La chiusura del PalaVesuvio lascia 3000 atleti senza un tetto

La chiusura del PalaVesuvio lascia 3000 atleti senza un tetto

Ci troviamo oggi a documentare un altro caso in tipico stile italiano, in cui a rimetterci è ancora una volta la comunità e in questo caso quello giovanile. 3000 ragazzi, 3000 atleti costretti a non poter svolgere la loro attività sportiva a causa della chiusura della struttura in cui si allenano per mancato rispetto delle norme di sicurezza.

Pubblicato da A. Cau il 9 nov 2016 in Iglesias

Spesso ci chiediamo perché i grandi eventi sportivi non vengono ospitati in Italia. E’ semplice: perché non abbiamo le strutture o quelle che abbiamo non sono idonee.

Sono molteplici i casi di strutture iniziate e mai finite, strutture mai inaugurate e abbandonate o ancora peggio strutture in uso che non vengono mai manutenzionate. La mancata manutenzione porta ad una situazione senza ritorno, dove le spese per gli interventi sono così alte che spesso si eseguono – sempre che si eseguano – solamente dei rattoppi.

In tutta questa situazione chi ci rimette sono le società sportive e gli atleti, spesso costrette ad andare alla ricerca di altri locali, con aggravio di spese, che spesso non possono sostenere, e quindi si trovano in difficoltà.
Uno degli ultimi casi è la chiusura del PalaVesuvio di Napoli, gestito dal Comune e de tre società sportive ospitate nella struttura: pallacanestro, pallavolo e judo.
Il judo e’ rappresentato dalla società sportiva Nippon Club Napoli dei fratelli Parlati.
Come si è giunti alla chiusura totale? Nel mese di Maggio 2016, i Vigili del Fuoco dopo un sopralluogo, accertarono il mancato rispetto delle norme di sicurezza, e concessero 180 giorni di tempo al Comune per intervenire. Passato infruttuosamente detto termine, i Vigili del Fuoco si sono rivolti all’autorità giudiziaria, che ha disposto il sequestro dell’area. 3000 ragazzi sono rimasti senza un tetto dove allenarsi e molti di loro, come nel caso della società Nippon Club Napoli, sono in piena preparazione per gare di livello europeo.
Come si può leggere sul profilo Facebook della società partenopea le inadempienze riscontrare dai Vigili del Fuoco sono le seguenti:
1) mancata sostituzione d’interruttori magnetotermici sul quadro elettrico,
2) intubamento di un filo elettrico,
3) installazione di pochi metri di treccia di rame per il collegamento (già esistente ma rubato) dell’impianto parafulmine esistente alla messa a terra;
4) sostituzione di alcune lampade d’emergenza;
5) mancata presentazione di una C.I.A. (Comunicazione d’Inizio Lavori) che il Comune (proprietario) doveva fare a se stesso.
Lavori che potremmo quasi dire di ordinaria amministrazione, che potrebbero svolgersi in un paio di giornate, ma che invece hanno portato alla chiusura della struttura.
Questa situazione si protrae dal 12 di Ottobre.
Un enorme danno soprattutto a livello sociale, visto il grande ruolo che questa società svolge in una periferia come quella di Ponticelli.
Resteremo vigili e vi terremo informati se ci saranno aggiornamenti.
foto da: Repubblica.it

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