Judo Educazione: La Collaborazione

Judo Educazione: La Collaborazione

Quarto appuntamento con Claudio Zanesco con la rubrica Judo Educazione, dedicata quest’oggi al concetto della collaborazione. Buona lettura!

Pubblicato da Claudio Zanesco il 14 dic 2017 in Varese

Cari lettori di Italiajudo, ben ritrovati con la quarta puntata della rubrica dedicata al Judo Educazione. Dedico l’appuntamento di quest’oggi ad un concetto molto importante che ritengo sia alla base del concetto di judo: la Collaborazione.

Son certo – ribadisco ancora una volta che esprimo il mio pensiero personale – che entrambi, i “tradizionalisti” come gli “agonisti” praticano del buon judo, sul tatami. Salvo deviazioni eccessivamente sportive che però non sono cosi frequenti, a tutti piace l’idea della “bella tecnica” e dell’Ippon. Da un altro punto di vista a volte vi sono delle scelte “integraliste” del judo tradizionale che lasciano alquanto perplessi di fronte ad una evoluzione dell’uomo e delle sue conoscenze.

Vi è da considerare onestamente un fatto: la larga diffusione di palestre e dojo in tutti gli angoli della penisola, isole incluse, non sempre è stata accompagnata da un alto livello qualitativo della pratica, con un conseguente scadimento della qualità dell’insegnamento. Tipico è l’esempio di palestre dove ad insegnare ai bambini viene spesso messo l’agonista che è libero al pomeriggio da impegni scolastici, il giovane ha quasi sempre uno scarso metodo d’insegnamento con gravi conseguenze sugli allievi

Spesso si fa riferimento agli aforismi del judo quali amicizia e mutua prosperità e tutti insieme per progredire ma non li si applicano sempre e questo vale tanto per i “tradizionalisti” tanto per gli “agonisti”. Anche i tradizionalisti sono un po’ agonisti e capita che per dissidi, intolleranze, spesso invidie, non collaborino fra di loro. Anzi, a volte agiscono in contrapposizione con iniziative spesso simili, con buona pace della “collaborazione” e la morte in diretta di tutti i principi del judo morali e non, salvo poi enunciare i grandi principi in riunioni e conferenze a cui però si presentano in pochi.

Volendo essere buoni, si potrebbe interpretare il tutto come una speranza, ovvero la diffusione di un judo e dei suoi praticanti che cercano e ricercano, con l’obiettivo di raggiungere la crescita dell’uomo. In tale scenario, sono possibili – anzi auspicabili – anche dei contrasti, purché questi non superino il valore dell’educazione.

Ad ogni modo, ritengo che la Collaborazione sia la base su cui si debba applicare il concetto di Judo Educazione o Judo Tradizionale nella sua forma più pura. Non è forse questa una espressione di amicizia e mutua prosperità?


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