Judo e pari opportunità: parla Laura Di Toma

Judo e pari opportunità: parla Laura Di Toma

Di questi tempi sembra che la parità tra uomini e donne nel judo vacilli sotto il peso di alcune novità: la decurtazione del tempo di gara di un minuto sancita dall’IJF e l’ammissione senza criterio di tutte le donne alle finali nazionali di casa nostra fanno discutere sia nei parterre che sui social network. Tra [...]

Pubblicato da AC il 12 dic 2013 in Monza

Di questi tempi sembra che la parità tra uomini e donne nel judo vacilli sotto il peso di alcune novità: la decurtazione del tempo di gara di un minuto sancita dall’IJF e l’ammissione senza criterio di tutte le donne alle finali nazionali di casa nostra fanno discutere sia nei parterre che sui social network. Tra tutte le reazioni, ad aver fatto più rumore è l’appello che la campionessa di Londra 2012 Kayla Harrison ha lanciato dalla sua pagina Facebook affinché le donne del judo esprimessero il loro parere.

Anche, la Signora del judo italiano, Laura di Toma ha detto la sua. La maestra Di Toma è un’autorità senza pari quando si parla di judo al femminile: primo settimo dan italiano in rosa, medaglia d’argento al campionato mondiale di New York 1980, tre volte campionessa d’Europa, un argento e cinque bonzi continentali, diciannove titoli italiani, oggi membro della Commissione Nazionale Attività Giovanile, Laura è stata protagonista della lotta che ha portato il judo alle olimpiadi.

 

Maestra nello sport esistono le “pari opportunità” tra uomini e donne?

Si! Negli anni si è raggiunto molto, siamo alle Olimpiadi ormai con tutti gli sport , anche nel salto con l’asta… ma a livello dirigenziale ancora c’è molto da fare e da “conquistare” naturalmente e sempre se si è all’altezza, indipendentemente dal “genere”.

Cosa significa “pari opportunità” nello sport?

Avere le stesse opportunità , garanzie, tutele degli atleti maschi come sul  lavoro.

Tu sei stata protagonista del percorso di “parificazione”  tra uomini e donne nel judo: quali sono state le tappe fondamentali di questo percorso?

La Coppa Europa 1974 a Genova, il primo Campionato Europeo nel 1975 a Monaco , il primo Campionato del Mondo 1980 a New York. Dopo il Campionato del Mondo di New York è partita la lotta ufficiale per l’inserimento del Judo Femminile alle Olimpiadi: tutte le medagliate di quel mondiale hanno scritto al  Comitato Olimpico Internazionale  per essere ammesse ai Giochi minacciando di citare in giudizio il CIO.

Quale immagine resta per te indelebile di questa “lotta”?

La Maestra Maria Bellone che in Italia ha lottato per avere il Campionato Italiano Femminile(ed io ancora non avevo iniziato a fare judo) e l’americana Rena “Rusty” Kanokogi chiamata “The Mother of womens’ Judo” che ha organizzato i Campionati del mondo di New York e ci ha unito nella battaglia per le Olimpiadi. A tutte le ragazze consiglio di farsi raccontare e leggere le loro storie.

Recentemente la revisione delle norme internazionali ha decurtato di un minuto il tempo di gara per le donne: come interpreti questa decisione?

Prima di commentare vorrei sapere la motivazione…siamo poco spettacolari? Anche se a volte è vero spero che questa non sia la ragione… e comunque in linea generale NON sono d’accordo.

La campionessa di Londra 2012, Kayla Harrison si è espressa in merito sui social network: come valuti la sua iniziativa?

Anche lei credo voglia conoscere le motivazioni e comunque è l’unica che ha chiesto in maniera ufficiale il perchè, mettendosi in prima linea con i social network …..chiedo a tutte le atlete di scriverle per dare un loro parere.

Secondo le anticipazioni, il PAF 2014 ammetterà tutte le donne alle finali nazionali, purché prendano parte alla fase di qualificazione, indipendentemente dal risultato: qual è la tua opinione in merito?

E’ avvilente, soprattutto  per l’obbligo di partecipare ad una “NON” gara  come “lasciapassare”: la qualificazione regionale a questo punto è inutile Da sempre sono contraria alle “quote rosa” in tutti i campi….

Guardando al panorama nazionale, qual è lo stato di salute del judo “in rosa”?

Mi sembra di ricordare che nelle ultime TRE Olimpiadi sia stato proprio il judo “in rosa” quello che ha avuto il piacere di cogliere il risultato-medaglia per l’Italia e sappiamo tutti quanto sia difficile arrivare al podio nella competizione con più variabili e casualità, ma soprattutto con più pressione psicologica. Nell’immaginario collettivo del Judo mondiale ed Italiano, queste medaglie possono valere di meno? Per me assolutamente NO!

Qual è la tua opinione su quanto sta accadendo in generale a livello internazionale?

A questo punto tutto può succedere: tra il regolamento estremamente  punitivo, la non spiegazione del minuto in meno per le donne, i tecnici alla sedia che non si possono nemmeno muovere, tutti zitti sul parterre….magari un domani potrebbe succedere che tolgano qualche categoria di peso femminile (come nella Lotta). Sono per l’educazione, sono per comportamenti corretti da parte di tutti: il Rispetto  lo insegna proprio il nostro sport…come sempre l’equilibrio ed il buon senso  sono le cose più difficili da realizzare.

Laura1

Dunque quali sarebbero i sono i passi da compiere guardando al futuro?

1)        Non si dovrebbe vincere un incontro per sanzione.

2)        Il sistema dei recuperi  va totalmente  rivisto anche per le categorie junior e senior.

3)      L’Italia dovrebbe essere più presente nelle decisioni tecniche ed arbitrali del panorama del Judo Olimpico.

Che augurio possiamo fare alle atlete italiane?

Allenarsi al meglio, avere la possibilità di coltivare il Judo con passione, ma soprattutto di muoversi , investendo su se stesse e cercare di accedere a TUTTE le competizioni Internazionali che l’IJF ha messo in campo.

Vorrei concludere questa intervista rivolgendo il mio saluto, con affetto e gratitudine, al presidente Matteo Pellicone che sempre e comunque mi ha permesso e ha permesso a tutte le Atlete, di praticare, gareggiare, lavorare per lo sport che amiamo e per la Federazione.


  1. Marco Bottinelli says:

    Come sempre la Signora Di Toma esprime in modo semplice, pacato, educato concetti corretti e precisi.
    CAMBIARLE RUOLO SAREBBE UNA PERDITA NOTEVOLISSIMA DAL PUNTO DI VISTA TECNICO E NON SO NEMMENO COSA NE PENSA LEI, MA A MIO PERSONALISSIMO GIUDIZIO SAREBBE IL PRESIDENTE FEDERALE IDEALE PER DARE NUOVO IMPULSO AL NS. SPORT.

  2. paola says:

    Sono perfettamente daccordo con Laura non capisco la motivazione del minuto in meno per le donne!!!!! Sarei inoltre molto felice se Laura si proponesse come Presidente il nostro sport ne trarrebbe giovamento in tutti i sensi.Comunque sempre grazie Laura per quel che hai fatto e che continui a fare!!!!!!

  3. Djudo91 says:

    Come sempre grande Laura!

    Solo una nota a chi ha scritto questo interessante articolo: “primo settimo dan italiano in rosa” Laura ha il judogi bianco, al massimo blu, in rosa non l’ho mai vista. Se volete fare un articolo a favore delle pari opportunità attenzione a quello che scrivete. E’ anche cambiando i luoghi comuni e i modi di dire che le cose piano piano si muoveranno verso un futuro privo di discriminazioni legate al genere.

  4. patrizia says:

    dopo molti anni che faccio parte di questo sport mi ritrovo a combattere come quando era ragazza per le stesse cose ,ritrovogli stessi portavoce e come allora i soliti portavoce ,che non hanno paura di parlare esprimendo in modo pacato il loro personale (ma altamente qualificato )parere
    Laura Di Toma presidende sarebbe l’unico vero cambiamnento X TUTTI ………………..ROSA O CELESTI che siano

  5. Fabio Fabbroni says:

    In un deserto di idee ben vengano questi interventi purché non rimangano squarci di luce nella nebbia.
    Chiunque prenda il comando della nostra federazione sappia trarre vantaggio da chi esprime le proprie opinioni e magari ha il coraggio di cantare fuori dal coro, nel rispetto e nella dialettica del confronto.

  6. Zanesco Claudio says:

    Brava Laura, come sempre, chiara lineare precisa.

  7. Giorda Gianluigi says:

    Mi ritrovo nelle parole della Maestra Di Toma vuoi perchè la mia cariera di insegnante ha visto molte mie atlete medagliate alle finali Nazionali , ma in particolare anche come marito di una ex atleta di massimo livello e padre di due brave agoniste.
    Per cui non devono svilire il judo femminile, ma se hanno ragioni valide per giustificare questi cambiamenti le portino a nostra conoscenza.

  8. patty says:

    perchè non chiediamo ad una persona onesta la cui onesta è comprovata da anni di candidarsi e rappresentarci nelle prossimen elezioni? la famosa quota rosa è meglio che sia una persona speciale come solo LAURA DI TOMA PUO’ ESSERE

  9. Marco says:

    Ho avuto la fortuna di allenarmi, per quasi un anno, sotto la guida Laura Di Toma e Paolo Di Natale. Raramente ho visto, insieme, tanto talento, professionalità, serietà, educazione, e rispetto.
    Ancor più grandi doti considerando il livello, immenso, dei risultati che Laura Di Toma può vantare.
    Sarebbe bello se, dopo un presidente senz’altro grandissimo, la nostra federazione avesse come presidente un’atleta ed insegnante così grande.
    Una persona in grado di capire, praticare ed insegnare realmente il judo. Quello vero.
    Potrebbe riportare i valori del judo in alto, liberando la federazione ed il judo da santoni e burocrati

Trackbacks/Pingbacks

  1. Un judo per maschi e uno per “femmine”? - [...] http://www.italiajudo.com/judo-pari-opportunita-intervista-laura-toma/ [...]

Commenta con Facebook

commenti