Judo Educazione: La figura di Cesare Barioli

Judo Educazione: La figura di Cesare Barioli

Torna anche questa settimana la rubrica dedicata al Judo Educazione, curata da Claudio Zanesco.

Pubblicato da Claudio il 6 dic 2017 in Varese

Cari lettori di Italiajudo, ben ritrovati anche questa settimana con il terzo numero della rubrica dedicata al Judo Educazione. Mi preme fare una premessa in seguito ad alcuni commenti che ho ricevuto la scorsa settimana: ritengo che l’agonismo non sia per niente incompatibile con il concetto di Judo Educazione. Non ho mai pensato il contrario e se qualcuno ha avuto dei dubbi in seguito alle mie parole della scorsa settimana, ci tengo a confermare che non ho cambiato idea. Non è un caso che quando ne ho la possibilità prendo parte alle competizioni federali.

Ciò detto, vorrei dedicare il numero di quest’oggi alla figura di Cesare Barioli. Come anticipato nel primo numero di questa rubrica, il mio pensiero è per forza di cose influenzato dall’incontro con Cesare Barioli, pertanto trovo giusto dedicare uno spazio alla sua persona. Definire la personalità e le opere di Cesare Barioli per il judo italiano è una impresa enorme. Mi limito ad esprimere alcuni fatti a cui assocerò delle opinioni personali.

Cesare Barioli inizia a praticare Judo nella Milano del dopoguerra, fase pionieristica sotto tutti gli aspetti, fonda la sua scuola di judo, il Bu-Sen, a metà degli anni 60 assieme ad un gruppo di judoisti che hanno fatto e tutt’ora fanno la storia del judo nazionale. E’ dirigente della Federazione di cui fa parte fino ai primi anni ’70. Dopo di che, se ne allontana assieme ad  alcuni suoi allievi dell’epoca. Egli affina la ricerca, già iniziata da tempo sul metodo Judo, e attiva alcune associazioni e realtà tuttora esistenti che perseguono appunto la divulgazione del Judo Tradizionale. Scrive libri, fa ricerca, si confronta con tutti quelli che incontra, provoca, stimola.

Personalmente ritengo che la sua caratteristica più importante sia stata stata quella di “essere avanti” sempre, su tutto. Vi spiego perché. Negli anni ’60 ha la squadra di judoisti più forte d’Italia, grande fucina di campioni. Poi ha nella propria scuola maestri di primo livello che si allenano tutti i giorni e più volte al giorno. È proprio Cesare Barioli ad intravedere nella deriva agonistica una tarda “pericolosa” per il judo. Egli coltiva lo studio della tecnica e dei kata come nessuno aveva fatto prima, intuisce che il futuro del mondo sarà un problema di “educazione” e su questo lavora fino alla sua morte, partendo sempre dal principio morale del judo.

Alcuni dei praticanti del Bu-Sen, il suo storico DoJo hanno continuato la ricerca del cosiddetto Judo Tradizionale. Le due massime istituzioni che sono nate proprio abbracciando il concetto ideato da Cesare Barioli di Judo Tradizionale sono Gli amici del Judo e l’AISE (Associazione Italiana Sport Educazione). Vi sono poi altre realtà molto attive ma un po’ meno strutturate che fanno capo a tecnici che hanno come riferimenti pubblici, dei “blog” o che all’interno di enti di promozione sportiva coltivano la diffusione, appunto, della loro interpretazione di “tradizionale”.

Ecco, ci tenevo a sottolineare che il concetto di Judo Tradizionale o di Judo Educazione come lo conosciamo in Italia è nato dagli studi di Cesare Barioli e si è poi evoluto in diverse interpretazioni.

Alla prossima settimana.

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