“Judo: sport e tradizione” il libro di Tempesta, Tavolucci e Tribuzio

“Judo: sport e tradizione” il libro di Tempesta, Tavolucci e Tribuzio

Il libro “Judo: sport e tradizione” coniuga le tre anime del judo: la parte agonistica, quella didattica e quella formativa e sociale. Insieme esse costituiscono l’estensione di una idea di educazione che parte dal prendersi cura del corpo per coinvolgere la mente. Inoltre, secondo gli autori, la contrapposizione tra judo-educazione e judo-sport è tanto strumentale quanto fumosa. Infatti, il judo mentre educa avvia allo sport, che a sua volta, forma ed educa, creando così un circuito virtuoso.

Pubblicato da Ij Team il 28 mar 2016 in Italia

E’ stato pubblicato lo scorso dicembre 2015 il libro “Judo: sport e tradizione” edito da Luni Editrice e scritto da tre illustri personaggi del mondo jusostico italiano: Nicola Tempesta, pioniere e leggenda del judo italiano, primo oro internazionale per l’Italia e due volte campione europeo, nonché già direttore tecnico della nazionale italiana; Ferdinando Tavolucci, altro pilastro del nostro movimento judoistico, docente per circa vent’anni presso l’Accademia Nazionale, che ha sfornato molti tecnici di successo; il M. Tavolucci è stato docente anche presso la Scuola Nazionale di Ostia; Giuseppe Tribuzio, sociologo dell’Educazione e della Salute, formatore e docente incaricato di Sociologia presso l’Università degli studi di Bari, istruttore federale fin dal 1982, quando era capo corso del Corso Istruttori presso l’Accademia Nazionale.

Il libro “Judo: sport e tradizione” è una lettura che Italiajudo consiglia a tutti gli appassionati della materia. Il libro coniuga le tre anime del judo: la parte agonistica, quella didattica e quella formativa e sociale. Insieme esse costituiscono l’estensione di una idea di educazione che parte dal prendersi cura del corpo per coinvolgere la mente.

Parte del libro affronta il tema della “tradizione”, tanto discusso e controverso e che alimenta la contrapposazione – in verità inesistente – tra judo-educazione e judo-sport. Nel libro “Judo: sport e tradizione”  i maestri di judo Tempesta, Tavolucci e Tribuzio si distaccano da una visione prettamente legata alla tradizione, abbracciando una visione piu’ moderna e in linea con i nostri tempi. Secondo gli autori, la contrapposizione tra judo-educazione e judo-sport è tanto strumentale quanto fumosa. Infatti, il judo mentre educa avvia allo sport, che a sua volta, forma ed educa, creando così un circuito virtuoso, indispensabile alla crescita civile e morale dei giovani. Proprio per superare questa diatriba, il libro approfondisce il significato della tradizione e cosa essa debba rappresentare nel movimento judoistico.

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Se il judo propina il confronto e l’incontro come strumenti indispensabili di cresciuta, come può restare vincolato alla “tradizione”, ingessato rigidamente nella sua forma? Gli autori  di “Judo: sport e tradizione” identificano il judo come una “forza” in continua trasformazione. Fare della tradizione un limite invalicabile, un distintivo di appartenenza a una interpretazione del judo del tutto personale, distante da ogni riferimento spazio-temporale, non può condurre ad alcuno sviluppo né quantitativo né tanto meno qualitativo, perché limita la ricerca, limita la creatività, limita l’espressione dell’intelligenza individuale.

A distanza di circa un secolo, le proposte avanzate da Jigoro Kano, in ambito educativo, sono ancora valide, ma vanno inevitabilmente contestualizzate e adattate ai nuovi stili di vita, mantenendo integro il nucleo centrale del messaggio etico, che nobilita non solo il Judo come disciplina, ma l’intero panorama sportivo.

Per questa ragione il volume si compone di due parti. Nella prima si propone una rilettura della fenomenologia del Judo per poter meglio apprezzare le sue potenzialità innovative nello sport e nella società. Nella seconda parte, si affrontano i temi specifici connessi alla pratica del Judo.

Gli autori di “Judo: sport e tradizione”  sono convinti che l’ideale del judo vada promosso in ogni ambito e la miglior formula disponibile oggi è quella sportiva–educativa, l’unica in grado di avvicinare i giovani, che hanno un forte bisogno di confrontarsi con gli altri per conoscere meglio se stessi, i propri limiti, le proprie capacità, per socializzare e sviluppare amicizie. Il Judo resta ancora oggi un manifesto educativo di notevole importanza, che non va chiuso in un cassetto e tenuto gelosamente nascosto, ma attuato con l’esempio, che parte dalla pratica quotidiana sul tatami per estendersi nei luoghi di gara, in famiglia, nel mondo della scuola e del lavoro.

Questo lavoro è dedicato a tutti coloro che hanno subìto e continuano a subire il fascino di una disciplina come il judo che, oltrepassato i confini del proprio paese d’origine, ha contagiato il mondo intero, promuovendo un nuovo modo di intendere l’educazione della persona e lo sport da combattimento, ancora definito, impropriamente, “arte marziale”. Per questa ragione tre generazioni di “judoka” hanno trovato il modo per incontrarsi e poter esprimere al meglio la loro esperienza, realizzando un progetto che dà del Judo una immagine più completa.

La strada è tracciata, adesso, tocca a tutti i praticanti percorrerla armoniosamente insieme, questa volta per “crescere e progredire” per davvero.

Tribuzio e Tempesta

I meastri Giuseppe Tribuzio (sx) e Nicola Tempesta (dx) – Foto di Franco Di Capua


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