L’Italia a Parigi: a testa alta?

L’Italia a Parigi: a testa alta?

L’Italia conclude il Grand Slam di Parigi con due settimi posti grazie alle prestazioni di Edwige Gwend e Fabio Basile, rispettivamente nelle categorie al limite dei 63 e 66 kg. L’edizione 2016 del Grande Slam di Parigi e’ stata super partecipata, in quanto di fondamentale importanza per la qualificazione olimpica che si chiuderà con i [...]

Pubblicato da Ennebi il 8 feb 2016 in Parigi

L’Italia conclude il Grand Slam di Parigi con due settimi posti grazie alle prestazioni di Edwige Gwend e Fabio Basile, rispettivamente nelle categorie al limite dei 63 e 66 kg. L’edizione 2016 del Grande Slam di Parigi e’ stata super partecipata, in quanto di fondamentale importanza per la qualificazione olimpica che si chiuderà con i campionati d’Europa di Russia nel giro di una manciata di mesi. I numeri confermano quanto sia agguerrita la lotta ai punti della World Ranking List in questo periodo, basti pensare che sono state 91 le nazioni e 557 gli atleti che hanno calcato il tatami della rinnovata Accor Hotels Arena – questa volta con i lavori definitivamente ultimati, a differenza dell’edizione di ottobre 2015. Insomma, a Parigi e’ andato in scena un Campionato del Mondo a tutti gli effetti e il prossimo appuntamento di Dusseldorf sembra essere altrettando partecipato.

Edwige Gwend ha disputato 4 incontri: al primo turno ha gestito al meglio l’atleta mongola Tsend-Ayushper imponendosi per differenza di sanzioni, 2 a 1. E’ ancora una sanzione ad aver assegnato il passaggio al turno successivo nell’incontro con l’atleta delle filippine Watanabe. Edwige si e’ arresa poi alla tedesca Trajdos, numero 3 al mondo, per yuko. Le due si erano già scontrate sempre a Parigi nella finale per il bronzo dello scorso anno, che ebbe il medesimo esito. Avendo raggiunto i quarti di finale, Edwige e’ entrata nei tabelloni dei recuperi dove ha affrontato l’olandese Van Emden. Uno scontro nei piani alti della classifica mondiale. Edwige era infatti numero 8 al mondo mentre Anicka era la numero 9. Purtroppo per una differenza di sanzioni e’ l’atleta olandese ad avere avuto la meglio.

Anche Fabio Basile disputa 4 incontri: al primo incontro ha affrontato il polacco Beta, con il quale Fabio ha vinto con facilita’ di waza ari e due yuko, oltre ad aver costretto l’avversario a subire una sanzione. Fabio Basile ha affrontato poi un avversario molto ostico e fastidioso, l’azero Heydarov, sul quale s’e’ imposto di yuko, inizialmente valutato waza ari, ottenuto su azione di o uchi gari. Fabio ha costretto l’avversario anche a subire due sanzioni, prendendone una. L’atleta torinese e’ approdato così ai quarti di finale, dove ha affrontato il padrone di casa Le Blouch, rivelazione di questa categoria, che ha poi concluso al terzo posto. L’incontro e’ finito con due sanzioni per l’atleta torinese, decretando la vittoria dell’atleta francese. Nell’incontro con Le Bloch, Fabio ha dimostrato di soffrire la lotta sulle prese con un atleta mancino, sicuramente un aspetto su cui lavorare nei prossimi giorni. Al primo incontro di recupero c’e’ stata un’altra battuta di arresto per mano questa volta del quotatissimo coreano An Baul, numero 4 del ranking mondiale e campione del mondo in carica. Fabio ha perso per una sola sanzione, mettendo in campo tuttavia orgoglio, coraggio e tanta determinazione, combattendo fino all’ultimo secondo e credendoci fino alla fine. Il suo Grande Slam si e’ concluso in settima piazza, ma si e’ dimostrato all’altezza di salire sui podi di tornei di questo livello.

Sono stati 4 gli atleti ad aver superato il primo turno: Odette Giuffrida, Antonio Esposito, Andrea Regis e Carmine Di Loreto.

Odette Giuffrida ha superato subito l’atleta mongola Adiyasambuu: e’ andata in vantaggio di yuko in uchi mata sukashi per poi immobilizzare l’avversaria. Al turno successivo ha affrontato la polacca Perenc: andata in svantaggio di waza ari su azione di sei nage, e’ riuscita poi ad avvicinare le distanze grazie ad uno yuko ottenuto su attacco di o uchi gari. Purtroppo durante un’azione di lotta a terra, ha subito una leva articolare.

Antonio Esposito ha affrontato al primo turno eliminatorio il belga Chouchi, superato di yuko. Al secondo turno Antonio ha beccato il mongolo numero 10 al mondo, Sainjargal, contro il quale non c’e’ stato nulla da fare.

Andrea Regis ha superato con facilita’ il cubano Estrada per ippon. Ad aspettarlo c’era il numero 5 al mondo, il giapponese Akimoto, che con due yuko ed un ippon ha messo fine al Grande Slam di Andrea.

Carmine Maria Di Loreto dapprima ha costretto l’avversario il lussemburghese Schmit a subire due sanzioni, poi ha segnato uno yuko ed infine un ippon a pochi secondi dalla fine dell’incontro. Al turno successivo Carmine si e’ scontrato con il cazako Telmanov, che s’e’ imposto di yuko e waza-ari.

Purtroppo Elio Verde non ce l’ha fatta a superare il primo turno eliminatorio contro l’azero Karimov. L’incontro si e’ chiuso per waza ari su contro attacco di chi mata a cui si aggiunge l’assegnazione da parte dell’arbitro di 5 sanzioni, 3 ad Elio e 2 all’avversario. Ci e’ sembrato un Elio fuori forma quello che ha combattuto all’Accor Hotels Arena di Parigi, a differenza di quanto ci aveva mostrato all’Avana poche settimane fa.

Sono usciti al primo turno anche Antonio Ciano e Assunta Galeone.

Assunta Galeone e’ uscita dal tebellone per mano della francese Malonga, numero 11 al mondo, per uno yuko subito su azione di uchi mata. Nonostante il risultato, Assunta si e’ comportata benissimo, combattendo con grande determinazione e costringendo anche l’avversaria a subire shido per passività. Senza ombra di dubbio, Assunta, che e’ tra le prime 20 al mondo, avrebbe meritato di andare avanti a Parigi.

Il capitano della squadra maschile, Antonio Ciano, non ce l’ha fatta a superare il primo turno contro il brasiliano Penalber, numero 5 al mondo.

Un’altra atleta con passaporto italiano che ha calcato il tatami dell’Accor Hotels Arena e’ Miranda Giambelli, nata e cresciuta a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, ma che rappresentava a Parigi i colori dell’Australia. Miranda, attualmente numero 19 al mondo, non e’ riuscita a superare al primo turno la giappoese Umeki, numero 8 del ranking mondiale.

Proprio il Giappone si e’ confermato ancora una volta la nazione leader del judo mondiale, conquistando il medagliere con ben 5 ori, 2 argenti e 2 bronzi. Alle sue spalle troviamo in ordine la Corea del Sud con 3 ori e 4 bronzi e la Francia, padona di casa, con 2 ori, 1 argento e ben 6 medaglie di bronzo.

A conclusione di questo grande evento e visti i risultati delle piu’ importanti competizioni degli ultimi mesi, possiamo affermare che il riassetto tecnico avvenuto lo scorso settembre e la conseguente scelta della direzione tecnica di dare finalmente piu’ spazio ai giovani - anche se ci aspettiamo decisamente di più in tal senso per il futuro - si conferma una scelta azzeccata che sembra abbia ridato fiducia al team italiano e che ci riporta a vedere incontri vinti da parte dei nostri atleti (mi viene in mente a tal proposito il disastro dei mondiali di Parigi 2011). Del resto, sebbene a Parigi non si puo’ non parlare di sconfitta – l’Italia ha chiuso al 28esimo posto del medagliere – non possiamo dimenticarci in che condizioni eravamo fino a poco tempo fa.

La speranza e’ che lo “spazio ai giovani” sia sempre piu’ il criterio che guidi le scelte future piuttosto che un timido tentativo di “vediamo come va”. Allo stesso tempo ci auguriamo che si mettano da parte le scelte politiche, le stesse che al mondiale di Astana 2015 lasciarono a casa molti atleti e che oggi non abbiamo del tutto superato. Purtroppo.

Forse, una prima mossa politica – quella vera – potrebbe essere rappresentata dalla definizione di interlocutori chiari dal punto di vista meramente tecnico, senza che le forze politiche si intreccino alle scelte tecniche e viceversa.

In ultimo, la risposta alla domanda con il quale si apre questo articolo, la lascio ai nostri lettori: l’Italia esce a testa alta da Parigi?


  1. marco bottinelli says:

    In un mondo lento come quello politico sportivo della ns. federazione i 5 mesi trascorsi da settembre a febbraio non sono nulla. Nulla rispetto all’eternità rappresentata dagli uomini al comando ,scolpiti nella roccia e immutabili come le cime delle Alpi.Quindi questo largo ai giovani che poi sarebbero Basile, Esposito e Di Loreto mi sembra già un bel passo in avanti a cui speriamo tutti ne seguano altri nella stessa direzione, con il coraggio di investire tempo e denaro portando ragazzi e ragazze a fare esperienza nei grandi Tornei. A TESTA ALTA ???.Rispetto agli ultimi risultati Internazionali Senior direi NI ,un soffio sopra la media ma non di più, rispetto ad anni un pò più lontani direi proprio di NO. Ma questo ha poca importanza ogni vittoria conta solo per il tempo di scendere dal podio ed arrivare a casa, da li si parte per la gara successiva.Quello che conta é la ripresa generale di un movimento judoistico italiano un po’ in debito d’ossigeno.Riempiamo le palestre (anche con i risultati dei ns. Campioni)ed ampliando la base avremo più possibilità anche nel settore agonistico. Questo in fretta, facendo conoscere questo sport, facendolo diventare comprensibile, facendo vedere i suoi lati spettacolari, facendo quelle operazioni di marketing che sono riuscite tanto bene al rugby, diversamente le cime delle Alpi,di cui sopra,rimarranno là ma Noi ci saremo estinti.

  2. Andrea says:

    Come si può parlare di una “Italia che esce a testa alta da Parigi”, quando a parte due atleti, il resto del gruppo supera a malapena il primo turno??!! Vista l’alta affluenza di atleti e di teste di serie questo GS di Parigi è stato un interessante antipasto di Rio 2016 e se questi risultati (28esimo posto nel medagliere e soli due settimi posti individuali) si ripetessero anche in terra brasiliana sarebbe una sconfitta senza “se” e senza “ma”. Unica nota positiva è sicuramente Fabio Basile, ottima prestazione, si conferma uno dei prospetti più interessanti del panorama Italiano.
    In definitiva l’Italia NON esce a testa alta.

    • Ennebi - Amministratore says:

      Grazie Alessandro per il tuo commento, molto apprezzato.

  3. Dartagnan says:

    A proposito della definizioni di interlocutori chiari ma Pierangelo Toniolo e Raffaele Parlati che apparivano nello staff FIJLKAM al Gran Prix di Parigi NON LI ABBIAMO VISTI, DOVE ERANO FINITI?

    • Vittorio Serenelli says:

      Gentilissimo Signor Dartagnan(!?),
      soddisfo la sua curiosità, almeno in parte. Uno era a Genova a seguire i cadetti l’altro non so. Evidentemente ognuno di noi ha le proprie personali priorità. Cordialmente

  4. giovanni malabrocca says:

    Ricordo che tanti anni fa un mediocre pugile napoletano,tale Ciro De Leva,sfidò il fortissimo venezuelano Pinango per il titolo mondiale dei pesi pesi mosca,o piuma.Dopo averne prese una cavagna,prima del limite il malcapitato De Leva gettò la spugna;intervistato dal telecronista Rai,disse di essere uscito “a testa alta”.Qualche giorno dopo il grande Rino Tommasi,su Canale 5,osservò con arguzia che la testa alta gliel’aveva tenuta il suo avversario a suon di pugni.

  5. Gbsav says:

    Testa alta? Ma che gara avete visto? I nostri alfieri sicuramente avranno dato il Massimo ma i risultati sono impietosi, il podio è un miraggio almeno oggi. Rio è vicina e i miracoli sono sempre più rari. Certo che se i vertici continuano a vedere come grandi imprese questi risultati non ci sarà futuro.

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