasioni come questa è determinante. Come già comunicato nelle circolari federali che forse non tutti hanno letto, nel mese di Novembre è previsto uno stage per alcuni cadetti in Giappone che organizzeremo al meglio grazie all’aiuto del maestro Capelletti. Inoltre sono numerosi gli inviti ricevuti da parte di nazioni che vorrebbero avere ospiti i nostri ragazzi per qualche raduno.

Se dovesse definire delle priorità a breve e a lungo termine, guardando anche al domani di questi ragazzi, quali sarebbero i punti più importanti?

Nel breve periodo, avendone la possibilità, sarebbe necessario avere una maggiore disponibilità economica che ci consentisse di accettare questi inviti ed di organizzare qualche campus in più. Nel lungo periodo invece sarà necessario modificare il regolamento della classe Esordienti B, trovare delle soluzioni più adeguate alla crescita delle cinture più basse, sviluppare il progetto di identificazione dei giovani talenti e con l’Ausilio degli organismi federali e del CONI creare un programma di sviluppo dei giovani atleti a lungo termine. Inoltre bisognerebbe arrivare a permettere ai cadetti medagliati ai campionati italiani di confrontarsi con i seniores.

E’ importantissimo che questa mole di lavoro fatta con gli under 18 non vada persa nel periodo degli juniores che rappresenta il periodo più critico e delicato nella crescita di ogni atleta e a maggior ragione dei più talentuosi: l’attività deve essere incrementata e maggiormente curata, creando un percorso differenziato dalle altre classi, trovando anche dei percorsi individuali che stimolino la crescita dei migliori talenti.


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